Nell'ambito della sua visita ufficiale in Italia, il Presidente dello Stato di Israele @Isaac_Herzog 🇮🇱 è stato accolto a Palazzo Chigi dalla Presidente del Consiglio @GiorgiaMeloni 🇮🇹
📽️ @Palazzo_Chigi
Dopo 9 mesi di orrore e silenzio, il corpo di Maya Goren è stato recuperato e riportato in Israele; quì Maya potrà finalmente riposare in pace.
Maya aveva 56 anni ed era maestra d’asilo al Kibbutz Nir Oz. La mattina del 7 ottobre Maya era all’asilo quando i terroristi di Hamas sono entrati nella struttura.
Poco prima Maya era in contatto con suo marito Avner, che l’aveva chiamata per dirle di nascondersi perché i terroristi avevano invaso il Kibbutz; egli stesso le aveva telefonato dalla stanza di sicurezza della loro abitazione in cui si era rifugiato perché alcuni terroristi erano entrati in casa loro. Maya ha sentito che Avner cercava di impedire a questi ultimi di entrare nella stanza, ma, poco dopo, la telefonata venne interrotta. Oggi sappiamo che Avner è stato ucciso da Hamas proprio lì, a casa loro.
Dopo la telefonata con il marito, Maya ha ricevuto una chiamata da Dekel, il più giovane dei suoi quattro figli, durante la quale la donna gli ha detto che si era nascosta sotto a un tavolo perché erano appena entrati dei terroristi nell'asilo. Quella fu l’ultima conversazione tra Maya e Dekel.
Ore dopo, con l’arrivo dei soldati dell'IDF, Dekel e Bar, due figli della coppia che vivevano nel Kibbutz come i loro genitori e che si erano salvati dalla furia dei terroristi, hanno sperato che i soldati trovassero Maya e Avner sani e salvi. Purtroppo ciò non accadde.
Passato qualche giorno, dopo aver stabilito che i cellulari di entrambi i genitori si trovavano a Gaza, l’IDF ha comunicato ad Assif (25 anni), Bar (23 anni), Gal (21 anni) e Dekel (18 anni) che il corpo del loro padre era stato trovato e identificato. I funerali di Avner si sono svolti a Nir Oz, tra la sofferenza di tutti gli abitanti sopravvissuti.
Il 1° dicembre l'IDF ha confermato che anche Maya era stata uccisa. Ricevuta la notizia, Gal ha dichiarato che tutta la loro famiglia aveva sperato e pregato che le cose fossero andate diversamente:
“Mamma, per più di 56 giorni sei stata dall'altra parte del confine e i nostri cuori non hanno smesso di preoccuparsi e di sentire la tua mancanza. E poi abbiamo ricevuto la notizia: sei dall'altra parte della recinzione di sicurezza, ma non sei più con noi, e i nostri cuori hanno smesso di battere. Anche adesso non riesco a smettere di pensare a te.”
Forse ora, con il ritorno del corpo della loro mamma a casa, questi ragazzi e tutti coloro che amavano Maya riusciranno, prima o poi, ad avere un po’ di pace...
Here are the latest updates:
🔴 An unmanned aerial vehicle (UAV) targeted Tel Aviv.
🔴 It is likely from an Iran-backed terrorist group.
🔴 One person has been confirmed dead following the attack.
#IsraelUnderAttack
A Gaza sono stati trovati i seguenti libri:
⚠️ Un libro per bambini che incoraggia gli attacchi per diventare martiri
⚠️ Una copia del "Mein Kampf"
⚠️ “La fine degli Ebrei", la cui copertina raffigura una spada che accoltella una Stella di Davide
⚠️ “La Storia degli Ebrei", con allegorie antisemite.
Non è questo che dovrebbero insegnare a dei bambini!
Gli ostaggi liberati Andrey Kozlov (camicia bianca) e Almog Meir Jan (camicia nera) arrivano in Israele
tratti in salvo questa mattina, in un'operazione speciale congiunta, delle forze di sicurezza israeliane.
