📖 “Storie minime” di Raffaele Galardi “Racconti che restituiscono dignità a esistenze marginali e che non si arrendono, a figure che abitano gli interstizi del quotidiano e che raramente trovano spazio nella narrazione dominante, dando voce ai so… ⬇https://t.co/o0Mt06EsMl
@armieri L'importanza degli alberi urbani è così grande, che negli anni s'è sviluppata una specifica branca botanica:
l'ARBORICOLTURA URBANA
E gli studi dimostrano che non esiste un albero ideale sia a Roma che a Trieste.
E pure a Roma dipende da dimensione e uso della strada, terreno...
Quello che mi è accaduto oggi alla Camera è semplicemente allucinante.
Alle 10 di questa mattina sono andato nella sede della giunta per le autorizzazioni a procedere, della quale sono membro.
L'ho fatto perché avrei dovuto visionare le ormai celeberrime chat tra Delmastro e Caroccia, ovviamente nel rispetto di tutte le procedure necessarie a garanzia della riservatezza (non si possono fotografare, non si possono copiare, si viene controllati a vista dai funzionari della Camera).
Il cd contenente le chat è stato inviato dalla procura di Roma al presidente della Camera, Fontana.
Il quale lo ha inviato alla giunta perché lo valutasse.
Quindi nel pieno rispetto del regolamento, delle mie prerogative parlamentari e delle comunicazioni ufficiali che avevo ricevuto, stamattina mi sono presentato lì per fare il mio lavoro.
Io ed altri colleghi di opposizione siamo stati ricevuti da imbarazzati funzionari della Camera che ci hanno negato la consultazione delle chat.
Alla mia domanda su chi li autorizzasse a negarcele, dato che il presidente della giunta era lì con noi e chiedeva anche lui di consultarle, hanno risposto che l'indicazione veniva dal Presidente della Camera.
Ho chiesto se questa comunicazione gli fosse stata data in forma scritta e mi hanno risposto di no.
A quel punto ho cortesemente spiegato che non mi sarei mosso da lì fino a quando non mi fosse stato consentito di visionare le chat o non avessi letto un atto del presidente Fontana che spiegava perché quel mio diritto fosse negato.
Dopo due ore è arrivata una imbarazzante comunicazione di Fontana che spiegava che per sua decisione le chat erano inaccessibili.
Chat che lui stesso ci aveva mandato perché le visionassimo.
La motivazione formale è che ha chiesto la convocazione di una giunta per il regolamento per capire se le possiamo visionare. In quella giunta ovviamente la destra deciderà a maggioranza di non farcele vedere.
Tutto questo è gravissimo e non ha alcun precedente nella storia della Camera.
La presidenza in violazione di ogni regolamento e ogni prassi parlamentare, con un evidente abuso di potere, decide di cedere alle pressioni della maggioranza pur di impedire che le chat tra Delmastro e Caroccia vengano visionate dai membri della giunta. Non diffuse, non divulgate ma visionate con obbligo di riservatezza da pochi parlamentari.
Decisione che è una chiara e ingiustificata violazione delle prerogative parlamentari dei componenti della giunta.
Nel mentre Delmastro annuncia di averle mandate lui in procura perché non avrebbe nulla da nascondere.
Peccato che la procura non le possa utilizzare senza l'autorizzazione del Parlamento. E che alla concessione dell'autorizzazione il partito di Delmastro e tutta la maggioranza si oppongono.
Se Delmastro non ha nulla da nascondere, eviti queste pagliacciate e chieda alla sua maggioranza di concedere alla procura l'uso delle chat.
Se la Meloni, di cui Delmastro era avvocato, davvero ha a cuore la legalità chieda alla sua maggioranza di consentire l'uso delle chat.
Chat che servono per una inchiesta collegata a fatti di mafia.
Anzi, che sono indispensabili per quell'inchiesta.
Per quanto riguarda il presidente della Camera, oggi ha consentito la violazione dell'autonomia e della dignità dell'istituzione che presiede.
Ha creato un precedente gravissimo e pericoloso.
Ha messo la firma su una pagina orribile della storia repubblicana.
E poi parlano di legalità.
