Report 🖋🧵⚽️
Kodai Sano, Giapponese, classe 2003, statura da 176 cm, peso 68 kg.
Destro naturale ma utilizza anche il sinistro sufficientemente bene. Interno di centrocampo in un sistema a due con caratteristiche spiccate da mezzala. LAVORA con applicazione e costanza in tutte le fasi del gioco. Presente in costruzione, accompagna in transizione, si inserisce e rifinisce con costanza.
Rivelazione della rivelazione Nec Nijmen in Eredivise, in un modello di gioco basato sul grande movimento si esaltano le doti di grande dinamismo e capacità di colpire spazi e giocare a varie altezze di campo. È un pressatore continuo in avanti, reattivo nell' andare a duello in zona palla, pungente con la sua aggressività. Intenso nel ritmo come la scuola giapponese forgia, e qualitativamente solido. Riassumendo un profilo moderno, completo per interdizione e creazione nel possesso, che può incidere con e senza palla con i suoi movimenti. Baricentro basso che facilità l'equilibrio dinamico e destrezza fine abbondante, agile nel cambiare direzione.
Un po di numeri stagionali in Olanda 📊📈 : 12.25 palloni recuperati, 5.44 intercetti a partita, 6.38 duelli difensivi di cui 64.7 vinti. Passaggi in avanti 15.01 ( 71.6% accurati), ne riceve smarcandosi 27.79, passaggi nella trequarti avversaria 6.86( 78.9% accurati). Pecca un po sui lanci lunghi per precisione 47.3% su 3.51 tentativi a partita. ( Dati WyScout)
Futuro 🔮Calciatore che è pronto per fare il salto in un campionato più impegnativo, nei Big Five, ideale per competizioni europee ed un calcio incentrato su pressing strutturato e fluidità posizionale in possesso.
Oh, really?
So now you suddenly care about the Albanian people?
The same Albanian people whose institutions, public services and digital infrastructure were the target of a cyberterror campaign that aimed to cripple an entire country, and which international investigations have traced back to actors linked to and supported by your regime.
We know those fingerprints all too well.
We know the methods.
We know the threats.
And we know that what has driven your hostility toward Albania has never been Zionism, nor any other convenient slogan of your despicable propaganda.
It is your hostility toward freedom itself.
You cannot forgive Albania for doing what Albanians do: opening their doors to people fleeing persecution.
You cannot forgive Albania for giving shelter to Iranian men and women whom you sought to silence through intimidation, imprisonment and death simply because they dare to think differently, speak differently or dream differently.
But we are Albanians.
We do not abandon people who knock on our door seeking protection from oppression.
We did not do so when Jews fleeing Nazi persecution needed refuge. We became the only country in Europe with more Jews after World War II than before it.
And we will not let down the Iranians who seek safety from intimidation, persecution or assassination. Nor will we yield to your desperate and relentless cyberattacks. After your major assault, we built a resilient, state-of-the-art cyber shield that has made Albania far stronger and far better prepared to confront your desperate cyberattacks that continue with no success.
You are free to use the privileges of open societies to spread your false narratives, your shameless accusations and your brutal threats.
But as we Albanians learned from fifty years of darkness under our atheocratic dictatorship, propaganda can conceal the truth, distort the truth and postpone the truth, but it can never bury the truth not even under the weight of a medieval theocracy like yours.
Your regime can hack networks, imprison critics, censor voices, threaten opponents, bully neighbours and manufacture endless excuses for its failures.
But it cannot escape reality forever.
Regimes built on fear, censorship, repression and the crushing of dissent may endure for a time, but history is merciless toward those who wage war against their own people's freedom and prosperity.
The Iranian people deserve freedom.
They deserve dignity.
They deserve the right to speak without fear.
And Albania will never apologize, never retreat and never be intimidated for standing on the side of those values.
So keep manipulating and deceiving whoever in the colourful West is willing to fall for your falsehoods.
But you will never make Albanians enemies of peoples - whether Jews, Arabs or Americans.
