Colloquio per barista a Roma
Prima di 3 mesi niente contratto.
Necessari per vedere se sa fare i cappuccini, immagino.
Poi contratto part time
9 ore al giorno
6 giorni su 7
1300 euro.
Devi chiudere immediatamente.
@fanpage
I just play it on repeat since yesterday:
"Hello Pope Leo XIV, I'm Renzo, I'm six years old.
I'd like to ask you a few questions."
Renzo, a little a boy from the poor neighborhood of Barcelona, stole the show yesterday at St. Augustine's parish, a place where Pope Leo admitted he "feels at home."
Renzo in the sweetest way ever asked those questions to the pope:
Do you like soccer?
When you were little, did you want to be Pope?
Why are my mom and dad worried?
Why does my dad have so many jobs?
Why do bad things happen to some people and not to others? Whose fault is it?
Why are there so many people living on the streets? Does no one see them? Does no one help them?
How can we help if the world is so big?
Does God want there to be poor and rich?
Why are there so many lonely grandparents, if they are so important?
And one last question ... Must we always forgive?
What pope Leo answered the boy was really moving.
"Regarding whether I like football, I confess that I play tennis and I enjoy it very much, but I also appreciate football; in fact, during my years as bishop in Peru, I liked to follow how some local teams were doing; and now, as Pope, I have also received football clubs and sports groups," the pope said, adding that "sport is important because it helps us grow up healthy in body and mind."
He said that as World Cup unfolds, "many will be watching the matches. Football reminds us of something we must not forget: life is not a race to show off alone, but a path we learn to travel together."
"Whoever doesn't know how to pass the ball, even if they have talent, hasn't yet understood the game. And whoever doesn't know how to live with others and for others hasn't yet understood life."
Answering whether he wanted to be Pope when he was little, the pope said: "Well, Renzo, I don't think so. I don't think I ever thought about it."
"But I can tell you something: from a young age, I felt the desire to dedicate my life to God. I didn't yet know exactly how or where the Lord would lead me. Over time, I discovered that Jesus was calling me to follow him as a priest, and that this path led through the Order of Saint Augustine."
"But this isn't just true for me," he said. "Every child is a dream of God. You are too. God desires the happiness of all and wants us, from childhood and throughout our lives, to have a heart like that of children (cf. Mt 18:3): capable of trusting, full of kindness; he wants us to be his friends and not turn away from him. Therefore, more important than asking oneself whether one will be a priest, doctor, teacher, parent, or anything else, is asking oneself whether one wants to be a friend of Jesus. Because friendship with Jesus gives us joy, sets us free, and helps us to see, step by step, the vocation and the path that God has planned for each of us."
Answering the point on injustices in the world, Pope Leo told the boy that "through the life of Jesus Christ, God shows us that, although there is suffering, he never abandons any of his children, because he has prepared for us an eternal joy where there will be no more sadness or pain. Let us have confidence, Jesus is with us, he helps us and accompanies us, and gives us strength to go through the difficult moments we may encounter in life."
Stressing that grandparents play a crucial role in families, the pope said: "Let us not allow loneliness and abandonment to become normalized in the lives of older adults. That is a very sad thing. Let's have our hearts open to all of them."
On forgiveness, he told Renzo and those gathered: "It does not mean forgetting by force, as if nothing had happened. Forgiveness means not letting hatred become the master of our hearts ... our willingness to forgive is a condition for the forgiveness we receive from God."
Video: Vatican Media
Tutti a criticare l’assegnazione di mondiali e olimpiadi a paesi autoritari, non democratici. Poi arriva l’ora dei mondiali negli Stati Uniti e la nazionale del Senegal viene accolta così.
Un razzismo per ogni stagione ha permesso alla Lega di farsi votare da quegli stessi meridionali che si facevano trattare come pezze da piedi e che, pur di farsi accettare, tentavano pure di parlare il dialetto del posto https://t.co/Q2RRCLlk18
Dopo Bologna-Inter (“quel” Bologna-Inter) le telecamere cercano Radu, portiere a pezzi.
Dumfries si mette in mezzo, dice “basta” e gli fa da scudo, per quanto possibile.
