@StefanoFassina Stai alla larga dal nominare il “popolo ucraino”.
Prima vieni qui in Ucraina, stai qualche settimana qui durante gli attacchi con droni e missili balistici, e poi forse potrai citare il “popolo ucraino”.
Il modo in cui i media italiani raccontano la Russia potrebbe essere influenzato dal fatto che ci sono colossi della finanza e dell'industria che da un lato controllano tali media, dall'altro fanno affari con Mosca.
Ottimo thread di @H4NDelMonaco che esplora questi legami.
Non dite a Giuseppe Conte che il suo amico Putin è un dittatore sanguinario. E non dite al campo largo che hanno in casa una quinta colonna putiniana.
Dopodiché però i riformisti di quel campo ci dicano con che coraggio vogliono riportare questa cosa al governo del paese.
La Nato smentisce le balle di Conte. Il generale Grynkewich, citato a Napoli, fa sapere che l’ex premier ha stravolto le sue parole. "Non c’è alcun dubbio che la Russia sia una minaccia", ribadisce il suo portavoce. Di @ClaudioCerasa https://t.co/bmuy077tgQ
+ La Nato smentisce le balle di Conte +
Conte sostiene che la Russia non sia una minaccia per l’Europa. Secondo Conte, lo sostiene anche un grande generale Nato. Abbiamo chiamato il generale citato: ci ha detto che l’ex premier ha stravolto le sue parole https://t.co/942y332QsF
Conte sta portando alle estreme conseguenze una linea politica ormai chiarissima.
Trasforma la deterrenza in “bellicismo”, la difesa dell’Ucraina in ostacolo alla pace e il rafforzamento dell’Europa in una minaccia. Ora attacca persino Mario Draghi, cioè una delle poche personalità europee capaci di dare contenuto politico, industriale e strategico alla prospettiva degli Stati Uniti d’Europa.
Non possiamo sapere se Conte segua consapevolmente l’agenda del Cremlino. Ma il risultato politico è esattamente quello: delegittimare Kyiv, indebolire la difesa europea, colpire l’unità occidentale e presentare come guerrafondai coloro che vogliono impedire che un’aggressione militare venga premiata.
Draghi parla di federazione europea, autonomia strategica e capacità comune di difesa. Conte risponde chiamandolo “bellicista”.
È una fotografia perfetta del bivio italiano: Europa potenza o neutralismo filorusso.
Io scelgo Draghi. Io scelgo l’Europa.
Larijani, per La Repubblica, era un “pragmatico che amava Kant”. Invece, per Alberto Negri, l’ayatollah Khamenei “qualche volta” prendeva decisioni terribili. Comunque state sereni, fra queste non c’è l’avere educato i “figli alla religione ebraica”. Che tempi
@pinapic Sembra di rivedere la "gioiosa macchina da guerra" ....
senza voler offendere Occhetto che almeno era di una statura intellettuale, politica e morale superiore a quella di quei quattro scappati fa casa.
@ObsDelphi La stratégie de Mélenchon est claire : attaquer l’Occident (et en premier lieu la France) sous n’importe quel prétexte, même le plus contradictoire, pour s’attirer le soutien de tous les perdants énervés contre le "système"
@magnomiche Mi pare un paragone calzante anche se qua non su tratta di annullarsi nel misticismo, ma nell' armocromia e nelle panzane che racconta Conte. Così, tanto per scendere un po' più in basso.
Caro @riccardomagi, il punto non è il carattere di @CarloCalenda, né la solita resa dei conti tra sigle dell’area liberaldemocratica (cui +Europa, almeno fino a qualche tempo fa, apparteneva).
Il punto è politico: mentre la Russia bombarda l’Ucraina, conduce guerra ibrida contro l’Europa ed è indicata dalla NATO come minaccia diretta alla sicurezza degli alleati, dal palco del cosiddetto campo progressista Conte sostiene che la minaccia russa sia una costruzione politica.
E qui la domanda è semplice: per +Europa è più grave il tono di Calenda o il fatto che il principale alleato del PD ripeta una narrazione funzionale agli interessi del Cremlino? Solo questa è la domanda che merita risposta.
Perché se una forza liberale ed europeista sposta il fuoco dal merito strategico alla polemica personale, lascia campo libero proprio a chi vuole un’Italia più ambigua, più neutralista e più vulnerabile.
Su Ucraina, Russia, difesa europea e collocazione atlantica non si può fare tattica. O si sta con le democrazie aggredite, o si finisce nel pantano del “né né” che chiede pace a Kyiv e non responsabilità a Mosca.
Di quanto accaduto a Napoli non ci sorprende la menzogna filorussa di Giuseppe Conte, ormai uno dei massimi esponenti della propaganda putiniana in Italia. Ciò che ci sorprende, ma a dire il vero neanche troppo, è l’assenza di prese di posizione, in primis da parte della candidata leader del campo largo in pectore, @ellyesse.
Le frasi di Conte, però, non rientrano nella ormai normale propaganda, ma segnano una vera e proprio linea rossa (o russa, se preferite).
Nei giorni in cui Mosca avanza gli attacchi più feroci verso Kyiv, nei giorni in cui si conferma la presenza di spie russe che operano nel nostro Paese e si insediano nelle crepe del nostro sistema di sicurezza, Conte decide di ribaltare la narrazione e parlare di una “apposita costruzione della minaccia russa”.
La direzione è chiara ed è chiaro allo stesso modo che chiunque collabori per portare Schlein, Conte, Fratoianni e Bonelli al potere, sta di fatto creando le premesse per uno spostamento dalla linea di politica estera verso la Russia, in favore della disgregazione dell’Europa. Per altro, la stessa identica direzione in cui va il neopartito del Generale traditore della patria costellato per il 99% da filorussi.
Chiunque passerà questa linea rossa (o russa), per convenienza, per sopravvivenza o per desiderio di governo, non è e non può definirsi riformista né liberaldemocratico né tantomeno europeista.
Per questo ci vediamo martedì 21, proprio in Campania.
Se siete stanchi di ambiguità, propaganda, falsità su Europa e Ucraina, vi aspettiamo.
Se credete che un’Europa forte e indipendente sia l’unica risposta agli attacchi di Putin, Trump e Xi, combattete insieme a noi.
Se volete difendere libertà e democrazia, unitevi a noi e facciamolo insieme.
Caserta, ore 18:00. Ercolano, ore 20:30.
Vi aspettiamo.
@pinapic@s_pubblico@Azione_it
"I don't want you to hang my portraits in your offices.
Because a President is not an icon, an idol or a portrait.
Hang pictures of your children instead.
And before you make any decision, look into their eyes."
- Volodymyr Zelensky
President of Ukraine 🇺🇦
Just wow❤️🫡
Un uomo russo entra in una stazione di servizio, furioso.
"200 rubli per la benzina? Ieri costava solo 100!"
Il benzinaio replica: "100 rubli sono per la benzina, gli altri 100 vanno alla Grande Madre Russia, servono a realizzare il nostro mondo multipolare."
"Ah beh, allora cambia tutto!" risponde l'uomo, che pervaso dall'orgoglio russo porge i 200 rubli.
Ma il benzinaio, dopo qualche istante, gli restituisce 100 rubli.
"Che succede?" domanda l'uomo, frastornato.
"La benzina è finita"
#barzellettasovietica