Roma, 26 maggio 2026 - L'Unione Giovani Ebrei d'Italia apprende con profondo sgomento e amarezza la notizia dell'esclusione di Keshet, l'unica associazione LGBTQIA+ ebraica italiana, dal Roma Pride, ed esprime la piena solidarietà a tutti i suoi membri.
La decisione, tuttavia, non sorprende del tutto: il Pride si era già dimostrato politicamente polarizzato e attraversato da preoccupanti derive antisemite.
Il movimento per i diritti LGBTQIA+ ha una storia di lotta contro ogni forma di esclusione e nasce come spazio di resistenza di tutte le soggettività marginalizzate. Oggi più che mai, la manifestazione svela la sua totale ipocrisia: non si può pretendere di definirsi paladini dell'inclusione e dei diritti civili se poi, nei fatti, si decide di escludere deliberatamente una minoranza.
Ciò che colpisce, però, non è solo il merito della decisione, ma il meccanismo che la produce: un esame politico selettivo, applicato a una sola realtà su base identitaria. Nessun'altra associazione partecipante è tenuta a certificare la propria distanza da governi stranieri. A nessun'altra realtà viene imposto uno scrutinio identitario di questo tipo o di rispondere delle scelte di un governo estero.
Questa si chiama discriminazione, indipendentemente dalla cornice ideologica in cui viene presentata. Con questa scelta, il Pride tradisce la sua stessa natura e perde ogni suo reale significato.
Rivolgiamo pertanto un accorato e fermo appello alle istituzioni cittadine, affinché non partecipino a questa manifestazione, affinché non si convalidi né si normalizzi l'esclusione di Keshet Italia e di Keshet Europe da un contesto che per sua definizione dovrebbe essere inclusivo.
🔷 Negli ultimi giorni l'Europa e il Nord America sono stati scossi da un'ondata sconcertante di attacchi mirati a luoghi nevralgici delle Comunità ebraiche:
Liegi, Michigan, Trondheim, Amsterdam, Toronto, 5 città in 5 paesi in 7 giorni sono state vittime di un ingiustificato odio antisemita.
In un momento così delicato e d'incertezza, non potersi sentire sicuri in questi luoghi d'incontro è inaccettabile. La riacutizzazione del conflitto mediorientale non può essere una giustificazione per attaccare collettivamente tutti gli ebrei del mondo. La violenza, l'odio e l'intimidazione sono agli antipodi della cultura e delle libertà occidentali.
L'Unione Giovani Ebrei d'Italia condanna con fermezza queste azioni e si stringe alle comunità colpite, invitando le autorità di ciascun paese a prendere le dovute misure per prevenire la diffusione di ulteriori episodi di violenza, appellandosi anche alle autorità italiane perché facciano il possibile affinché questa ondata non si abbatta anche in Italia.
🔹 Oggi, 4 marzo 2026, è stato approvato in @SenatoStampa il nuovo disegno di legge per il rafforzamento della strategia nazionale contro l’#antisemitismo e per la tutela dei #diritti.
📝 Leggi il comunicato
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🏆 UGEI PREMIATA AL 52º CONGRESSO DEL WORLD UNION OF JEWISH STUDENTS 🌍
È il secondo riconoscimento che il progetto #WeAreTheMemory riceve, un risultato che conferma la forza e l’importanza di un’iniziativa nata per trasformare la memoria in responsabilità attiva.
Il 52º Congresso del WUJS è stata anche l’occasione per prendere parte a sessioni di alto livello con speaker come Hillel Neuer e Yaakov Ha’Goel, presidente della World Zionist Organisation.
Abbiamo inoltre partecipato all’assemblea generale annuale, momento centrale di confronto e democrazia interna, in cui è stato eletto il nuovo consiglio.
🤝 Un grande in bocca al lupo va a Josh Cohen, che lascerà alla fine del mese il ruolo di presidente. Grazie per la tua dedizione e per esserti messo con passione al servizio dell’ebraismo giovanile mondiale.
At the heart of Rome, near St. Peter’s Square, the @WorldJewishCong held a commemorative Chanukah candle lighting in memory of the victims of the Sydney terrorist attack, joined by @AusAmbHolySee and members of the diplomatic corps and representatives of the Holy See.
Nelle comunicazioni alle Camere la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha dedicato un passaggio centrale al tema dell’antisemitismo. (🖋 @LucaSpitz)
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🗣️ «L’attentato di #Sydney non nasce dal nulla. È il risultato di un clima crescente di odio, delegittimazione e demonizzazione nei confronti della comunità ebraica e dello Stato di Israele, alimentato a partire dall’indomani del 7 ottobre.»
📺 Il nostro Presidente @LucaSpitz è intervenuto in diretta a @mattino5 per commentare l’attentato avvenuto durante la festa di #Hannukkah a Bondi Beach. Un attacco che lancia un messaggio tanto semplice quanto brutale: non uscite, non fatevi vedere, abbiate paura.