Del giocatore si è detto tutto, dell’uomo non abbastanza.
Buona fortuna Denzel.
Quello che vedete non è "semplice pioggia con vento forte". Si tratta di un violento downburst avvenuto nel pomeriggio in provincia di Torino.
Il downburst è una raffica discendente, aria fredda e pesante precipita dal temporale verso il suolo e, quando impatta a terra, si espande orizzontalmente con raffiche anche molto intense, a differenza del tornado, non abbiamo un vortice stretto e rotante che risale verso la nube, ma un’esplosione di vento lineare che può colpire in modo improvviso e molto violento, per questo i danni possono essere estesi e orientati nella stessa direzione, alberi piegati, oggetti trascinati, polvere e pioggia spinte quasi "a muro".
Sono fenomeni rapidi, localizzati e difficili da prevedere al dettaglio ed è proprio in queste situazioni che il nowcasting diventa fondamentale.
Credit Video: Tornado in Italia
@Corriere Con tutto il massimo rispetto per l'intervistato ma fare una previsione per tutta la stagione estiva, di questo tipo, basandosi su previsioni stagionali che hanno un grado di attendibilità medio-bassa è fuorviante, superficiale e denota irresponsabilità scientifica.
L'immagine di Aquilani commosso che va dai tifosi del Catanzaro ma quando vede questo bimbo esplode e scoppia in lacrime. Vale quanto quella di Marquinhos che cerca subito Gabriel per consolarlo.
Il senso è tutto qui
PS per altro Monza-Catanzaro è stata nettamente più bella di Psg-Arsenal
La libertà va a braccetto con la felicità,ma entrambe le cose sono mostruosamente difficili da raggiungere.Mettici anche quello splendido senso di colpa verso i propri genitori che ogni ragazzo nato negli anni 80/90 ha,la voglia di non deluderli,e crei un mix letale
#zerocalcare
Scintille al Senato, dove l'élite moderata celebra Oriana Fallaci a 20 anni dalla morte. In un convegno quasi agiografico, dopo il ricordo commosso di Vittorio Feltri, al giornalista Enrico Mentana chiedono cosa avrebbe pensato oggi Fallaci della vicenda della Flotilla, con i manifestanti malmenati da Israele e dileggiati da Ben-Gvir.
Sapendo di trovarsi su un terreno minato - tra i convenuti ci sono Fiamma Nirenstein, Giuseppe Benedetto (Fondazione Einaudi) e Andrea Cangini («Accidenti, il genocidio è già finito») il direttorissimo tra mille cautele si limita a citare la condanna del capo dello Stato (ma «non divinizziamo nessuno» dice metttendo la mani avanti) e a sottolineare che parlare della Global Sumud Flotilla «come di qualsiasi manifestazione a difesa dei palestinesi di Gaza o di istanze che ci possono sembrare vicine o lontane, vuol dire parlare di un diritto che è delle democrazie».
Poi si rivolge a Nirenstein, che è già sbigottita: «Adesso il parafulmine è diventato Ben-Gvir, ma Ben-Gvir che cosa ha fatto ieri? Ha filmato, con un video, quello che stava comunque succedendo, non sono le sue risate che fanno indignare in quel video, è il trattamento delle persone, che è nei protocolli di azione delle forze israeliane».
Parole che vedono sussultare la collega e il pubblico. L'ex ministro degli Esteri, Giulio Terzi di Sant'Agata, ex Radicale, sbotta: «Ora basta, me ne vado».
Pochi video sono capaci di documentare altrettanto bene l'irrigidimento ideologico, l'intolleranza e il distacco dalla realtà di una parte importante delle élite liberali italiane.
