La pulizia etnica in Cisgiordania occupata e in Libano si intensifica sullo sfondo del #GENOCIDIO in corso a Gaza.
Le politiche criminali e genocidarie israeliane sono incentivate dal sostegno economico, politico, militare e diplomatico dell’Occidente democratico.
Alle prossime elezioni, va ricordato agli elettori che questo governo, guidato da Meloni, ha compromesso la sicurezza nazionale dell’Italia vendendo armi a Israele e proteggendo e sostenendo i soldati israeliani che vengono in Italia a rilassarsi dai loro massacri e dallo sterminio di bambini palestinesi…È l’ennesima vergognosa macchia.
Dunque le chat tra #ranucci e #lavitola sono spiattellate in tutti i giornali , scandagliate e di dominio pubblico !
Quelle tra #delmastro e il prestanome della Camorra negate e secretate …
Viviamo in un paese meraviglioso
Aderisco alla proposta avanzata su @Avvenire_Nei dal professor Mazzarella per il Nobel ai bambini di Gaza. Per rompere il silenzio, per ridare un filo di voce all’umanità.
Pier Luigi Bersani
Per aderire: [email protected]
https://t.co/hZRgynY4UF
Hanno messo in piedi una baracconata indegna solo per distrarre e prendere in giro gli italiani. Intanto, benzina e diesel sono alle stelle e la maggioranza scuda Delmastro sulle chat con il prestanome di un clan camorristico.
Un agente della polizia di Berlino salva una bandiera palestinese, che rischiava di finire a terra dopo essere stata sequestrata, e la restituisce ai manifestanti durante un raduno a sostegno di Gaza. Un gesto di rispetto e di rara umanità. C'è bisogno del coraggio di tutti.
CHI SCAPPA?
Scappano sulle chat del loro ex sottosegretario Delmastro con il prestanome di un clan mafioso.
Scappano dai Tribunali con gli scudi a Santanchè per proteggerla sulle inchieste per truffa Covid.
Scappano sul caro-vita e sul caro-carburante che si stanno mangiando gli stipendi.
E allora che fanno? Fanno come i fanciulli: ripetono in coro “Conte scappa” mentre fuggono a gambe levate dalle loro responsabilità.
Riducono la politica a un passatempo scanzonato. Di fronte ai gravi problemi degli italiani loro si divertono così, dandosi di gomito, felici di avere i titoli sui giornali di proprietà del loro compagno di maggioranza Angelucci.
Ho annunciato più di due anni fa la mia disponibilità a essere ascoltato in Commissione Covid. Ho inviato tre lettere alla Commissione e varie dichiarazioni a verbale.
Mi sono dimesso ieri, dopo che mi era arrivata, finalmente, la convocazione per stamattina, alle 9.30, dal presidente della Commissione.
Poco dopo le mie dimissioni, la mia audizione è stata sconvocata, sempre dal presidente della Commissione (di Fratelli d’Italia). Non certo da me.
Finitela con questa buffonata.
Una volta per tutte: io sono disponibile anche nei prossimi giorni, anche per tutta l’estate. Basta farmelo sapere con un po’ di anticipo, e mi organizzo.
Ma smettetela con questi comportamenti fanciulleschi. Siete al Governo. Avete delle responsabilità.
Solo un accorgimento. Tenetevi liberi per un po’ di giorni, perché non basterà solo qualche ora di audizione per rigettarvi addosso tutto il fango che, per mesi, avete sparso a piene mani.
A presto, Fratelli d’ignavia.
Grazie ad Azione che è uscita dalla giunta per il regolamento al momento del voto dando la maggioranza alla destra, la giunta per autorizzazioni a procedere non potrà valutare le chat di Delmastro. Bravo @CarloCalenda hai fatto un bel favore a Giorgia !
https://t.co/fhlbp9WfL8
Un'operazione organizzata da 🇺🇸Washington e 🇮🇱Tel Aviv e coordinata con le 🇲🇦autorità marocchine per destabilizzare la 🇪🇸#Spagna, fare un regalo all'estrema destra europea, e punire il Paese che ha osato sfidare l'Impero americano e i suoi sgherri armati israeliani. #Ceuta
“Ce ne siamo accorti molto presto. È stata mia moglie a percepire delle anomalie nel comportamento di Dante. Io la consolavo, le dicevo che tutto si sarebbe normalizzato. Ma noi abbiamo due gemelli e le differenze, nel percorso di crescita, si vedevano nettamente. È stato difficile trovare qualcuno che sapesse farci una diagnosi chiara e che ci indirizzasse. Non esiste un numero di telefono a cui rivolgerti, un indirizzo dove andare. Ti rendi subito contro che l’autismo di un figlio si coniuga con la assoluta solitudine dei genitori. E questo vale per ogni tipo di disabilità.
