Nessuna giustificazione della violenza!
Ma invece di soffiare sull'odio razziale la politica si occupi dello stato di abbandono dei servizi di salute mentale
Che non riescono più a intercettare e prendere in carico le fragilità psichiche prima che diventino emergenze
#Modena
Gli alunni danno da mangiare ai migranti insieme ai volontari. E sulla scuola di Marostica scoppia la bufera: Valditara manda gli ispettori.
Beati gli ultimi perché saranno i prim... AH NO.
#17maggio#governodellavergogna#Valditara#scuola#Melonivaiacasa
A Loosdrecht (Olanda) va in scena l’orrore nero. 400 fascisti assaltano e incendiano un centro migranti, bloccando i vigili del fuoco per impedire i soccorsi. Metodi squadristi che rievocano la ferocia dei rastrellamenti nazisti. #matrice
Guardatela bene, questa foto.
Guardateli in faccia, uno per uno.
Ieri pomeriggio, a Modena, in via Emilia centro, un uomo lancia un’auto a cento all’ora contro la folla. Falcia otto persone. Poi scende, tira fuori un coltello, e prova a scappare.
Luca Signorelli gli si butta addosso. Prende una coltellata alla testa, ne schiva un’altra. Sanguina, ma non lo molla.
E in quel momento, dietro di lui, arrivano loro.
Quei ragazzi nella foto. Stranieri. Venuti da lontano. Quelli che secondo Salvini sarebbero “il problema dell’Italia”, “l’invasione”, “la sostituzione etnica”.
Sono loro che si gettano addosso all’aggressore.
Sono loro che gli bloccano la testa con un ginocchio mentre Signorelli, ferito, gli tiene il polso.
Sono loro che permettono alla polizia di arrivare e di portarsi via il responsabile prima che faccia altri danni.
Senza di loro, oggi staremmo contando forse dei morti.
Salvini e la Lega, prima ancora di sapere chi fosse l’aggressore, prima ancora che si chiarisse che si trattava di un trentunenne con disturbi psichiatrici in cura da anni, prima ancora che gli investigatori escludessero la pista terroristica, erano già là fuori a sparare la solita filastrocca.
E intanto i veri eroi di ieri pomeriggio, quelli senza i quali oggi parleremmo di altri morti, restano senza nome e senza ringraziamenti.
I loro volti non finiranno nei post di Salvini e della Lega con una grafica con scritto “EROI”. Perché rovinerebbero la narrazione.
Quella narrazione che da quindici anni divide il mondo in due caselle: italiani brave persone, stranieri criminali.
E invece la realtà, ieri a Modena, ha fatto quello che fa sempre: si è messa di traverso.
Un italiano di seconda generazione si è messo al volante per ammazzare la gente. Un altro italiano si è buttato sull’aggressore per fermarlo. E accanto a lui, fianco a fianco, ci sono finiti dei ragazzi stranieri che avevano una scelta semplice, girarsi dall’altra parte, e che hanno scelto di rischiare la pelle per gente che non conoscevano.
Questa è l’Italia vera. Quella che non sta nei comunicati della Lega.
A quei ragazzi, di cui ancora non sappiamo i nomi, va detto grazie. Forte.
E va detto adesso, prima che il rumore degli sciacalli copra tutto.
I bambini in Danimarca seguono corsi di empatia, cura degli animali e rispetto degli altri.
In Italia entrano gratuitamente alla fiera delle armi.
Trova le differenze.
#12aprile#governodegliorrori#Trump#Meloni
Cecchini di destra di #Sarajevo: "se il bossolo veniva colorato di azzurro o rosa vuol dire che aveva ucciso un bambino o una bambina"
Ancora non escono i nomi dei ricchi pluriassassini di destra 😡
Perché?
È il #governoMeloni a proteggerli?
Chi è il ricco imprenditore milanese?
Sentenza definitiva!
Montaruli, la paladina del “carcere per uno spinello”, condannata dalla Cassazione.
Augusta Montaruli, colei che in Parlamento chiedeva cinque anni di carcere per chi fuma uno spinello, è stata condannata in via definitiva dalla Cassazione a 1 anno e 6 mesi per peculato.
Ha sottratto soldi pubblici, ma non sconterà nemmeno un giorno, protetta dall’immunità parlamentare e dalla copertura dei suoi alleati.
Rimane in Parlamento, pagata da noi, e continua a dare lezioni di morale. Cinque anni per uno spinello, zero per chi ruba denaro pubblico.
È l’ipocrisia incarnata e la vergogna di un Paese che premia i colpevoli e punisce i liberi. Ma noi non dimentichiamo.
#IOVOTONO
I carabinieri di Teramo hanno eseguito otto misure cautelari nei confronti di un gruppo che si autodefiniva “Gioventù fascista rosetana”: quattro arresti, un capo finito in carcere, tre ai domiciliari, quattro con obbligo di firma. Diciassette gli indagati, quattordici accusati di istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale. Il gruppo pianificava spedizioni punitive contro i bengalesi, assaltava con sassaiole il Centro d’accoglienza di Roseto degli Abruzzi, custodiva foto hitleriane e gestiva chat di incitamento alla violenza razziale. Il tutto era emerso indagando su un agguato preordinato ai carabinieri l’8 ottobre 2025, con spranghe e sassi nascosti vicino al palazzetto dello sport.
Mi sono tornati in mente gli attivisti di Ultima Generazione processati per aver gettato vernice lavabile sulla facciata del Senato, con una pena prospettata fino a cinque anni. Mi sono tornati in mente i 180 procedimenti giudiziari in tre anni contro chi bloccava strade per chiedere politiche climatiche, gli studenti manganellati nei cortei per Gaza, i fogli di via usati come strumenti di ritorsione contro gli attivisti.
Per tutto questo, il governo aveva parole pronte. La presidente del Consiglio che definisce “oltraggioso” il lancio di vernice lavabile su un palazzo, il ministro dei Trasporti che ha dichiarato più volte di voler reprimere chi scende in strada per il clima. Per la “Gioventù fascista rosetana”, niente. Silenzio.
E allora la domanda, sempre la stessa, torna a farsi sentire: quanto schifo bisogna fare per sbattere ogni volta la faccia contro il proprio contraddirsi, accettando di spaccarsi il naso pur di non cedere un millimetro di propaganda?
Buon giovedì
(il mio #buongiorno per @Left_rivista)
https://t.co/6JmUyTqa20
Alla luce dei fatti di Rogoredo, il Viminale intende fare chiarezza anche sulla recente circolare che estende il porto d’armi senza licenza anche fuori servizio a circa 397mila appartenenti alle forze dell’ordine?
Nel quartiere dell’Oltrarno a Firenze, nel Giardino dell’Ardiglione–Nidiaci, un’installazione con i nomi dei bambini uccisi a Gaza, progetto degli alunni della scuola media Machiavelli. 19.104 strisce di stoffa, strappate da vecchi lenzuoli e appese agli alberi del giardino.