Nel silenzio generale è emergenza carburanti al Sud: blocchi e proteste paralizzano i rifornimenti, lasciando distributori a secco in diverse zone di Puglia, Calabria e Basilicata. Cresce il timore di contraccolpi sulla filiera, mentre si aggravano i disagi per la mobilità.
🚨⚓🇷🇴🇧🇬🇺🇦🇷🇺 Rapido punto nave - è il caso di dirlo - nella speranza di aiutare a comprendere quanto sta accadendo nelle ultime ore nelle acque del Mar Nero.
Perché ne parliamo? Perché sotto i nostri occhi si sta consumando una pericolosa escalation, con incursioni di droni nello spazio aereo rumeno, caccia alleati costretti a decollare ripetutamente e due navi commerciali interessate da incendi nelle acque territoriali della NATO.
Per capire dobbiamo tornare alla giornata di ieri, al rilevamento - da parte dei radar militari della Romania - di diversi velivoli senza pilota in prossimità del confine ucraino. Inizialmente i droni si sono mantenuti all'esterno dello spazio aereo nazionale, ma la situazione è cambiata rapidamente (e in peggio): alcuni hanno attraversato il confine, provocando ripetuti decolli d'emergenza dei caccia F-16 rumeni e degli F-18 spagnoli impegnati nelle missioni di sorveglianza aerea NATO.
Le autorità hanno diramato allerte per la popolazione, mentre uno dei velivoli intercettati dai radar, dopo aver sorvolato le acque territoriali rumene, è stato abbattuto dalla contraerea ucraina nei pressi della città di Reni.
È in questo contesto che arriva la prima notizia dal mare. La YARA J, una nave cisterna battente bandiera delle Comore, segnala un incendio mentre si trova all'ancora a una decina di miglia nautiche dalla località rumena di Sulina, proprio all'ingresso di uno dei principali canali che collegano il Danubio al Mar Nero.
L'equipaggio riferisce di un possibile attacco con droni. Le fiamme vengono fortunatamente domate dagli stessi marinai, tutti e 17 in salvo. Le autorità rumene aprono immediatamente un'indagine, senza però confermare che l'incendio sia stato provocato da un velivolo senza pilota.
Ma la notte non porta consiglio. Anzi. Altri droni vengono rilevati nella stessa area e uno di questi penetra nuovamente nello spazio aereo rumeno, costringendo i caccia NATO a tornare in volo.
Poi alle prime luci del mattino arriva una seconda richiesta di soccorso. Questa volta a lanciarla è la WINE TRADER, nave cisterna battente bandiera di San Marino, sulla quale è scoppiato un incendio nella sovrastruttura. L'imbarcazione si trova a circa 13 miglia nautiche a sud-est di Sulina, sempre nelle acque territoriali rumene.
Qui la situazione è decisamente più grave. A bordo si trovano 12 marinai, cinque dei quali sono stati recuperati dai soccorritori e trasportati a Costanza. Gli altri sette risultano ancora dispersi. Le condizioni proibitive del mare stanno ora complicando le ricerche, nelle quali sono impegnati anche due elicotteri Black Hawk.
Cos'abbiamo qui? Non un incidente, ma un attacco in piena regola. Secondo alcune testimonianze, la WINE TRADER sarebbe stata colpita da due droni.
Non è finita. Mentre i soccorritori cercano i dispersi, i radar militari rumeni tornano a segnalare attività aerea sospetta. Un nuovo bersaglio viene individuato nei pressi dell'Isola dei Serpenti: sì, proprio quella del "Nave da guerra russa, vai a farti fot*ere!".
Due F-16 decollano nuovamente dalla base di Borcea e le autorità diramano un'altra allerta per la popolazione. Quest'ultimo episodio si conclude senza ulteriori violazioni dello spazio aereo nazionale.
Ora, perché quanto sta accadendo è così importante?
Prima risposta: perché non stiamo più parlando di incidenti isolati. Negli ultimi dieci giorni almeno altre cinque navi commerciali sono state colpite da droni nel Mar Nero, al largo delle coste rumene e bulgare, con un bilancio che al momento parla di almeno 23 marinai dispersi.
