É tra le canzoni più cantate al mondo, un inno universale di resistenza, libertà e lotta contro l'oppressione, suo senso e scopo é dare speranza e coraggio a chi è sotto l’invasor.
Nelle voci dei bambini di Gaza fa venire i brividi.
#BellaCiao#Resistenza#Liberazione#25aprile
Ripostate, fatelo girare in tutti i social: X, Istagram, facebook,tik tok, whatsapp per gli amici.
Dappertutto!
Se questi vincono il referendum non li ferma più nessuno.
Fate girare il più possibile!!!
I sondaggi si mettono male, così @GiorgiaMeloni e #FdI scendono in campo per tirare la volata al sì sul #referendum a favore della #RiformaGelli. Ma non dicevano che la campagna non doveva essere "politicizzata". Aveva ragione il prof. #Barbero.
#IoVotoNo
Chi sostiene il NO si fida dei padri costituenti.
La Costituzione non si tocca e soprattutto la Magistratura deve rimanere indipendente dalle correnti e dai governi di turno.
#AncheTuVotaNO
FATE GIRARE CHE NE VALE LA PENA.
Grazie.
Qui di seguito la dichiarazione integrale di Nicola Rossiello, segretario generale del sindacato lavoratori di polizia.
«La narrazione del Ministro Piantedosi sui fatti di Torino appare totalmente rovesciata rispetto alla realtà che noi, come operatori e sindacato sul campo, riscontriamo. Sostenere che i manifestanti abbiano fornito copertura ai violenti significa non rendere giustizia alla verità e mancare di rispetto a chi esercita un diritto costituzionale. La realtà è l’esatta opposto: sono i violenti che si affiancano ai manifestanti per sfruttare la piazza. Confondere le responsabilità è un errore logico e sociale pericoloso: è come accusare i proprietari di casa di aver favorito i ladri che vi hanno fatto irruzione, o ritenere i tifosi responsabili dei criminali che si infiltrano allo stadio per aggredire gli spettatori. Chi scende in piazza pacificamente deve avere la garanzia che lo Stato sia in grado di isolare chi si infiltra per inquinare il dissenso. Chi sceglie di portare avanti una narrazione così distorta non rispetta la realtà dei fatti e ignora le difficoltà operative delle lavoratrici e dei lavoratori di polizia. Ribadiamo che la sicurezza non si fa colpevolizzando i cittadini, ma con strategie di intelligence e prevenzione, capaci di distinguere tra diritto al dissenso e atti delinquenziali inaccettabili. Ribaltare i fatti non aiuta l'ordine pubblico, serve solo a scaricare sulle Forze dell'Ordine il peso di una gestione politica della piazza che ha fallito nel proteggere sia chi manifesta che chi lavora in divisa».
Ghali ha recitato i versi di “Promemoria” di Gianni Rodari aprendo una riflessione potente sul rifiuto della guerra. La performnce è stata censurata dalla Rai con i commentatori che non lo hanno annunciato e la regia non ha mai dedicato un primo piano a Ghali non si sa se per scelta artistica o “strategica”.
Il video sta diventando virale sui social
Da oggi, in Australia, fare il saluto nazifascista in pubblico significa almeno un anno di carcere. In Italia, invece, può significare una brillante carriera istituzionale. #matrice