Per tornare Grandi e Sovrani dobbiamo ripartire da Loro
ENRICO MATTEI 🇮🇹
Un uomo solo contro le Sette Sorelle. Mattei capì prima di tutti che la sovranità di una nazione passa dall'energia: senza petrolio non sei libero, sei suddito. Costruì l'ENI dal nulla, sfidò il cartello anglo-americano, trattò da pari con gli arabi quando l'Occidente li trattava da servi. Per questo morì. E non per un guasto al motore.
L'Italia che voleva camminare con le proprie gambe è morta con lui a Bascapè.
ALDO MORO 🇮🇹
L'ultimo Statista. Voleva un'Italia mediatrice nel Mediterraneo, autonoma da Londra, Washington e dialogante con Mosca. Una nazione protagonista, non vassalla. Per questo lo lasciarono morire in via Caetani: 55 giorni di prigionia, lettere ignorate, una "ragion di Stato" che era solo ragion di stranieri.
Il suo cadavere segnò la fine della semi-sovranità politica italiana.
ADRIANO OLIVETTI 🇮🇹
Mentre il mondo inseguiva Wall Street, la sua azienda con l'ing. Pier Giorgio Perotto inventò il primo personal computer al mondo: il Programma 101. A Ivrea. In Italia. Olivetti pensava a una fabbrica al servizio dell'uomo, della comunità, del territorio. Capitalismo dal volto umano, che aveva nell'armonia fra proprietà e dipendenti uno dei più alti valori. Valori radicati nella nostra terra.
Morì in treno nel 1960. Il figlio Roberto pochi mesi dopo. La Olivetti finì smembrata. Coincidenze?
FALCONE E BORSELLINO 🇮🇹
Due grandissimi magistrati siciliani che osarono fare ciò che lo Stato non voleva: colpire la mafia nei suoi rapporti col potere. Capaci, via D'Amelio. 1992. Il tritolo non fu solo della mafia: fu il sigillo di un patto sporco tra criminalità, politica e poteri occulti.
Morirono soli, traditi, scortati da uomini che lo Stato sapeva non bastare. Eroi italiani. Martiri di una nazione che non ha mai osato cercare davvero la Verità.
Ci commuove ricordare questi Eroi. Cinque Fari accesi sopra la Patria, a ispirarci verso un'Italia di nuovo Grande e finalmente Sovrana.
Ovunque siano in questo momento, onoriamoli e rendiamoli orgogliosi di Noi.
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LETTERA APERTA AL MONDO: Da Cuba, una donna denuncia il crimine che nessuno vuole vedere.
--- All'umanità intera, alle madri del mondo, ai medici senza frontiere, ai giornalisti con dignità, ai governi che credono ancora nella giustizia:
Il mio nome è come quello di milioni di altre persone. Non ho cognomi famosi né cariche importanti. Sono una cubana comune. Una figlia, una sorella, una patriota. E scrivo questo con l'anima straziata e le mani tremanti, perché quello che oggi vive il mio popolo non è una crisi. È un omicidio lento, calcolato, freddamente eseguito da Washington.
E il mondo guarda dall'altra parte.
👵 DENUNCIA PER I MIEI NONNI:
Denuncio che a Cuba ci sono anziani che muoiono prematuramente perché il blocco impedisce l'arrivo di farmaci per il cuore, la pressione e il diabete. Non è una questione di mancanza di risorse. È un divieto deliberato. Le aziende che vogliono vendere a Cuba vengono multate, perseguitate, minacciate. I loro governi tacciono. E nel frattempo, un nonno cubano stringe il petto e aspetta. La morte non avvisa. Il blocco sì.
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👶 DENUNCIA PER I MIEI BAMBINI:
Denuncio che a Cuba ci sono incubatrici che hanno dovuto essere spente per mancanza di carburante. Che ci sono neonati che lottano per la vita mentre il governo degli Stati Uniti decide quali paesi possono venderci petrolio e quali no. Che ci sono madri cubane che hanno visto mettere in pericolo la vita dei loro figli perché un ordine firmato in un ufficio di Washington vale più del pianto di un bambino a 90 miglia dalle sue coste.
