De Niro: I hate to say it, but loving our country is starting to sound like an abused spouse saying they love their abuser.
I can’t love a country that starts stupid and inhumane wars, killing thousands of innocents and indirectly causing the deaths and suffering of millions more.
I can’t love a country that takes healthcare away from millions of people and uses that money to enrich their pals in the Trump-Epstein class.
I can’t love a country that sends out masked militias to shoot citizens in the streets, torture our neighbors, and separate families.
I can’t love a country that’s led by a racist, misogynist, xenophobic tyrant.
And let me just say it: I can’t love a country that’s led by Donald Trump and his sycophant Congress.
Non so se sia l'esser diventato vecchio, non so se sia l'esser diventato padre, ma io non riesco più a reggere certe immagini. Ringrazio Jannik per averle donato un sorriso grande così ❤️
Jannik & Sofia
Sofia, like the other children who walk onto the court with the players, is a patient at Gemelli Hospital (for her Oncology department).
Yesterday, her dream came true.
❤️🦊
Assolto!
Per aver definito Matteo Salvini “Ministro della Mala Vita” sono stato trascinato in tribunale e oggi, dopo otto anni, sono stato finalmente assolto.
Questa assoluzione significa soprattutto una cosa: che la propaganda politica non può diventare uno strumento per mettere a tacere chi critica. Per anni Salvini ha giocato con parole e slogan, alimentando un clima ostile. “Gli toglieremo la scorta”, diceva riferendosi a me. E sapeva bene che, vivendo sotto protezione per le minacce dei clan, certe parole non sono mai neutre. Certe parole possono essere davvero pericolose, soprattutto se a pronunciarle è un Ministro della Repubblica.
E Ministro della Mala Vita non è un’espressione che ho inventato io, appartiene a Gaetano Salvemini, che la usò nel 1910 contro Giolitti per denunciare un modo di esercitare il potere fondato sulla paura, sul consenso facile, sull’uso della forza contro i più deboli. Ma soprattutto Salvemini lo usò per descrivere l’attitudine predatoria che Giolitti aveva nei confronti del sud Italia: sfruttato come bacino di voti e poi abbandonato.
“Ministro della Mala Vita” non era diffamazione allora e non lo è oggi. Era, ed è, una critica politica.
Mi sono dovuto difendere in questo processo per otto lunghi anni, mentre Salvini, chiamato a testimoniare, non si presentava in aula adducendo i più fantasiosi degli impedimenti. Ma questo processo sarebbe potuto durare anche cent’anni, una cosa è certa: per quanto aspra sia la critica, le parole non possono essere messe sotto accusa quando raccontano il potere.
Voglio ricordare con affetto, stima e dolore, uno dei più interessanti intellettuali italiani, zero personaggio, artista completo, improvvisatore inarrivabile e uomo buono. Ciao David, ti sia lieve la terra