«Io ho firmato un accordo programmatico tra Lega e Russia unita, il partito di Putin. Ritengo che Putin sia uno dei migliori uomini di governo al mondo. Se avessimo Putin anche in Italia staremmo meglio, e questo lo dico perché ne sono convinto.» #matrice
Posso dì?
In pochi anni ho visto #Conte allenatore dell'#Inter e #Marotta Presidente.
Insomma, per sopravvivere va bene tutto, e per vincere ci si fa piacere tutto.
Però... Però.
Aggrappato all'Interismo di #Chivu.
Così sto messo.
@Nando_Mericoni_@danieleviotti A Nando, la soluzione sta scritta nel codice penale. Basta usarlo, senza eccezioni.
Uno che si chiama "Nando" che mi chiama "quello". Cribbio! Tutti così da quelle parti?
@Agenzia_Ansa Pastasciutta Antifascista.
Bello, tutto bellissimo
In un Paese in cui i nostri nonni ( ho una certa) hanno combattuto il fascismo e il nazismo, si organizzano pacifiche pastasciuttate.
Niente di male, basta ricordare da dove si è venuti.
Gente, non va bene tutto, ma va bene così.
@Klaatu2949291 Ovviamente c'è sempre il grande regista, quello che fa il video.
Non muove un dito, non si immischia ma produce le prove. Così, se sei costretto a reagire, devi anche risponderne. Come se reagire ai violenti o alle aggressioni fosse una cosa semplice.
Il vile,oggi, fa i video.
Inter, Piero Ausilio: "Faremo sicuramente un difensore, Solet è tra quelli che stiamo seguendo. Come lui ce ne sono altri, sia in Italia che fuori. Sicuramente ci presenteremo con un bel difensore già per l'inizio della preparazione" @fcin1908it
Il governo Israeliano ha iniziato a far vedere a giornalisti di tutto il mondo, a porte chiuse, un video di 45 minuti che mostra quello che è successo il 7 ottobre 2023 in Israele!
Chi l’ha visto ha ritenuto che non si possa mostrare al mondo intero per la crudeltà delle immagini ma anche e soprattutto perché dal video si comprende chiaramente l’odio verso Israele e di che pasta sono veramente fatti i palestinesi e Hamas!
Due giornalisti italiani, Minzolini e Annunziata, che lo hanno visto hanno cercato di descrivere quello che hanno visto, vi allego qui di seguito il resoconto dell’Annunziata.
Questo video è un documentario-raccolta di circa 45 minuti che documenta cosa è davvero accaduto durante il massacro compiuto dai palestinesi il 7 ottobre 2023 contro gli israeliani e realizzato utilizzando materiale proveniente dalle telecamere che si sono riuscite a recuperare.
Il governo israeliano proietta il filmato solo a porte chiuse e sotto stretta sorveglianza a giornalisti internazionali e corrispondenti esteri, Capi di Stato, ambasciatori e diplomatici, membri di governi e parlamentari stranieri.
I terroristi arrivano nel kibbutz di Be’eri con il fiatone, corsa o paura, il respiro viene registrato dalla GoPro sulla fronte, le immagini scorrono per noi come fossimo loro sui prati ordinati, i fiori, le modeste verande dei kibbutzim. Solo un cane è sveglio, va incontro festoso agli sconosciuti, l’obiettivo della GoPro inquadra la punta di un fucile. Il primo colpo è al petto, ma non ferma la corsa festosa dell’animale, e nemmeno il secondo. Solo il terzo colpo in pieno petto ferma il cane, che pare sorpreso, poi si accuccia e muore senza un guaito appoggiando la testa sulle zampe.
È forse questo l’unico racconto che posso farvi senza scadere nella pornografia del sangue, il voyeurismo della violenza. Quaranta minuti di un video, che le autorità israeliane stanno mostrando a gruppi di giornalisti intorno al mondo «perché più passa il tempo dal 7 ottobre, più sono le persone che dicono che non è accaduto nulla, o che è stata tutta una finzione organizzata dallo stesso esercito di Israele», dice l’ambasciatore a Roma del governo Israeliano.
Prima o poi il video sarà visto dal maggior numero possibile di persone, ci auguriamo. E, tanto per essere precisi ed evitare altri sospetti sul filmato, diamo conto di come è stato messo insieme: sono migliaia di video girati da diverse fonti, ognuna delle quali è indicata con precisione.
Molti di questi, io che scrivo, li ho già visti sulla rete di Al Jazeera nelle ore e nei giorni immediatamente seguenti l’attacco – in questo caso sono tutte immagini girate in soggettiva con le camere sulla fronte dei terroristi di Hamas. Ci sono poi le immagini riprese dalle telecamere delle auto degli Israeliani sulla strada. Ci sono quelle delle telecamere dell’esercito di Israele quando i soldati sono arrivati per un’operazione salvezza fatta troppo tardi. Infine, si ascoltano le registrazioni fatte dall’esercito Israeliano, quando l’operazione soccorsi è partita, fra combattenti di Hamas e i loro comandanti che controllavano i terroristi attraverso le GoPro e i telefonini.
Andrò solo per capitoli. Il più importate, perché è quello su cui ci sono più dinieghi, riguarda gli stupri alle donne. L’Onu ha annunciato in queste ore che ci sarà un’inchiesta. Sarà fatta raccogliendo tutte le prove, ma di prove ce ne sono a sufficienza nelle immagini: le giovani hanno tutte sangue che cola fra le gambe, e molte anche dalla bocca.
