🚨🇺🇸 Un uomo ha detto di chiamarsi John Barron e di essere un repubblicano della Virginia, ha telefonato in diretta sul canale C-SPAN e si è lamentato della sentenza della Corte Suprema. Che c'è di strano? Che la sua voce era molto, molto, simile a quella di Donald Trump. E che John Barron è uno degli pseudonimi utilizzati in passato da Trump per parlare con i giornalisti.
"Sì, sono John, e guardi, questa è praticamente la peggior decisione nella vostra vita, in pratica. Jack sarà d’accordo con me, vero? Ma è una decisione terribile. E avete Hakeem Jeffries - è un idiota - e avete Chuck Schumer, che non sa nemmeno cucinare un cheeseburger. Certo che queste persone sono felici. Certo che sono felici. Ma i veri americani non saranno felici. E quella donna di prima - presumo sia una donna - è una democratica, ma ha detto che è sconvolta da questa cosa. È una vergogna".
🚨🪖🇺🇦🇺🇸🇷🇺 Buonasera a tutti. Forse quella di oggi non passerà alla storia come una giornata da “breaking news”, ma i pezzi sulla scacchiera sono in movimento. E le loro traiettorie sono importanti, meritano di essere seguite con attenzione. Facciamo un punto nave.
I lettori più attenti ricorderanno la notizia riportata dal Blog subito dopo l’ultimo incontro fra Donald Trump e Volodymyr Zelensky alla Casa Bianca.
Nel corso di una videocall pensata da Zelensky per ragguagliare i leader occidentali sull’esito del vertice americano, il primo ministro britannico, Keir Starmer, sollevò la prospettiva di un piano di pace per l’Ucraina che ricalcasse nel metodo quello attuato nella Striscia di Gaza. Venti punti - o giù di lì - per mettere a fuoco i principi chiave dell’intesa, così da costringere Vladimir Putin al negoziato.
Il weekend non è trascorso invano. Come da accordi, i consiglieri per la sicurezza nazionale dei Paesi europei si sono parlati. E la notizia di questa sera, firmata Bloomberg, è che i Paesi del Vecchio Continente stanno lavorando con l’Ucraina a un Piano in 12 punti per porre fine alla guerra.
Così come a Gaza, anche in questo caso verrebbe previsto un “consiglio per la pace”, una sorta di board presieduto dall’inquilino della Casa Bianca, il cui compito sarebbe quello di supervisionare l’attuazione del piano.
Sì, ma cosa dice questo accordo? In concreto nulla di particolarmente nuovo. La bozza, ancora in lavorazione, ricalca la richiesta di Trump di congelare il conflitto lungo le attuali linee del fronte. E poi cita alcuni degli argomenti più discussi degli ultimi mesi: le garanzie di sicurezza per l’Ucraina, il ritorno di tutti i bambini deportati, lo scambio di prigionieri, la ricostruzione, la rimozione graduale delle sanzioni verso la Russia e via dicendo.
Quante possibilità ci sono che la Russia accetti un piano del genere? Direi meno di zero.
Ma allora perché è importante? Intanto perché racconta del tentativo di europeo di fare la propria parte. Come? Vincendo la partita diplomatica con Mosca.
E poi perché chiarisce che in Europa si è preso atto di due fatti:
- Primo: senza un accordo di pace ben fatto, la prossima guerra toccherà il territorio dell’Unione Europea. Può risultare un concetto forte, ma è la realtà fotografata chiaramente dai servizi di intelligence occidentali.
- Secondo: serve fissare dei punti sulla carta, metterli nero su bianco, e fare in modo che Trump se li intesti. È il solo modo per mettersi al riparo dagli umori variabili della Casa Bianca e dalle insidie tattiche presentate da un negoziatore esperto come Vladimir Putin.
Manca qualcosa? Sì, precisamente un pezzo del puzzle.
Nelle prossime ore dovremo infatti tentare di capire cosa sia accaduto dietro le quinte per passare in maniera così repentina dalla prospettiva di un incontro fra Trump e Putin a Budapest alla nuova realtà di un vertice di fatto saltato.
Cos’è accaduto in mezzo?
È possibile che The Donald abbia offerto a Putin un nuovo vertice senza avere nulla in mano?
È possibile che abbia deciso di rivalutare la decisione di consegnare i missili Tomahawks all’Ucraina senza garanzie sulle intenzioni di Putin a smuoversi dalle proprie posizioni?
La risposta è che sì, è possibile. Ma sarebbe così grave che dobbiamo pazientare. Potrebbe mancarci una parte del racconto. E questa parte potrebbe emergere molto presto.
C’è dell’altro? Sì.
È certamente vero ciò che ha detto questa sera Volodymyr Zelensky parlando a milioni di ucraini: “Non appena la questione delle capacità a lungo raggio per noi, per l’Ucraina, è diventata meno imminente, l’interesse della Russia per la diplomazia è quasi automaticamente svanito. Questo indica che proprio questa questione – quella delle nostre capacità di attacco in profondità – potrebbe rappresentare la chiave indispensabile per la pace. Quanto maggiore è la portata a lungo raggio dell’Ucraina, tanto maggiore è la disponibilità della Russia a porre fine alla guerra. Queste settimane lo hanno confermato. La discussione sui Tomahawk si è rivelata un grande investimento in diplomazia: abbiamo costretto la Russia a rivelare che i Tomahawk sono esattamente la carta che prendono sul serio”.