Because what they share, and what you fear, is the very things you have denied your own nation for far too long:
Great hopes, big dreams and the determination to live free, to seek peace and to relentlessly build prosperity🇦🇱🤝🇮🇱🤝🇦🇪🤝🇶🇦🤝🇸🇦🤝🇺🇸
Sono sempre più affascinato sull’approccio che @marcotravaglio ha con tutto ciò che riguarda la Russia e soprattutto da come il suo giornale, che da anni si erge a censore e tribunale del popolo, punto di riferimento di ogni delirio manettaro, quando le malefatte riguardano Putin e dintorni si apra al garantismo più assoluto, quasi preassolutorio.
Quello delle elezioni armene è solo l’ultimo caso. Candidati filorussi arrestati senza motivo, scrive il Fatto, con riferimento ai casi degli esponenti di “Armenia Forte”, accusati solo di corruzione elettorale e voto di scambio (secondo l'Anticorruzione, avrebbero orchestrato un sistema per pagare e manipolare la nomina dei membri delle commissioni elettorali di seggio, offrendo compensi in denaro in cambio della garanzia di un pacchetto di voti), riciclaggio di denaro (sono state contestate irregolarità finanziarie e flussi di denaro illeciti legati al finanziamento della campagna elettorale) e coercizione e interferenza (accuse di aver esercitato pressioni e interferito indebitamente nello svolgimento e nella partecipazione a riunioni e assemblee pubbliche). Con un leader, Samvel Karapetyan, il quale si trovava già agli arresti domiciliari nella sua residenza fuori Yerevan con l'accusa formale di istigazione al rovesciamento del potere statale.
Tutti innocentissimi a priori. Perché a renderli tali non sono i fatti, ma l’essere corrotti, corruttori, sobillatori o golpisti per conto di Putin e contro l’Europa, pertanto mossi dalla nobile causa della destabilizzazione dell’Occidente, in favore del luminoso fascismo multipolare russo.
Ricordiamo tutti i titoli violenti sfornati dal Fatto anche a ridosso del referendum costituzionale della Moldova del 2024 e delle elezioni presidenziali del 2025, con i quali si denunciavano arresti arbitrari appena prima delle consultazioni per condizionare il voto, ignorando come le indagini condotte dalla Procura Anticorruzione moldava, dal SIS (Servizi di Sicurezza) e supportate dai tracciamenti finanziari delle intelligence occidentali avessero svelato un gigantesco sistema di corruzione di Stato ed eversione.
I reati formali per cui sono scattati gli arresti di leader (come Evghenia Gutul, governatrice della Gagauzia) e candidati includevano voto di scambio e corruzione elettorale su scala di massa (la rete dell'oligarca Shor ha introdotto illegalmente in Moldova oltre 39 milioni di dollari provenienti direttamente dalla Russia per creare conti correnti in favore di 130.000 presso la banca statale russa Promsvyazbanksui quali venivano trasferite cifre mensilmente in cambio dell'impegno scritto a votare "No" al referendum UE e a favore dei candidati filorussi), ma anche finanziamento illecito di partiti politici da parte di un gruppo criminale organizzato, riciclaggio di denaro aggravato e tradimento e cospirazione contro lo Stato.
Stesso schema in Romania, dove Travaglio criticò pesantemente le autorità di Bucarest e l’Europa (non si sa bene a che titolo) per l’annullamento delle elezioni, non trovando strano che un candidato indipendente di estrema destra, ultranazionalista e dichiaratamente filorusso, Călin Georgescu, avesse vinto clamorosamente il primo turno con il 23% dei voti, senza aver fatto comizi, senza avere sedi di partito e avendo dichiarato ufficialmente al fisco "zero euro" di spese elettorali. Nessun ripensamento anche dopo che si era scoperto che il candidato semi-sconosciuto era stato aiutato da una massiccia campagna TikTok orchestrata in Russia e che sempre dalla Russia erano in realtà arrivati milioni di finanziamenti in criptovalute. Così come aveva sparato a zero sul fermo di Georgescu, cui erano seguiti ben 27 arresti, tra i quali quello del mercenario Horațiu Porta, nella cui casa erano stati trovati soldi e armi, con lo scopo, secondo la procura generale rumena, di compiere atti contro l'ordine costituzionale e per associazione eversiva. Anche in questo caso tutto regolare: tranne il complotto delle élite occidentali per limitare la libertà di voto e far vincere candidati graditi a Bruxelles.
