Conosco persone, donne, che da uno stupro non si sono riprese mai più. Che scattano in piedi appena sentono un rumore alle loro spalle, che non sono più riuscite nemmeno ad andare al mare e mettersi in costume da bagno come se non avessero nemmeno la pelle. Vogliamo salvare e recuperare un branco? Ok, sono d’accordo. Ma come salviamo una ragazza di 19 anni che d’ora in poi avrà paura di tutto? Perché la responsabilità sociale la sentiamo nei confronti dei carnefici e non in quelli della vittima? Se c’è una qualche forma di responsabilità collettiva nei confronti dei carnefici, allora dovremmo provare a sentirci responsabili anche per quella ragazza e per tutte le vittime di stupro perché è a loro che dobbiamo veramente qualcosa, sono le vittime che vanno aiutate a ricostruire la propria vita. Per quanto riguarda le pene esemplari credo che siano assolutamente necessarie per un semplice motivo: nessun atto criminale viene fermato dalla paura della rieducazione, ma da quella della punizione. L’educazione deve funzionare prima che si arrivi a compiere un abominio del genere. Ovviamente siamo tutti garantisti finché la “bomba” non ci cade in casa.
Con rispetto,
Ermal
Amazon, Facebook, Google, Apple &Co. avranno accesso, col nostro permesso, al nostro Iban. Lo stabilisce la direttiva sui pagamenti digitali Psd2. Il dubbio è che sia l'ennesima porta spalancata per regalare dati preziosi ai big tech, il mio pezzo per @L_Economia del @Corriere
A Ghouta, Siria.
«I forni che non danno più pane, l’acqua che manca, l’elettricità che diventa ricordo, i presidi medici che saltano in aria, l’abitudine infernale del morire». Domenico Quirico su @LaStampa oggi.
Foto Afp/Ammar Suleiman
1 donna su 3, a livello globale, ha subito una violenza sessuale. Ogni giorno ci impegniamo affinché la sofferenza delle vittime non resti inascoltata. #violenzadonne