LETTERA APERTA AL MINISTRO VALDITARA.
Prof. Avv. Augusto Sinagra
(@SinagraAugusto)
In una scuola di Cesena alcuni studenti hanno esposto un lenzuolo con su scritto “L’Italia agli italiani”.
Chi ha studiato sa che è una frase pronunciata dall’Uomo di Staglieno.
Chi ha studiato un po' di più sa che il personaggio in questione è Giuseppe Mazzini sepolto nel Cimitero di Staglieno a Genova.
È accaduto, in sintesi, che gli insegnanti di quella scuola con ovvia e previa approvazione della Dirigente scolastica hanno deciso di dare 6 in condotta agli studenti autori di tale gesto, costringendoli poi a scrivere una tesina sul tema:
“Gli africani siamo noi”.
Non si capisce il senso della cosa e perché dovremmo essere noi gli africani.
Non mi pare che quegli studenti abbiano offeso gli africani anche perché, a volerla dire tutta, autori di ignobili nefandezze in Italia non solo soggetti provenienti dal Continente africano ma provenienti anche da altri Continenti.
E poi, se l’Italia non è degli italiani, di chi è o dovrebbe essere secondo quei docenti che dovrebbero essere immediatamente rimossi da ogni docenza?
E ora una domanda al Ministro dell’Istruzione “e del Merito” (tale qualificazione suona come una corda di violino deteriorata): egregio Ministro, ma lei come intende il suo Ufficio? Nel senso di promuovere la cultura e -
senza offesa per gli africani -
il sentimento nazionale di appartenenza, oppure nel senso di consentire l’abuso commesso in danno di quei bravi studenti di Cesena?
Egregio Ministro, una volta si diceva “navigare necesse est” ma a proposito di altro, oggi capisco che per fare politica e per “mantenere la poltrona”, bisogna saper navigare in altro senso.
Ma tutto ha un limite e non riguarda solo la sua personale dignità di Ministro che a lei non sembra importare più di tanto purché resti a fare il Ministro.
Quel limite riguarda il corretto svolgimento delle sue funzioni finalizzato al ben comune.
Vorrei dire finalizzato all’interesse nazionale ma questo potrebbe provocare crisi di orticaria.
Se tale è lo scopo della sua funzione, lei non faccia finta di non sentire e di non sapere ma adotti severi e meritati provvedimenti nei confronti di quegli insegnanti che diseducano gli studenti.
E se non lo fa, egregio Ministro, il 6 in condotta lo merita lei per primo.
Spiegato semplice per menti semplici. Dallo stretto di #Hormuz chiuso al traffico passa il 20% del fabbisogno mondiale di petrolio. Di quel 20% il 16% è destinato ai mercati asiatici. Motivo per cui ogni rincaro spropositato in #Europa ed in #Italia del prezzo del carburante è speculazione, ogni tentativo di lockdown è solo un programma di sottomissione.
- Massimo Bernardi
Vi chiedo di leggere questo testo, vi chiedo di non stare zitti, vi chiedo di parlare di quello che sta succedendo alle persone che avete vicino. Non siamo idioti e non siamo pecore.
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La situazione in Italia al 5 aprile 2026 ha superato da un pezzo il livello di «semplici problemi in aviazione».
Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha dichiarato apertamente che il governo è pronto a introdurre un razionamento generale del carburante se le cose dovessero peggiorare ancora. Secondo lui, le scorte strategiche del Paese, in caso di blocco totale delle forniture, basterebbero al massimo per un mese. I prezzi alle pompe sono già assurdi: la benzina si aggira intorno a 1,78 euro al litro, il diesel a 2,13. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha avvertito senza giri di parole: senza una rapida de-escalation del conflitto, la benzina potrebbe tranquillamente arrivare a tre euro al litro.
In risposta, il governo ha prorogato d’urgenza lo sconto sulle accise fino al 1° maggio (meno 24,4 centesimi al litro), stanziando circa 500 milioni di euro, e ha concesso 30 milioni di crediti alle aziende agricole per l’acquisto di carburante. Ma è chiaro a tutti che si tratta solo di un cerotto su una ferita profonda.
I camionisti hanno proclamato uno sciopero nazionale dal 20 al 25 aprile e stanno organizzando assemblee permanenti nelle piazze di cento città italiane. I sindacati parlano di situazione di emergenza assoluta. Persino i gestori delle stazioni di servizio hanno iniziato a lamentarsi con le compagnie petrolifere per la scarsa trasparenza sui prezzi.
Questo non è una crisi casuale, è una classica operazione gestita dall’alto per far avanzare l’agenda 2030.
