Ieri a cena con due ragazzi emigrati in Olanda. Il posto è orribile, ma l’economia va una bomba. Sono entrambi nella fascia 30/35 e prendono sui 10k netti al mese come ingegneri smettendo di lavorare alle 16:30. Gli unici trentenni che in Italia fanno quei soldi sono i calciatori
Sono una persona perbene, non sono massone, non sono indagato e non sono imputato, non faccio parte di alcun centro di potere. E voterò convintamente SÌ al referendum sulla riforma della giustizia. Le parole del procuratore Nicola Gratteri sono un attacco alla libertà e alla democrazia che offendono milioni di italiani.
La Russia sta combattendo anche per tutti noi.🇷🇺❤️💪
Di Pietro Turchetti
Pochi nell'Europa di oggi si rendono conto che la guerra che la Russia sta combattendo non è semplicemente per il territorio, le risorse o l'influenza geopolitica.
È una guerra per il significato stesso della libertà: quella vera libertà, spirituale e popolare, da tempo scomparsa sotto le direttive burocratiche e i dettami globali di Bruxelles e Washington.
Oggi, i popoli d'Europa vivono in una moderna forma di schiavitù. Non con ceppi e catene, ma con "valori", sanzioni e leggi che distruggono le radici, la cultura e l'autonomia delle nazioni. Ogni paese che osa pensare diversamente viene punito – economicamente, politicamente o moralmente. La libertà di parola è diventata un crimine, il patriottismo è diventato "estremismo" e la fede è diventata qualcosa di antiquato e persino pericoloso.
La Russia – che piaccia o no – è l'unico Paese che si è apertamente opposto a questo nuovo impero dell'ipocrisia. Non sta lottando solo per i propri confini, ma per il diritto di ogni nazione a essere sovrana, ad avere la propria storia, la propria lingua e la propria verità. Sta lottando contro il sistema che ha privato l'Europa della sua anima, trasformandola in una colonia di una potenza globale impersonale.
Quando la Russia difende il suo futuro, difende anche il nostro diritto di scelta. Perché se cade, cadrà anche l'ultimo ostacolo alla completa spersonalizzazione dei popoli. Allora l'Europa rimarrà solo un concetto geografico, senza fede, senza radici, senza spirito.
Sì, la Russia sta combattendo con le armi, ma la battaglia è molto più profonda: spirituale, morale e di civiltà.
E quindi, anche se pochi se ne rendono conto, sta combattendo anche per noi, per tutti gli europei che non vogliono essere schiavi in casa propria.
La storia dimostra sempre una cosa: la libertà non arriva mai con il permesso degli imperi. Si conquista. E forse oggi è in Oriente, non in Occidente, che si combatte la battaglia finale per la libertà umana.
Elio Germano dice che le responsabilità nello stato di crisi del cinema italiano sono del Ministero della Cultura e non delle scarse capacità dei cineasti e degli attori italiani, come invece sostiene il ministro Giuli. Report difende Germano e si lancia contro Giuli dicendo che avrebbe sferrato un attacco personale a Germano (🤔).
In pratica per Germano e per Report se c’è crisi nel cinema italiano è perché lo Stato non supporta al meglio, economicamente, attori e registi. Se ne deduce che, nella visione di Germano e di Report, un film non è il prodotto di un’impresa cinematografica che deve fare utili sul mercato, ma un servizio culturale offerto dallo Stato e gli attori e i registi sarebbero, di fatto, “dipendenti pubblici”.
