La migliore vendetta è la felicità. Una frase di Alda Merini per Giorgia Meloni e il suo rancore. Stamani con David Parenzo su LA7 https://t.co/VtgUiSf1qT
Il #Superbonus è stato scritto male, in un modo che ha permesso ai disonesti di rubare ai cittadini normali, mettendo in crisi l'intero settore edilizio. La responsabilità di tutto ciò è della sciatteria, dell'incapacità e della superficialità di Giuseppe #Conte.
@matteorenzi
Io non mi capacito come di fronte a una cosa del genere nessuno dica niente. Chi
Glielo dice a quei 1800 operai che non torneranno più a lavoro, perché così hanno deciso pd e 5s?
Eravamo quasi mille oggi a Santa Severa. Italia Viva è più in forma che mai: siamo l’alternativa a questo Governo inconcludente, siamo l’alternativa a questa opposizione ideologica.
Il #Centro è il futuro, in Italia, in Europa.
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"Dove un fascismo, non è detto che sia identico a quello, un fascismo cioè un nuovo verbo, come quello che amano i nuovi fascisti d’Italia, cioè che “non siamo tutti uguali, non tutti abbiamo gli stessi diritti, alcuni hanno i diritti, altri no”.Dove... "
Socrate diceva che avrebbe preferito che la maggior parte della gente lo contraddicesse, piuttosto che essere in disaccordo con se stesso.
Ecco, di fronte all’appoggio di Elly Schlein al referendum contro il Jobs Act proposto dalla CGIL, mi chiedo se si sentano in disaccordo con sè stessi gli amici del PD con cui nei circoli lo abbiamo sostenuto il Jobs Act.
E cosa pensino quelli del PD che lo hanno approvato al Governo e lo hanno poi votato in Parlamento.
Nella vita e in politica è sempre lecito cambiare idea, purché si spieghi il perché.
Quello che non si può fare, per rispetto degli altri e di se stessi, è far finta di niente e accettare un ribaltamento come questo, pensando di non renderne conto fischiettando con indifferenza.
È giusto fare un referendum sul JobsAct? Ecco il mio editoriale di domani per il Riformista.
Fatemi sapere che cosa ne pensate
E dunque il PD promuoverà il referendum della CGIL e dei grillini contro il JobsAct.
Non mi sorprendo. Da mesi dico che il PD ormai è la sesta stella del Movimento di Giuseppe Conte. E riconosco che Elly Schlein è sempre stata contraria a questa legge.
Ma il JobsAct – un pacchetto di misure sul lavoro, la cancellazione della componente costo del lavoro dell’Irap, la decontribuzione – è una legge che il PD ha votato.
Lo ha fatto in Consiglio dei Ministri, lo ha fatto alla Camera, lo ha fatto al Senato.
Una legge voluta da un ministro del PD, presentata nei circoli del PD, difesa dagli amministratori del PD diventa oggi una legge contro cui si fa un referendum organizzato dal PD. Non è fantastico?
Io ovviamente difendo una legge che ha permesso di creare più di un milione di posti di lavoro, che ha cancellato la barbarie delle dimissioni in bianco per le donne, che ha permesso a migliaia di persone di avere finalmente un lavoro a tempo indeterminato. Io sono entusiasta del JobsAct, come lo sono di Industria 4.0, delle Unioni Civili, del Dopo di noi e di tante altre cose che ho fatto. E rispetto quelli che invece amano il reddito di cittadinanza, il superbonus 110% e tutte le altre norme che hanno prodotto un buco miliardario nei conti pubblici: se a qualcuno queste leggi piacciono, sono contento per loro. Mi fa un po’ meno piacere per i nostri figli che pagheranno per queste follie ma è un’altra storia. Torniamo a noi.
Si può pensare tutto il bene e il male possibile del JobsAct e quando Landini, Schlein e Conte presenteranno il referendum sarà chiaro perché il campo largo vuole solo aumentare i sussidi e danneggiare i lavoratori. Ma almeno Landini, Schlein e Conte alla fine saranno coerenti.
Ho una domanda per gli altri del PD.
Ho una domanda per chi ha votato il JobsAct in direzione, in Aula, in Consiglio dei Ministri. Ma voi, amici carissimi, come fate a organizzare il referendum contro ciò che voi stessi avete voluto?
Vi state facendo un autoreferendum, lo capite?
Caro Paolo Gentiloni, Roberta Pinotti, Beatrice Lorenzin, Marianna Madia, Dario Franceschini, Graziano Delrio: vi ricordate che voi eravate in Consiglio dei Ministri in quei giorni?
Cari Lorenzo Guerini e Debora Serracchiani, vi ricordate che voi eravate i vicesegretari di quella squadra?
Care e cari parlamentari che avete votato a favore e che vi apprestate a fare campagna referendaria contro ma non lo sentite un brivido lungo la schiena?
E soprattutto quando la mattina del referendum, dopo aver affrontato lo sguardo dello specchio, andrete a votare avete pensato a quale faccia indosserete per recarvi al seggio?
Io sono l’ultimo a poter parlare di referendum perché ne ho perso uno molto importante per il futuro del Paese. Ma in alcuni casi meglio perdere un referendum che perdere la dignità.
A @matteorenzi e @FrancescoBonif1 querelate se volete @GovernantManlio
Scommetto che in un’aula di tribunale il soggettino non farebbe il gradasso. Una lezione gli starebbe bene dopo le cose gravi scritte, nonostante le sentenza del tribunale ma è troppo per un ungulato grillino
In #Pakistan, la Comunità di Sant'Egidio di Faisalabad porta aiuti alle famiglie cristiane vittime della violenza estremista che ha colpito Jaranwala https://t.co/c4OxwOBdFI
Allarme colera nella Repubblica democratica del Congo
La denuncia dell’Unicef: nei primi 7 mesi del 2023, 31.500 casi e 230 morti, molti dei quali bambini sotto i 5 anni
La provincia più colpita è quella del Nord Kiwu, dove non accennano a diminuire i combattimenti
@oss_romano
@Avvenire_Nei Grazie padre ma lei parla solo con le ragazze? Le invita ad essere prudenti, a domandarsi cosa i maschi vogliano da loro, ma coi ragazzi chi ci parla? Sarà il caso di cominciare a pretendere di più da questi ragazzi? A non pensare che siano ineducabili? A responsabilizzarli?
Il Jobs Act è stata l’unica misura capace di creare oltre un milione di posti di lavoro. Chi è contro il Jobs Act vive di slogan, non di numeri. Vive nell’odio di classe, non nella realtà.
I numeri che trovate qui sono fatti, sono macigni, immodificabili e inamovibili: rappresentano il cammino che ha fatto il mercato del lavoro nell’ultimo decennio, da quando cioè scegliemmo di intervenire con una misura finalmente organica.
Ne parlo oggi su Il Riformista:
https://t.co/n1b9BDlBiA