Guardate come si incastra tutto:
Usano il conflitto geopolitico come pretesto perfetto. Creano scarsità e fanno salire i prezzi in modo che la gente cominci spontaneamente a rinunciare alla propria macchina. I costi alti e la mancanza di carburante servono a spingerci in massa verso le auto elettriche e i mezzi pubblici — esattamente quello che prevede la direttiva “verde” dell’UE (RED) per ridurre le emissioni entro il 2030.
Funziona la solita tecnica della rana bollita: prima i problemi solo negli aeroporti, poi si parla di razionamento per tutti, poi i prezzi schizzano ancora più su. Pian piano la società si abitua all’idea che caro e restrizioni siano la nuova normalità, e oppone sempre meno resistenza al passo successivo.
Il presidente dell’ENAC, Pierluigi Di Palma, si è quasi lasciato sfuggire che il problema della carenza di carburante «covava da tempo», perché l’Europa produce da anni meno cherosene di quanto serva. Quindi non è una disgrazia improvvisa, ma un processo preparato da tempo.
Cosa succederà da qui in avanti, secondo l’agenda 2030 e la teoria dell’ingegneria sociale:
Nelle prossime settimane (aprile-maggio 2026):
Lo sciopero dei camionisti dal 20 al 25 aprile colpirà duramente le forniture. Gli scaffali dei supermercati inizieranno a svuotarsi, soprattutto per i prodotti che arrivano da lontano. I media, ovviamente, daranno tutta la colpa alla «guerra» e agli «speculatori», così la gente se la prenderà con il nemico esterno invece che con il proprio governo. A metà maggio il governo passerà dalle parole ai fatti e introdurrà un razionamento parziale del carburante — probabilmente tramite un’app: 50-70 litri al mese per macchina. Lo venderanno con belle parole tipo «misura temporanea per proteggere i più deboli». Il prezzo della benzina salirà tranquillamente a 2,5-2,8 euro, il diesel si avvicinerà ai tre. Prorogheranno ancora le accise, ma con una condizione: chi compra un’auto elettrica avrà priorità e bonus.
Estate-autunno 2026:
Qui si fa sul serio. Introdurranno quote digitali di carburante legate al tuo profilo digitale. Quanto potrai guidare dipenderà dalla tua impronta carbonica. Chi guida tanto, prende meno. Non sarà più solo una questione economica: cominceranno a correggere i comportamenti attraverso il portafoglio. Le stazioni di servizio tradizionali chiuderanno in massa con la scusa della «non redditività», sostituite da colonnine di ricarica con programmi statali. L’obiettivo è chiaro: entro il 2030 la maggior parte delle nuove auto dovrà essere elettrica, come previsto dalla direttiva RED e dal Green Deal europeo.
Più avanti, tra il 2027 e il 2028:
Ci saranno proteste, ma le soffocheranno sul piano morale: «Siete contro il salvataggio del pianeta», «egoisti», «negazionisti climatici». L’opposizione farà un po’ di rumore per finta, ma non otterrà nulla di concreto — il suo ruolo nello spettacolo è proprio questo. La gente inizierà ad abituarsi all’idea che «andare liberamente dove ti pare» sia roba del passato. Arriveranno le «città dei 15 minuti», le limitazioni di zona, e alla fine tutti vivremo dentro un budget digitale consentito.
In sostanza, tutta questa storia è la fase finale della Grande Reset.
Creano scarsità artificiale, alimentano la paura, in modo che la gente stessa chieda «qualunque soluzione». E le soluzioni sono già pronte: controllo totale sugli spostamenti attraverso l’energia. L’ecologia è solo la carta regalo. L’obiettivo vero è che tu non possa più semplicemente salire in macchina e andare dove ti pare, senza permesso di un’app e senza limite di carbonio.
Non siamo pecore.
Prima capiamo cosa sta succedendo e smettiamo di giocare secondo le loro regole, più difficile sarà per gli ingegneri sociali portare a termine tutto il piano entro il 2030.
@laltrodiego@assenzio14 L'uomo non è un 49 enne giornalista e vicedirettore di vari Tg, oggi manager di società ferroviaria? i52 anni sono l'età della docente amica?
@Vincep710834@BagueraDaniela Quando tutti dovranno caricare a casa, con il fotovoltaico che non produrrà a sufficienza, e la rete di distribuzione si aggiornerà vedi i tempi di quella telefonica ne vedremo delle belle. In grandi città senza garage me li vedo i cavi che scendono dal 4 p.
Stamattina, al mercato, dal macellaio, una nonnina raccontava di aver appena preso la pensione, di aver appena pagato le bollette e le erano rimasti solo 150€ per vivere tutto il mese.