(video @adnkronos)
Inter, Marotta: "E' una serata particolare, abbiamo voluto farla in questa arena, che è l'icona della città, perché noi siamo la squadra della città, l'unica società con due stelle. Nella città di Milano ci siamo solo noi, questo è motivo di orgoglio"
Se vi va di scommettere su assassinii, bombardamenti o carneficine, la Lega Serie A ha un consiglio per voi: fatelo con Polymarket, il nuovo fantastico partner del calcio italiano
Come se i tracolli in campo sportivo non bastassero, lo sprofondo del nostro movimento calcistico non si arresta nemmeno fuori dagli stadi: l'ultima vergogna a firma Lega Serie A è la partnership siglata con la piattaforma di scommesse USA che prospera sui mercati di morte e arricchisce gli utenti che scommettono su lancio di missili, stragi, esecuzioni
Immagino che tutti voi sappiate chi è Van Dijk, il difensore olandese capitano del Liverpool; non so però quanti di voi sappiano chi è Van Dyke. Che a differenza di Van Dijk, all’anagrafe Virgil, si chiama Gannon Ken e non fa il calciatore ma il soldato. Il soldato USA. Okay, direte voi, ma perchè questo strano preambolo? Beh, se ho deciso di parlarvi del soldato Van Dike è perchè desidero che capiate meglio cos’è diventata oggi la mostruosa creatura del calcio italiano e chi sono i mostri che la dirigono. E vado subito al sodo.
Il sergente maggiore delle Forze speciali USA Van Dyke, di stanza a Fort Bragg (North Carolina), il 3 gennaio scorso aveva preso parte all’operazione top secret con cui una squadra di operatori Delta Force e di agenti FBI aveva portato a termine a Caracas l’improvvisa cattura, con relativo arresto e trasferimento in carcere a New York del presidente venezuelano Nicolas Maduro e della moglie Celia Flores.
A distanza di quattro mesi, il 25 aprile il sergente Van Dike è stato a sua volta arrestato e incriminato con l'accusa di avere, nell’imminenza del blitz di Caracas e grazie alle informazioni riservate di cui disponeva, scommesso sulla piattaforma di “mercati predittivi” Polymarket sull’eventualità che Maduro potesse essere esautorato entro la fine del mese di gennaio 2026. Il soldato aveva vinto oltre 400 mila dollari. “Van Dyke - ha spiegato il vicedirettore dell’FBI James Barnacle - ha speculato su vari scenari relativi al Venezuela traendone profitto dopo aver appreso dell’operazione di cui conosceva i dettagli grazie al suo ruolo di soldato dell’esercito americano”. Van Dyke aveva usato uno pseudonimo online ma era stato scoperto; adesso dovrà rispondere non solo di insider trading ma anche di rivelazione di segreto militare.
Se andando avanti nella lettura di questo pezzo vi sembrerà di essere finiti in un episodio di “Black Mirror”, la serie televisiva Netflix incentrata sul tema del progredire sempre più incontrollato delle nuove tecnologie con tutti i rischi e gli effetti collaterali che questo mutamento comporta, sappiate che Polymarket, la piattaforma di “mercati predittivi” fondata nel 2022 su cui il soldato Van Dike aveva “giocato” funziona proprio così. Accetta, anzi “banca” pronostici di ogni genere; in particolare sui cosiddetti “mercati della morte” (vincite ingenti sono state realizzate ad esempio sull’evento dell’uccisone avvenuta il 28 febbraio scorso di Ali Khamenei, capo politico, religioso e militare dell’Iran), attentati, catastrofi e bombardamenti compresi. Se domani, poniamo, gli aerei USA bombardassero il maestoso e incantevole Ponte pedonale a tre piani Tabiat a Teheran dove i fidanzati sono soliti andare a fotografarsi, demolendolo e compiendo una strage, tutti coloro che avessero scommesso su “Bombardamento USA a monumento o infrastruttura a Teheran entro domenica 17 maggio” avrebbero motivo di esultare, complimentarsi con se stessi e andare all’incasso (di bit coin).