Dov'è la comunità internazionale? Dove sono le organizzazioni che difendono tanto l'infanzia? O forse i bambini cubani non meritano di vivere?
🍽️ DENUNCIA PER LA FAME INTENZIONALE:
Denuncio che il blocco è fame programmata. Non è che manchi il cibo perché sì. È che ci impediscono di comprarlo. È che le navi con i generi alimentari vengono perseguitate. È che le transazioni bancarie vengono bloccate. È che le aziende che ci vendono cereali, pollo, latte vengono sanzionate.
La fame a Cuba non è un incidente. È una politica di Stato del governo degli Stati Uniti, affinata nel corso di 60 anni, aggiornata da ogni amministrazione, inasprita da Donald Trump e attuata con ferocia da Marco Rubio.
Loro la chiamano “pressione economica”. Io la chiamo terrorismo della fame.
⚕️ DENUNCIA DEI MIEI MEDICI:
Denuncio che i nostri medici, gli stessi che hanno salvato vite umane durante la pandemia mentre il mondo intero crollava, oggi non hanno siringhe, né anestesia, né apparecchiature a raggi X. Non perché non sappiamo produrli. Non perché non abbiamo talento. Ma perché il blocco ci impedisce di accedere alle forniture, ai ricambi, alla tecnologia.
I nostri scienziati hanno creato cinque vaccini contro il COVID-19. Cinque. Senza l'aiuto di nessuno. Contro venti e maree. Contro il blocco e le menzogne. Eppure, l'impero ci punisce per averlo realizzato.
🌍 AL MONDO DICO:
Cuba non chiede l'elemosina.
Cuba non chiede soldati.
Cuba non chiede che ci amiate.
Cuba chiede giustizia. Niente di più. Niente di meno.
Vi chiedo di smettere di normalizzare la sofferenza del mio popolo.
Vi chiedo di chiamare il blocco con il suo nome: CRIMINE CONTRO L'UMANITÀ.
Vi chiedo di non lasciarvi ingannare dalla favola del “dialogo” e della “democrazia” mentre ci strangolano.
Non vogliamo carità. Vogliamo che ci lascino vivere.
Ai governi complici che tacciono:
La storia vi presenterà il conto.
Ai media che mentono:
La verità trova sempre una via d'uscita.
Ai carnefici che firmano sanzioni:
Il popolo cubano non dimentica e non perdona.
A coloro che hanno ancora umanità nel cuore:
Guardate Cuba. Guardate cosa le stanno facendo. E chiedetevi: da quale parte della storia voglio stare?
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Da questa piccola isola, con un popolo gigante, una cubana comune che si rifiuta di arrendersi.
Ikay Romay
✊🇨🇺💔
TRADOTTO E DIVULGATO DA ASSOCIAZIONE SVIZZERA-CUBA, Sezione Ticino
[email protected]
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Questa non è una notizia di gossip.
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Oggi non ti chiedo un “mi piace”.
Ti chiedo di usare i tuoi pollici per qualcosa di più grande che scorrere lo schermo.
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Affinché il mondo sappia che a Cuba non c'è una crisi.
C'è un CRIMINE.
Perché le madri di altri paesi sappiano che qui ci sono bambini che lottano in incubatrici spente a causa del blocco.
Perché i nonni di altre terre sappiano che qui ci sono anziani che muoiono in attesa di medicinali che Washington non lascia entrare.
Perché i governi complici provino vergogna.
Perché i media bugiardi non abbiano scampo.
Perché i carnefici sappiano che NON STAREMO ZITTI.
Una sola persona che condivide questo messaggio non cambia il mondo.
Migliaia, milioni, SÌ.
Non tenere questo testo per te.
Non essere complice del silenzio.
