📊 I risultati del nuovo sondaggio dell’UGEI confermano la profonda preoccupazione tra i giovani ebrei registrata a novembre 2023. A sei mesi di distanza dal primo rapporto si certifica la stessa pericolosa tendenza.
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Roma, 26 maggio 2026 - L'Unione Giovani Ebrei d'Italia apprende con profondo sgomento e amarezza la notizia dell'esclusione di Keshet, l'unica associazione LGBTQIA+ ebraica italiana, dal Roma Pride, ed esprime la piena solidarietà a tutti i suoi membri.
La decisione, tuttavia, non sorprende del tutto: il Pride si era già dimostrato politicamente polarizzato e attraversato da preoccupanti derive antisemite.
Il movimento per i diritti LGBTQIA+ ha una storia di lotta contro ogni forma di esclusione e nasce come spazio di resistenza di tutte le soggettività marginalizzate. Oggi più che mai, la manifestazione svela la sua totale ipocrisia: non si può pretendere di definirsi paladini dell'inclusione e dei diritti civili se poi, nei fatti, si decide di escludere deliberatamente una minoranza.
Ciò che colpisce, però, non è solo il merito della decisione, ma il meccanismo che la produce: un esame politico selettivo, applicato a una sola realtà su base identitaria. Nessun'altra associazione partecipante è tenuta a certificare la propria distanza da governi stranieri. A nessun'altra realtà viene imposto uno scrutinio identitario di questo tipo o di rispondere delle scelte di un governo estero.
Questa si chiama discriminazione, indipendentemente dalla cornice ideologica in cui viene presentata. Con questa scelta, il Pride tradisce la sua stessa natura e perde ogni suo reale significato.
Rivolgiamo pertanto un accorato e fermo appello alle istituzioni cittadine, affinché non partecipino a questa manifestazione, affinché non si convalidi né si normalizzi l'esclusione di Keshet Italia e di Keshet Europe da un contesto che per sua definizione dovrebbe essere inclusivo.
🔷 Un anno fa, Sarah Milgrim e Yaron Lischinsky venivano tragicamente strappati alla vita.
A un anno di distanza, il loro ricordo resta vivo, ancora più necessario in un momento storico in cui l’antisemitismo cresce e trova sempre più spazio, spesso nell’indifferenza o nella normalizzazione.
Ricordarli significa scegliere di dare peso ai nomi, alle vite, alle storie spezzate troppo presto.
Non ci dimenticheremo mai di loro.
Che il loro ricordo sia di benedizione per tutti noi
🔷 Negli ultimi giorni l'Europa e il Nord America sono stati scossi da un'ondata sconcertante di attacchi mirati a luoghi nevralgici delle Comunità ebraiche:
Liegi, Michigan, Trondheim, Amsterdam, Toronto, 5 città in 5 paesi in 7 giorni sono state vittime di un ingiustificato odio antisemita.
In un momento così delicato e d'incertezza, non potersi sentire sicuri in questi luoghi d'incontro è inaccettabile. La riacutizzazione del conflitto mediorientale non può essere una giustificazione per attaccare collettivamente tutti gli ebrei del mondo. La violenza, l'odio e l'intimidazione sono agli antipodi della cultura e delle libertà occidentali.
L'Unione Giovani Ebrei d'Italia condanna con fermezza queste azioni e si stringe alle comunità colpite, invitando le autorità di ciascun paese a prendere le dovute misure per prevenire la diffusione di ulteriori episodi di violenza, appellandosi anche alle autorità italiane perché facciano il possibile affinché questa ondata non si abbatta anche in Italia.
🔹 Oggi, 4 marzo 2026, è stato approvato in @SenatoStampa il nuovo disegno di legge per il rafforzamento della strategia nazionale contro l’#antisemitismo e per la tutela dei #diritti.
📝 Leggi il comunicato
https://t.co/Eju2F3uUtg
🏆 UGEI PREMIATA AL 52º CONGRESSO DEL WORLD UNION OF JEWISH STUDENTS 🌍
È il secondo riconoscimento che il progetto #WeAreTheMemory riceve, un risultato che conferma la forza e l’importanza di un’iniziativa nata per trasformare la memoria in responsabilità attiva.
Il 52º Congresso del WUJS è stata anche l’occasione per prendere parte a sessioni di alto livello con speaker come Hillel Neuer e Yaakov Ha’Goel, presidente della World Zionist Organisation.
