Well this is very random 😁
16 year old Lazio midfielder Gianfilippo Materazzi will play for Serbia.
He is the nephew of Italian football legend Marco Materazzi & qualifies for Serbia through his mother.
Not sure if he's any good, time will tell.
RIP Aaron Bushnell. You had more courage and bravery than all our politicians and world leaders combined. You will always be remembered for standing up for what is right
Voglio fare arrivare un messaggio chiaro e tondo alla lobby italiana-israeliana che minaccia di farmi licenziare, mi diffama e mi insulta per intimidirmi. Io non ho paura. Non c’è assolutamente niente che possa spaventarmi. Infatti non ho mai smesso di dire che Israele è uno Stato terrorista giacché la letteratura scientifica sul terrorismo classifica la sua azione a Gaza esattamente in questo modo. E continuo a dire che l’esercito israeliano è un esercito di criminali di guerra giacché la letteratura scientifica sulla violenza politica lo classifica in questa categoria. Io non capisco come si possa essere così ottusi da non capire che esistono studiosi che sono disposti a fronteggiare qualunque livello di scontro per difendere la propria libertà di esercitare il ragionamento critico in difesa dei diritti umani. Insistere con la stessa linea delle intimidazioni non fa altro che aumentare le mie denunce contro il genocidio a Gaza per mano d’Israele.
Solidarietà con Gaza.
Il governo Netanyahu è un governo di criminali di guerra.
Genocidio è un termine tecnico assolutamente appropriato nel caso d’Israele che sta compiendo un genocidio a Gaza. Dunque ciò che Ghali ha detto a Sanremo è tecnicamente corretto e appropriato. Infatti la corte internazionale di giustizia dell’Onu ha ordinato a Israele di prendere tutte le misure per prevenire atti di genocidio a Gaza. Israele se ne infischia giacché la documentazione storica mostra che le democrazie occidentali violano il diritto internazionale molto più delle dittature. La lobby italiana-israeliana la smetta di fare la prepotente in Italia dai microfoni di radio vergogna. La lobby appoggia un genocidio e ha pure la pretesa di soffocare il diritto di critica e le voci libere
L’ambasciatore israeliano a Roma, più che attaccare Ghali, voleva soppesare il suo potere sulla Rai e il potere del governo israeliano sul governo italiano. E, da quel che leggo, pure su Repubblica di Molinari. Test riuscito. Ambasciatore israeliano nel consiglio di amministrazione della Rai subito. Così i comunicati li scriverà personalmente invece di usare un segretario.
Italia, non proprio un Paese libero.
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Alla stampa italiana – quella stampa che si culla nel mito della superiorità morale dell’Occidente – non sembra vero di poter dire che Biden è contrario all’assalto di Rafah, come se questa presa di posizione potesse cancellare la complicità del presidente americano nell’uccisione di 28.000 palestinesi. Sia chiaro: sono felicissimo che Biden difenda Rafah. Purché sia altrettanto chiaro che Biden ha dato a Netanyahu tutte le armi per uccidere i palestinesi e abbattere le loro case.
Il 9 dicembre 2023, Biden ha utilizzato una procedura d’urgenza per scavalcare il Congresso e dare a Netanyahu 14000 proiettili per i carri armati Merkava. Ha anche dato a Netanyahu 5000 bombe MK84 da ottobre a dicembre, ognuna delle quali pesa 900kg e crea un cratere del diametro di 15 metri. Sono bombe lanciate per distruggere qualunque forma di vita sottostante. Le bombe di Biden hanno raso al suolo Gaza; hanno distrutto il 70% dei suoi 439,000 edifici secondo i dati del Wall Street Journal e del Times of Israel, cui bisogna aggiungere 66.000 feriti, oltre 1000 bambini mutilati e circa 19000 bambini soli, cioè senza nessun adulto a prendersi cura di loro, secondo i dati Unicef.