Seconda risposta: perché c'è un elemento di novità inquietante. Finora questi attacchi si erano verificati all'esterno delle acque territoriali della NATO. Gli incendi delle ultime ore si sono invece verificati direttamente nelle acque territoriali rumene. Siamo con ogni probabilità in presenza di un ulteriore salto di qualità da parte di Mosca.
Terza risposta: il Canale di Sulina e i porti del Danubio rappresentano una via di comunicazione essenziale per il traffico commerciale ucraino. Colpire le navi che transitano o sostano in quest'area significa mettere sotto pressione uno dei corridoi attraverso i quali Kyiv continua a commerciare con il resto del mondo.
Cos'abbiamo qui? Abbiamo un altro enorme problema. Ma per quanto riguarda la NATO non possiamo che prendercela con noi stessi.
Lo schema russo è ormai evidente: alzare l'asticella, vedere che succede. E se la risposta non arriva o è troppo debole rendere sistematico quel nuovo tipo di minaccia o quella provocazione. Piccolo spoiler: di questo passo le cose andranno sempre peggio. Non è una previsione, è una certezza.
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Grazie a tutti.
And at this very moment, Trump decides to withdraw support from Ukraine.
Ukraine was unprepared for the restrictions on Starlink and the lack of intelligence data from the West.
The loss of this support "caught the Ukrainian military completely off guard," writes the *Financial Times*, citing a senior Ukrainian government official. According to him, the restrictions were implemented "without warning, simply in the middle of the night."
This complicated logistics for Ukrainian forces at the front. It also made it harder for the Ukrainian military to strike Russian supply lines.
Let’s assume, for the sake of argument, that for Trump it isn't about values but about money—following the adage that "money makes the world go round," and so on. But—damn it—providing intelligence data and operating Starlink doesn't cost the average American a single cent!
How will American voters react to such blatant betrayal of an ally that has been defending itself—and Europe—against a vastly superior adversary for nearly five years?
According to many military experts, the situation at the front is currently more difficult for the Russian army than at any time since September 2022.
And at this very moment, Trump decides to withdraw support from Ukraine.
Coincidence?
While Russia struck the CHP-4 power station in Kyiv, Ukraine, last night and in doing so once again violated the inexistent energy truce, Starlink has been throttled over Ukraine. Anything flying faster than 100 miles per hour will lose signal. The Ukrainian side wasn't informed about this limitation and in the process lost several missions.
It has to be paraphrased that Starlink only operates in Ukraine and cannot be used on Russian territory. The measure is therefore not aimed in stopping Ukraine in striking legitimate targets - including refineries - in Russia, but to deprive it from defending itself against an aggressive invader which never stops committing the most heinous atrocities.
Ukraine was also for a second time not informed about the impending missile attack which suggest that intelligence sharing has been suspended or the very least decreased. Therefore, it is certain to assume that this is an organized effort with the current US administration in the White House at helm.
"Ukraine has not conducted strikes on Russian oil refining or energy facilities overall for two days since the President of America announced a ceasefire in energy. However, Russia did not comply with the President of America. During this time, the Russians attacked both our energy facilities and our critical infrastructure, sending entirely clear signals that they do not intend to refrain from striking Ukraine. Over these two days alone, 19 regions of our country came under attack. Our position remains unchanged: Ukraine is ready for mirror de-escalation steps, and effective pressure on Russia is needed to ensure de-escalation occurs. Wars end when the aggressor feels they no longer have the capability to drag the war out." - Zelenskyy.
🚨🪖🇺🇦🇺🇸🇷🇺 Volodymyr Zelensky: "Oggi il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato che è stato raggiunto un accordo per un cessate il fuoco nel settore energetico. È una buona notizia per tutti ed è importante che diventi realtà.
Purtroppo, oggi i cieli ucraini sono stati infestati per tutta la giornata dagli «Shahed» russi. Ci sono stati anche attacchi con bombe plananti e attacchi contro le nostre infrastrutture energetiche. Questa sera è stata colpita una centrale elettrica a Kharkiv.
Complessivamente, soltanto nell'ultima settimana, i russi hanno condotto oltre 200 attacchi contro gli impianti di produzione e trasmissione dell'energia elettrica in Ucraina, mentre altri 17 attacchi hanno preso di mira infrastrutture del gas e del petrolio. Hanno ucciso più di 150 nostri cittadini e ne hanno feriti oltre 700.