Abbiamo inoltre partecipato all’assemblea generale annuale, momento centrale di confronto e democrazia interna, in cui è stato eletto il nuovo consiglio.
🤝 Un grande in bocca al lupo va a Josh Cohen, che lascerà alla fine del mese il ruolo di presidente. Grazie per la tua dedizione e per esserti messo con passione al servizio dell’ebraismo giovanile mondiale.
🇬🇧 English below:
🔷 We present the new UGEI Executive Board 2026/2027!
A new chapter begins, filled with ideas, energy, and a strong desire to get involved.
Important challenges lie ahead, but we will face them together—with determination, passion, and a deep sense of responsibility.
Our goal is to continue growing the Union, strengthening the bond among young jews, valuing all of our communities, and representing Italian Jewish youth in the best possible way, today and in the future.
This is just the beginning: we are ready to build, listen, and share. ✡️ 👥🤝
•Maia Piperno: President, Institutional Relations, Contact person for CDEC, Milan Affairs;
•Matias Uriel Girotto, Vice President, Contact person for UCEI, Coordinator for Small and Medium Communities, Religious Affairs and Interreligious Dialogue;
• Shulamit Bondì, Vice President, International Relations, Contact person for CNG, Coordinator for Holocaust Remembrance and University relations;
• David Bedarida, Treasurer and Fundraising Manager;
• Benedetta Caivano, Secretary, Contact person for HaTikwa and Youth Movements, Rome Affairs;
• Sara Astrologo, Events Department Manager, REWiBE Representative, Internal Communication and Social Media Manager, Training and Inclusivity Coordinator;
• Daniel Bracci, Young Professionals representative, Coordinator for Jewish Culture and Combating Antisemitism
🔷 Vi presentiamo il nuovo Consiglio Esecutivo UGEI 2026/2027!
Un nuovo capitolo inizia, con tante idee, energia e voglia di mettersi in gioco.
Ci aspettano sfide importanti, ma le affronteremo insieme, con determinazione, passione e senso di responsabilità.
Il nostro obiettivo è continuare a far crescere l’Unione, rafforzare il legame tra i giovani, valorizzare tutte le nostre comunità e rappresentare al meglio i giovani ebrei italiani, oggi e domani.
Questo è solo l’inizio: pronti a costruire, ascoltare e condividere. ✡️ 👥🤝
🗣️ «Sono onorato di aver diretto questo giornale e grato di aver creato un rapporto umano con una redazione straordinaria. Due anni fa ho accettato l’incarico di Direttore con l’intento di cambiare HaTikwa, oggi posso dire che HaTikwa ha cambiato me. Lascio il giornale in ottime mani, con la consapevolezza che non verrà mai meno la gloria del mio popolo, il popolo ebraico»
✍️ «Per allontanare il male che incombe, non abbiamo altra scelta che continuare a muoverci, a pensare, a produrre benessere intellettuale, a spingerci sempre oltre le colonne d’Ercole, accettando il contraddittorio come uno strumento utile per un fine superiore: permettere l’evoluzione costante di un popolo millenario che della sapienza ha fatto la propria caratteristica migliore»
✉ Leggi la lettera di @DavidDS___, Direttore uscente di HaTikwa
https://t.co/wAibl3oQXC
🗣️ «L’attentato di #Sydney non nasce dal nulla. È il risultato di un clima crescente di odio, delegittimazione e demonizzazione nei confronti della comunità ebraica e dello Stato di Israele, alimentato a partire dall’indomani del 7 ottobre.»
📺 Il nostro Presidente @LucaSpitz è intervenuto in diretta a @mattino5 per commentare l’attentato avvenuto durante la festa di #Hannukkah a Bondi Beach. Un attacco che lancia un messaggio tanto semplice quanto brutale: non uscite, non fatevi vedere, abbiate paura.
La nostra risposta, però, deve essere esattamente l’opposto: non ci lasceremo intimidire.
È iniziata ieri sera, al tramonto, Channukkà, la Festa delle Luci.
Una ricorrenza che affonda le sue radici in una storia di resistenza e coraggio.
Channukkà, dall’ebraico “inaugurazione”, ricorda la riconsacrazione del Tempio di Gerusalemme, profanato sotto il regno di Antioco IV Epifane, quando il potere ellenistico tentò di cancellare l’identità ebraica, colpendo la sua cultura, la sua fede e la sua vita spirituale. I precetti dell’ebraismo vennero proibiti e il Tempio violato.