4 ostaggi israeliani sono stati salvati:
Noa Argamani (25)
Almog Meir Jan (21)
Andrej Kozlov (27)
Shlomi Ziv (40)
Tutti e quattro sono stati rapiti dall'organizzazione terroristica Hamas al festival musicale "Nova" il 7 ottobre.
@N12News
Questa mattina, in un'operazione speciale congiunta condotta da @IDF, ISA e polizia israeliana,
4 ostaggi israeliani sono stati salvati da Gaza:
Noa Argamani (25)
Almog Meir Jan (21)
Andrej Kozlov (27)
Shlomi Ziv (40)
Sono in buone condizioni mediche e sono stati trasferiti al centro medico 'Sheba' Tel-HaShomer per ulteriori esami medici.
I 4 sono stati rapiti dall'organizzazione terroristica Hamas al festival musicale 'Nova', il 7 ottobre.
Gli ostaggi sono stati salvati da due luoghi separati nel cuore di Nuseirat.
Le forze di sicurezza continueranno a fare ogni sforzo per riportare a casa gli ostaggi.
Here is the film “Nova”.
It is footage recorded by Hamas themselves, victims and first responders at the Nova festival on 7th October.
For all those who think the festival-goers were killed by IDF Apaches 🙄
Viewer discretion advised.
Siamo profondamente addolorati nell’ annunciare che l'ostaggio Elad Katzir è stato assassinato durante la prigionia.
Il suo corpo è stato salvato dalle forze di sicurezza, ieri sera, da Khan Yunis e riportato in territorio israeliano.
Elad Katzir è stato rapito dal Kibbutz Nir Oz dall'organizzazione terroristica della Jihad islamica durante il massacro del 7 ottobre. Anche sua madre, Hanna, è stata rapita dalla medesima organizzazione e rilasciata il 24 novembre. Il padre, Avraham, è stato assassinato nel kibbutz. Secondo l'intelligence, Elad è stato assassinato dalla Jihaad islamica mentre era in cattività.
Che la sua memoria sia di benedizione 🕯
⚠️ ATTENZIONE ⚠️
Contenuti sensibili
Durante la prigionia a Gaza, l'ex ostaggio Amit Sousanna è stata più volte violentata e abusata sessualmente sotto la minaccia delle armi dei terroristi.
Amit ha deciso di condividere la sua storia per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla difficile situazione degli ostaggi israeliani nelle mani di Hamas.
Il suo straziante racconto di 8 ore è stato affidato al New York Times.
Quì il link dell'articolo originale: https://t.co/Rj3oE16Nmh
Quì un riassunto pubblicato da Il Messaggero: https://t.co/F3hexmHbce
È impossibile comprendere quanto sia stato difficile per Amit rivivere questi momenti.
Non distogliere lo sguardo.
#BelieveIsraeliWomen
📷 New York times
Donne per le donne ♀️🤝♀️
Offri la tua voce a chi non può farsi sentire.
Unisciti a noi e al nostro appello affinché il mondo faccia tutto il possibile per salvare le #donne israeliane ancora nelle mani dei terroristi di Hamas.
Noi siamo loro, loro sono noi.
📸 @bringhomenow
#BringBackOurGirls
Care donne italiane,
con l’avvicinarsi della Giornata Internazionale delle Donne, condividiamo con voi le parole d'odio con cui abbiamo a che fare quotidianamente. Ogni post che pubblichiamo sui nostri canali social, viene inondato di commenti di questo tipo.
Ciò che ci lascia attonite è come sia possibile commentare in questo modo anche un report dettagliato che descrive e condanna i crimini sessuali commessi dai terroristi di Hamas dal 7 ottobre in poi.
Queste persone che negano, trascurano, e minimizzano le violenze inimmaginabili che hanno subito donne, ragazze e bambine israeliane, si schiereranno a difesa dei vostri diritti? Abbiamo forti dubbi in merito.
Continueremo a condividere le storie delle vittime, nonostante l’odio cieco. Abbiamo il dovere di dar voce a tutte coloro che non possono più parlare.
#BelieveIsraeliWomen #IWD2024 #donne #8marzo #womensday