L'Ucraina ha proposto numerose iniziative di de-escalation. Putin ha dato un'unica risposta a tutte: «Niet». Speriamo davvero che alla fine dica qualcosa agli Stati Uniti, all'Ucraina e al mondo intero che possa condurre a una pace autentica e dignitosa.
L'Ucraina vuole la pace. La domanda è se la voglia anche la Russia.
Le Forze armate ucraine hanno ricevuto tutti gli ordini necessari. Siamo in attesa di dettagli chiari sul dialogo tra Stati Uniti e Russia e ci aspettiamo che Putin dia seguito a quanto dichiarato dal presidente Trump".
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🚨🪖🇮🇹🇺🇦🇷🇺 Guido Crosetto, ministro della Difesa italiano: "La posizione di un Paese come il nostro nei confronti quella dell'Ucraina non dovrebbe neanche essere un momento di discussione e divisione politica, perché parla di valori che vanno al di sopra delle divisioni partitiche, dei valori fondanti della nostra Costituzione. Per questo mi è difficile capire come si possa essere equidistanti tra Ucraina e Russia, perché essere equidistanti tra il Bene e il Male è secondo me impossibile, o per comodità far finta di non vedere il male è inconcepibile. Io uso sempre un paragone umano: se io vedessi un uomo grosso come me, molto più atletico, che picchia un bambino, interverrei, cercherei di aiutare il bambino. Se io mi girassi dall'altra parte e facessi finta di non vederlo, certo non correrei alcun rischio, ma non riuscirei a guardarmi allo specchio in casa. È l'atteggiamento delle nazioni quando vedi una nazione aggredita, quando vedi, come vedi oggi, missili che non colpiscono i militari ma che colpiscono le case, le scuole, gli ospedali".
https://t.co/ucwrDDWMHH
#usa#ucraina#Russia Disastro di Trump è ancora più eclatante.
La legge federale, che vieta import dalla Russia non può essere aggirata dal tesoro americano tramite una licenza, ne tesoro ha il potere di scavalcare legge federale.
Anche trovando un modo fantasioso per aggirare limite, ci voleva comunicazione preventiva al congresso di 30 giorni, perché di fatto è un cambio di politica contro la Russia.
Qualunque nave russa che attracca, non potrebbe quindi sdoganare e rimarrebbe in porto senza scaricare.
L'incapacità di questa classe politica, che agisce in spregio a qualsiasi norma (non conoscendola) è imbarazzante.
By the way: la famosa petroliera in rotta verso usa, molto probabilmente è carica di fertilizzante.
Non ci sono dati di carico e conferma si avrà solo all'attracco, ma non c'è alcuna prova che sia carica di diesel e le tempistiche non coincidono.
Tra l'altro non è inusuale che petroliere si usino per fertilizzante (urea) ed era già successo in passato che un carico di petrolio fosse in realtà un carico di fertilizzante.
Nel frattempo prevedo anche drastico calo dei bot filorussi su x. Pur non essendoci prove circostanziate di presenza di bot farm in yandex, controllo statale è talmente forte che è praticamente sicuro.
Interruzione dei bot di yandex e dei servizi probabilmente renderà poco parlanti anche molti account qua sopra.
Leggete attentamente.
Fate un sospiro ed una riflessione
Poi leggete di nuovo e controllate i dati
Il passaggio centrale è quella fattuale osservazione che se il tuo reddito nazionale non cresce alla stessa velocità (o maggiore) di quella a cui crescono i prezzi mondiali delle innovazioni di frontiera, tu quelle innovazioni non te le puoi permettere!!
Nel caso della sanità questo sta diventando oramai brutalmente palese.
Senza crescita economica la sanità pubblica italiana peggiorerà nel tempo, inesorabilmente.
@ora_italia continua a dirvelo: la soluzione si chiama crescita e politiche per la crescita!
Più spesa, più debito, più patrimoniali fanno solo danno. Solo la crescita ci può salvare. @Forchielli
In Italia lo Stato riduce di un terzo la disuguaglianza dei redditi. Prima di tasse e trasferimenti l'indice di Gini è a 47, dopo scende a 31. È un effetto più forte della media dei paesi Ocse ed è cresciuto negli ultimi trent'anni.
