La città metropolitana di Palermo paga da decenni milioni di euro agli eredi di un costruttore citato dalla commissione antimafia, ma il sindaco Lagalla sembra non saperlo.
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Quel che sta succedendo oggi ha del clamoroso: il Governo è a pezzi, ha perso la bussola e anche la pur minima credibilità.
Dopo la batosta del referendum e a pochi mesi dalle elezioni, la stessa maggioranza boccia le firme più pesanti messe dalla sua Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. E riconosce, nei fatti, i pesanti errori commessi.
I capigruppo di maggioranza hanno infatti presentato in Senato una mozione per rivedere il folle impegno del 5% del Pil sulle spese militari firmato da Meloni. Poi però sono stati richiamati all’ordine: la figuraccia era troppo grossa per Meloni e il Governo, sconfessati dai loro stessi parlamentari sul folle Riarmo.
E quindi hanno cambiato la mozione e si sono rimangiati tutto. Restano i cocci e una maggioranza a pezzi che sotto la facciata è spaccata e non condivide le scelte fatte da Meloni a livello internazionale che bloccano i soldi degli italiani su folli impegni di spesa in armi anziché sulle emergenze di famiglie e imprese. D'altronde la stessa Meloni ha sconfessato anche le sue firme sul disastroso patto di stabilità e sui vincoli europei.
Noi andiamo dritti per la nostra strada con le idee chiare: questo riarmo noi lo abbiamo contestato con i cittadini nelle piazze e andando direttamente a Strasburgo e a L'Aja mentre Meloni e soci ci insultavano. E a una maggioranza a pezzi rispondiamo con una mozione unitaria delle opposizioni che abbiamo fortemente voluto e che chiede di rivedere gli impegni in armi per investire sull'emergenza economica e sociale di cittadini e imprese.
Non bisogna avere grande esperienza per capire che questi fatti tolgono ogni credibilità e forza a una Presidente del Consiglio che le ha sbagliate tutte e ora cerca rimedi goffi e di facciata a legislatura finita.
Hanno fatto danni enormi e non hanno mezza strategia: si facciano da parte.
Questo, anche questo, lo fanno da 78 anni.
Ogni giorno.
Solo che ora è sotto gli occhi di tutti.
E sapendo che, nonostante questo, nessuno li ferma, sanno di poter continuare e fare ancora di più.
Su mandato di Israele e con la complicità del “mondo civile”
#israeleéviolenza
La giovane che ha accusato Leonardo Apache La Russa di violenza sessuale ha dovuto provare a rimettere insieme i pezzi della sua vita trasferendosi all’estero. Il Tribunale di Milano ha archiviato le accuse di violenza sessuale e ha lasciato cadere l’accusa di revenge porn.
La #Difesa italiana e il Ministro @GuidoCrosetto esprimono profondo cordoglio alla Maldives National Defence Force @MNDF_Official e al Ministro Hassan Rasheed per il militare che ha perso la vita durante le operazioni di ricerca dei sub italiani tragicamente dispersi alle #Maldive.
Vicinanza alla famiglia, ai colleghi e a tutto il personale impegnato nelle attività di recupero, unitamente a quella per i familiari dei nostri connazionali.
Tutto il Movimento 5 Stelle si stringe attorno alla comunità di Modena, ai feriti, ai loro familiari. Ringraziamo le persone che sono intervenute con coraggio e senso civico per contribuire a fermare subito chi ha compiuto questa ignobile aggressione, i soccorritori e le forze dell'ordine sul posto. Auspichiamo si faccia rapidamente luce su quanto accaduto e che chi è responsabile paghi per questo folle gesto.
I media se la sono presa con chi nelle piazze urlava “Palestina Libera, dal fiume al mare”. Sono gli stessi che stanno zitti mentre i terroristi israeliani realizzano la Grande Israele dal fiume al mare. Leggete 👉 https://t.co/ffrn8Qg7aW e iscrivetevi al mio canale Substack