E se credete che stia esagerando vi sbagliate. Il 10 marzo scorso il corrispondente di guerra del “Times of Israel”, il 28enne Emanuel Fabian, aveva raccontato in un suo articolo che un missile iraniano aveva colpito quel giorno, senza causare vittime, un sobborgo di Gerusalemme. Ebbene, su Polymarket - la piattaforma di mercati predittivi di cui il giornalista non sapeva nemmeno l’esistenza - aleggiavano in quel momento milioni di dollari puntati sull’evento “Possibilità che un missile iraniano colpisca oggi Israele”. Senza spiegarsi il perchè, il corrispondente di guerra Emanuel Fabian cominciò a ricevere subito strani, inquietanti e allarmanti messaggi. “Hai ancora 90 minuti per aggiornare la menzogna che hai scritto - diceva uno -. Se lo fai, risolverai in un attimo il problema più grave che ti sei creato in vita tua. E tra una settimana non ti ricorderai più di me. Se deciderai di non correggerla e di lasciare quello che hai scritto così com’è, scoprirai nemici disposti a pagare qualsiasi cifra per renderti la vita un inferno”.
Senza saperlo, col suo “dispaccio dal fronte” sul missile abbattutosi su Gerusalemme Fabian aveva sancito la vittoria degli utenti di Polymarket che avevano scommesso, appunto, sul missile che avrebbe colpito in giornata Israele; mentre chi aveva scommesso sul no si appigliava al fatto che il rapporto giornaliero delle Forze di Difesa Israeliane non avesse dato alcuna notizia di avvenuti attacchi missilistici. “Visto che ci hai fatto perdere 900.000 dollari, investiremo non meno di quella cifra per distruggerti”, fu il messaggio che il 28enne cronista si vide recapitare dopo la chiusura della scommessa.
La storia, con tanto di intervista al protagonista (che per la cronaca, una volta raccapezzatosi e una volta compreso lo scenario in cui era precipitato si era rifiutato di dare smentita al suo articolo), è stata raccontata dal “Washington Post”; ed è diventata virale al punto che Polymarket è stata costretta a intervenire e a prendere posizione condannando le intimidazioni e le minacce rivolte a Emanuel Fabian.
“Questo comportamento viola i nostri termini di servizio e non può trovare posto né sulla nostra piattaforma né altrove - ha scritto Polymarket in un suo comunicato ufficiale -. I mercati predittivi dipendono dall’integrità di una cronaca indipendente. I tentativi di esercitare pressioni sui giornalisti affinché modifichino i loro articoli minano tale integrità e compromettono i mercati stessi”.
Okay, direte ancora voi, davvero una gran brutta storia: ma che c’azzecca tutto ciò col calcio italiano?
C’azzecca. Eccome. Date un’occhiata all’articolo di cui vi mostro il titolo uscito l’altro ieri su Calcio Finanza.
“Polymarket - scrive Calcio Finanza - ha raggiunto un accordo esclusivo pluriennale con Serie A che diventa così il terzo grande campionato calcistico a collaborare con la società quest’anno dopo la Major League Soccer statunitense e la Liga spagnola. In base all’accordo Polymarket – che non può operare sul mercato italiano -, sarà il partner “ufficiale ed esclusivo” dei prediction market della Serie A negli Stati Uniti. La società potrà utilizzare loghi e marchi della Serie A sulla propria piattaforma e avrà accesso ai dati ufficiali del campionato”.
Dopo aver spiegato cos’è e come funziona la piattaforma che da poco è diventata sponsor della Lazio (“Polymarket è una piattaforma di mercati predittivi basata su blockchain che consente agli utenti di puntare sull’esito di eventi futuri acquistando e vendendo quote legate a specifici risultati. Non si tratta, formalmente, di un bookmaker tradizionale: il sistema funziona come una sorta di borsa delle previsioni in cui gli utenti comprano contratti “Yes” o “No” su un determinato evento”), Calcio Finanza racconta perchè non è consentito utilizzare Polymarket in Italia. “Proprio la natura ibrida della piattaforma, a metà tra trading e scommesse, è al centro delle criticità regolatorie in particolare in Italia. Nel nostro Paese, infatti, qualsiasi attività che consenta di puntare denaro su eventi futuri rientra generalmente nella disciplina del gioco pubblico e richiede una concessione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Polymarket, non essendo titolare di una licenza ADM, non può operare pienamente sul territorio italiano. Anche quando il sito risulta tecnicamente accessibile, le funzionalità di trading risultano limitate o non disponibili per gli utenti italiani”.
