Papa Francesco torna un anno dopo a "Che tempo che fa" e affronta, in una lunga intervista, tanti temi di attualità: dalla tregua hamas-Israele, agli abusi, ai migranti, al ruolo delle donne nella Chiesa, alla sua infanzia, al significato del Giubileo. https://t.co/LvlFPYimJy
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Nel giorno di quello che sarebbe stato il suo sessantottesimo compleanno
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“La mattina dopo la morte di Scirea, suonarono alla sua porta di casa. E c’era un ragazzo che piangeva ma che Mariella non conosceva.
«Mariella Scirea?»
«Sì.»
Aveva una busta in mano. Gliela porse.
«Vi devo questi soldi» disse. Continuava a piangere.
«Perché scusi?»
«Un mese fa...»
«Cosa?»
«Un mese fa» disse «io non conoscevo di persona suo marito. Lo vedevo in chiesa, alla Crocetta, e lo vedevo alla televisione nelle partite di calcio.
Si capiva che era una brava persona. Per questo ero riuscito a trovare il coraggio e a chiedergli una cosa.»
Mariella lo ascoltava quasi intontita. Continuava a venirle da piangere. La busta ce l’aveva ancora lui. Lei non l’aveva presa.
Una domenica, dopo la messa, lui era andato da Scirea e l’aveva implorato.
«”Lo so che non ci conosciamo” gli ho detto.
“Ma io sono disperato. Ho bisogno di centomila lire perché se no non riesco a partire con il mio lavoro.
Mio padre non può darmele. È malato e non posso chiedergliele.
Se me le dà io gliele restituisco fra un mese.
Sulla parola.”
«Suo marito si è toccato le tasche. “Non ce le ho qui” mi ha detto. “Vieni a casa con me.”
«Me le ha date così, signora.»
Stavolta le mise la busta in mano.
«Era un mese fa. Gli dissi che avrei lasciato i soldi al giornalaio se non lo trovavo.»
Lei chiuse il pugno.
Lui disse: «Sono centomila. Avrei preferito non dargliele, ma che lui fosse vivo».
Lei li respinse. «No. Gaetano te li vuole regalare. Perché lui avrebbe fatto così».”