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Iniziano a circolare voci “incredibili”, come quelle secondo cui Marco Rubio (Christians United for Israel e noto elemento neocon) e Jared Kushner (ebreo ortodosso vicino alla setta messianica Chabad Lubavitch, figlio di Charles Kushner, amico intimo di Bibi Netanyahu) siano degli “assets” di Israele nel governo USA. Buongiorno! Chi l'avrebbe mai detto?
In un articolo pubblicato sul numero 4/2024 di “Eurasia. Rivista di studi geopolitici” avevo già messo in evidenza come lo strapotere della lobby sionista nel Congresso USA ed il vuoto di potere determinato dalla demenza di senile di Biden avessero di fatto favorito l'ascesa a “guida dell'Occidente” dello stesso Netanyahu. Una dinamica rimasta intatta con la seconda amministrazione Trump, facilmente ricattabile e manovrabile soprattutto alla luce di un “narcisismo patologico” che lo rende incapace di prendere decisioni o di rilasciare dichiarazioni con piena lucidità.
Intanto continua ininterrotta quella che John Mearsheimer ha definito (lui sì, con lucidità) “la guerra più stupida della storia USA”. Israele, con nuova prova di scelleratezza, ha scelto di attaccare il South Pars: il più grande campo gassifero al mondo diviso a metà tra Qatar ed Iran. Naturalmente, a pagare suddetta scelleratezza saremo soprattutto noi che dal Qatar acquistiamo larga parte del nostro fabbisogno della risorsa. Chi continua a pensare che questi siano nostri “alleati” o è in malafede o è semplicemente un ritardato (tra l'altro, spesso le due cose vanno insieme).
La cosa, inoltre, lascia pensare che l'obiettivo sia quello di aumentare ulteriormente la nostra dipendenza dal costoso (e di scarsa qualità) GNL nordamericano. E, di conseguenza, pagare per l'ennesima crisi generata dal nostro “padrone”. Ma questo è un altro discorso.
Veniamo alla “stupidità” di Washington. Sorvolo sulle ridondanti e ridicole dichiarazioni di Hegseth e dello stesso Trump. Nel giugno scorso il Presidente USA aveva affermato di aver distrutto le capacità nucleari iraniane. La settimana scorsa ha detto che l'Iran era a tre giorni dalla creazione della “bomba” (una cosa che viene ripetuta costantemente da circa quarant'anni).
Ad ogni modo, Trump, attaccando l'Iran nella speranza di una sua rapida capitolazione (non mi meraviglio che non conosca qualcosa come tre millenni di storia persiana), sperava di andare a Pechino mettendo sul tavolo il suo successo e la sua dimostrazione di forza. Ora si ritrova, invece, con un Medio Oriente in fiamme, le basi USA nella regione semidistrutte e lo Stretto di Hormuz chiuso. Sperava, sostenendo il progetto geoeconomico della “Grande Israele”, di mantenere il primato del ldollaro nelle transazioni petrolifere; mentre ora, a fronte di calcoli strategici evidentemente errati, si trova con il traffico petrolifero nello Stretto legato al pagamento in yuan. Grande successo! Complimenti vivissimi!
Lui si vanta dei guadagni delle compagnie petrolifere USA (enti privati). Tuttavia, evita di affermare come siano enormemente aumentati gli introiti della NIOC (la National Iranian Oil Company, cui si lega anche la figura di un grande italiano, Enrico Mattei).
Nel mentre, un personaggio squallido come Peter Thiel (sostenitore di una distopia tecnologica di sorveglianza fondata sulla AI, nonché sostenitore del genocidio palestinese) viene a raccontarci di come Trump ci salverà dall'“Anticristo”, quando siamo noi che dovremmo pensare a come salvarci da loro.
Daniele Perra
Ho scritto dei post di critica dell'aggressione all'#Iran da parte di #USA e #Israele e sono stata attaccata perché starei dalla parte della teocrazia. Ma come si fa a credere agli interventi per combattere le dittature? Ora poi che come scrive Foa sono cadute tutte le ipocrisie.