Inutile dire che i cosiddetti “mercati predittivi” si prestano a essere facilmente influenzati e manipolati: anche perchè i finanziatori di Polymarket, tra cui spicca il figlio di Donald Trump, Donald jr. - ne parlo più avanti -, sono gli alti papaveri dell’élite finanziaria USA. Chi dispone di ingenti capitali o ha la possibilità, per ruolo, di aver accesso a informazioni privilegiate può spingere le quote nella direzione a lui conveniente influenzando e condizionando anche scenari e decisioni militari e politici: non per niente si scommette su guerre più ancora che su partite di calcio e di football americano. Si scommette addirittura sulla possibilità che Trump nel suo prossimo discorso pronunci o non pronunci la tal parola: milioni di dollari che dipendono dal capriccio (solo dal capriccio?) del padre del finanziatore della piattaforma.
Tornando a bomba: per la serie “Facciamoci sempre riconoscere”, nel mese di maggio dell’anno di disgrazia 2026 ecco compiersi sotto i nostri occhi il tanto atteso salto di qualità della Lega Serie A dei prodi Luigi De Siervo (Ad) e Ezio Simonelli (presidente): che dopo avere elemosinato, scodinzolandogli appresso, i petrodollari del principe ereditario d’Arabia Mohammad bin Salman, per chi l’avesse dimenticato mandante del brutale e feroce massacro del giornalista e scrittore Jamal Khashoggi, hanno deciso oggi di legare i destini del brand Serie A e la sua diffusione in terra americana a questa vera e propria piattaforma dell’orrore, una piattaforma di scommesse che prospera principalmente sui mercati di guerra e di morte, che premia con milioni di dollari previsioni azzeccate di stragi e carneficine, una piattaforma che gli stessi USA, nonostante il figlio del presidente Trump, Donald jr, sia un suo investitore e dal 26 agosto 2025 sieda nel consiglio consultivo come strategic adviser, hanno bollato come illegale con sentenza della Commodity Futures Trading Commission che l’ha multata di 1,4 milioni di dollari. A dispetto di ciò, durante le elezioni del 2024 la piattaforma ha registrato ugualmente 3,2 miliardi di dollari di movimento solo di scommesse politiche.
La società “1789 Capital” di cui Donald Trump jr. è partner dal 2024 ha effettuato in Polymarket un investimento strategico per decine di milioni di dollari. Il figlio del presidente è inoltre direttore di Trump Media, la società di famiglia che controlla tra le altre la piattaforma social “Truth” che sta per lanciare a sua volta un proprio servizio di scommesse predittive, “Truth Predict”.
Dopo lo scandalo scommesse - l’ultimo di tanti - che deflagrò nel calcio italiano nell’autunno 2023 e portò alla squalifica di due nazionali azzurri come Tonali e Fagioli, cui la FIGC addolcì la pena in cambio dell’impegno a raccontare ai giovani nelle scuole il dramma della ludopatia che li aveva resi schiavi del gioco (sigh!), ecco che il calcio italiano esce dall’ipocrisia, getta la maschera e sceglie come compagna di viaggio - dandone gioioso annuncio - la piattaforma di scommesse più amorale dell’intero pianeta. Che è sì fuorilegge in Italia e non solo in Italia, ma sapete come vanno le cose in questo mondo: fatta la legge, trovato l’inganno. Visto che per iscriversi basta una mail, non è prevista una verifica dell'identità e l'anonimato è alla base del sistema, dire che l’appuntamento col prossimo scandalo scommesse del nostro calcio è già da oggi in calendario non è un azzardo: con tanti ringraziamenti alla pubblicità fatta dalla Lega Serie A a Polymarket che contribuirà a spedire chissà quanti giovani nell’inferno della ludopatia. Per non farsi mancare niente.
Insomma, chi pensava che il calcio italiano con la terza esclusione consecutiva da un campionato del mondo avesse toccato, sportivamente parlando, il fondo aveva fatto male i conti; il precipizio aveva un secondo fondo, dove lo sport non ha diritto di cittadinanza, in fondo al quale c’era un mostro che ci aspettava pronto a sbranare il poco che è rimasto della nostra carcassa: un mostro chiamato Polymarket.
It al confronto era solo un simpatico e innocuo pupazzetto.
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