Quello che è accaduto a Mestre e che vede protagonista Simone Carabella non può essere archiviato come una semplice “bravata” o come una provocazione per ottenere qualche like.
Circa 200 persone stavano pregando. Carabella è arrivato, ha urlato, ha utilizzato musica e Inno di Mameli per disturbare la preghiera, ha ostentato un panino con la mortadella e, secondo le immagini diffuse, ha persino calpestato i tappeti sui quali i fedeli stavano pregando.
Questa non è satira. Non è un confronto politico. Non è libertà di espressione.
È un gesto deliberato di umiliazione e disprezzo verso persone che stavano semplicemente pregando.
E c’è un aspetto ancora più inquietante: tutto viene filmato e pubblicato. L’offesa diventa contenuto, la provocazione diventa spettacolo, l’umiliazione dell’altro diventa uno strumento per ottenere visualizzazioni, applausi e consenso.
Proviamo allora a immaginare la stessa scena al contrario: una persona musulmana entra durante una Messa, interrompe la celebrazione, urla contro i fedeli, calpesta oggetti sacri e insulta la religione cristiana. Siamo davvero convinti che verrebbe definita soltanto una “goliardata”? Probabilmente assisteremmo a indignazione politica, titoli sui giornali, servizi televisivi e richieste di sicurezza.
Quando invece la comunità colpita è musulmana, qualcuno sembra cercare parole più leggere.
No. Non c’è nulla di goliardico nell’umiliare delle persone mentre pregano. E non c’è nulla di patriottico nell’usare l’Inno di Mameli per deridere la fede altrui.
L’Italia è grande quando garantisce dignità a tutti: cristiani, musulmani, ebrei, atei e persone di ogni convinzione.
La Costituzione protegge anche chi non ci piace. È questa la differenza tra una democrazia e la legge del più forte.
Il problema non è soltanto il gesto di una persona, ma il clima culturale nel quale l’umiliazione del diverso può diventare intrattenimento e consenso. Quando l’odio viene normalizzato, il confine tra parole e gesti diventa sempre più sottile.
Per questo serve una reazione civile, politica e culturale. E devono avere il coraggio di parlare non soltanto la sinistra, ma anche moderati, liberali, cattolici democratici e tutti coloro che credono nei valori della Costituzione.
Difendere la libertà religiosa non significa essere musulmani. Significa essere democratici.
Condannare l’umiliazione e il razzismo non significa essere contro l’Italia. Significa difendere l’Italia democratica nata dalla Resistenza e dalla Costituzione.
Io non voglio vivere in un Paese nel quale provocare il diverso diventa una medaglia sui social e l’odio viene trasformato in consenso.
La storia ci insegna che la democrazia può consumarsi lentamente, ogni volta che accettiamo come normale ciò che normale non dovrebbe mai diventare.
Umiliare chi prega non è libertà.
Offendere una fede non è patriottismo.
Calpestare la dignità degli altri non è coraggio.
È disprezzo.
E al disprezzo non dobbiamo abituarci.
Non riusciamo a sistemare le scorie di radioattività medio-bassa in alcun sito italiano perché nessuno le vuole, ma siamo pronti per le nuove centrali nucleari. Ci state prendendo in giro o le imponiamo manu militari?
«Hamdi è libero!». Il ragazzo supportato da @BaobabExp era stato trattenuto al #CPR di Palazzo S. Gervasio
La sua storia è emblematica di come (non) funziona il sistema.
Vi raccontiamo il perché:
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@ivana53M@MadameA02 Sei mesi di pannolini e qualche litro di latte in polvere. Poi se sei brava vinci qualche tutina secondhand. Almeno dalle mie parti funziona cosi...
Il governo Meloni ha raggiunto un accordo per spedire in Albania parte dei migranti. Ma come ha scoperto Report i costi per i centri di accoglienza sono già fuori controllo. Chi beneficerà davvero dell'accordo?
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#Palestina | Nelle ultime settimane abbiamo partecipato a numerosi incontri per presentare la campagna Dheisheh Resiste e portare le testimonianze che ci giungono dai territori palestinesi occupati della Cisgiordania.
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@in_this_posto Ho detto a mia figlia che se a 90 anni dovessi mai chiamare gli sbirri per un po' di compagnia a capodanno, può tranquillamente sopprimermi...