IRAN, LA FINE DELLE IPOCRISIE
Ebbene sì, cadono le maschere. Segnalo una notizia che è sfuggita ai più: secondo il Center for Strategic and International Studies di Washington nelle prime cento ore la guerra è costata la bellezza di 3,7 miliardi di dollari al contribuente americano. E siamo solo all’inizio. A quale scopo? Davvero per sostenere e rendere più libero il popolo iraniano? Forse, e comunque lo speriamo tutti. Ma non è detto. Perché Trump, alla Cnn che gli chiedeva se volesse un Iran democratico, ha risposto di no. Vuole che il Paese sia retto da un leader amico di Stati Uniti, Israele e dei Paesi alleati nel Golfo. Attenzione, potrebbe anche essere un “leader religioso” ovvero ancora una volta sciita e teocratico.
In sintesi: costi economici esorbitanti per perseguire obiettivi che non sono morali, ma di preservazione dell’impero statunitense. Lo tengano presente tutti coloro che seguono questa crisi con la logica del tifoso e illudendosi che sia soprattutto una battaglia valoriale. Siate lucidi: gli interessi geostrategici prevalgono (come quasi sempre) sulla morale e sulle intenzioni più nobili .
La novità è che Trump li esplicita anziché mascherarli come facevano i suoi predecessori sia democratici, sia repubblicani. E’ la fine dell’ipocrisia, la fine delle illusioni. Assistiamo allo stesso film: ieri in Venezuela, oggi in Iran, domani a Cuba. Con una sola, brutale legge. Quella del più forte. E un solo interesse: quello di Washington. Sempre che questo sia davvero nell’interesse del popolo statunitense.
E pensare che solo una settimana fa avevo riportato un post in cui si spiegava perché gli USA tardano ad attaccare l'#Iran ! Le motivazioni per invitare alla cautela c'erano e ci sono ancora, ma gli USA si affidano alla deterrenza. Chi vuole davvero la #guerranucleare?
The War of Peace
Di Marco Travaglio - Il Fatto Quotidiano
Abbiamo atteso un po’, prima di scrivere dell’attacco criminale e illegale di Usa&Israele all’Iran, nella speranza che la commissione Ue o almeno qualche governo europeo o almeno qualche ministro italiano o almeno qualche cultore intermittente del diritto internazionale estraesse qualche parola simile a quelle usate contro l’invasione criminale e illegale della Russia in Ucraina. Tipo che c’è un aggressore e un aggredito, che non si cambiano i governi e non si risolvono le controversie con le guerre, che chi lo fa va arrestato, che serve una pace giusta col ritiro immediato e incondizionato degli aggressori, i quali vanno puniti con 20 pacchetti di sanzioni, il sequestro dei beni dei loro cittadini e la cacciata di tutti i loro artisti, intellettuali e atleti. Attesa vana. Come già per i crimini israeliani a Gaza, in Cisgiordania e in sette Paesi vicini e per l’aggressione Usa al Venezuela, la cosiddetta Europa e i “sovranisti” e “riformisti” italioti stanno con l’aggressore contro l’aggredito. E l’unica critica che riescono a pigolare su Trump e Netanyahu è che aggrediscono troppo poco, perché bombardare l’Iran centrando scuole e uccidendo centinaia di persone rischia di non bastare per rovesciare il regime: serve una bella invasione di terra che duri qualche mese o anno e ne ammazzi decine o centinaia di migliaia per liberarli meglio, tipo quelle che – com’è noto – esportarono la democrazia in Afghanistan e in Iraq.