In una ripresa in una sorta di capannone, c’è una fila di ragazze morte, appoggiate al muro col busto, ordinatamente, i corpi con vestiti in disordine coperti di sangue un po’ dappertutto, dalla bocca, appunto, alle gambe, alla pancia. In un altro filmato una ragazza scende da una jeep con le mani legate dietro. Ha un top e un pantalone della tuta grigio chiaro. Si gira, e dietro, su quel pantalone chiaro si vede una enorme macchia di sangue, mentre viene spinta su una diversa macchina.
Questo video, ne sono spettatrice, è passato tantissime volte su Al Jazeera e poi sulle Tv di tutto il mondo. Ho visto anche di nuovo quello che per me è ancora oggi il massimo della pena: una ragazza bionda con addosso solo uno slip e il reggiseno, circondata da uomini che festeggiano, viene portata a pancia in giù sul retro di un camioncino. Per farla stare dentro le misure le hanno spezzato le gambe e gliele hanno rigirate in avanti. Sembra che sia morta.
Ascoltando le istruzioni che arrivano ad Hamas sui telefonini delle telecamere, ce ne sono del tipo «basta adesso con quel corpo, portatelo ai ragazzi e fateli giocare», «spara, spara, uccidi, uccidi il più possibile», a un certo punto sparano tanto che arriva l’ordine di «risparmiare un po’ di proiettili».
Nei kibbutz si vede la caccia porta per porta, stanza per stanza, spesso vuote, perché molti sono già andati nelle saferoom. Uno che non è scappato viene ucciso sul divano attraverso la rete anti-zanzare dell’entrata. Lo sparo è casuale, giusto passando. Un padre e due figli in mutande appena svegli cercano di fuggire. Il padre porta in braccio il più piccolo, vanno in un rifugio in giardino, e si vede un braccio che lancia una granata dentro la stanza blindata. Il padre si butta sulla granata, i bambini scappano di nuovo e tornano a casa urlando il nome del padre, uno dei due è ferito agli occhi.
Quelli di Hamas se ne sono andati. So per averlo letto come finisce questa storia – i due fratelli sono poi riusciti a scappare e sono stati trovati vivi.
Poi ci sono i ragazzi del rave, che piangono davanti al loro telefonino, e c’è la decapitazione. Due esempi per tutti: a terra ci sono due soldati uccisi, uno di loro ha la testa esplosa, all’altro la testa verrà tagliata da un civile volenteroso che sega a fatica l’osso del collo con un coltello e poi espone il bottino; anche di un’altra decapitazione è protagonista un civile: ci sono a terra due uomini uno dei quali, in mutande, è ancora vivo; arriva un civile gridando grazie ad Allah e chiede in una frenesia di urla «datemi qualcosa, datemi un coltello», gli danno una zappa e lui comincia a cercare di staccare quella testa con uno strumento che non taglia, mentre sotto di lui sobbalza a ogni colpo la vittima.
Ci sono tanti morti, trovati poi dai militari di Israele, un mare di sangue nelle case, a pozze, a strisce sul pavimento, di corpi sovrapposti immersi in questo rosso. Ci sono i corpi bruciati o semi bruciati. Ci sono i bambini uccisi: gli israeliani hanno coperto i buchi dei proiettili con nastro adesivo rosa – quelli in fronte sembrano dei fiocchi. Basta così. Al ventesimo minuto dei quaranta era impossibile continuare a guardare per la nausea. Eppure avevo evitato ogni cibo dalla mattina.
Ma forse il peggio non viene dalle immagini, ma dalle parole: i terroristi, quasi tutti giovani, che si scattano foto celebrando i morti dei nemici urlando la loro gioia, urlando a squarciagola in questo deserto; e la folla che a Gaza circonda con altrettanta gioia i camioncini che portano ostaggi mezzi vivi e mezzi morti.
Infine, il grido di un giovane nella telefonata al padre.«Abu, tuo figlio è un eroe. Ho ucciso con queste mani 10 israeliani. Con le mie mani, Abu», e il padre lo benedice, e il ragazzo chiede della madre e ripete «Sono un eroe madre», e nel sottofondo una voce, ma non si capisce se sia del padre o della madre, risponde «Uccidi, uccidi, uccidi».
@fratotolo2 Conosco Sbt in Estate, Lungomare pieno di gente, di sera Vigili e Carabinieri ovunque, finivano i blocchetti a furia di fare multe. Questi però non se li prende in carico nessuno.
@marifcinter Sport diversi, periodi diversi, è difficile. Partito dal nulla, con un fisico che si è costruito con tanta dedizione, e per i risultati straordinari, per me sarà sempre Pietro Mennea.
@LucaCaiazzo2@RaiUno Si fa fatica a vederlo.
Poi, certamente mi troverete una regola scritta, ma credo che la palla che sbatte su una spider cam a 30 MT di altezza, sia un incidente accettabile, così come quando sbatte sull'arbitro.
Il Mondo dovrebbe essere indignato per ben altro.
@zaiapresidente Le bombe non fanno distinzioni, tra uomini, donne, bambini, monumenti, ospedali. Perché mai l'UE dovrebbe fare distinzioni?
Specialmente in un paese fortemente infiltrato come il nostro?
Con buona pace degli industriali italiani, e della Lega, ce ne faremo tutti una ragione.
@Ang_2699 A prescindere da quel che sarà. Non potrebbe cercare di verificarle prima di parlarne? Noi non siamo giornalisti, loro si. Parlare di voci riesce a tutti. Altrimenti dov'è la differenza tra professionisti e non?