The EU sanctioned me for my journalism and for speaking up for Palestine.
Journalism is not a crime. Reporting on Palestine is not extremism. Press freedom is non-negotiable.
Sign the petition here --> https://t.co/Z2CoWXPXaA
and follow the campaign @Freedogru#FreeDogru
I call on the @GermanyDiplo@_FriedrichMerz regime to immediately end its persecution of @hussedogru. The Berlin regime must halt its campaign of pro-Israel terror, persecution and intimidation against this journalist and his family, lift the sanctions and respect his human and political rights.
La risposta del vicedirettore de L'Espresso Enrico Bellavia all'ambasciatore istaeliano Peled.
"La scorsa copertina de L’Espresso sugli abusi dei coloni in Cisgiordania che l’ambasciatore 🇮🇱 Peled ha improvvidamente «condannato», insegna alcune cose. Innanzitutto, a noi che abbiamo molto da imparare. Anche da quello che facciamo.
Senza il ghigno beffardo del colono che irride alla donna palestinese, colto dall’obiettivo esperto di Pietro Masturzo quel racconto, intriso di sradicamento, violenza, sangue non avrebbe avuto la stessa forza. Perché dice di una pulizia etnica che punta a coltivare le spinte espansionistiche del Grande Israele.
E non ha nulla a che vedere con LA SICUREZZA nazionale. Non obbedisce a logiche, sia pure distorte o funzionali, di contrasto a minacce terroristiche.
È un’operazione di conquista condotta da civili, liberamente armati, spalleggiati dall’esercito 🇮🇱 . Un’annessione né lenta né silenziosa, in spregio al diritto, sotto gli occhi del mondo. In quella foto che ha fatto il giro del mondo c’è la sintesi e il grado zero del sopruso: lo scherno. Più di un corpo martoriato, stabilisce senza lambiccamenti il torto e la ragione. Documenta un surplus di prevaricazione nella sproporzione tra un maschio armato e una donna inerme, cacciata dal suolo che ha calpestato.
L’immagine su carta ha il privilegio di fissare l’istante e consegnarlo alla memoria. Duratura e non volatile, per quanto evocabile on demand in ogni istante, come nel mondo digitale. Ha il merito di aderire istantaneamente al nostro immaginario, di entrare nell’archivio del vissuto collettivo. Non richiede altro per essere richiamata. Non presuppone una ricerca, ma la nostra intelligenza. Naturale. Il web la veicola e la porta dove il settimanale non arriva. Oltre a conservarla per tutti.
Una straordinaria fotografia non basta, senza il lavoro rigoroso sul contesto. Se l’ambasciatore si fosse preso la briga di controllare – era in chiaro, sfogliando il settimanale dalla seconda pagina – si sarebbe evitato un infortunio e un corto circuito. L’infortunio di sollevare semplici sospetti «manipolatori» sull’immagine. Il corto circuito di impartire lezioni sull’uso della «responsabilità» e della «correttezza» che gli si sono ritorte contro da parte di chi non si è fermato alle figure, ma si è concesso l’ormai raro scrupolo di leggere.
La copertina è parte di un foto-racconto, corredato di una serie di minuziose informazioni raccolte sul campo da chi quella Cisgiordania la testimonia da anni. Non bastasse, Alae Al Said ha riscontrato ogni dettaglio, aggiungendovi la propria conoscenza di quella realtà. La partigianeria sui fatti non è mai un buon viatico per approcciarli o confutarli. Sedicenti esperti, sulla scia dell’ambasciatore, si sono spinti a sostenere che l’immagine fosse generata dall’Ia. Bastava documentarsi. Per gli scettici, esiste una versione video di quel lavoro e il New York Times ha pubblicato un reportage realizzato in quegli stessi frangenti. Nel quale, peraltro, è immortalato il medesimo colono.
Non siamo noi a promuovere «stereotipi e odio». Contro neonazisti e neofascisti, contro gli antisemiti, siamo dove siamo sempre stati. In quello stesso posto dove i TERRORISTI non sono un’etnia, come i CRIMINALI non sono un popolo. Il GENOCIDIO si chiama con quel nome. E non si fanno sconti a chi nasconde o mistifica la realtà. Neppure in nome della Storia".
Germany’s sanctions office (operates under the Finance Ministry) froze my wife's accounts.
When journalist @fwarweg asked the Finance Ministry about it, they claimed to know nothing.
They can find us when they want to punish us.
But when we want answers, we don’t exist.
Source: @berlinerzeitung
That Francesca Albanese, like the ICC, is now being sanctioned by the US—the announcement coinciding with Netanyahu’s ongoing visit to Washington—shows that international law is one of the greatest threats to US/Israeli hegemony. Their campaign to erase Palestine thus requires the unraveling of the very foundations of the law and corresponding norms.
We stand with @FranceskAlbs—our friend and one of the sharpest voices defending Palestinians after eight decades of apartheid, occupation, and now, genocide.
This isn't analysis - it's the art of transforming zero knowledge into max engagement by keyword stuffing. @amjadt25 take a bow.
Islamist ✓
Hamas ✓
Muslim Brotherhood ✓
Terrorist ✓
India ✓
The reality. Every single claim about Libya is fabricated:
Kikli ran detention centers and protection rackets, not prayer circles.
444 Brigade provides security for Western embassies, not jihad.
The conflict is about checkpoints and cash flows, not caliphates.
But accuracy isn't the point. The point is manufacturing a cinematic universe where every regional conflict stars the same villains, to secure the same outcome.
The point is these fairy tales are dangerous; By inventing Islamists under every bed, you create the intellectual architecture for justifying any military intervention or brutality to combat this phantom menace.
@MarcoScurria se vuoi imparare qualcosa su stati che decidono di non garantire l'accoglienza ai migranti vai a leggerti dei respingimenti a catena da Italia a Bosnia. Ti passo volentieri qualche link, così non scaldi solo sedie a Bruxelles a nostre spese
Flamingo Loophole Exihibit. A celebration of the climbing gym in Bihać, created by Italian citizens: a space for sport that also plays a crucial role in social integration! The exhibition focused on the Balkan Rope project, promoted by Mediterranean Hope.
@DeborahBergamin ma non ti vergogni a parlare di "noi donne del mondo libero" in opposizione alle donne che portano il velo, con cui non hai mai parlato, di paesi di cui non conosci nulla (ma di cui usi molte parole, studia un pò di etimologia, è un inizio). #CouncilOfEurope
1) @pierofassino vergognoso discorso al #CouncilOfEurope riporto testualmente "Vorrei ricordare che le vittime a Gaza sono un numero così alto perché Hamas ha consapevolmente, cinicamente strutturato l'architettura militare sotto scuole, moschee, ospedali, abitazioni civili
3) @pierofassino non conosci deontologia e stravolgi gli avvenimenti usando parole fuorvianti. Quella che tu chiami offensiva, offensiva non è ma è occupazione e non è stata dura ma è un genocidio in corso. Ti preferivo a Torino