A quell’oppressione si oppose un piccolo gruppo: i Maccabei, guidati da Giuda Maccabeo, che difesero non soltanto il Tempio, ma un principio fondamentale: il diritto di essere ebrei, di vivere apertamente la propria fede, la propria storia, la propria identità. Contro ogni previsione riuscirono a sconfiggere un esercito immensamente più potente.
Dopo la vittoria, fu necessario riconsacrare il Tempio. Serviva un olio puro che potesse ardere per otto giorni, ma se ne trovò soltanto una piccola ampolla, sufficiente per un solo giorno. Eppure, secondo la tradizione, quell’olio durò miracolosamente otto giorni, diventando il simbolo di una forza inattesa: anche quando sembra non bastare, la luce può durare più a lungo di quanto si immagini.
Channukkà si celebra accendendo le luci pubblicamente, nelle case e nelle piazze, per ricordare che l’identità non si nasconde, ma si mostra con orgoglio.
Oggi questo messaggio è più attuale che mai. Accendere la Channukkià significa affermare la nostra presenza, la nostra dignità, la nostra libertà. Significa dire che la luce non si spegne, nemmeno quando qualcuno tenta di soffocarla.
🕎 חַג חֲנֻכָּה שַׂמֵח
Esprimiamo sdegno e dolore per il grave attacco terroristico avvenuto a Sydney, perpetrato nel primo giorno di Chanukkah, un momento di luce, memoria e resilienza per il popolo ebraico. La nostra vicinanza va alle vittime, ai feriti, alle loro famiglie e a tutta la comunità colpita da questo atto di violenza e odio.
Il fatto che questo attentato sia avvenuto proprio all’inizio di Chanukkah non è casuale: è una festa che si celebra nello spazio pubblico. L’accensione delle luci non è un gesto privato, ma un’affermazione visibile di identità e libertà. Attaccare in questo momento significa voler colpire proprio questo: la presenza ebraica, il diritto degli ebrei a vivere apertamente, senza doversi nascondere.
Questo massacro è l’ennesima dimostrazione di cosa accade quando l’antisemitismo viene ignorato, minimizzato o tollerato. Le parole d’odio, le narrazioni distorte e la normalizzazione dei pregiudizi creano un clima in cui la violenza diventa possibile e, infine, reale. Quando l’antisemitismo non viene contrastato con decisione, esso si traduce in aggressioni, intimidazioni e atti terroristici che colpiscono ebrei e istituzioni ebraiche in tutto il mondo.
Di fronte a un aumento allarmante degli atti antisemiti nel mondo, ribadiamo che la lotta contro l’odio non è una battaglia della sola comunità ebraica, ma una responsabilità collettiva. Difendere gli ebrei significa difendere la democrazia, la libertà religiosa e la sicurezza di tutte le minoranze.
La luce di Chanukkah non si spegne sotto la minaccia del terrorismo. Si accende, si mostra e si difende. Insieme.
766 atti antisemiti nei primi 9 mesi del 2025: un fenomeno in crescita e sempre più violento.
@LucaSpitz, nell’intervento inviato a @ilfoglio_it, richiama la necessità di strumenti normativi per prevenire, segnalare e sanzionare l’odio antiebraico.
https://t.co/v7vlINaZqh
🔴 Piazza San Carlo, Milano — Le voci silenziate: la violenza contro le donne israeliane il 7 ottobre
L’UGEI insieme al Forum per gli Ostaggi, il 23 novembre in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, ha realizzato un’installazione per ricordare e dare voce alle donne israeliane vittime delle violenze e degli stupri di massa compiuti da Hamas il 7 ottobre, durante il massacro e gli attacchi terroristici.
Queste storie, dolorose e terribilmente reali, non hanno ricevuto l’attenzione che meritavano. Troppe volte sono state ignorate, minimizzate o messe in secondo piano nel dibattito pubblico, anche da realtà che avrebbero dovuto schierarsi senza esitazioni contro ogni violenza di genere.
Molte persone, passando per la piazza, si sono fermate per osservare l’installazione: un segno importante che la memoria, quando è resa visibile, riesce a parlare a tutti e ad aprire gli occhi anche su ciò che è stato taciuto.
“Siamo qui per ricordare che la violenza sulle donne non ha eccezioni, non ha bandiere, non ha giustificazioni. La solidarietà non può essere selettiva. La verità non può essere scomoda”, ha affermato la consigliera UGEI Anna Tognotti.