La nostra risposta, però, deve essere esattamente l’opposto: non ci lasceremo intimidire.
È iniziata ieri sera, al tramonto, Channukkà, la Festa delle Luci.
Una ricorrenza che affonda le sue radici in una storia di resistenza e coraggio.
Channukkà, dall’ebraico “inaugurazione”, ricorda la riconsacrazione del Tempio di Gerusalemme, profanato sotto il regno di Antioco IV Epifane, quando il potere ellenistico tentò di cancellare l’identità ebraica, colpendo la sua cultura, la sua fede e la sua vita spirituale. I precetti dell’ebraismo vennero proibiti e il Tempio violato.
A quell’oppressione si oppose un piccolo gruppo: i Maccabei, guidati da Giuda Maccabeo, che difesero non soltanto il Tempio, ma un principio fondamentale: il diritto di essere ebrei, di vivere apertamente la propria fede, la propria storia, la propria identità. Contro ogni previsione riuscirono a sconfiggere un esercito immensamente più potente.
Dopo la vittoria, fu necessario riconsacrare il Tempio. Serviva un olio puro che potesse ardere per otto giorni, ma se ne trovò soltanto una piccola ampolla, sufficiente per un solo giorno. Eppure, secondo la tradizione, quell’olio durò miracolosamente otto giorni, diventando il simbolo di una forza inattesa: anche quando sembra non bastare, la luce può durare più a lungo di quanto si immagini.
Channukkà si celebra accendendo le luci pubblicamente, nelle case e nelle piazze, per ricordare che l’identità non si nasconde, ma si mostra con orgoglio.
Oggi questo messaggio è più attuale che mai. Accendere la Channukkià significa affermare la nostra presenza, la nostra dignità, la nostra libertà. Significa dire che la luce non si spegne, nemmeno quando qualcuno tenta di soffocarla.
🕎 חַג חֲנֻכָּה שַׂמֵח
Esprimiamo sdegno e dolore per il grave attacco terroristico avvenuto a Sydney, perpetrato nel primo giorno di Chanukkah, un momento di luce, memoria e resilienza per il popolo ebraico. La nostra vicinanza va alle vittime, ai feriti, alle loro famiglie e a tutta la comunità colpita da questo atto di violenza e odio.
Il fatto che questo attentato sia avvenuto proprio all’inizio di Chanukkah non è casuale: è una festa che si celebra nello spazio pubblico. L’accensione delle luci non è un gesto privato, ma un’affermazione visibile di identità e libertà. Attaccare in questo momento significa voler colpire proprio questo: la presenza ebraica, il diritto degli ebrei a vivere apertamente, senza doversi nascondere.
Questo massacro è l’ennesima dimostrazione di cosa accade quando l’antisemitismo viene ignorato, minimizzato o tollerato. Le parole d’odio, le narrazioni distorte e la normalizzazione dei pregiudizi creano un clima in cui la violenza diventa possibile e, infine, reale. Quando l’antisemitismo non viene contrastato con decisione, esso si traduce in aggressioni, intimidazioni e atti terroristici che colpiscono ebrei e istituzioni ebraiche in tutto il mondo.
Di fronte a un aumento allarmante degli atti antisemiti nel mondo, ribadiamo che la lotta contro l’odio non è una battaglia della sola comunità ebraica, ma una responsabilità collettiva. Difendere gli ebrei significa difendere la democrazia, la libertà religiosa e la sicurezza di tutte le minoranze.
La luce di Chanukkah non si spegne sotto la minaccia del terrorismo. Si accende, si mostra e si difende. Insieme.
766 atti antisemiti nei primi 9 mesi del 2025: un fenomeno in crescita e sempre più violento.
@LucaSpitz, nell’intervento inviato a @ilfoglio_it, richiama la necessità di strumenti normativi per prevenire, segnalare e sanzionare l’odio antiebraico.
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L’Unione Giovani Ebrei d’Italia condanna con fermezza il vergognoso atto vandalico contro la Sinagoga di Monteverde. Le scritte comparse sui muri e l’imbrattamento della targa dedicata a Stefano Gaj Tachè sono un insulto alla comunità ebraica e allo stesso tempo un attacco frontale all’Italia e ai valori su cui si fonda la nostra democrazia.
Stefano aveva due anni: era la più giovane vittima del terrorismo antiebraico in Italia. Il 9 ottobre 1982 fu ucciso davanti al Tempio Maggiore di Roma durante l’attacco portato a termine da un commando terrorista palestinese. Infangarne oggi la memoria significa colpire un bambino italiano, cancellare una pagina tragica della nostra storia recente e sfidare apertamente i valori della Repubblica.
Chi compie atti del genere non sta facendo politica, né esprimendo dissenso. Sta alimentando l’antisemitismo: lo stesso odio che ha già ferito l’Italia in passato e che sta riaffiorando con inquietante disinvoltura.
