Empty Beds può essere visitata questa settimana nella sede @Europarl_IT Europa Experience David Sassoli a Roma.
Ciò che vedrete non è una raccolta di statistiche. È una testimonianza.
Documenta il rapimento sistematico di più di 20.000 bambini ucraini nell'ambito di un programma statale russo, la loro detenzione in oltre 210 strutture e lo sforzo organizzato volto a cancellare tutto ciò che sono: i loro nomi, i loro ricordi, il loro senso di appartenenza.
Non si tratta di un danno collaterale della guerra. È un'arma terribile di guerra. Perché la cancellazione dell'identità di un bambino non è soltanto un crimine contro quel bambino: è un attacco al futuro di un intero popolo.
Ho voluto fortemente portare Empy Beds prima a Bruxelles, nella sede del Parlamento Ue, e ora a Roma per testimoniare la mia ferma volontà politica, il mio impegno costante contro i crimini dell’assassino del Cremlino e per fare in modo che ognuno di questi bambini possa tornare presto a casa.
Cari amici italiani, visitate questa installazione con gli occhi aperti e con cuore pronto.
Sarà anche un ottimo antidoto alla schifosa propaganda dei servi di Putin di casa nostra, per non abituarci mai all’orrore.
Grazie a @ricci64787 e al @Corriere per aver splendidamente raccontato questo impegno.
Zohran Mamdani, sindaco di New York, ha pianto la morte di un cecchino di Hamas, Ahmed Washah, definendolo "un giornalista di Al Jazeera" e accusando Israele di immoralità. L'IDF ha pubblicato foto e video che lo mostrano armato di automatic weapons e snipers e anche il documento che lo identifica come membro militare di Hamas. Mamdani non ha fatto un passo indietro. Ma non è un caso isolato.
Per quasi 3 anni, i nostri media, le Nazioni Unite e parte della leadership occidentale hanno ripetuto quello che Hamas diceva: i morti di Gaza sono tutti civili. Ora Hamas e la Jihad Islamica Palestinese (PIJ) stanno iniziando a pubblicare ufficialmente, sui loro canali Telegram, i nomi dei terroristi uccisi durante la guerra: nomi finora associati a civili, medici, insegnanti, giornalisti. Erano tutti terroristi, membri armati dell'ala militare di Hamas e PIJ.
Ahmed Abu Eisha, Mohammed Nasser Abu Huwaidi, Yaqoub Anan al-Bursh, Maysara Salah, Hussam al-Adlouni, Ahmed Samir Muhammad Washah. E ancora, Talal al-Arrouqi, Alaa Salameh, Anas al-Sharif, Hossam Shabat, Ismail Abu Omar, Ashraf al-Sarraj. L'IDF li ha uccisi in quanto terroristi, ma il mondo li ha difesi. Le associazioni giornalistiche li hanno pianti. Le Nazioni Unite e le ONG hanno accusato Israele di crimini. La governance occidentale ne ha denunciato le azioni.
Le prove presentate dall'IDF e da Israele erano tante, fotografie, video, documenti, tutti che testimoniavano ciò che Hamas sta ora dichiarando ufficialmente, ma il mondo ha deciso di non ascoltare e di essere dalla parte dei terroristi.
The internet is back in Iran.
Now the world is seeing what the regime tried to hide. Many of these protesters never came home.
Watch. Share. Don't stay silent.
Hello @AOC, while you smiled in a hijab at a New York event, I was in Federal Court facing the 4th hitman hired by the Islamic Republic to assassinate me, for campaigning for Iranian women to have the same freedom you performed for a photo op. Will you come to court with me in August when I face the 5th hitman? Or does solidarity only work when it doesn't offend the Islamic regime?
You wore hijab voluntarily in New York. Women are killed in Iran for taking it off.
You are the very woman who, at every opportunity, protests against violence against women, decries gender segregation, and champions "inclusion." Yet here you stand, smiling and wearing a hijab, at an event in New York, in the heart of the West, where men and women are strictly separated. To me and millions of Iranian women, this does not look like a choice. It is no longer "My body, my choice," but rather "My body for votes."
