Bella mossa, Giorgia!
Prima viene fatto passare al vaglio il testo di Scurati per il 25 aprile; poi lo censurano; poi, una volta scoperti, tirano fuori la scusa del compenso; infine, resasi conto che il giochetto è stato svelato, Meloni fa la paladina dell’anticensura e pubblica sui suoi social il monologo. Il trionfo dell’ipocrisia.
@paola_perazzoli@robertamorasco1@vfeltri Stando al suo ragionamento i francesi non avrebbero dovuto prendere la Bastiglia nel ‘89 “perché se la merda era la stessa con il governo precedente perché non l’hanno fatto prima?!” Si chiama cambiamento e non esiste un momento specifico in cui esso debba nascere
Lettera aperta ai “colleghi di tenda”
Io in #tenda ho vissuto veramente il primo anno di #università da #fuorisede.
E per arrivare alla Sapienza non bastavano tre mezzi: prima dovevo attraversare l’Aurelia che era come trovarsi a giocare alla roulette russa nel film Il Cacciatore. Ora: a 53 anni non mi va di insegnare la vita a nessuno, al contrario vorrei avere qualcuno che insegni la vita a me che di genitori ho avuto appena l’ombra.
Da giorni osservo questa storia degli alloggi con prezzi impossibili, la mancanza di campus e le immancabili questioni sul privilegio e ho ripensato a quei mesi, estivi e invernali, passati al camping Aurelio tra libri, zanzare e pini giganteschi, a imparare a cucinare e nello stesso tempo stringere bene la bombola del gas sennò esplodevo io e mezzo raccordo anulare. Ve la faccio breve: non c’era e non c’è nessun romanticismo, ancora adesso quando vedo un camping vengo assalito da fastidio, paura e rabbia. Posso solo dirvi come l’ho vissuta allora e cosa mi è rimasto.
Che ero figlio di una generazione che aveva mangiato tutto, aveva vomitato e chiedeva altro cibo ancora non lo capivo chiaramente. Che piuttosto di tornare a casa dai miei con la coda tra le gambe avrei fatto i lavori più umili e che alla fine aveva ragione il professore di economia quando a lezione ci diceva, “vi stanno fottendo il futuro”. Lo guardavamo tutti, o quasi, con lo sguardo fiero stile m’importa sega che solo i ventenni hanno, quasi a dire “ora famo er corteo e risolviamo tutto con la rivoluzione” (poveri dementi che eravamo!)
Avete presente John Fante quando racconta del suo vagabondare a Los Angeles con le tasche vuote e mille sogni in testa? Ecco, io l’ho fatto a Roma e per sovrapprezzo senza il talento di Fante. Alle feste, quegli appartamenti incasinati pieni di studenti a me sembravano privilegi perché nonostante non venga da una famiglia di proletari quello che mi è stato permesso era quella tenda appoggiata ad una scassatissima roulotte che manco una comune di fattoni figli dei fiori l’avrebbe mai, non dico abitata, ma anche solo frequentata. A quelle feste si andava per conoscere (eufemismo) gente, io ci andavo per aprire il frigo senza la preoccupazione che la famosa tenda mi cascasse in testa e per mangiare qualcosa.
Lo ripeto, “quello che mi è stato permesso” perché alla fine padre e madre questo mi hanno messo a disposizione e questo ho provato a sfruttare, bene o male. Non gliene voglio, acqua passata. Certo, a vent’anni vorresti una vita avventurosa ma nello stesso tempo comoda, chi lo nega?
Io avrei preferito per esempio altri genitori non più soldi in tasca, ma così è andata.
Cosa mi è rimasto di tutta questa vita che io adesso vi ho raccontato in maniera divertente ma che davvero mi ha procurato buchi emotivi che manco il figlio di un serial killer può capire? Che le ingiustizie della vita credo siano altre. Vi faccio due esempi? Una volta, scocciato delle lezioni di Dottrine politiche, me ne andai a bighellonare a Lettere. Teneva lezione uno dei più famosi intellettuali italiani, Alberto Asor Rosa altresì detto “il Barone rosso” e non certo per un anello cardinalizio per dimensioni che ostentava alla mano sinistra, ma perché era il più rigido e osservante critico letterario dichiaratamente comunista. Uno che le ha cantate chiare a gente come Vittorini e Calvino che annoverava come scrittori populisti, l’accusa massima che uno come lui poteva scagliare.
Il mio istinto da drop-out si mise subito all’erta: l’eloquio del Prof era eccelso ma lui mi appariva come uno di quei capitalisti stile zio Paperone che ammansisce i suoi dipendenti, “imparate ad obbedire e un giorno potrete essere al mio posto”.
Finale della storia: qualche anno dopo il “barone Rosso” a cui la facoltà aveva detto di no alla nomina della sua compagna come titolare di cattedra fece una scissione, duplicò il dipartimento di Italianistica e diede una cattedra alla signora.
Con storie così si è forgiata la mia anima anarchica.
Ora “amici e colleghi di tenda” io non ho da consigliarvi niente ma ricordatevi che nell’arco di tre anni c’è stato un governo che ha speso 75 miliardi di euro per una misura chiamata superbonus, dei quali quasi la metà per edifici indipendenti o unifamiliari. Sapete cosa significa? Il più grande trasferimento di risorse dal basso verso l’alto nella scala sociale nella storia della Repubblica. Una roba che se la facesse Giorgia Meloni altro che tende, verrebbero fatte le barricate. Quali classi sociali possono aver aderito a questo “regalo”? Quanti campus si sarebbero potuti costruire?
Una sola cosa allora vorrei ricordarvi, le parole del mio prof. di Economia nel lontano 1989, l’anno della caduta del muro di Berlino perché è da lì che veniamo, io e voi.
“Vi stanno fottendo il futuro”.
A cui aggiungo io, “scegliete gli obiettivi giusti”.
This impressive drone footage by Optique video, shows route 112, a road in Quebec that was destroyed by a landslide in 2009
[full video, HD: https://t.co/Qw9yMeJFLc]
[read more: https://t.co/eUWcb2bjfz]
https://t.co/mUw4XUpWnW
Accade a Firenze. 4 agenti della polizia (4!) entrano nell'Istituto universitario europeo e tolgono un manifesto che diceva "I rifugiati sono benvenuti".
Il manifesto è stato riappeso degli studenti. Ma l'onta delle priorità delle forze dell'ordine rimane lì, ben visibile.
Un’Italia senza italiani.
Da sostenitore della totale libertà di stampa, non mi permetto mai di intervenire per criticare le scelte editoriali. Ma la copertina di panorama di questa settimana è indecente e rispolvera addirittura la difesa della razza.
Per cui puoi anche essere nato in Italia e chiamarti Mario Rossi, ma se non sei bianco, semplicemente, non sei italiano.
Questo è il clima che si respira in Italia grazie a certa stampa di destra, che suona i tamburi della propaganda xenofoba e razzista.
Il direttore Belpietro dovrebbe chiedere scusa alle migliaia di persone che da italiani vivono, studiano, lavorano, pagano le tasse come tutti, ma che per Panorama non hanno la dignità di essere cittadini italiani perché non hanno la pelle bianca.
Una donna deciderà il futuro dell'Italia nei prossimi anni. Una donna di valore, volitiva, qualcuno ne discute il passato, altri le idee, ma tutti in realtà ne ammirano la coerenza e le capacità...
È Christine Lagarde.