Nel variegato mondo della scuola esiste anche l'interpello, ovvero la possibilità delle scuole di ingaggiare docenti di supplenze. Con una laurea triennale in filosofia, ci siamo candidati e per un giorno intero siamo finiti dietro la cattedra. https://t.co/RFTz7M1BmK
Io non credo che un elettore di questo governo si soffermi ad ascoltare questo video, ma nel caso lo facesse, io spero che capisca la gravità di ciò che dice questo magistrato della Corte dei conti e su quanto il governo ci stia truffando.
Noi siamo nelle mani di delinquenti!
La carne dell’Uruguay congelata e scaduta nel '23 viene etichettata con data di congelamento 12 aprile '25. Non viene riportata la data reale del primo congelamento e la nuova scadenza è il 12 aprile 2027, gli vengono dati altri 2 anni di vita. Domenica su #Rai3@giuliainnocenzi
Le immagini che ci arrivano dal Sudan sono relativamente poche. E quelle che raccontano meglio la gravità degli eventi sono troppo dure per poterle mostrare in tv o mettere in pagina sui giornali. Un esempio: la foto di una mamma e del suo bambino impiccati allo stesso albero.
150 mila morti in Sudan non li riusciamo a contemplare. La più grande crisi umanitaria del mondo, la più grande crisi di sfollati e di affamati del mondo, finché è descritta soltanto a parole non buca la nostra attenzione.
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La guerra in Sudan è cominciata il 15 aprile del 2023 perché il generale a capo di una milizia paramilitare - le Forze di supporto rapido (Rsf) - ha sfidato il capo dell’esercito regolare con l’ambizione di prendersi tutto il Paese.
I miliziani delle Rsf usano la guerra come un pretesto per uccidere e stuprare nelle aree etnicamente africane, in un Paese che oggi è a maggioranza araba.
Alcune vittime degli stupri etnici, che sono riuscite a scappare in Ciad, hanno raccontato che, durante le violenze, lo slogan degli stupratori era: “I vostri figli saranno arabi”. Oppure: “Quest’anno tutte le ragazze di qui saranno incinte dei figli dei Janjaweed”.
Janjaweed significa “I demoni a cavallo”. È il vecchio nome delle Forze di supporto rapido, che poi lo hanno cambiato per darsi un tono più serio ma senza rivedere di conseguenza i loro metodi.
Vent’anni fa i Janjaweed furono responsabili di una campagna di uccisioni di massa di persone nere che fece 300 mila morti e che non fu considerata un genocidio. Ora ce n’è un’altra, che va avanti da due anni.
Due giorni fa le Rsf sono entrare nella città di al Fasher, dove si erano riversati centinaia di migliaia di persone etnicamente africane in fuga, perché era l’unica grande città della zona dove i miliziani non fossero ancora arrivati.
Nelle immagini satellitari ad alta risoluzione si vedono grosse chiazze di sangue nella sabbia che indicano i punti delle città dove, nelle ultime 48 ore, sono avvenute le uccisioni. Ma le immagini più esplicite sono altre: le esecuzioni postate sui social network dagli stessi miliziani.
Si ascolta qui:
Aggredito nel cuore di Roma, mentre scatta un paio di foto alla compagna e al figlio di sei mesi, da tre neofascisti che pretendevano che si togliesse la felpa con la scritta “Azione antifascista”. È quanto accaduto ieri sera al giornalista Alessandro Sahebi. La sequenza di eventi è stata registrata con il telefono della vittima.
Immagini di @alesahebi
Aggredito nel cuore di #Roma mentre scatta le foto alla compagna e al figlio di 6 mesi, da 3 neofascisti che volevano che si togliesse la felpa con la scritta “Azione antifascista”. È quanto accaduto al giornalista Alessandro Sahebi. Matrice ed odio della sinistra. Ratti schifosi
Quando dicono che gli aiuti avrebbe potuto consegnarli il Patriarca raccontano una grande menzogna.
Lo spiegava molto bene Papa Francesco.
#GlobalSumudFlotilla#Gaza#PapaFrancesco
Finalmente @SaverioTommasi , giornalista di https://t.co/WdjLDPpULB, che era a bordo di una delle navi che si è unita alla Global Sumud Flotilla è tornato a casa.
Dopo l'abbordaggio da parte dell'esercito israeliano, è stato portato in un centro detentivo. Una volta rientrato in Italia e aver riabbracciato la sua famiglia, ha raccontato cosa è successo
Il Prof. Orsini ieri sera ha letteralmente distrutto la Meloni su Gaza, smontando le sue menzogne una ad una, quindi ovviamente X ha bloccato (preventivamente) l’account della trasmissione che lo ospitava.
Direi che è il caso di far girare il video.
Hamzah Saadah è un ragazzo palestinese che nei social e su YouTube pubblica registrazioni di videochiamate con persone che vivono in Israele, soprattutto giovani.
I suoi video forniscono un quadro molto significativo della società israeliana e di come si rapporti ai palestinesi.
Complimenti a Stefano Massini per il monologo di ieri sera: ha davvero colpito nel segno. Speriamo sia riuscito a far capire a tutti quelli che in questi giorni santificano Charlie Kirk, che l'odio porta sempre e solo all'odio. E che voler contrastare con tutta la forza chi propaganda violenza e razzismo come faceva Kirk, non significa certo giustificare il suo omicidio.
#AllertaMedia #Massini #Kirk
24 agosto 2016. Il pensiero del Pescara va alle vittime, alle comunità colpite dal terremoto del Centro Italia e a chi, a nove anni di distanza, è ancora costretto a vivere in sistemazioni provvisorie. #Terremoto
"Terrona maleducata", studentessa cacciata di casa a Venezia posta il video. Nel filmato si sentono gli insulti della proprietaria rivolti alla ragazza #ANSA