Honestly, this is the first time I haven’t liked a new assessment. That doesn’t mean these things are going to happen overnight, but the warning is still serious. We’ve already seen an increase in drone and missile attacks, which also means more possibilities for incidents near NATO borders.
And regarding the so-called invasion scenario, Denmark says it cannot be ruled out. We already know the countries most exposed to this kind of concern are the NATO countries on Russia’s borders, particularly the Baltics.
Regardless of all of this, keep a clear mind, inform yourselves, stay prepared and don’t let this push you into panic. Stay informed, but don’t let the news take away your peace of mind.
🚨🚨🚨🪖🚁🇮🇹🇫🇷🇪🇸🇺🇸🇺🇦🇷🇺 Buonanotte/buongiorno a tutti. Se questo punto nave arriva in un orario a dir poco insolito è perché la speranza è quella di raggiungervi prima che lo facciano i talk show e i programmi di approfondimento che purtroppo ben conosciamo. Che succede? Succede che c’è una notizia importante che riguarda l’Italia (e non solo l’Italia) che va affrontata con la massima serietà.
Secondo il quotidiano “El Mundo”, i servizi di intelligence americani avrebbero raccolto informazioni su un possibile piano russo per condurre attacchi con droni contro uno dei principali Paesi dell’Europa mediterranea, con particolare riferimento a Italia, Francia o Spagna.
Secondo una fonte vicina al ministero della Difesa lituano, che ha parlato al quotidiano spagnolo a condizione di anonimato, Mosca potrebbe ricorrere a droni nascosti all’interno dei container di navi mercantili, per poi lanciarli dal mare una volta raggiunta una distanza relativamente ridotta dalle coste europee. “Non è affatto difficile”, ha spiegato la fonte, facendo così riferimento a una modalità operativa che consentirebbe alla Russia di minacciare anche Paesi geograficamente più lontani dai propri confini.
La stessa fonte ha indicato nell’ormai celeberrimo “Gerbera” il possibile velivolo impiegato nell’operazione. È un drone relativamente piccolo, capace di trasportare una carica esplosiva di pochi chilogrammi e di raggiungere obiettivi situati a centinaia di chilometri di distanza.
L’obiettivo, in questo scenario, non sarebbe necessariamente provocare distruzioni su vasta scala, ma colpire infrastrutture, causare incendi o determinare la chiusura temporanea di porti e aeroporti, con potenziali conseguenze economiche e - soprattutto - psicologiche sulle collettività interessate.
Perché questo rapporto è particolarmente interessante? Per la tempistica.
Sempre secondo “El Mundo”, infatti, la Lituania sarebbe entrata in possesso di queste informazioni da poco. E più precisamente dopo il viaggio compiuto a Mosca dal direttore della CIA, John Ratcliffe. Il quotidiano riferisce inoltre che i governi italiano, francese e spagnolo sarebbero stati informati della possibile operazione.
Questo spiegherebbe, almeno in parte, il cambiamento nei toni e nel registro comunicativo che abbiamo osservato in molte leadership europee proprio in questi giorni. Inclusa la scelta, da parte di Emmanuel Macron, di riunire all’Eliseo tutti i maggiori protagonisti della vita politica francese per metterli al corrente delle minacce che Parigi si ritroverà ad affrontare nei prossimi mesi e nelle prossime settimane.
Ora, occorre fissare alcuni punti importanti.
Primo: non siamo al corrente di comunicazioni specifiche da parte degli Alleati su una minaccia “imminente” nei confronti dell’Italia.
Secondo: anche qualora Roma fosse stata messa in guardia su un particolare scenario, non mi aspetto che domani mattina il premier Meloni o il ministro Crosetto si presentino agli italiani con un messaggio del tipo “stiamo per essere attaccati”.
In primis perché, ripeto, non mi risulta che stiamo parlando di un’azione “imminente”. In secondo luogo perché vi lascio immaginare il tipo di impatto che avrebbe una notizia del genere. In generale e in particolare sulla popolazione italiana.
