@QuotidianoBN@Alessan61939870 Anche perché mi aspetto una partita di calcio, non come gli ultimi Milan-Juventus e Juventus-Milan all'insegna di non prenderle.. ogni riferimento al Fantino Allegri è puramente casuale 😬🐎
@CorSport Mai sentito ahahahaha poi leggi le intercettazioni e si smentisce da solo 🤣 mi ricordo un tale Totò Riina che diceva di essere un umile contadino.. ma mi faccia il piacereee
@CorSport Inter al top, chi ha preso? 3 riserve della premier, uno scartato dal genoa, uno che non fa un bonus manco per caso e uno che gioca la metà delle partite da anni a questa parte 😆
@AntoVitiello Antonio guarda che a gennaio c'è un altro mercato, ora non facciamo i disfattisti per 9 mesi di stagione, ce ne sono 4 ora, poi si pensa agli altri
@capuanogio Ma come, Schenone con cui ha parlato (lo ha ammesso davanti al PM) non è un dirigente dell'Inter? E Marotta e Viglione non sono dei dirigenti ("mi hanno chiamato, poi ti dico" a Pinzani)? Minchia che faccia di tolla questo ex designatore. E ancor più di tolla chi gli crede
@bruno_longhi@Inter Non parliamo dell'opaco primo tempo dei divoratori Lautaro e Pio Esposito? Di Ramos divoratore parliamo invece, come mai? Aaa cartonatoooo
@Anna_1897 Guarda Annamaria, anche il Milan fa scuola ultimamente, ricordo il fuorigioco geografico di Giroud contro il Napoli, il gol annullato a Chuku col Sassuolo con la linea tracciata con l'omino in tribuna, e credo di essermene dimenticati altri. Milan e Juve fanno giurisprudenza
Dietro le quinte di una #SerieA già scritta
A poche ore dall'inizio della Serie A, il disgusto è impossibile da contenere. Stiamo assistendo alla pulizia d’immagine, una narrazione di comodo nel silenzio complice dei grandi media e condita da statistiche grottesche.
Classifiche sgangherate e numeri sul brand scritti sotto dettatura dal “giornale rosa”, ormai partner palese più che cronista neutrale. Le prime pagine sono un bollettino di propaganda, celebrazioni preventive e un mercato dipinto come stellare, quando la realtà parla di terze scelte, colpi mai concretizzati o evaporati alle visite mediche.
E la balla di Lautaro al Barcellona per 100 milioni col sì del giocatore? Una trattativa fantasma di cui in Spagna non è mai esistita traccia. Un’operazione di marketing studiata a tavolino, un nome forte per accendere i riflettori e poi si fa marcia indietro blindandolo con la scusa dell' “intoccabilità”. Tutto pur di far parlare costantemente di loro e proteggere la seconda squadra di Milano.
La disparità di trattamento rispetto al passato è evidente. Quella che è stata ribattezzata come “Arbitropoli” con chat whatsapp tra i dirigenti e Rocchi rimaste inascoltate per “troppo clamore mediatico” è stata letteralmente SEPOLTA DA UN ASSORDANTE SILENZIO MEDIATICO. Liquidata in poche settimane che se avesse riguardato la Juventus, avremmo assistito a edizioni straordinarie ogni ora, con sequestri di telefonini e titoloni cubitali sul “sistema da azzerare” Altro che “Fort Apache”, sarebbe stata la fine del mondo. Invece, per l'Inter, tutto si riduce a “mere illazioni”.
Inizia così un torneo la cui regolarità è legittimamente oggetto di dubbi. Come dimenticare che i calendari sono stati stilati con il contributo di un ex dirigente oggi al centro delle polemiche (solo social per la verità) per le suoi gradimenti sui direttori di gara? E come ignorare la presenza in Federazione dell'avvocato Viglione?
Oggi il tifoso comune ironizza lanciando una provocatoria “campagna” per chiedere all'Aia se l'arbitro designato sia gradito o meno, emulando il paradosso di quel decalogo emerso dalle poche cronache.
E qui scatta l’ironia più amara, mentre in passato si celebrava il fango mediatico, oggi ricordiamo le ammissioni di Rocchi, che si lanciava sul fatto che i dirigenti nerazzurri “rompessero il cazzo” (ops, chiedo scusa per il francesismo, ma le citazioni vanno riportate fedelmente) e di come quei cinque punti di vantaggio accumulati servissero a far stare tutti un po' più sereni. Immaginatevi se a parti invertite fosse concessa una simile pressione sui vertici arbitrali.
Venne fuori il finimondo per molto meno, oggi invece tutto passa come normale amministrazione.
Da domani le tv riaccenderanno i riflettori e tornerà la solita parata di opinionisti pronti a incensare il club milanese e sminuire le altre, Juve e Milan in primis con un servilismo evidente. Abbiamo subito i processi di Calciopoli e le recenti inchieste sui bilanci della Juventus, massacrata da una gogna mediatica senza precedenti. Al contrario, l'universo interista viene dipinto come un'oasi, nonostante le innumerevoli e pesanti ombre societarie che la stanno lambendo.
Siamo diffidenti, SÌ, e rivendichiamo il diritto di esserlo. Le pedine sulla scacchiera sono state mosse con precisione chirurgica per assolvere e osannare.
Forse questo sfogo può apparire esagerato a chi preferisce l'addomesticamento della realtà, ma la ricerca della verità non accetta compromessi, con buona “pace” di chi verrà a insultare o a tirare in ballo il fantasma di Moggi o la Juventus per deviare il discorso.
Resta la passione e il tifo per la nostra maglia, che non mancherà mai. Ma l'entusiasmo di un tempo è inevitabilmente incrinato dalla consapevolezza che, dietro a quei sorrisi della vigilia, lo sparito di questo campionato sembra essere già scritto.