14 tonnellate di armi per Israele. I portuali francesi e italiani dicono NO e hanno bisogno del nostro sostegno per resistere. Firma ora per stare al loro fianco #FreePalestine https://t.co/suxKxFCD4I
Poco prima di essere ucciso, Falcone intuisce l'intreccio tra Dc, Gladio e ambienti mafiosi proprio. Siamo a dicembre del 1991, Falcone va a cena da Pino Arlacchi, suo collaboratore. Arlacchi ha raccontato a #Report il contenuto di quella conversazione. Stasera, 20.55 su #Rai3
Portogallo ad Aprile in media al 95% di elettricità coperta dalle rinnovabili...
Prezzi dell'energia crollano...
Aspettiamo commenti dei cavernicoli di casa nostra...
"Sì ma il Portogallo non è l'Italia"...
infatti...purtroppo...ma lemmi lemmi arriviamo
https://t.co/DqdHUA5UiH
Ho appena inviato un messaggio ai ministri per chiedere trasparenza e partecipazione nella revisione delle leggi sull’ambiente. Più saremo a partecipare, più forte sarà la nostra voce: ti unisci a me?
https://t.co/FhEa5CVrPy
Questa foto risale al 2013. Julian #Assange viveva, come in prigione, nell’Ambasciata dell’Ecuador a Londra. Andai a trovarlo e conobbi un uomo forte ed equilibrato, nonostante le circostanze. Chiedemmo di poter avere una foto insieme, Julian mi guardò e disse, “Non seri però, ché sembriamo sconfitti. Ridiamo, sempre”. Mi strinse, sorridemmo, e quei sorrisi pensavo fossero già una vittoria sulla sorte. Non era così.
In queste ore il mio pensiero non può che tornare forte a Julian Assange che potrebbe essere presto estradato negli Stati Uniti se verrà respinto il suo appello che si discuterà alla Corte Suprema Britannica oggi e domani, 20 e 21 febbraio. Assange si trova nella prigione di massima sicurezza di Belmarsh a Londra e, se estradato, rischia una pena fino a 175 anni di carcere.
Stella Assange, sua moglie, ha spiegato che «la sua salute sta peggiorando sia dal punto di vista fisico, sia psicologico. La sua vita è a rischio ogni giorno che resta in carcere e, se estradato, morirà».
Morirà perché potrebbe togliersi la vita.
@amnesty nel suo appello, scrive: “La pubblicazione da parte di Wikileaks di documenti rivelati all’organizzazione da altre fonti rientra nella condotta che giornalisti investigativi ed editori possono legalmente tenere nell’ambito della loro attività professionale. Le accuse di spionaggio e di frode informatica contro Assange sono motivate politicamente e violano il diritto alla libertà di espressione. Inoltre, possono avere una ‘grave ricaduta’ sulla libertà dei media a livello globale, spingendo giornalisti ed editori ad autocensurarsi per evitare il rischio di denunce”.
Difendere Julian Assange significa difendere la libertà di informazione, significa difendere la democrazia.
#FreeJulianAssange
#FreeAssangeNow
Giorgia #Meloni ha chiuso #Atreju attaccandomi in maniera incontrollata. Voce rotta dalla rabbia e urla scomposte. Con questo video vi spiego perché Meloni mi odia al punto da portarmi in #tribunale e da indicarmi come #bersaglio da colpire ogni volta che ne ha la possibilità. @fanpage https://t.co/wgZxQrMpas
Voglio ringraziare personalmente l’uomo che ieri, alla Prima della Scala, al termine dell’Inno di Mameli, ha urlato “Viva l’Italia antifascista”.
È sempre bene ricordarlo. Specie quando una donna sopravissuta all’Olocausto è costretta a stare per tre ore e mezza sul palchetto al fianco di un fascista conclamato come La Russa, un Salvini e un Sangiuliano.
Per la cronaca, si chiama Marco Vizzardelli, ed è stato pure identificato da quattro uomini della Digos come fosse un pericoloso sovversivo.
Identificato per aver detto, ribadito l’ovvio in un Paese democratico e civile.
Se urlare di essere antifascisti è sospetto, allora identificateci tutti.
Siamo tutti Vizzardelli. E ci mancherebbe ancora.
L.T.
#VivaItaliaAntifascista