Sulla carneficina di donne sottoposte a ogni tipo di stupro, il 7Ottobre e quella delle iraniane violentate, torturate e uccise dal regime iraniano le scrittrici italiane tutte (posso sbagliare sul tutte) zitte, ma guai a toccare #Murgia in una conversazione privata.
#Mari
La strategia del terrore di Hamas: punire pochi per educarne molti (Parte 2)👇
@HamasAtrocities 👇
Hamas ha gambizzato alcuni abitanti di Gaza e ha filmato la scena. È una pratica standard: punirne pochi per mandare un messaggio a molti!
Nessuna organizzazione al mondo è meticolosa quanto Hamas nel documentare le proprie atrocità.
Se l'argomento che portate contro la remigrazione è "ma poi chi li raccoglie i pomodori per due soldi?", cari compagni, ho una brutta notizia da darvi: i razzisti siete voi.
Perché l'islam nasce a causa dell'antisemitismo di Maometto e si espande sulla base di quanti altri antisemiti trova, fino all'Europa. L'odio per gli ebrei è la porta spalancata, segue quello per la donna. Il fattore sconcertante è che a livello europeo l'antisemitismo non riguarda gli ebrei ma riguarda una parte ombrosa dell'europeo che non si vuole superare. E' molto traumatico ciò che ho dovuto scoprire negli ultimi due anni sull'antisemitismo, forse un giorno ne scriverò.
El islam tiene problemas con los gays, los judíos, los cristianos, los budistas, los hindúes, las mujeres, los ateos, el alcohol, el tocino y los perros.
Pero si yo tengo un problema con el islam, ¿soy yo el intolerante y el islamófobo? ¿Te das cuenta de lo absurdo que es?
Unico @brunoriRai (👏) a fare un servizio sul nord Israele martellato giorno e notte da razzi e droni
Ha spiegato perché Israele sta combattendo Hezbollah,mentre altri giornalisti ci propinano interviste dei terroristi
INCREÍBLE: El inmigrante ruandés Emmanuel Abayaisenga vio rechazada su solicitud de asilo en Francia en repetidas ocasiones desde que la presentó en 2012. A pesar de las órdenes de deportación, permaneció en el país de forma ilegal.
Los sacerdotes le confiaron las llaves de la catedral, encargándole el cierre y el cuidado del edificio. Después de que incendiara la catedral, destruyendo el órgano y el coro, el padre Maire lo acogió en su casa, ofreciéndole refugio mientras esperaba el juicio.
Luego asesinó al padre Maire.
La empatía suicida de Europa en pocas palabras.
✍🏻 Roberto Damico
Se avessi voglia di scherzare, farei il verso a Andrea Tosa – il blogger, l'attivista, il palestinista – e scriverei un post che inizia come iniziano sempre i suoi post: "Ieri a Herat è successo un fatto gravissimo". Ma io adesso non ho voglia di scherzare. Non ho voglia di ironizzare. Non ho voglia di fare il verso a nessuno. Perché un post che inizi così – "Ieri a Herat è successo un fatto gravissimo" – e che parli delle donne afghane, non esiste. Non lo scrive Tosa. Non lo scrive la sinistra. Non lo scrive nessuno. Eppure – ieri è successo davvero qualcosa di terribile ad Herat, in Afghanistan. E se avete abbastanza anima – se non siete ancora diventati insensibili di fronte al dolore del mondo – potete cercare voi stessi. Le notizie sono lì. Frammentarie, ignorate, sepolte. Ma ci sono.
Ecco cosa è successo. Si era appena svolta una manifestazione di donne afghane. Una folla di donne – nonostante il burqa, anzi, col burqa – ha riempito le strade di Herat. Centinaia, forse migliaia. Hanno chiesto – attenzione – non i diritti che abbiamo in Occidente (il diritto di voto, il diritto di abortire, il diritto di indossare una minigonna). Hanno chiesto neppure pari diritti. Hanno chiesto il minimo. Hanno chiesto l'istruzione – che in Afghanistan, per le donne, significa anche accesso alla sanità (perché nella legge afghana, una donna può essere visitata solo da una donna; ma se le donne non possono studiare, allora le donne non possono essere curate). Hanno chiesto di poter lavorare – di guadagnare un minimo, per non morire di fame, per non vedere i propri figli morire di fame. Hanno chiesto meno dei diritti che noi in Europa concediamo a un cane o a un gatto. Perché i nostri amici a quattro zampe – possono essere visitati da un medico (di qualsiasi sesso) se stanno male. Possono essere curati. Possono essere salvati. Le donne afghane – se stanno male – non possono essere visitate da un medico uomo. E se il medico uomo è l'unico disponibile, muoiono. Se – dopo un terremoto – si trovano sotto le macerie delle loro abitazioni, non possono essere estratte, perché un uomo non può toccare una donna. E muoiono sotto le macerie. Mentre ascoltano i soccorritori che non possono soccorrerle. È l'inferno. È l'orrore. È la follia.