Noi abbiamo visto che Dante aveva un’attenzione ossessiva per le trottole, anche lui girava su sé stesso e non finiva mai di farlo. Aveva attenzione per le cose e non per le persone. L’autismo può portare gravi difficoltà relazionali, anche ritardi mentali, motori, cognitivi.
Ora, però, Dante è consapevole. Ha fatto un lavoro impressionante, una fatica struggente. Per lui tutto è stato fatica: mettersi una maglietta, andare in bagno, parlare. Tutto gli è stato insegnato. Lui ha faticato tanto, ma noi ci siamo potuti permettere che fosse seguito. Ma chi non ha i soldi? Anche qui, proprio quando la mano pubblica dovrebbe riequilibrare le differenze, invece si accentuano le diseguaglianze sociali. Esistono associazioni, ma sono private. Non c’è nulla di pubblico che affronti il problema dell’autismo e sia vicino alle famiglie.
Sono 600 mila i casi registrati e chissà quanti sono sconosciuti perché nascosti dalla vergogna sociale. Un bambino ogni 75 dei nuovi nati è autistico. E non si sa perché. Ma se non si investe sulla ricerca non si saprà mai. E non si troveranno mai dei rimedi. Ragazzi e genitori rischiano così di sentirsi soli e di trasformarsi in un esercito di persone mute. Per questo è importante parlarne, non chiudersi, non nascondersi”.
Le parole di Elio sull' autismo di suo figlio Dante
İspanya Gazze’yi desteklediği için hedef alınıyor.
Siyonistlerin İspanya’yı karıştırmasına izin verilmemeli!
İspanya’yı destekleyenler bu tweeti beğensin ve paylaşsın.
"Meglio morto che gay". Padre uccide il figlio a Camaiore. Mirko aveva 24 anni.
Che sia maledetto #Vannacci e tutti i fascisti omofobi come questo generale del cazzo.
Dei fatti in fila.
Il Governo è vicino alle forze dell'ordine, il sottosegretario godeva guardando i detenuti, inasprimento delle pene, sicurezza.
Per sventare una rapina a Napoli i Gis partono da Livorno, arrivano 5 ore dopo il fatto e non trovano nessuno.
Rientro da Montecarlo con il cuore colmo di gioia. Ovviamente per la splendida vittoria di Sinner ma in particolare per aver fatto spendere a cena 500€ a @AdrianoPanatta mangiando in maniera indecente 😂😂😂😂
Oltre 30 anni fa Natalia Ginzburg, ebrea atea, scrisse per L’Unità un articolo sul crocefisso che merita, oggi, di essere riletto.
“Il crocifisso non genera nessuna discriminazione.
Tace.
È l’immagine della rivoluzione cristiana, che ha sparso per il mondo l’idea di uguaglianza fra gli uomini fino ad allora assente.
La rivoluzione cristiana ha cambiato il mondo.
Vogliamo forse negare che ha cambiato il mondo?
Sono quasi duemila anni che diciamo “prima di Cristo” e “dopo Cristo”.
O vogliamo smettere di dire così?
Il crocifisso è simbolo del dolore umano.
La corona di spine, i chiodi evocano le sue sofferenze. La croce che pensiamo alta in cima al monte, è il segno della solitudine nella morte.
Non conosco altri segni che diano con tanta forza il senso del nostro umano destino.
Il crocifisso fa parte della storia del mondo.
Per i cattolici, Gesù Cristo è il Figlio di Dio. Per i non cattolici, può essere semplicemente l’immagine di uno che è stato venduto, tradito, martoriato ed è morto sulla croce per amore di Dio e del prossimo.
Chi è ateo cancella l’idea di Dio, ma conserva l’idea del prossimo.
Si dirà che molti sono stati venduti, traditi e martoriati per la propria fede, per il prossimo, per le generazioni future, e di loro sui muri delle scuole non c’è immagine.
È vero, ma il crocifisso li rappresenta tutti.
Come mai li rappresenta tutti?
Perché prima di Cristo nessuno aveva mai detto che gli uomini sono uguali e fratelli tutti, ricchi e poveri, credenti e non credenti, ebrei e non ebrei, neri e bianchi, e nessuno prima di lui aveva detto che nel centro della nostra esistenza dobbiamo situare la solidarietà tra gli uomini.
Gesù Cristo ha portato la croce. A tutti noi è accaduto di portare sulle spalle il peso di una grande sventura.
A questa sventura diamo il nome di croce, anche se non siamo cattolici, perché troppo forte e da troppi secoli è impressa l’idea della croce nel nostro pensiero.
Alcune parole di Cristo le pensiamo sempre, e possiamo essere laici, atei o quello che si vuole, ma fluttuano sempre nel nostro pensiero ugualmente.
Ha detto “ama il prossimo come te stesso”.
Erano parole già scritte nell’Antico Testamento, ma sono diventate il fondamento della rivoluzione cristiana.
Sono la chiave di tutto.
Il crocifisso fa parte della storia del mondo”.
Pubblicato su L’Unità del 22 marzo 1988
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19 novembre 2025