"Mi dispiace, già devo badare a 'sti scappati di casa del governo. La ringrazio Malagò, ma non ho tempo di allenare anche la Nazionale"
#Pirlo#Figc#Nazionale
"El primer propósito del delantal de la abuela era proteger la ropa debajo, pero además sirvió como un guante para sacar la bandeja del horno, secaba las lágrimas de los niños y, en ocasiones, limpiaba sus caras sucias. Desde el gallinero, el delantal se usó para transportar los huevos y, a veces, los pollitos. Cuando había visitas, el delantal sirvió para proteger a los niños tímidos. Este viejo delantal era un fuelle, agitado sobre la chimenea. Fue él quien llevó las patatas y la madera seca a la cocina. Desde el huerto, sirvió como una cesta para muchas verduras y hortalizas. Al final de la estación, se usaba para recoger manzanas caídas. Cuando llegó el momento de servir la comida, la abuela sacudía su delantal en la escalera, y los hombres en el campo sabían de inmediato que tenían que ir a la mesa. Pasarán muchos años antes de que algún invento u objeto pueda reemplazar este viejo delantal."
En memoria de nuestras abuelas❤️
Ángeles Fuentes 🇪🇸
Mural temporal en homenaje a Rosa Moneo Vargas "La abuela Rosa" en "La Plazuela" Jerez de la Frontera, obra de Juan Carlos Toro.
Il dentro,la cura dei particolar,incastri perfetti delle controfasce e zocchetti,la catena,la finitura a rasiera e non cartavetro,nessuno lo vedrà ma questo violino mi sopravviverà di molto,forse secoli ed io ho una piccola responsabilità,
Bellezza dentro non solo fuori.
Cet automne, pour la première fois depuis 250 ans, ma famille ne récoltera pas d'olives au Liban.
Nos 600 oliviers ont été arrachés du sol par l'armée israélienne, racines comprises, et emportés. Les plus vieux avaient 500 ans !
Cette terre, mon grand-père la tenait de son arrière-grand-père. En deux siècles et demi, ma famille a acheté de la terre. Elle n'en a jamais vendu un mètre, pas un seul jour. Chez nous, on ne construit pas sur la terre. On y plante. Ces arbres ont survécu à plusieurs guerres. Ils ont survécu à tout.
Regardez les deux photos. À gauche, notre terre le 25 juin, la veille de la signature de l'accord entre le Liban et Israël. À droite, la même terre le 20 juillet.
Il ne reste rien. Et c’est justement ça, la preuve. Un incendie laisse des troncs noirs debout. Une frappe laisse des cratères. Ici, pas un tronc calciné, pas une souche, pas un débris. Une terre nue, raclée, griffée par les chenilles des engins. Déterrer un olivier de 500 ans sans le tuer demande des pelleteuses, un savoir-faire, des camions et une destination. Ce n’est pas un dégât de guerre. C’est une opération, sur une terre où il n’y avait ni armes, ni combattants, ni présence militaire. Ma famille n'a jamais été liée de près ou de loin au Hezbollah, et elle ne le sera jamais. Il n'y avait que des arbres, et des gens qui les taillent depuis huit générations.
D'après les témoignages qui nous parviennent, ces arbres auraient été emportés de l'autre côté de la frontière, vers Israël.
L'accord signé entre le Liban et Israël, censé préparer la paix, protège les biens des civils. Je demande simplement qu'il soit appliqué : que le sort des arbres déterrés soit établi, que ceux qui sont encore vivants soient rendus. Si nos arbres sont vivants quelque part, ils peuvent revenir. Je ne cherche pas une vengeance. Je cherche une adresse !
J'ai hésité à écrire ces lignes, pour ne pas provoquer des réactions d'un côté comme de l'autre. Mais je refuse de faire le deuil de ces oliviers. Dans ces arbres vit l'âme de mon grand-père, ancien général de la police libanaise, un homme qui a toujours cru dans la paix, dans les humains et dans la lumière. Il taillait ces arbres à mains nues. Il répétait : “on ne vend pas la terre, on la transmet”
Je lui dois de ne pas me taire.
Ho riflettuto a lungo sulla possibilità o meno di fare questo tweet, ma ho pensato che peggio di così non possa andare.
Sto attraversando un periodo di forte difficoltà economica.
Purtroppo La Rosetta non è decollata perché questa è un'estate molto anomala.
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Oggi ho tagliato le effe,mi mette sempre un pó di ansia ma quella sana peró.
Si intaglia tutto a coltello dopo aver sgrossato con un traforo.
Ogni gesto è pensato piu volte,cerco sempre armonia e bellezza,mai sterile perfezione della quale fra l'altro non sarei capace.