🟠Roma, vandalizzata Sinagoga di Monteverde e la targa di Stefano Taché
Stamane, lungo le mura della Sinagoga di Monteverde, a Roma, è apparsa una scritta impressa con la bomboletta nera: “Monteverde antisionista e antifasicista” e “Palestina Libera”. L'atto di vandalismo ha colpito anche la targa in memoria di Stefano Gaj Taché - a cui è intitolata la Sinagoga - vittima a 2 anni del terrorismo palestinese che nel 1982 colpì il Tempio Maggiore di Roma.
L’Unione Giovani Ebrei d’Italia “condanna con fermezza il vergognoso atto vandalico contro la Sinagoga di Monteverde. Le scritte comparse sui muri e l’imbrattamento della targa dedicata a Stefano Gaj Tachè sono un insulto alla comunità ebraica e allo stesso tempo un attacco frontale all’Italia e ai valori su cui si fonda la nostra democrazia” e aggiunge: “Stefano aveva due anni: era la più giovane vittima del terrorismo antiebraico in Italia. Il 9 ottobre 1982 fu ucciso davanti al Tempio Maggiore di Roma durante l’attacco portato a termine da un commando terrorista palestinese. Infangarne oggi la memoria significa colpire un bambino italiano, cancellare una pagina tragica della nostra storia recente e sfidare apertamente i valori della Repubblica. Chi compie atti del genere non sta facendo politica, né esprimendo dissenso. Sta alimentando l’antisemitismo: lo stesso odio che ha già ferito l’Italia in passato e che sta riaffiorando con inquietante disinvoltura. L’UGEI chiede una condanna immediata e inequivocabile da parte delle istituzioni e invita la società civile a respingere senza ambiguità questi atti, riconoscendoli per ciò che sono: manifestazioni di odio che minano la sicurezza di tutti. Non permetteremo che la memoria di Stefano Gaj Tachè venga infangata né che si normalizzi l’idea che gli ebrei in Italia possano essere bersaglio legittimo. Difendere la dignità e la sicurezza della nostra comunità significa difendere l’Italia, la sua storia e i valori che la sorreggono. Continueremo a farlo con determinazione”.
L’Unione Giovani Ebrei d’Italia condanna con fermezza il vergognoso atto vandalico contro la Sinagoga di Monteverde. Le scritte comparse sui muri e l’imbrattamento della targa dedicata a Stefano Gaj Tachè sono un insulto alla comunità ebraica e allo stesso tempo un attacco frontale all’Italia e ai valori su cui si fonda la nostra democrazia.
Stefano aveva due anni: era la più giovane vittima del terrorismo antiebraico in Italia. Il 9 ottobre 1982 fu ucciso davanti al Tempio Maggiore di Roma durante l’attacco portato a termine da un commando terrorista palestinese. Infangarne oggi la memoria significa colpire un bambino italiano, cancellare una pagina tragica della nostra storia recente e sfidare apertamente i valori della Repubblica.
Chi compie atti del genere non sta facendo politica, né esprimendo dissenso. Sta alimentando l’antisemitismo: lo stesso odio che ha già ferito l’Italia in passato e che sta riaffiorando con inquietante disinvoltura.
L’UGEI chiede una condanna immediata e inequivocabile da parte delle istituzioni e invita la società civile a respingere senza ambiguità questi atti, riconoscendoli per ciò che sono: manifestazioni di odio che minano la sicurezza di tutti.
Non permetteremo che la memoria di Stefano Gaj Tachè venga infangata né che si normalizzi l’idea che gli ebrei in Italia possano essere bersaglio legittimo. Difendere la dignità e la sicurezza della nostra comunità significa difendere l’Italia, la sua storia e i valori che la sorreggono. Continueremo a farlo con determinazione.
"Rabin era l’uomo della forza che scelse il compromesso, il generale che volle diventare costruttore di pace. Trent’anni dopo il suo assassinio, Israele porta ancora il segno di quella ferita"
✍️ L’editoriale di @LucaSpitz, presidente @ugei_it
https://t.co/pVXZkOnSYq
🗣️ «Se si attacca un ebreo, si attacca l’Italia intera.»
📹 Il presidente @LucaSpitz è intervenuto alla manifestazione di @Setteottobre_ contro il ritorno dell’antisemitismo.
I giovani non restano in silenzio. Difendere i nostri diritti significa difendere i diritti di tutti.