Si potrebbe continuare ancora e ancora, citando innumerevoli articoli nei quali il Fatto picchia duro contro le autorità tedesche, ree di aver accusato di nazismo alcuni esponenti di AfD, ignorando le evidenze delle straordinarie e sofisticate campagne promosse dalla Russia per sostenere proprio il partito di estrema destra guidato da Alice Weidel. E anche sulle critiche mosse alle autorità francesi per aver escluso Marine Le Pen, accusata di aver impiegato impropriamente fondi comunitari e già destinataria di prestiti milionari documentati da parte di banche controllate da Mosca.
E si potrebbe tornare indietro sino al 2004, anno delle elezioni presidenziali in Ucraina che Travaglio racconta come quello del primo dei due golpe dei quali fu vittima il candidato filorusso Viktor Yanukovich. Un golpe che, però, stando alla definizione letterale del termine, il candidato favorito di Mosca ha semmai compiuto anziché subito. Nei suoi editoriali, libri, spettacoli teatrali ed interventi tv gli sentirete infatti ripetere sempre e solo che il voto fu annullato dietro la spinta della piazza messa dal perfido Occidente. Non esistono fonti, prove o anche solo vaghi sospetti che questo sia vero. È invece documentato che Yanukovich organizzò bus e treni per portare elettori fedeli a votare più volte in tutto il paese, fece stampare schede aggiuntive direttamente in Russia e addirittura alterò elettronicamente i risultati del voto, avendo ottenuto le credenziali di accesso al cervellone della Commissione Elettorale Centrale, cui si era collegato con un cavo in fibra ottica dalla sede del suo comitato che era in un cinema dall’altra parte della strada.
Candidato “neutralista”, lo chiama ancora oggi. Così super partes che Mosca ha organizzato per la sua elezione la più grande truffa elettorale della storia del continente. Tutta roba ampiamente provata e appurata, ma che non merita di essere evidentemente citata quanto le fantasiose basi segrete ucraine nei baltici, la “misteriosa” morte dell’avvocato nel caso Minetti o delle innumerevoli altre manipolazioni della realtà da dare in pasto ad un popolo di lettori (ed elettori) beoti, ormai educati a non distinguere più nemmeno i fatti dalle opinioni.
@alby61@EzioRocchiBalbi@BelpietroTweet Il processo sarà negli USA, solo per pagare i legali ci vorranno centinaia di migliaia di euro e la polizza assicurativa non so se copre.
Che poi quelli del FQ non sono per caso quelli che vogliono proteggere sempre le fonti ? E invece adesso, per non doversi vendere anche le mutande nella causa civile, sarebbero pronti a sputtanare la fonte con screenshot e registrazioni… finaccia
Si mette molto male per il Fatto. Il CDA e i sindaci della società editrice SEIF, che è quotata in borsa e quindi soggetta a obblighi di trasparenza, dovranno comunicare al mercato la stima prudenziale del rischio e l’eventuale accantonamento (anche parziale).
Questo non significa che dovranno accantonare decine di milioni, perché la richiesta di Cipriani/Minetti appare oggettivamente esorbitante, ma nemmeno poche migliaia di euro, considerando anche le ingenti spese legali che una causa internazionale comporta.
La ritrattazione della presunta teste è un colpo mediatico/giudiziario pesante, e SEIF dovrà gestire la disclosure di bilancio con equilibrio e prudenza, cercando di non mettere a rischio immediato la sopravvivenza della società (che ha già perdite e debiti molto rilevanti ). La partita si giocherà in tribunale nei prossimi mesi., salvo accordi transattivi.
Ma vi rendete conto di che livello di prepotenza e arroganza è arrivata questa gente. Mai sentito nessuno rivolgersi così nei confronti di una procura. Berlusconi vittima di oltre 130 procedimenti a suo carico non ha mai esternato in questo modo. Sono disgustato
🚨 Marco #Palestra è stato ritenuto indisponibile per il match con la Grecia e ha lasciato il raduno in accordo con il club
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