Terzo aspetto, molto importante: le nostre Forze armate e i nostri servizi di intelligence non vivono su Marte. Da anni lo scenario evocato da “El Mundo” è uno di quelli che vengono presi in considerazione con maggiore attenzione nella pianificazione della difesa nazionale. Il Mediterraneo è attraversato quotidianamente da migliaia di imbarcazioni, comprese unità battenti bandiera russa o riconducibili a interessi di Mosca. Che una nave mercantile possa essere utilizzata come piattaforma per il lancio di droni non è una possibilità che nasce oggi, né una minaccia che richieda necessariamente l’esistenza di un rapporto della CIA per essere contemplata.
Traduco: non dobbiamo immaginare che i nostri apparati di sicurezza scoprano soltanto adesso l’esistenza di una potenziale vulnerabilità di questo tipo. Ciò che occorrerebbe capire - e che probabilmente dovremmo sperare di non scoprire mai - è se gli Alleati abbiano raccolto informazioni circostanziate su specifici preparativi o autorizzazioni a un attacco.
Quarto e ultimo punto: attenzione all’utilizzo che verrà fatto sui media e dalla politica di questa notizia. Con ogni probabilità si leveranno le voci di chi chiede di prendere le distanze dall’Ucraina per mettere l’Italia al riparo da “una guerra che non ci riguarda”. È esattamente il tipo di narrazione gradito a Mosca. Ed è proprio l’obiettivo che uno o più droni lanciati contro l’Italia vorrebbero ottenere: convincere Roma a far venire meno il proprio sostegno a Kyiv.
Continuiamo a sperare di non essere mai interessati da un attacco o da una provocazione, ma in qualunque caso non dovremo arretrare.
Spero che questo punto nave vi abbia fornito abbastanza strumenti per proteggere le orecchie e il fegato da ciò che potrebbe scatenarsi nelle prossime ore.
Comunque vada, questa storia dovrebbe servire come promemoria: nessuno, davvero nessuno, può dirsi al riparo dalle azioni ostili della Russia. Nessuno può credere che questo problema non lo riguardi.
Per questo le parole d’ordine dovrebbero essere quelle che da tempo (ci) ripetiamo su queste pagine: deterrenza, regole d’ingaggio chiare e soprattutto “prepararsi”.
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Grazie ancora. E a più tardi.
#ucraina raffinerie in fiamme, centri di comando distrutti, navi colpite, logistica sconvolta con trasporti attaccati sistematicamente.
In crimea popolazione non ha già più accesso al carburante. A questo ritmo l'intero gruppo vostok si muoverà a piedi, con difficoltà crescenti anche per il vettovagliamento e le munizioni.
Con la distruzione sistematica dell'antiaerea, anche l'aviazione ucraina avrà maggiore libertà di colpire obiettivi di alto livello, prima tra tutti le unità di dronisti rubicon, come è successo ieri a Pokrovsk.
La prima linea riveste sempre minore importanza e paradossalmente avrà un tasso di uccisione minore rispetto alle immediate retrovie, completamente saturate dai droni.
La guerra ha cambiato i suoi paradigmi senza in realtà cambiare i fondamentali. Per anni la guerra fatta di strike, bombe intelligenti e Sof, ci aveva fatto scordare la base di ogni guerra: Ia capacità d'interrompere la logistica e quella colpire la produzione interna, che restano i cardini dell'azione bellica. Anche il concetto di massa è rimasto lo stesso, ma è diventato una massa di droni, che saturano il cielo e ben presto anche la terra, remotizzando la guerra, che ora può essere combattuta in prima linea a decine e centinaia di km dal fronte.
Gli ucraini hanno guidato questa trasformazione per necessità, che d'altra parte è il primo motore delle innovazioni umane.
In questi contesto l'avanzata, già lentissima dell'esercito russo, è destinata a fermarsi, e forse solo con una nuova mobilitazione, dai costi sociali ed economici paurosi, riuscirà a mantenere l'attuale lentissimo tasso d'avanzamento.
La Russia risponderà nell'unico modo possibile, aumentando attacchi di droni e missili su città ucraine, senza che questo abbia però effetti ne su capacità produttiva ucraina, né sul fronte.
Stiamo assistendo ad una rivoluzione che è destinata a cambiare e diminuire il ruolo del tank, ormai diventata costosa artiglieria mobile e snaturato dalle sue funzioni di penetrazione e sfondamento. Rivoluzione che investirà a breve anche l'aeronautica, destinata ad essere soppianta da uav,droni e missili nel prossimo futuro.
