Per climatizzare tutte le scuole italiane un intervento strutturale completo richiede circa 3,7 miliardi di euro. È la proposta del Cnddu (“Scuole resilienti al clima 2030”): 100.000 € per ciascuno dei circa 37 mila edifici statali ancora sprovvisti. Oltre alle pompe di calore comprende adeguamento delle reti elettriche, schermature solari, fotovoltaico e sistemi di monitoraggio della qualità dell’aria. Ripartito in 5 anni sarebbe circa 740 milioni all’anno.
Ecco un’idea fenomenale per un programma elettorale.
Se c’è qualcosa per la quale vale la pena indebitarsi, potrebbe essere questa.
ʍ l'auto
Nel post precedente ho elencato le ragioni per cui l'auto ha vinto dal punto di vista dell'utente. Erano tutte vere. Anche queste lo sono. Perché l'auto vince ogni confronto individuale e perde ogni confronto sistemico.
Guardiamola dal punto di vista della società:
1. Ferma il 96% del tempo: un'auto media viene usata ~1 ora al giorno. È il capitale più mal allocato dell'economia domestica: decine di migliaia di euro immobilizzati in un asset che passa la vita parcheggiato — e che si deprezza anche da fermo.
2. Divora spazio urbano: un'auto occupa ~12-15 m² da ferma e ne richiede 2-3 stalli lungo la giornata (casa, lavoro, servizi). Con un'occupazione media di ~1,2-1,3 persone, una corsia urbana muove ~1.000-2.000 persone/ora; una linea metro ne muove 30.000-50.000. Nelle città italiane lo spazio dedicato all'auto supera quello dedicato alle persone — e lo spazio urbano è la risorsa più scarsa e costosa che abbiamo.
3. Uccide: ~1,2 milioni di morti l'anno nel mondo (WHO), prima causa di morte tra i 5 e i 29 anni. In Italia ~3.000 morti e oltre 200.000 feriti l'anno. Noi li abbiamo normalizzati. Se un qualsiasi altro prodotto di consumo producesse questi numeri, sarebbe fuori mercato in una settimana.
4. Avvelena anche da ferma nel traffico: PM, NOx, e particolato da freni e pneumatici — che l'elettrico riduce ma non elimina. Più il rumore, il fattore di stress urbano più sottovalutato, con effetti misurabili su sonno, pressione e sviluppo cognitivo infantile.
5. La congestione non si risolve costruendo strade: legge fondamentale della congestione: la domanda di traffico cresce proporzionalmente alla capacità stradale. Ogni corsia aggiunta si riempie. Il traffico non è un'anomalia del sistema auto: è il suo stato di equilibrio.
6. Costa alle famiglie molto più di quanto percepiscono: il costo pieno di possesso è tipicamente 4.000-7.000 €/anno — seconda voce di spesa familiare dopo la casa. E nei territori costruiti attorno all'auto non è una scelta: è una tassa d'ingresso alla vita economica. La “forced car ownership” è regressiva: pesa di più su chi ha meno.
7. Esclude un terzo della popolazione: troppo giovani, troppo anziani, disabili, o semplicemente senza patente o senza mezzi. Un sistema di mobilità costruito sull'auto privata è un sistema che una persona su tre non può usare autonomamente. La chiamiamo libertà, ma è libertà condizionata al possesso.
8. Sedentarizza: ogni viaggio in auto sostituisce il movimento attivo che il corpo umano richiede. La letteratura epidemiologica collega la dipendenza dall'auto a obesità e malattie cardiovascolari. Il tragitto quotidiano era l'ultima palestra gratuita rimasta: l'abbiamo eliminata.
9. Modella le città a sua immagine, e poi le tiene in ostaggio: l'auto abilita lo sprawl, lo sprawl rende tutto irraggiungibile senza auto, e questo genera altra domanda di auto. È un sistema autorinforzante: ogni decennio di urbanistica car-oriented compra altri trent'anni di dipendenza. Il lock-in non è nel veicolo — è nel territorio.
10. Pesa sul clima più di quanto migliora: il trasporto è ~un quarto delle emissioni europee di CO₂, ed è l'unico grande settore che non le ha ridotte dal 1990. L'auto privata ne è la componente principale.
11. Non paga i suoi costi: incidenti, inquinamento, clima, rumore, congestione — i costi esterni del trasporto in Europa sono stimati nell'ordine delle centinaia di miliardi di euro l'anno (Handbook europeo sui costi esterni), pagati in larga parte dalla collettività e non da chi guida. Il punto 11 del post precedente e questo sono la stessa medaglia: l'auto vince anche perché il conto arriva a qualcun altro.
Nessuno di questi punti rende irrazionale il singolo automobilista. Ogni scelta individuale è razionale, la somma è un disastro collettivo: il fallimento di coordinamento da manuale. Per questo moralizzare gli utenti non ha mai funzionato e mai funzionerà.
This is absurd.
Satellite data (UAH) confirms March 2026 shattered the all-time US record, coming in ~1.5°C warmer than March 2012, which was already legendary.
We didn’t just break the record. We obliterated it.
Source: https://t.co/9XRDuYPGti
@marattin@RoVannacci@Partito_Libdem L'insensatezza è evidente. Però la vera stortura, secondo me, è che il lavoratore dipendente quelle tasse le paga anche sotto gli 85.000 euro, in modo progressivo. Perché la partita iva no?
Ha attirato poca attenzione l'opposizione di Palazzo Chigi alla desecretazione degli atti del Comitato tecnico scientifico COVID. È un atto grave. Cosa c'è che non dobbiamo sapere? È nostro diritto essere trattati da cittadini, da non sudditi. Ritwittate se siete d'accordo.
28 ottobre 1940 - Stazione di Firenze.
Era certo della sua contrarietà.
Per questo aveva deciso di comunicargli la notizia in ritardo. A cose fatte. E quale occasione migliore di un incontro già programmato.
Fact check: there is someone ultimately accountable for our actions as a company, and that’s me. Please leave our employees out of this. We’ll continue to point out incorrect or disputed information about elections globally. And we will admit to and own any mistakes we make.
Serve ancora l’autocertificazione scritta? Visto l’ampliamento dei casi permessi (visite congiunti, attività sportiva o motoria) che senso ha chiedere l’autocertificazione? Certifico che sto facendo attività motoria? E' un’inutile formalità. Se concordate, ritwittate per favore.
È ora di mettersi tre passi avanti al virus, basta inseguirlo. Il Governo “richiami in servizio” chi può dare una mano, le retrovie vanno organizzate. Serve una forte pressione dell’opinione pubblica, quindi ognuno di noi. Se condividete circolatelo
La prostituzione è sempre abusante. Allora il contrasto alla prostituzione va affrontato dal punto di vista del cliente. È la domanda che fa il mercato, che dà impulso alla tratta e allo sfruttamento. È la domanda che alimenta la schiavitù. https://t.co/yotv9DQ26w