Nessuno può sapere perché Trump abbia deciso di rinnegare definitivamente l’isolazionismo Maga che l’aveva fatto rieleggere per impelagarsi in una guerra dagli esiti incerti in pieno negoziato (promosso da lui) con un Paese di 90 milioni di abitanti orgogliosi di una tradizione imperiale trimillenaria, per accuse palesemente false (persino la Cia esclude che Teheran sia una minaccia) e al seguito di un terrorista disperato come Netanyahu, compromettendo le residue speranze di evitare la sconfitta per motivi tutti interni alle elezioni di Midterm. Anche perché ora sarà ancora più arduo smentire i sospetti sui file di Epstein e i ricatti dei suoi complici israeliani. L’unica certezza è che Trump – come ha appena dimostrato lasciando in piedi il regime madurista in cambio di petrolio e imbottendo di tiranni il Board of Peace di Gaza – se ne frega di portare la democrazia agli iraniani (che non l’hanno mai vista neppure in cartolina, nemmeno nei Paesi vicini). E, quanto al terrorismo internazionale, sa bene che bombardamenti e invasioni l’hanno sempre moltiplicato. Ove mai servisse, è la conferma che le peggiori minacce alla pace mondiale restano gli Usa e Israele.
Donald Trump ha proposto all'esercito iraniano di arrendersi o morire.
L'Iran lancia attacchi contro le basi statunitensi negli Emirati Arabi Uniti, in Kuwait, in Qatar e in Bahrein. Gli Emirati Arabi Uniti chiudono il loro spazio aereo. I missili balistici iraniani hanno colpito la base aerea di Al-Dhafra (Emirati Arabi Uniti) e una base ad Abu Dhabi. Gli Houthi hanno annunciato di unirsi alla campagna contro Israele.
I negoziati con l'Iran erano una manovra diversiva. La decisione di un attacco statunitense e israeliano all'Iran è stata presa settimane fa, durante la visita del leader israeliano Netanyahu a Washington, secondo quanto riferito dal canale israeliano N12.
Tramite Giubbe Rosse
🟡 🇺🇲 🇮🇷 PERCHÉ GLI AMERICANI NON ATTACCANO L'IRAN
È abbastanza semplice: silenziosamente i Cinesi hanno fornito alla Repubblica islamica l'accesso alla rete satellitare Jilin-1. Così le comunicazioni militari iraniane non possono essere interrotte. E, soprattutto, i generali iraniani possono vedere ogni minimo movimento degli aerei e delle navi americane, selezionare il bersaglio e lanciare in tempo reale i loro missili. L'attacco USA a sorpresa è impossibile. L'Iran non è il Venezuela. Cina e Russia non vogliono perdere il prezioso alleato e cliente. Trump sa che, appena attacca, avrà centinaia di morti. Perciò tentenna, vorrebbe vincere facile, e invece il tempo gioca contro di lui. Più passa, più si capisce che non sa cosa fare. Meglio sarebbe che gli yankee tornassero a casa. La loro "libertà" e la loro "democrazia" l'hanno già esportata abbastanza, dalla Corea al Vietnam, all'Afghanistan, all'Iraq... 😬🫣
(Nel video, i movimenti di un aeroporto come rilevati dai satelliti Jilin-1)
@francescoproia Ma vuole farci credere che la Russia usava un sistema del nemico e che quest'ultimo gliel'avrebbe disattivato solo dopo 4 anni? Siamo al livello delle pale e dei chip rubati dalle lavatrici. Purtroppo c'è anche gente che ci crede perché hanno visto troppi film americani.
Ma qualcuno crede davvero che gli iraniani vogliano sostituire una teocrazia con una monarchia eterodiretta dagli USA che ricomincerebbe a svendere il paese e le sue risorse agli anglo-americani? Cosa peraltro già vista.
Quelli che vogliono liberare l'Iran dagli ayatollah sono i medesimi che si stanno spendendo per "liberare" la Palestina da Hamas, col genocidio, e che si sono spesi per "liberare" la Siria da Assad, per consegnarla all'ex capo al Qaeda in Siria.
Per intanto, l'lran oggi è anche questo. Con enormi folle che si ribellano ai violenti rivoltosi sostenuti da Stati Uniti e Israele e alle interferenze straniere.
Ovviamente, nemmeno una parola dai media occidentali mainstream.