L’UGEI chiede una condanna immediata e inequivocabile da parte delle istituzioni e invita la società civile a respingere senza ambiguità questi atti, riconoscendoli per ciò che sono: manifestazioni di odio che minano la sicurezza di tutti.
Non permetteremo che la memoria di Stefano Gaj Tachè venga infangata né che si normalizzi l’idea che gli ebrei in Italia possano essere bersaglio legittimo. Difendere la dignità e la sicurezza della nostra comunità significa difendere l’Italia, la sua storia e i valori che la sorreggono. Continueremo a farlo con determinazione.
"Rabin era l’uomo della forza che scelse il compromesso, il generale che volle diventare costruttore di pace. Trent’anni dopo il suo assassinio, Israele porta ancora il segno di quella ferita"
✍️ L’editoriale di @LucaSpitz, presidente @ugei_it
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🗣️ «Se si attacca un ebreo, si attacca l’Italia intera.»
📹 Il presidente @LucaSpitz è intervenuto alla manifestazione di @Setteottobre_ contro il ritorno dell’antisemitismo.
I giovani non restano in silenzio. Difendere i nostri diritti significa difendere i diritti di tutti.
Giovedì 30/10, ore 19:00 a Roma, l’UGEI sarà in piazza con @Setteottobre_ per dire NO ALL’ANTISEMITISMO.
L’odio antisemita non colpisce solo la nostra comunità, ma mina la democrazia.
Se si attacca un ebreo, si attacca l’Italia intera. L’odio non deve vincere. MAI.
🪧 Ieri sera davanti alla Sinagoga Centrale di #Milano, l’Unione Giovani Ebrei d’Italia ha organizzato un flash mob in occasione della liberazione degli #ostaggi israeliani rilasciati da Hamas dopo 738 giorni di prigionia. Tra i presenti, anche un sopravvissuto al massacro del #7ottobre: la sua sola presenza ha dato voce alla memoria e alla resilienza di un intero popolo.
🗣️ Ecco un estratto dell'intervento della nostra consigliera Anna Tognotti
“Sono stati anni difficilissimi e tristissimi. Finalmente alcuni sono tornati a casa, ma non possiamo dimenticare chi non ce l’ha fatta. E non possiamo ignorare l’ondata di antisemitismo che è emersa nelle piazze e nelle università. Siamo qui anche per denunciare tutto questo. Non ci passeremo sopra.”
FLASH MOB DEI GIOVANI EBREI A MILANO: “FINALMENTE POSSIAMO RESPIRARE”
Decine di giovani ebrei, studenti e professionisti, italiani e stranieri, si sono riuniti questa sera davanti alla Sinagoga Centrale di Milano per un flash mob organizzato dall’Unione Giovani Ebrei d’Italia, in occasione della liberazione degli ostaggi israeliani rilasciati da Hamas dopo 738 giorni di prigionia.
L’iniziativa, svoltasi poco prima dell’evento promosso dalla Comunità Ebraica di Milano, è stata un momento di gioia e commozione condivisa. Tra i presenti anche un sopravvissuto al massacro del 7 ottobre, la cui presenza ha reso ancora più intenso e simbolico l’incontro. “La sua presenza qui – hanno spiegato gli organizzatori – rappresenta la nostra memoria e la nostra resilienza. Non li abbiamo mai dimenticati, e oggi possiamo finalmente gioire insieme a loro.”
“Sono stati anni difficilissimi e tristissimi. - ha affermato Anna Tognotti, Consigliera UGEI - Finalmente alcuni sono tornati a casa, ma non possiamo dimenticare chi non ce l’ha fatta. E non possiamo ignorare l’ondata di antisemitismo che è emersa nelle piazze e nelle università. Siamo qui anche per denunciare tutto questo. Non ci passeremo sopra.”
Un messaggio condiviso anche da David Fiorentini, Policy Officer dell’UGEI, tra gli organizzatori dell’iniziativa. “Finalmente, dopo mesi con il fiato sospeso, possiamo tornare a respirare. Siamo un unico popolo, e non saremo davvero liberi finché l’ultimo di noi non lo sarà”.
All’iniziativa hanno partecipato, oltre ai vertici dell’ebraismo milanese, diversi rappresentanti istituzionali e consiglieri comunali: Daniele Nahum e Gianmarco Radice (area riformista), Alessandro Verri (Lega) ed Enrico Marcora (FdI).
🗣️ «In passato non consideravamo una priorità la politica o la presenza nelle università. Oggi, invece, è vitale. Se non siamo lì, non possiamo difendere i nostri diritti. E se non lo facciamo noi, non lo farà nessuno.»
📹 Ecco un estratto dall’intervento del Presidente @LucaSpitz durante l’evento “La storia stravolta e il futuro da costruire”, organizzato da @ucei_it presso il @cnel_it, in occasione del secondo anniversario del 7 ottobre 2023.