Tutti i miei pensieri, stasera, sono per quei partigiani o Alleati che hanno dato la loro vita perché Virginia Libero avesse la libertà di dire quelle nefandezze, applaudita da giovani smidollati e ignoranti in fatto di storia e conoscenza della Costituzione come lei
Mai vergogna sarà per me più grande di averli votati, e convinto che fossero persone dotate di etica, morale e competenza.
Mai, nessuna mia azione, sarà vergogna maggiore.
Non vorrei essere frainteso dal colto e dall’inclita.
Io ritengo onestamente che essere diventato associato sia stato per me un traguardo incredibile. Non sarei mai riuscito a fare di più (peraltro avendo anche scelto di fare l’avvocato fin dall’inizio e cedere alle lusinghe del denaro più che alle sirene della ricerca).
Invero confesso che con tutto l’impegno e il tempo che ho dedicato allo sport e invero anche al genere femminile, a volte (per quanto io sia oggettivamente molto intelligente), penso sia stata una svista dell’accademia e un colpo di fortuna incredibile.
Certo il rammarico resta: non sono diventato un ciclista professionista e questo non me lo perdono.
Pirlo. Scellerata scelta. Per me può vincere anche la coppa intergalattica, anzi sono certo che la vincerà e già per questo mi complimento con lui e chi lo ha scelto, ma ricordatevi circa un mese fa dove si è recato e perché.
Ci sono limiti etici che mi piace considerare insuperabili.
Vi è una certa poesia tragica, quasi classica, nel vedere Ilaria Salis - una figura un tempo devota alla dissoluzione dell’ordine - aggrapparsi con fervore alle stesse impalcature istituzionali che un tempo avrebbe voluto vedere in rovina. La parabola è perfetta, persino aristotelica: la rivoluzionaria che invoca clemenza presso la corte del potere, scoprendosi non nemica, ma postulante.
“L’Europa mi salvi”, dichiara, con la solennità di chi ha scoperto che l’anarchia è un abito difficile da indossare quando si rischia la galera. È una richiesta che non scandalizza per il suo contenuto, ma per il suo tempismo. Perché mentre il pericolo era astratto, la legge era un nemico da deridere. Ora che il pericolo è concreto, la legge diventa un ombrello da aprire con urgenza. Non è ipocrisia. È una forma raffinata di opportunismo ideologico, mascherato da coerenza morale. Salis non occupa più per liberare, ma per proteggersi. Ha traslocato dal campo della militanza al rifugio della legittimazione politica, senza mai affrontare il passaggio interiore che distingue il dovere dalla convenienza. Così, mentre si accomoda su quella poltrona europea che non intende più restituire, non è la giustizia che difende, ma un’idea sbiadita di sé. E forse, nel profondo, lo sa. Perché nessuno lotta così disperatamente per restare dov’è, se non ha paura di dove ha già messo piede.
L’oscena figura dei partiti italiani su Kyiv. Partito democratico, Forza Italia e Fratelli d’Italia si sono allontanati dalle rispettive famiglie europee sugli aiuti all’Ucraina. Di @ilpiotr https://t.co/AhpJnM8Qt0