@Sarita_Libre Io però vi farei vedere come diventa il parco vicino a casa mia, sempre a Milano, dopo le feste di compleanno: piatti, bicchieri, cartacce, incarti dei regali, tutto per terra in mezzo al prato. Sicuramente non tutti sono così incivili ma molti, ahimè, sì.
Recap #SinnerFonseca
Al Maracanà è tutto pronto.
Sugli spalti i brasiliani creano subito una calda atmosfera da rissa con l’aggravante dei futili motivi.
In campo Fonseca regge la potenza di Sinner come noi reggevamo i Cuba libre negli anni 2000: con un senso di immortalità, noncuranti che fossero un po’ meno letali della candeggina.
Il primo set è un florilegio di botte da orbi.
Fonseca in avanzamento prende il campo con tre passi, smazzando dritti a destra e a manca come un croupier. Sinner fa Sinner e si arriva al tie.
Il brasiliano è avanti 6-3.
Jannik a quel punto ritiene opportuno mettere in chiaro chi fra loro è una promessa e chi una certezza.
Recupera tre set point.
Risposta vincente.
Servizio e dritto.
Boom.
Quello è il suono di noi che caschiamo giù dal letto, non capiamo più niente e chiediamo in moglie l’abat-jour.
Il secondo set si complica. Jannik avanti, poi ha un passaggio a vuoto. Joao ne approfitta e si riprende il break a costo dell’onore suo e del Cristo Redentore.
A quel punto parliamo al nostro io interiore col tono di un trend di Instagram: “A otto anni ti regaleranno una racchetta, è davvero molto importante che tu la frulli dalla finestra”
Di nuovo tie.
Sinner sale in cattedra e chiude da maestro.
Che fatica ma che bello.
#sinner #janniksinner #tennis #indianwells #joaofonseca
@salxber@itstildas Vero, ma è pure vero che ogni tanto si trovano cani di razza anche nei canili/rifugi (gli abbandoni sono molto più frequenti di quanto si pensi).
Recap
Semifinale Zverev Alcaraz
Breve storia triste: vince Carlos zoppo.
Semifinale Sinner Djokovic.
Nole contro Musetti era stato un disastro e aveva già messo le alghe spiruline in valigia. Poi un giornalista gli ha chiesto come si sentisse a rincorrere tutti. Lui la prende benissimo e s’illumina d’inferno.
Batte Sinner con quel disperato bisogno di asfaltare che ha la giunta capitolina.
Sinner fallisce occasioni, sembra privo di idee. Soprattutto è un tantinello prevedibile. Diciamo come i detective nei film che dormono male, vivono in un appartamento spoglio con una lampada brutta, le tapparelle a metà e sono ancora innamorati dell’ex moglie.
I tifosi si dividono. C’è il team capita a tutti la giornata no lasciatelo stare proteggiamolo dalle paure delle ipocondrie. Il team nostalgico di Panichi. Il team speravo de morì prima. Il team contro il box che non l’ha aiutato come l’oracolo di Delfi. Il team al duecentesimo servizio al centro poteva sorgere un dubbio dubbiolino.
Comunque. In cuor nostro sappiamo cosa significa. Che c’è crisi? No.
Che è tutto apparecchiato per il ritorno di Darth Sinner.
Perché Jannik è così, gli serve il riscatto e la vendetta. I cori contro, i pensieri nello spogliatoio. Un quarantenne contro cui non perdeva da due anni. Una spinta per il futuro. Quella scintilla nello stomaco, che diventa incendio la volta successiva. Come l’irreprensibile Daenerys, che all’improvviso fa il barbecue di pasquetta bruciando tutta Approdo del Re a cavallo di un drago.
Diceva Lucio Dalla: chissà domani su che cosa metteremo le mani, se si potrà contare ancora le onde del mare e alzare la testa.
Sulle onde del mare non abbiamo certezze, ma la testa Jannik la alzerá di sicuro.
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