L'Intera logistica sarà remotizzata con gli ugv che sostituiranno anche gran parte dei blindati.
Fino al settore navale, dove le grandi e lente navi, sembrano impotenti davanti ai droni marini ed aerei.
Una rivoluzione del warfare è sotto i nostri occhi e non vanno nascosti i lati estremamente inquietanti e pericolosi che ogni cambiamento tecnologico ,nel mondo della guerra, ricopre.
Che poi è, probabilmente, la stessa serie d'inquietudini che intere civiltà hanno avuto nel passaggio dalla pietra al bronzo e dal bronzo al ferro e così via.
Ps. Mi scuso per eventuali errori ma sto postando da cellulare
The WHO and ECDC are being cautious as always.
WHO - presymptomatic cannot be ruled out.
ECDC farther along: "these individuals may be presymptomatic and thus infectious"
This is actually a HUGE improvement over COVID.
https://t.co/4dx8ZlFE1L
https://t.co/DCTPXjeqsV
French citizen in isolation and being tested for hantavirus after developing "mild symptoms," health ministry says.
The patient was not on the cruise ship but shared a flight with the woman who died of hantavirus in Johannesburg.
Il 25 Aprile ho sempre festeggiato la liberazione dal nazifascismo.
Non oggi che sono Ministro.
Lo festeggiavo già da giovane sindaco del mio comune nel 1991, ricevendo dallo storico Presidente ANPI locale, il Geom. Giovanni Ghigo, socialista del PSI, ex partigiano, la tessera onoraria, ogni anno.
La numero 1 era riservata al Sindaco da sempre.
Anche nei 5 anni nei quali il Sindaco era stato il figlio dell’ex Podestà.
Erano anni nei quali nell’Anpi c’erano i partigiani veri, quelli che avevano combattuto, quelli che avevano rischiato la vita.
Quella tessera era qualcosa di importante, vero, serio, perché era un pezzo di storia vissuta .
Mai a nessuno di loro sarebbe venuto in mente di allontanare dalla cerimonia, che facevamo davanti al municipio, la bandiera di qualcuno che stava combattendo per la propria libertà, come avevano fatto loro.
Perché loro declinavano la parola Liberazione in senso universale: la liberazione italiana dal nazifascismo come pezzo della lotta più grande di tutta l’umanità contro la violenza, la sopraffazione, la follia della guerra, l’ingiustizia, l’invasione.
Mai nessuno di loro avrebbe mancato di rispetto alla storia della Brigata Ebraica che era stata al loro fianco a combattere.
Quelli però erano Uomini veri, persone vere, con valori veri, che avevano vissuto la Resistenza e credevano nella Giustizia e nei valori fondanti della Repubblica, non intollerante ed illiberale gentaglia come quella che abbiamo visto all’opera per reprimere la libertà di espressione: Ieri gente che forse non ha mai combattuto per altro che non fosse il proprio interesse individuale ha sputato sullo spirito del 25 aprile, senza nemmeno capirlo, senza rendersene conto.
Hanno mancato di rispetto agli Uomini ed alle Donne che hanno perso la vita nella Resistenza perché chiunque potesse manifestare la propria idea in libertà, perché gli invasori fossero respinti, perché la violenza e la forza bruta trovassero chi aveva il coraggio di fermarle.
Mi spiace per queste “persone” ma ci sarà sempre gente che invece continuerà a combattere e morire per la libertà e la giustizia, nonostante quello che persone come loro continueranno a fare per prevaricare.
@Contebonifax@falcio23@domsimonetti No, non scherziamo.
Sappiamo benissimo quali siano state le ragioni: nel 2021 fu Gazprom a tenere i suoi stoccaggi tedeschi a zero mentre i prezzi schizzavano in alto.
La Russia si stava preparando alla guerra, e abbiamo evidenze chiarissime che ce lo raccontano.
I giudici non sono custodi della morale pubblica.
Quando iniziano a decidere cosa è “giusto” invece di cosa è “legale”, lo Stato di diritto smette di essere tale.
Magistrale oggi il prof. Sabino #Cassese sulle pagine de @ilfoglio_it