Fiorangela Altamura
Oramai siamo alla pirateria pura. Gli USA abbordano in acque internazionali una nave russa, in sfregio di qualsiasi legge sulla navigazione. Pura legge del più forte, puro stile de Il padrino.
Non è morto solo il diritto internazionale, è morto qualsiasi diritto: di navigazione, di commercio, ogni libertà.
Sono ovviamente provocazioni. Trump sta vedendo sin dove si può spingere, sin a dove può umiliare Russia e Cina, il Brasile e il sud Africa.
Deve imporre la sua forza.
Per la Groenlandia non servirà: i paesi europei la venderanno attraverso una transazione commerciale. Ma sarà davanti a una proposta che non si può rifiutare.
Certe teste non hanno capito il senso del sequestro di Maduro, che va molto al di là del personaggio: gli USA volevano mostrare di potere agire impunemente essendo al di sopra della legge.
In questo Trump è una controfigura: non è lui in gioco ma gli USA. A molti progressisti quanto sta accadendo da fastidio solo perché è Trump a farlo. Fosse stato Biden avrebbero applaudito e trovato mille ragioni per giustificare.
Ciò non toglie che molti progressisti stanno con gli USA anche se c'è Trump.
C'è una santa alleanza che unisce destra e sinistra, espressioni di Intereressi e di una cultura fondamentalmente identica, tranne qualche istrionismo a uso delle povere anime che ancora credono vi sia una battaglia tra comunismo e fascismo.
Trump sta vincendo su tutta la linea. Lo dicevo in un post che per evitare polemiche e per non perdere tempo ho cancellato. Russia e Cina dovrebbero reagire ora e duramente, non con qualche comunicato o appellandosi a qualche avvocato.
Forse non vogliono, forse non possono.
Anche la UE li sfida, li sfida alla guerra. Praticamente hanno chiesto alla Russia una resa incondizionata dicendo che dopo la tregua installeranno basi militari in Ucraina.
Non so come finirà.
Resta che siamo il mondo della prepotenza, dell'illegalità, della pirateria.
Forse l'Occidente vincerà. Ma il prezzo sarà altissimo, peggiore della stessa catastrofe nucleare: abbiamo perso la nostra identità, tradito la nostra civiltà, siamo solo un branco di banditi.
Vincenzo Costa
A COSA MIRA TRUMP,
SENZA IPOCRISIE
Mettiamola così : per trent’anni gli Stati Uniti ci hanno fatto vivere nell’era dell’imperialismo mascherato da nobili intenzioni (esportare la democrazia, garantire le regole internazionali, combattere gli Stati canaglia, eccetera) iniziato con Clinton e finito con Biden e che ha portato ai disastri in Iraq, Afghanistan, Libia, Siria, a un doppio cambio di regime in Egitto (prima favorendo i Fratelli musulmani, poi rovesciandoli con un golpe militare), a destabilizzare la Tunisia, a bombardare Belgrado, a espandere la Nato a est violando la promessa fatta a Gorbaciov, a trasformare l’Ucraina in un vettore di crisi strategica con la Russia alimentando due rivoluzioni teleguidate (arancione e Maidan), una crisi poi sfociata in una drammatica ma evitabilissima guerra, a favorire immigrazioni incontrollate verso i Paesi occidentali.
Ora con Trump siamo entrati (o tornati?) nell’era dell’imperialismo esplicito, sancita dall’azione militare per rimuovere Maduro in Venezuela e quelle annunciate e molto probabili in Groenlandia, poi Colombia e forse anche Messico. Cambia la forma, non la sostanza.
E quali sono le ragioni che motivano Trump? Non bisogna essere ingenui, fa quel che ritiene necessario per difendere l’impero e inibire o perlomeno contenere la potenza emergente, ovvero la Cina. Dunque il petrolio venezuelano non serve agli Stati Uniti ma va sottratto a Pechino. La Groenlandia serve per le Terre rare e dunque per contrastarne il quasi monopolio cinese.
Sono giochi geostrategici, in cui valori e moralità c’entrano poco. Siatene consapevoli.