Padre Pierre Al-Rahi, parroco di Qlayaa, nel sud del Libano, e cappellano regionale della Caritas locale, è stato ucciso da un bombardamento israeliano con la tecnica del double tap.
Il sacerdote era intervenuto per soccorrere un parrocchiano rimasto ferito dopo un primo attacco contro una casa nel villaggio. Padre Pierre si era precipitato sul posto insieme a decine di giovani della comunità per prestare aiuto al ferito.
Mentre erano in corso i soccorsi, un secondo bombardamento ha colpito nuovamente la stessa abitazione.
L’esercito israeliano fa ampio uso della tecnica di “double tap”, due bombardamenti consecutivi sullo stesso obiettivo: il primo colpisce il bersaglio, il secondo i soccorritori e civili accorsi per prestare aiuto.
La stessa modalità utilizzata da Israele a Gaza e dagli Stati Uniti nel bombardamento della scuola di Minab, in Iran, dove sono state uccise oltre 165 bambine.
Pochi giorni prima, padre Pierre aveva pubblicato un video in cui rivendicava il carattere pacifico della sua comunità: “Nessuno di noi porta armi. Non portiamo nulla se non gentilezza, bontà, amore e preghiera”.
Dal 2 marzo, in poco più di una settimana, i bombardamenti israeliani in Libano hanno ucciso oltre 400 persone, di cui almeno 83 bambini.
In una settimana 700.000 persone sono state costrette a sfollare per gli attacchi israeliani: il 12% di tutta la popolazione del Libano, con famiglie che dormono in auto o per strada.
Israele ha respinto la possibilità di un cessate il fuoco, rivendicando l’intenzione di continuare l'escalation militare in Libano.
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