Il macellaio le ha aggiunto due coscette di pollo alla piccola spesa che lei aveva già fatto, regalandogliele, nonostante lei insistesse per pagarle.
La dignità di questa nonnina e la mia voglia di usare la forza per entrare in parlamento con i carri armati perché non é uno stato civile quello dove un anziano non riesce ad arrivare alla seconda settimana del mese.
Ancú s'agattinti arriendi a tottu cantu seis!
CHI È LA DOTTORESSA BALANZONI?
Vi assicuro che, purtroppo, la maggioranza di tutti gli operatori, medici compresi, che oggi, in Italia, hanno a che fare con i servizi di salute, ignorano chi sia la dottoressa Barbara Balanzoni.
La Dottoressa Balanzoni ha, negli ultimi anni, come molti altri medici sul territorio nazionale italiano, dissentito rispetto ad obblighi e normative sanitarie imposte e in palese conflitto con il diritto alla autodeterminazione, alle cure e al non nuocere.
La dottoressa Balanzoni ha reso pubblico a mezzo social il suo pensiero e ciò le è valsa sospensione, radiazione e denuncia per calunnia da parte della FnomCeo.
Il processo in corso alla dottoressa Balanzoni, aperto al pubblico e molto seguito, si è mostrato di estremo interesse perché ha permesso di evidenziare in modo chiaro la posizione del presidente di FnomCeo e del suo vicepresidente e per questi motivi la storia personale di medico sospeso e radiato per avere espresso un dissenso si è trasformata nella storia di uno scontro epico tra Ordini dei medici ed Etica dei medici.
Lo scontro è in questi giorni di gennaio 2026, in un momento cruciale, tanto che mai, in passato, abbiamo visto così in difficoltà l' organismo dell' Ordine dei Medici.
Cosa avrebbe portato a questa crisi?
Il dottor Filippo Anelli, presidente Fnomceo, avrebbe ricostituito la CCEPS, nell' ottobre del 2025.
La CCEPS è un organo del Ministero della Salute che funge da “Corte d’Appello” per ricorsi contro sanzioni disciplinari, sospensioni o radiazioni emesse dagli Ordini dei Medici, con oltre 900 ricorsi pendenti accumulati negli anni.
Proprio recentemente, la CEEPS avrebbe dovuto esaminare i circa 25-50 medici radiati dagli Ordini professionali per aver criticato l’obbligo vaccinale COVID-19 o usato protocolli alternativi, tra cui Barbara Balanzoni, Ennio Caggiano, Fabio Milani e Riccardo Szumski.
La prima udienza della CCEPS è stata già rinviata il 19 dicembre 2025 dopo istanze di ricusazione presentate dall’avvocato Mauro Sandri contro i membri della commissione; in fatti Sandri ha contestato la illegittimità del tribunale costituito in quanto gli stessi incaricati chiamati a giudicare i medici sospesi, sono gli stessi che hanno irrogato le sospensioni e le radiazioni ai medici in giudizio.
Anche la udienza che avrebbe dovuto tenersi a gennaio è stata annullata ed i 50 medici a giudizio sono tornati a casa senza che la udienza avvenisse.
Come mai e successo ciò?
Ve lo spiega Avvocato Sandri nel video.
Avvocato Sandri e Balanzoni sporgono inoltre denuncia contro la commissione come spiega Avvocato Sandri nel video:
"Alla luce degli eventi e delle nomine che vedono in commissione centrale esercenti professioni sanitarie persone del tutto incompatibili con la funzione giudicante, è stata depositata il 31 dicembre 2025 da parte di avvocato Sandri e dottoressa Balanzoni, una querela contro i magistrati Marongiu e Ferrari per falso ideologico, falso materiale e frode processuale"
Chi è la dottoressa Barbara Balanzoni?
In Italia, a gennaio 2026, non conoscere Balanzoni significa mancare dal mondo sanitario da almeno 5 anni.
Se sei un medico nel 2026 e non sei a conoscenza della esistenza della dottoressa Balanzoni, significa che hai un problema.
Serio.
https://t.co/ooNeOJ4hb2
@___Anna22 Mi piacerebbe sapere le uova per produrre i suoi dolci a quanto li acquista, credo seguano il prezzo dell'oro al kg visto il costo dei suoi dolci.🫰🏻💰🫰🏻
@filipponico1962@RobertoAvventu2 Da quando le terapie sono diventate un fai-da-te casalingo, certi comportamenti schizzeranno alle stelle. Riaprite Arkham Asylum, e fate in fretta! 🙏🏻🤣🤣🤣