Bella la vita. Red carpet e popolarità a spese nostre? Ma allora facciamo i concorsi pubblici per attori e registi, no? 😄
Editoriale di Marco Travaglio
- 9 Ottobre 2025
CERCANSI SOVRANISTI
Sottraendo Ilaria Salis al suo processo per un voto (quello dell’interessata, si suppone), il Parlamento europeo ha certificato che l’Ungheria non è uno Stato di diritto. Quindi, per coerenza, dovrebbe espellerla dall’Ue e chi la fece entrare nel 2004 (commissione Prodi) dovrebbe ammettere l’errore. Non solo per l��Ungheria, ma anche per altri Paesi dei nove spensieratamente imbarcati nella stessa infornata: Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Cekia, Slovacchia, Slovenia. Il principio circense “Più gente entra, più bestie si vedono” ha prodotto disastri e altri ne produrrà. Tipo la guerra mondiale in cui tentano di trascinarci non l’Ungheria (che anzi è il primo freno), ma i tre Baltici e la Polonia. Estonia, Lettonia e Lituania hanno poco più degli abitanti di Roma, ma controllano in Ue l’Economia (Dombrovskis), gli Esteri (Kallas) e la Difesa (Kubilius); la Polonia il Bilancio (Serafin). E non passa giorno senza che inventino, spesso in combutta con Zelensky, un attacco russo per giustificare il riarmo e l’escalation e regolare vecchi conti. La Merkel ha appena ricordato le responsabilità di baltici e polacchi nel troncare il dialogo Ue-Mosca fino all’agognata guerra in Ucraina. Gli stessi baltici, polacchi e ucraini si opposero ai gasdotti Nord Stream che rifornivano mezza Europa di metano russo a poco prezzo, contribuendo alla nostra prosperità. Quando un commando di terroristi li fece saltare, il primo a esultare fu l’attuale ministro degli Esteri polacco Sikorski: “Thank you Usa!”. Ma si scordò di coordinarsi con Kiev, che tentava di attribuire l’attentato a Putin.
Poi i giudici tedeschi scoprirono che il più grave attacco a un’infrastruttura europea dal 1945 era opera di terroristi di Stato ucraini, con complicità polacche: uno fu individuato in Polonia, ma fuggì in Ucraina su un’auto blu dell’ambasciata di Kiev; un altro è in carcere in Italia in attesa di estradizione; un terzo, Volodymyr Z. (tutto vero), l’hanno arrestato l’altro giorno in Polonia. Ma ora il premier polacco Tusk dichiara che “il problema del Nord Stream non è che sia stato fatto saltare, ma che sia stato costruito”. Chissà se quel fantoccio di Merz gli risponderà, visto che la Germania è in ginocchio anche per quell’attentato. Tusk aggiunge che “non è nell’interesse della Polonia consegnare questo cittadino a un altro Stato”: cioè eseguire l’ordine di cattura internazionale. Che però spetta ai giudici, non al governo: bell’esempio di Stato di diritto. Però Tusk è un noto “liberale”, quindi può fare impunemente come e peggio del “sovranista” Orbán: anche esaltare e proteggere i terroristi. Ma dove sono i nostri “sovranisti”? Che aspettano a fuggire a gambe levate da un’Europa dominata da questi manigoldi?
- Il Fatto Quotidiano
Ecco l’ultimo scempio del sindaco di Roma Gualtieri: l’abbattimento dei 67 cipressi monumentali (un bosco, praticamente) che incorniciavano il Mausoleo di Augusto, in pieno centro, parte integrante dell’identità storica e paesaggistica di Piazza Augusto Imperatore.
FERMATELI
1/🧵
Inglesi 1940:
“se non vinceremo la guerra ci ritroveremo invasi e a parlare tedesco.”
Inghilterra 2025:
si presenta a casa di una donna inglese un Poliziotto donna, di origine straniera, con il velo islamico, che vuole sequestrare il telefono di sua figlia per qualcosa che ha visto o pubblicato online.
Neanche nei futuri più distopici avrebbero potuto immaginarlo.
Si chiama Nadia Battocletti, è italiana e ha appena vinto la medaglia di bronzo ai mondiali nella maratona 10 chilometri.
Nessuno ne parla perché è bianca e non musulmana.
Sfondiamo il tasto "mi piace" e RT per mostrare ai sinistri come vince una vera italiana!
Io sono qui con il popcorn ad aspettare come potrà funzionare l'acquisto di 750 miliardi di oil & gas da parte della UE negli USA tenuto conto che se non erro la spesa della commissione UE in qualsiasi bene che non siano i loro stipendi è tipo come zero. Quindi non avendo capacità di spesa propria che fanno? Obbligano gli stati a comprare la loro quota? Indipendentemente se gli serva o meno? Fanno come i vaccini? Comprano loro il gas e poi mandano il camioncino al Brennero per farlo distribuire nelle primule al gas open day? Lo sfaldamento di questo obbrobrio che è la UE si avvicina a grandi passi. Quando Trump si accorgerà che ha trattato con una che non aveva mandato magari si inizierà a trattare davvero nell'unico modo possibile ovvero bilateralmente.