E la risposta dei talebani a questa manifestazione di donne che chiedevano solo di non morire – è stata la violenza. Hanno sparato sulla folla. Al momento si parla di una ventina di vittime, ma le notizie sono frammentarie, non verificate, forse peggiori.
La notizia – come tutte le notizie che riguardano l'Afghanistan – è stata sepolta. Ignorata. Dimenticata.
E penso che oggi i telegiornali dovrebbero essere pieni di queste immagini. Che le piazze dovrebbero essere colme di gente – specie di donne arrabbiate – che esaltano l'eroismo delle donne afghane, che denunciano la brutalità dei talebani, che chiedono sanzioni, interventi, aiuti. Che parlano – sì – anche della loro disperazione. Della loro solitudine. Del loro abbandono. E invece – credo di essere uno dei pochi che ne stanno parlando. Uno dei pochi. Non perché io sia speciale. Perché gli altri hanno deciso di tacere e si indignano solo per Gaza.
Perché – come dice Fausto Bertinotti – "Gaza è l'ombelico del mondo". Almeno per la sinistra. Gaza – e solo Gaza – merita attenzione. Gaza – e solo Gaza – merita indignazione. Gaza – e solo Gaza – merita che si riempiano le piazze. Il resto – l'Afghanistan, lo Yemen, la Siria, il Sudan, la Nigeria, il Congo – non esiste. O esiste come rumore di fondo, come fastidiosa eccezione. Perché la sinistra – la sinistra palestinista – adora guardarsi l'ombelico senza alzare lo sguardo.
E se alzasse lo sguardo – se alzasse lo sguardo oltre Gaza – vedrebbe un mondo in fiamme. Un mondo che brucia. Un mondo in cui il jihadismo – la stessa ideologia che anima Hamas – uccide, devasta, distrugge. E bisognerebbe anche chiedersi quanto sia casuale che la propaganda per Gaza copra mille altri orrori. Quanto sia casuale che proprio Gaza – il luogo in cui Hamas comanda – sia diventato l'ombelico del mondo. Visto che Hamas è una derivazione della Fratellanza Musulmana – l'organizzazione che ha come obiettivo la creazione di un Califfato globale – visto che la Fratellanza vuole imporre la sharia in tutto il mondo, vuole cancellare i diritti delle donne, vuole sottomettere “gli infedeli”– è proprio casuale che Gaza e la sua propaganda impediscano di vedere ciò che il jihadismo sta facendo nel mondo?
@flancini
Il Jihad scopre il camion
Il 14 luglio 2016, sulla Promenade des Anglais di Nizza, circa trentamila persone assistevano ai fuochi d'artificio della festa nazionale francese. Terminato lo spettacolo, la folla iniziò a disperdersi.
Mohamed Lahouaiej-Bouhlel, 31 anni, franco-tunisino residente a Nizza, era già pronto ad agire. Camionista disoccupato con precedenti per violenza domestica, non era noto alle autorità come terrorista. Secondo i familiari, la sua radicalizzazione all'ISIS sarebbe avvenuta in poche settimane.
Nei giorni precedenti aveva effettuato sopralluoghi sulla Promenade e noleggiato un camion Renault Midlum da 19 tonnellate. Alle 22:34 del 14 luglio lanciò il mezzo sulla zona pedonale, guidando a zig-zag per quasi due chilometri e sparando anche con una pistola. La corsa terminò quando la polizia riuscì a fermarlo e ad abbatterlo.
Il bilancio fu devastante: 86 morti, tra cui 15 minorenni, e 458 feriti.
L'ISIS rivendicò l'attentato, definendo Bouhlel un proprio soldato. Nei mesi successivi, la propaganda jihadista indicò esplicitamente l'uso dei veicoli come metodo di attacco semplice ed efficace. Il 19 dicembre 2016, un camion colpì il mercatino di Natale di Berlino causando 12 vittime: il modello inaugurato a Nizza era già diventato una strategia terroristica consolidata.
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#AttaccoallEuropa è un progetto di #free4future
Nei sistemi complessi i crolli non avvengono quando nasce il problema, ma quando viene superato il punto di rottura. Belfast è la prova che puoi ignorare una variabile per anni, ma non puoi eliminarne gli effetti dal modello.