@napolista C'è un periodo dell'anno in cui il Napolista va silenziato: dalla fine del campionato all'inizio del campionato successivo. A questo periodo va aggiunto l'intervallo tra l'inizio del campionato e la fine del campionato.
@Cocci1309@Stefnaro@AlessioJu32@SkyTG24 Quindi con le sirene rappresentate da sempre con il corpo di donna e la coda di pesce come la mettiamo? Le sirene omeriche avevano zampe e ali di uccello.
@AnnaSimo72 È da un po' che accendo la TV giusto quando c'è la partita, ma 2 min prima e spengo subito dopo, al limite guardo qualche intervista. Sono anni che non seguo talk, trasmissioni sportive sul calcio, nazionali e soprattutto campane. Mi tengo l'essenziale: il gioco e non il circo.
@ManuNap@AnnaSimo72 Ecco perché non capirò mai i napoletani che tifano squadre i cui tifosi, alla prima occasione, invece di limitarsi al normale sfottò da curva, preferiscono rispolverare vecchi luoghi comuni ignoranti e razzisti.
Sul perché, per un nativo di Napoli, tifare per una squadra del Nord non sia una questione di gusto calcistico.
Nel contesto di Napoli, e in quello storico più ampio dell'eterna contrapposizione tra Nord e Sud, l’identità calcistica è sempre una netta posizione politico-sociale.
Il Nord calcistico [o, una parte radicale dei suoi rappresentanti] manifesta regolarmente non un semplice disprezzo sportivo, ma un odio profondo nei confronti di Napoli e dei suoi abitanti.
Quando, ad esempio, gli ultras dell’Inter cantano “Vesuvio lavali col fuoco” o urlano “colerosi”, viene da farsi una domanda: ma il napoletano che tifa per loro, cosa prova?
Pensa davvero che la lava, avvicinandosi al suo quartiere natale, all’improvviso si fermerà dicendo: “Qui non entriamo, ci abita un napoletano interista?”
Pensa davvero che l’epiteto “coleroso” e i cori discriminatori risparmino lui, i suoi genitori, o i suoi amici?
È fondamentale capire questo: questi insulti non fanno in alcun modo parte di una rivalità calcistica. Questo è razzismo territoriale. È il disprezzo storico che una parte del Nord prova per il Sud, e che usa il calcio come scusa per sfogarsi.
Per un napoletano tifare per una squadra del Nord è un vero e proprio paradosso, che confina con il rinnegare le proprie radici. È il tentativo di amare chi disprezza la tua stessa identità.
In questo contesto, tifare Napoli per un napoletano non è solo scegliere una squadra di calcio. È una dichiarazione di amore infinito per la propria terra. Questo significa accettare chi sei veramente, con tutte le ferite della tua storia.
Chi vede questa questione solo come un semplice fatto di calcio, non capisce il passato, non capisce il presente e non capirà mai il futuro.
Gli interisti ancora rosicano per #Pedro e lo scudetto dello scorso anno. Di Thomas Tammaro.
Esultanza sul web per la pallonata che #LuisHenrique gli tira in faccia. Tutti quei fischi a Pedro perché lo scorso anno fece il suo dovere, lui non si chiama #Bastoni
https://t.co/icCqyBd2Vj
@ManuNap@AnnaSimo72 Ecco perché non capirò mai i napoletani che tifano squadre i cui tifosi, alla prima occasione, invece di limitarsi al normale sfottò da curva, preferiscono rispolverare vecchi luoghi comuni ignoranti e razzisti.