Learn another language, can save your life. Learn it well and she will pay you back in true gold. Ignore it, and you’ll miss a world of satisfaction. A master piece in it’s original without the intermediation of a translation or the use of a dictionary or glossary is incomparable
« Les illettrés du XXIe siècle ne seront pas ceux qui ne savent ni lire ni écrire, mais ceux qui ne savent pas apprendre, désapprendre et réapprendre. »
Alvin Toffler
«Considero que lo más importante, el mayor regalo que se le puede hacer a alguien que uno ama, es darle la capacidad de elegir lo que quiera, darle libertad».
Blanca Varela
Visto a distanza, da una parte di mondo dove le priorità sono ben altre, il siparietto imbarazzante #Trump - #Meloni permette un’analisi più distaccata. Se appare evidente - purtroppo - l’inadeguatezza della nostra premier negli approcci istituzionali, nonché "culturale", ancora più palese la sua debolezza politica.
Nonostante il tentativo di mostrarsi come una “lady di ferro”, il problema è proprio la comunicazione politica “femminile” della Meloni e come la stessa sia stata "usata" da un interlocutore misogino e volgare come il presidente statunitense.
La premier (anche se lei si ostina a voler utilizzare il maschile) ha costruito il suo successo politico sull'identità personale popolare, sulla sbandierata autenticità, sulla prossimità fisica.
Questo approccio in certi contesti va evitato, ma soprattutto, la Meloni non avrebbe dovuto dare prova continua della propria esibizione estetica.
Una premier deve farsi consigliare e "condurre" lungo percorsi che non conosce, non ha “studiato” e non è abituata a gestire certi rapporti .
Si è comportata come è abituata a fare.
Basti ricordare la sua postura alle Cerimonie, il suo abbigliamento, l'unghia lunga esibita nel suo video di replica a Trump, una medicina quasi peggiore della malattia.
Ma il rapporto interpersonale fondato sulla fisicità non funziona con un leader mondiale come Trump e lei non avrebbe dovuto considerarlo il consueto acceleratore politico.
Questo approccio "ammiccante", inteso come ricerca di complicità e intesa informale nei bilaterali e nei corridoi dei summit, si è rivelato un'arma a doppio taglio con un leader dominato dalla logica transazionale e della costante "manifestazione di forza" come il presidente americano e del suo rinomato sessismo, che lo fa considerare e trattare le donne come sappiamo.
La comunicazione basata sul "feeling personale" mostra tutti i suoi limiti quando si scontra con la realpolitik e con leader con i quali va imposta - con ogni formalismo istituzionale ipotizzabile - la reciprocità diplomatica ed il rispetto internazionale.
Nel narcisismo patologico di Trump, chi cerca la complicità o si mostra troppo "arrendevole" viene percepito come un "ammiratore" subordinato.
Specie se è donna ed il rapporto è deliberatamente basato su sorrisini, sguardi arrendevoli, commenti estetici e contatti fisici veramente inappropriati.
La Meloni avrebbe dovuto conoscere il pericolo di questa sua esibita confidenza, o meglio arrendevolezza, fisica.
L'errore di aver puntato eccessivamente sulla personalizzazione del rapporto emerge chiaramente in questi giorni e la vulnerabilità delle istituzioni è alfine emersa.
Basta una battuta sprezzante per far crollare l'intera architettura diplomatica, costringendo il governo a risposte piccate sui social, come il reel di Meloni: "Io e l'Italia non imploriamo mai", e a clamorosi strappi come l'annullamento della visita di Tajani negli USA.
La diplomazia di Stato non può consistere nella ricerca di "selfie", esponendo il Paese alla perdita di prestigio.
Ci sono problemi gravissimi da affrontare e risolvere: conflitti e connessi flussi migratori incontrollabili, sicurezza e crisi energetica, inquinamento e cambiamento climatico.
La comunicazione fisica e confidenziale può funzionare per "umanizzare" un leader agli occhi del proprio elettorato domestico, che sceglie con la pancia chi parla la lingua che comprende, con le parole - spesso vuote - che vuole sentirsi dire.
Ma ai tavoli internazionali, specialmente al cospetto di leader come Trump – viene presa per debolezza o peggio subalternità.
Una postura istituzionale, formale e corretta, per quanto percepita come "vecchia", avrebbe garantito quella legittimazione internazionale che protegge la dignità di un Paese, specie in uno scenario geopolitico fragile come quello attuale.
Mi dispiace perchè si tratta della prima donna a capo del governo Italiano, ma tutto questo è davvero tutto triste.
“I don't know [why we're here]. People sometimes say to me, ‘Why don’t you admit that the humming bird, the butterfly, the Bird of Paradise are proof of the wonderful things produced by Creation?’
And I always say, well, when you say that, you’ve also got to think of a little boy sitting on a river bank, like here, in West Africa, that’s got a little worm, a living organism, in his eye and boring through the eyeball and is slowly turning him blind. The Creator God that you believe in, presumably, also made that little worm. Now I personally find that difficult to accommodate…”
— Sir David Attenborough