Onestamente, che Salvini da giorni vada dicendo che il caso Apostolico è motivo di “imbarazzo per le istituzioni” è seriamente una delle cose più ipocrite che abbia mai sentito in vita mia.
Un uomo che negli anni ha disonorato con ogni atomo del suo corpo lo Stato, ha la faccia tosta di dire una cosa del genere. E no, non è retorica, ma la verità. Perché in veste di ministro questo signore andò a ballare con delle cubiste in spiaggia mentre suonavano l’Inno nazionale; si mise a twittare di operazioni antimafia mentre erano ancora in corso, mettendo a rischio la sicurezza degli operatori; portò su un palco una bambola gonfiabile paragonandola a una sua avversaria politica; e ancora, ancora, ancora.
Sono troppe le pagliacciate che ha fatto per metterle qui.
Credo però che sia proprio questa enorme faccia tosta a consentirgli di fare carriera politica. A lui e tanti altri più o meno come lui.
Oggi infatti funziona così: più sei ipocrita, più vai avanti. Più accusi gli altri di fare quello che tu fai da una vita e pure in maniera smodata, più la strada ti si apre davanti. E il bello è che tanti ti credono pure.
Tempi barbari, davvero molto.
#13agosto: un anno senza #PieroAngela.
“Noi siamo lì, in quella pallina che non conta niente, nel buio dell’universo. E lì, sotto questa atmosfera così sottile, noi continuiamo a litigare, a prenderci a mazzate, ad ammazzarci.”
Una meravigliosa riflessione sul senso della vita❤️
Non dimentichiamo neanche questo,quando i fascisti di ordine nero facevano saltare in aria i treni.
Attorno all'una del mattino del 4 agosto 1974, un ordigno ad alto
potenziale esplose nella quinta vettura del treno Italicus diretto a
Monaco di Baviera, mentre transitava presso San Benedetto Val di
Sambro, in provincia di Bologna, uccidendo 12 persone e ferendone 48.
Avvenne a distanza di pochi mesi dalla strage neofascista di piazza
della Loggia, a Brescia (28 maggio 1974). Come Brescia l'Italicus fu
l'anello di quella catena di stragi neofasciste che insanguinò
l'Italia negli anni della strategia della tensione, partita da piazza
Fontana (12 dicembre 1969) e culminata alla stazione centrale di
Bologna (2 agosto 1980). La strage fu subito rivendicata da Ordine
nero, ma anche in questo tragico caso non ci fu giustizia per le
vittime: non ci fu nessuna condanna. La Corte di Cassazione, pur
confermando l'assoluzione degli estremisti di Arezzo per la strage sul
treno Italicus, stabilì che l'area alla quale poteva essere fatta
risalire la matrice degli attentati era «da identificare in quella di
gruppi eversivi della destra neofascista». A simile conclusione era
pervenuta anche la relazione di maggioranza della Commissione
parlamentare d'inchiesta sulla loggia massonica P2. Secondo tale
relazione, inoltre, la organizzazione terroristica «di ispirazione
neofascista operante in Toscana», cui la strage era ascrivibile, era
stata indotta al compimento di attentati dalla «opera di istigazione»
svolta dalla predetta associazione segreta; questa era perciò
«gravemente coinvolta» nella strage.
Si Roberto Cenati - Presidente @AnpiMilano.
#Anpi #25aprile #farememoria #pernondimenticare #anpimilano #antifascismo #storia #resistenza #memoria #accaddeoggi #giorniresistenti #giornipartigiani #25aprile1945 #fascismo #lamemorianonmuore #25aprilesempre #Partigiani
Anche loro affrontavano il mondo mano nella mano.
Però non ce l’hanno fatta.
Forse perché nel mondo che dovevano affrontare, oltre a fame, povertà, sete, guerre, ci sono madri cristiane che pagano libici e tunisini per far morire le persone di stenti nel deserto.
#melonivergogna
Patrick Zaki è libero. Il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi ha firmato il decreto di grazia presidenziale in occasione della festività dell’egira di Maometto. A dare la spinta è stata la dimissione di massa dei membri del Comitato per il dialogo presidenziale che chiedevano a al Sisi un segno di distensione. Il governo italiano aveva cominciato a muoversi subito dopo la condanna dello studente bolognese.
Al di là delle forzature politiche (il centrodestra che si intesta il merito e qualcuno nell’opposizione che ne sottolinea l’ininfluenza) resta un fatto che dopo tre diversi governi nella vicenda di Zaki si ottiene un successo tangibile. Ciò che conta è capire quale sia la natura dello scambio.
Il futuro prossimo ci dice che domenica prossima a Roma si terrà la conferenza sui migranti, un’occasione ghiottissima per al Sisi che vorrebbe entrare a pieno titolo nel cosiddetto “Piano Mattei” per ottenere denaro in cambio del controllo delle frontiere. I Paesi che si affacciano sul Mediterraneo sanno bene che la leva per mungere l’Ue sta proprio nei migranti usati come arma non convenzionale di pressione politica. Ottenere un subappalto delle frontiere significa, di fatto, avere le chiavi dei rubinetti delle partenze per esercitare pressione.
Il futuro che ci sta da anni dietro le spalle ci dice che il processo di Giulio Regeni rimane incagliato alla Procura di Roma perché l’Egitto non comunica le residenze degli uomini ritenuti colpevoli della morte di Regeni ai magistrati romani. Che la liberazione di Zaki sia considerata da al Sisi la chiave per “chiudere” il processo Regeni non è un’ipotesi così avventata. Sarà compito del governo disinnescare il rischio di una contropartita del genere.
Le due cose (migranti e caso Regeni) potrebbero anche incrociarsi e rientrare in una trattativa più ampia che contempla l’enorme mole di scambi commerciali (soprattutto armi) tra Italia e Egitto. Un dato però è certo: con il dittatore si continua a fare affari. Anzi no, c’è un altro dato certo: i genitori di Giulio Regeni dal 25 gennaio 2016 attendono di avere giustizia.
Buon giovedì.
(il mio #buongiorno per @Left_rivista)
https://t.co/ovkP3om8tb
È una notizia che lascia senza fiato la condanna a tre anni per #PatrickZaki, che sarà costretto a tornare in prigione.
Una persecuzione terribile, come terribile è stato in questi mesi il silenzio delle nostre istituzioni.
Mobilitiamoci, tutte e tutti. Non lasciamolo solo.
Come una stella che vaga solitaria
Risplenderà il canto tuo di fiaba
All'orlo delle mie notti malinconiche
Hesse
Biblioteca del Monastero di Wiblinger Germania
Non conosco nulla al mondo che abbia tanto potere quanto la parola. A volte ne scrivo una, e la guardo, fino a quando non comincia a splendere.
Emily Dickinson
#LaMagiaDelleParole#CasaLettori@CasaLettori#art Catrin Welz-Stein