Eppure proprio oggi ha fatto un certo effetto sentire il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, utilizzare un tono così sprezzante per bocciare la proposta di tregua trumpiana: “Un cessate il fuoco ora significherebbe solo una cosa: che un’enorme parte dell’Ucraina rimarrebbe sotto la guida del regime nazista”.
Perché questo passaggio è importante? Perché Lavrov conta poco nella catena di comando russa, ma è l’uomo chiamato a tradurre in diplomatichese le idee di Putin.
Ecco, qui di diplomatico però non c’è proprio nulla.
Mosca sta dicendo all’Occidente che non ha rinunciato a uno delle sue richieste massimaliste originali, la cosiddetta “denazificazione” dell’Ucraina.
Traduco: la Russia vuole il regime change a Kyiv.
Su questi presupposti è impossibile trattare. E a quanto pare non si tratterà.
Vedremo quali pieghe prenderanno gli eventi nei prossimi giorni e nelle prossime settimane. Sempre qui, pronto a raccontarveli.
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Come sempre, vi ringrazio.
L’11 febbraio vi aspetto per una serata americana molto speciale. Musiche di Gershwin (by Verdi Jazz Orchestra), parole di @mariocalabresi Lucia Annunziata, Luca Bragalini e il sottoscritto.
Ci si iscrive (gratis) qui:
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L'unità contro l'Autostrada del Sole: non serve a niente, pochi hanno la macchina e ci sono altre priorità.
Vi ricorda qualcosa?
A me si, il contrasto ai treni ad alta velocità o il Ponte di Messina
Domani per #ilva è una giornata storica. 23.08.2023 è la scadenza dell’autorizzazione integrata ambientale, il piano di ambientalizzazione con le migliori pratiche disponibili e copertura unica al mondo del parco minerali, previsto nel 2012 da Clini e poi migliorato nel 2014 da orlando e 2017 da calenda. Dopo anni di proroghe durante la
Gestione diretta dell’amministrazione straordinaria, A iniziarla fu solo arcelormittal quando acquisi il fitto del ramo d’azienda nel 2018. 5 anni di tempo per attuarla, entro il 23.08.2023. Domani. Piano completato, con 5 compensazioni appena firmate dal ministro fratin. Per legge, da domani cade il divieto di produzione Sopra i 6 milioni di tonnellate annue, e se arriva a 8 l’azienda può tornare in utile. Secondo contratto Dimaio 2018, da domani arcelormittal doveva
Anche riassumere i 1500 lavoratori rimasti fuori in cassa integrazione sotto l’amministrazione straordinaria. Questa cosa non accadrà mai, anche se nessuno glielo ha detto. Perché Conte modificó quel contratto, segretamente (e perché aveva ragione @CarloCalenda). Per il resto, con il completamento del piano ambientale, ilva, come per legge, è il siderurgico a ciclo integrale piu ambientalizzato del mondo. “Green” come dicono oggi. So che fuori Taranto questa cosa non interesserà a nessuno, ma siccome in questi dieci anni tutti ne hanno parlato, volevo dirvi che domani si chiude quel cerchio iniziato col sequestro preventivo del 2012. Grazie aChi ci ha creduto, ai commissari as, ai sindacati metalmeccanici, ad arcelormittal, a @matteorenzi e
A Carlo calenda.
@AleEquilibrium E senza aeroporto
Però, quello che sottolinei sono problemi infrastrutturali. Qual è il problema di fare il ponte sullo stretto? Dire che “non si farà mai” non è un argomento serio ma alibi per non fare scelte ambiziose. Non restiamo prigionieri di profezie che si auto avverano.
@ITAAirways volo AZ1285 14 luglio LIN-NAP: è normale scoprire della cancellazione del volo a poche ore dal decollo per aver controllato Google, senza ricevere nessuna informazione ufficiale da ITA, e passare più di un’ora in attesa al call center senza ricevere risposta? Vergogna
Sogno: un partito che faccia un discorso di chiarezza sul tema dell’immigrazione legandolo a calo demografico italiano, milioni di giovani che mancano e mancheranno all’appello nel mercato del lavoro, necessità di includere, formare, dare diritti anche per far crescere il Paese.
🧵Just off the phone with an officer from Ukraine's military intelligence service (GUR). Someone I've known now for four years who's often rolled his eyes at official Ukrainian government pronouncements.
A few observations/comments:
BREAKING: per la prima volta in 4️⃣0️⃣anni, Il Consiglio di Sicurezza #ONU 🇺🇳ha richiesto la convocazione di una “sessione speciale di emergenza” dell’Assemblea Generale. La sessione dovrà essere convocata entro 24 ore.
#StandWithUkraine 🇺🇦 #DontBeDeceived#unitingforpeace
⚡️A referendum on constitutional amendments in Belarus, held today, on Feb. 27, is set to allow Russia to place nuclear weapons on the territory of Belarus.
The vote will take place amid the Russian military presence in Belarus which it uses to attack Ukraine from the north.
⚡️Zelensky: Russia should be stripped of its right to vote in UN Security Council.
Russia’s attacks on civilian population and infrastructure have signs of genocide and merit an international tribunal, President Volodymyr Zelensky said in a video address.