Molti bambini palestinesi vengono amputati senza anestesia, secondo la testimonianza del chirurgo britannico-palestinese Abu Sittah: “Gli ultimi giorni ad Al Shifa avevamo esaurito tutto. Amputavamo un braccio e poi davamo il paracetamolo: i pazienti morivano di dolore. Molte ferite si infettavano. Cercavamo di fare quello che potevamo per tenerle pulite. Ma non avevamo morfina né anestetici, come la ketamina. Eseguivamo procedure chirurgiche davvero dolorose senza anestesia, anche sui bambini”.
Mohammad Abu Selmeyah, direttore dell’ospedale Al Shifa, ha affermato che: “Siamo stati costretti a operare sul campo e senza anestesia, o utilizzando deboli antidolorifici per salvare vite umane. È doloroso per l’équipe medica. Non è semplice. O il paziente soffre dolore o perde la vita”.
All’ospedale Nasser di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza, il direttore dottor Mohammad Zaqout, ha dichiarato: “Alcune procedure sono state eseguite senza anestesia, compresi i parti cesarei sulle donne , e siamo stati anche costretti a operare alcune ustioni in quel modo”.
Sempre il 9 dicembre, lo stesso giorno in cui dava a Netanyahu i 14000 proiettili per i carri armati Merkava, Biden ha posto il veto al cessate il fuoco nel Consiglio di sicurezza dell’Onu. Non posso elencare tutte le armi che il presidente americano ha dato all’esercito israeliano in questi tre mesi. Faccio prima a dire che i palestinesi sono stati perforati dai proiettili di Biden, il quale ha immobilizzato tutti gli attori internazionali che hanno cercato di fermare Netanyahu.
I corrottissimi media italiani stanno trasformando Biden nel protettore dei palestinesi. In realtà, Biden ha reso possibile la distruzione di Gaza e pure quella dell’Ucraina. Sotto la sua presidenza, l’Afghanistan è stato riconquistato dai talebani nel 2021. L’Ucraina è stata invasa nel 2022 e Gaza è stata distrutta nel 2023. È davvero un record straordinario di sconfitte e di sciagure. E manca tutto il 2024.
Leggi il mio editoriale completo con tutte le fonti relative ai virgolettati. Ringrazio gli abbonati di sicurezza internazionale di sostenere questo quotidiano indipendente sulla politica internazionale che non vuole pubblicità, né finanziamenti esterni.
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Nessuna richiesta di #pace potrà mai essere divisiva.
#Ghali e #Dargen hanno parlato di pace con garbo ed empatia. Hanno chiesto di difendere innocenti. I loro appelli sono in continuità con quelli di tantissimi #israeliani che, nonostante la ferita del 7 ottobre, insieme al rilascio degli ostaggi, pretendono pace. E sono in continuità con quelli dei tantissimi #palestinesi che nulla hanno a che fare con le milizie di #Hamas e che stanno pagando un prezzo altissimo. E allora dov'è lo scandalo?
Questa #Rai ha la presunzione di credersi lo specchio del paese. Illusione dei vertici che invece incarnano non il paese reale, ma un paese vecchio e pavido che non rappresenta l’Italia né le nuove generazioni. La sproporzione tra le parole, legittime, di Ghali e di Dargen - legittime perché gli artisti hanno sempre il diritto di esprimere la loro opinione senza subire censura - e la reazione di Roberto Sergio è evidente. Ghali e Dargen hanno espresso il sentimento della loro generazione che è aperta e multietnica, che nulla ha a che fare con i conflitti ereditati dal secolo scorso, da altre generazioni, da altri interessi che non sono i loro. È la fine del massacro che viene chiesta, del massacro di innocenti. Ghali e Dargen, come chiunque voglia esprimere con coraggio il proprio pensiero, hanno un solo banco di prova: il loro pubblico, che non chiede solo canzoni e musica, ma anche opinioni e dibattito. Non lo dico io, ma i loro numeri. La volontà di ridurre tutto sempre e solo a sterile notizia da telegiornale, la pavidità con cui si affrontano le cause e le conseguenze dei conflitti, di tutti i conflitti, sta impedendo di raccontare quello accade, sta mettendo a tacere centinaia di voci che per paura di ritorsioni politiche e di censura tacciono. Nel suo comunicato, Roberto Sergio non riequilibra ma censura; del resto non è nuovo a questa prassi. È per aver espresso le mie opinioni che la Rai mi ha censurato, cancellando #Insider. È per aver fatto bene il loro lavoro che la Rai ha allontanato Marino Sinibaldi ed Edoardo Camurri. Per non parlare della totale distruzione dei palinsesti all'insegna del cambio di rotta, che in realtà è perdita di rotta... Gli artisti hanno il dovere di richiamare l’attenzione su questioni urgenti, hanno il dovere di farlo anche con poche parole, per attivare riflessioni con cui si può essere in accordo o in disaccordo. Agli artisti non si può chiedere di esprimere opinioni neutre, da loro non si può pretendere che la somma delle proprie opinioni sia zero. Ma per gli artisti - e non da oggi - il messaggio è chiaro: cantate le vostre canzoni, fate i vostri spettacoli e tacete su tutto il resto, altrimenti ne pagherete le conseguenze.