They who claim to fight for women's self-determination in the name of feminism voluntarily embrace an ideology that mandates our women cover their hair simply because they are women. They enjoy the prosperity, freedom, and privileges of the Western world, where they may live as autonomous individuals , yet they simultaneously accept that other women should not be afforded the same rights.
#LetUsTalk
Buttano via i libri di Erri De Luca perché ha detto di essere sionista, ma tengono quelli di Sartre che invitava a non esagerare con 'ste dicerie sui gulag, oh yeah.
Allora. Ho scritto tanti, tanti articoli su Ben-Gvir. Li ho scritti per denunciare la brutta gente che senza saper far altro arrivava a mettergli in bocca cose che non aveva detto. A trasformare una sua passeggiata sul Monte del Tempio, con dietro di lui gente che voleva solo pregare, in una specie di incursione terroristica. Ma il punto non è questo. Il punto è che non esiste una persona seria in Israele, non una, che non consideri questo figuro per quel che è, un gaglioffo, un mentecatto, uno che fa solo danni. Mentre in Occidente, in Europa, in Italia, è pieno di gente “seria” che fa di Ben-Gvir la prova dell’abominio israeliano. Bisogna avere le carte in regola per dire qualcosa di Ben Gvir.
ULTIM'ORA: Scene da dittatura sudamericana in #Turchia!
La polizia ha sfondato i cancelli e sta facendo irruzione della sede centrale del #CHP ad #Ankara per prenderne possesso.
@RadioRadicale
ULTIM'ORA: È la calato il buio per ogni speranza democratica in #Turchia; come in #Russia, come nei spietati regimi sudamericani, preso d'assalto dalle forze governative la sede centrale ad #Ankara del maggior partito d'opposizione #CHP. È la fine di ogni processo democratico. È in atto l'addomesticamento dell'opposizione come avviene in tutti i regimi autoritari.
È il momento più triste per la Turchia e per la popolazione pro democrazia.
@RadioRadicale
@marsetac Riassumendo: l'Ucraina sta combattendo una guerra "per procura" per conto degli USA e i paesi Baltici ne stanno iniziando una per conto dell'Ucraina. Suppongo che poi Germania, Francia o altri ne combatteranno un'altra per conto dei paesi Baltici, e così via
Per cortesia, aiutatemi a far circolare questi miei post che documentano cosa di orribile si sta preparando in #Iran. Il regime iraniano sta armando anche i bambini. In Iran sono state fatte affluire decine di migliaia di milizie mercenarie sciite provenienti da Medio Oriente, #Asia e #Africa, queste milizie stanno affiancando le forze paramilitari #basij.
Nelle ultime ore ho subito un tentativo di violazione del mio account Signal riconducibile, secondo gli elementi tecnici emersi, a una campagna coordinata attribuita ai servizi segreti russi dell’FSB contro politici, giornalisti, ricercatori e funzionari europei.
Il fatto è particolarmente grave perché su Signal transitano conversazioni e corrispondenze con dissidenti, colleghi eurodeputati, funzionari governativi e fonti sensibili. Colpire questi canali significa tentare di monitorare, intimidire e infiltrare il dibattito democratico europeo.
Nelle stesse ore un attacco analogo ha colpito anche un ricercatore indipendente che mi aveva recentemente presentato uno studio sugli incontri tra lobbisti e rappresentanti di interessi russi e bielorussi a Bruxelles. Google gli ha notificato che una entità governativa aveva tentato di accedere al suo account.
Nelle prossime ore i servizi competenti del Parlamento europeo analizzeranno i miei dispositivi per verificare eventuali compromissioni o fughe di dati. Inoltre ho presentato una denuncia alle autorità italiane.
Non siamo davanti a episodi isolati, ma a un’operazione sistematica di guerra ibrida contro le istituzioni europee.