@Angelo74642339 Spiegate a #Capranica che, per la Corte Internazionale di Giustizia, il genocidio a danno dei palestinesi da parte di Israele è plausibile?!
@LuigiGiliberti2@orsiniufficiale Un po’ di studio della storia non guasterebbe quando si parla.. così giusto per non dare fiato alla bocca.
Sa, potrebbe succedere anche a lei un giorno di vivere nella stessa situazione. Gli altri siamo noi.
Caro Ambasciatore d’Israele a Roma, vorrei rassicurarla: noi abbiamo capito che Hamas ha ucciso 1.200 israeliani il 7 ottobre. Ma lei ha capito che Israele ha ucciso 28.000 palestinesi? Noi la rassicuriamo. Lei può rassicurarci? Non ho capito che cosa le sfugga. 28.000 cadaveri si vedono. Li ha visti pure il tribunale dell’Onu.
@Fabopolis@marcofurfaro No!! perché non parla a nome suo, ma a nome di un’azienda che rappresenta il paese, (non il governo, ma il paese) e il paese, tutto, non gli ha mai dato il potere di parlare in sua vece. L’amministratore delegato faccia l’amministratore delegato, amministri (magari senza rubare)
@Simona45104788@lucatelese Ghali non ha imposto niente, Ghali ha espresso il suo pensiero senza offendere nessuno. Chi si è sentito offeso ha la coda di paglia. Ha tutti i diritti di farlo anche sul palco di San Remo. Connivente e complice è chi tace invece!
@cirillo_c@lucatelese Perché l’ambasciatore non stava sul palco di San Remo, né ha diritto
di intimidire o mettere veto ai pensieri altrui. Quando saremo dichiarati ufficialmente appendice americana o sudditi d’Israele allora potrà parlare. Al di là del fatto che Israele non è stato mai menzionato
Incredibile il direttore #RAI esprima solidarietà solo alle 1200 vittime israeliane del 7 ottobre e non anche alle successive 30mila vittime palestinesi sterminate dall’esercito israeliano a Gaza (70% donne e bambini). Una delle pagine più buie della storia della TV pubblica.
Domenica In.
A Dargen una giornalista gli parla della sua dedica ai bambini, così Dargen risponde:
“In questo momento credo che ci sia qualcosa che non funziona nell'istinto umano, se non proteggiamo i bambini c'è qualcosa che non va”.
Mara Venier lo interrompe (dopo averlo riempito di complimenti e perfino baciato sulle labbra appena arrivato), farfugliando qualcosa tipo “Siamo qui per parlare di musica. Sono temi importanti ma ci vuole il giusto tempo per approfondirli, non possiamo farlo in due parole”, portandolo perfino a scusarsi (per cosa? Per aver parlato di pace?), e lo congeda lanciando subito Clara.
Il microfono però le resta aperto, così quando la vediamo avvicinarsi ai giornalisti sentiamo in lontananza “Non mettetemi in difficoltà…”, e i giornalisti annuiscono seri.
Capito? La Zia tanto simpatica deve seguire le direttive della TV di un Governo guerrafondaio.
Tutto bene quando c’è da palpare i polpacci di Dargen o le spalle di Irama, ma guai a toccare temi sociali: insomma, facciamo l’amore ma non la pace.