🚨🇮🇹 Mario Monti a Roberto Vannacci durante il Forum Ambrosetti a Cernobbio: "Io non sono in grado di affrontare un tema così alto come quella della ricostituzione del Partito Nazionale Fascista, ma leggendo il suo programma un aspetto del fascismo, il più insidioso, è già in atto: non è probabilmente la ricostituzione del partito nazionale fascista, ma trovo in lei la ricostituzione della narrativa, della retorica e dello spirito del fascismo. Più o meno si dichiara la superiorità dell'Italia, degli italiani e, vogliamo dire, della razza italiana. Non ho mai ritenuto la popolazione italiana a priori inferiore, ma non necessariamente superiore alle altre popolazioni. Qui subentra il complesso Calimero, si insinua che noi siamo orgogliosi della nostra italianità - e lo sono anch'io - e che non siamo abbastanza rispettati, quindi esigiamo maggior rispetto, gliela faremo vedere e gliela faremo pagare. Ho il terrore di una ricostruzione psicologica di una 'italietta' e del fatto che siccome non riusciamo con i governi attuali a dare più crescita ai nostri cittadini, perché ci importa il loro voto non il loro benessere, allora la popolazione dovrà essere soddisfatta dando corda alla sua identità. (...) Io vedrei con molta maggiore preoccupazione questo che non l'atto di ricostituzione del Partito Fascista, che non auspico, e, vecchio come sono, se ci sarà modo di impedire questo, che lei vada avanti su questa strada, spenderò le mie ultimissime energie per questo".
Nella primavera del 2025 è diventata virale questa domanda che molti utenti hanno fatto a ChatGPT: Se tu fossi il diavolo, come distruggeresti le menti giovani della prossima generazione senza che se ne rendano conto? La risposta di ChatGPT è stata questa: 1 Inondate le giovani menti di intrattenimento e rumore senza fine. 2 Tenetele incollate agli schermi a scorrere contenuti superficiali. 3 Assicuratevi che non si annoino mai, perché è nella noia che nascono immaginazione, riflessione e pensieri profondi. 4 Fate sì che la verità appaia soggettiva, come se ogni versione fosse ugualmente valida, anche quando chiaramente non lo è. 5 Sfumate i confini tra opinioni e fatti. 6 Impregnate la cultura di paura e cinismo. 7 Promuovete l’idea che il pensiero critico sia elitario o inutile. 8 Modellate il mondo sulla velocità, la comodità. 9 Incoraggiate la connessione digitale a discapito delle vere relazioni umane. 10 Date loro follower invece che amici, commenti invece che conversazioni. In breve, per distruggere la prossima generazione non serve giocare sulla paura, la distrazione, l’intorpidimento, la confusione, l’isolamento, la demoralizzazione sono molto più efficaci.
E allora viene da chiedersi, dove stiamo andando a finire?
#consapevolezza #apocalisse #risvegliodellacoscienza #risvegliospirituale #distrazione
Il mercato del Napoli si chiude con una sensazione precisa: una squadra forte che, quando avrebbe potuto diventare ancora più completa, ha scelto consapevolmente un rischio enorme.
Il Napoli ha una base di assoluto valore, grande duttilità tattica e numeri per competere ai massimi livelli. Può puntare alle prime quattro con tranquillità .
Il problema è il modo in cui ha deciso di affrontare ciò che viene dopo.
Chiude con un difensore non pronto fisicamente e non immediatamente utilizzabile. Siamo al 1° settembre, la guida tecnica è nuova e Buongiorno è alle prese con un infortunio pesante.
Arriva Favasulli, operazione intelligente e prospettica. Ma non quella soluzione offensiva chiesta dal tecnico per completare il reparto insieme a Rasmus e Lucca.
E qui nasce la mia perplessità.
Ho condiviso la strategia del Napoli: continuità, forza del gruppo, niente rivoluzioni.
Ma avere fiducia nella propria rosa non significa considerarla autosufficiente in ogni circostanza.
E qui entra in gioco la superbia.
Non serviva una rivoluzione. Servivano due uomini di livello internazionale, per esperienza, personalità e capacità di affrontare una stagione lunga.
Due uomini. Non dieci acquisti.
Una delle esigenze era stata indicata con chiarezza dalla nuova guida tecnica. Quando cambi allenatore e gli affidi un nuovo ciclo, ascoltare le sue richieste significa metterlo nelle condizioni di lavorare.
Il Napoli ha scelto diversamente. È una scelta legittima, ma rischiosa.
Io amo il rischio quando è alto, calcolato e sostenuto da una visione. Ma esiste un confine sottilissimo tra coraggio e superbia.
La superbia nasce quando la convinzione di avere costruito qualcosa di importante diventa la convinzione che sia sufficiente per qualsiasi circostanza.
Una stagione è oltre cinquanta partite, tra infortuni, squalifiche, stanchezza e imprevisti. Non puoi eliminarli. Puoi però prepararti meglio ad affrontarli.
Ed è anche per questo che, a malincuore, rimpiango Micheli: una grande società deve avere uomini capaci di leggere il calcio oltre il singolo calciatore e anticipare ciò che può accadere a una rosa.
Avere una rosa forte ti dà possibilità. Una rosa profonda ti dà margine. Il Napoli ha scelto un margine più stretto di quello che avrebbe potuto avere.
Questa non è più la squadra che poteva sorprendere. È la squadra che tutti vogliono battere. Dopo due Scudetti, una Supercoppa e una nuova Champions League, era il momento di andare addosso alle concorrenti.
Non per il centenario. Non per la piazza. Per proteggere ciò che hai costruito.
La stagione deve ancora raccontare tutto: sarebbe ridicolo emettere sentenze il 1° settembre. Ma si può giudicare la scelta.
La scelta, per me, è stata presuntuosa.
Aurelio De Laurentiis dovrebbe ricordare anche un'altra cosa.
Delle smanie dei tifosi può infischiarsene.
Ma ciò che vede il tifoso lo vedono anche gli addetti ai lavori, i calciatori e lo spogliatoio.
Continuerò a considerare questa squadra forte e competitiva e mi augurerò che tutti i suoi uomini stiano bene.
Ma se qualcosa dovesse andare storto, non potremo chiamarla soltanto sfortuna: il rischio era prevedibile e almeno in parte evitabile.
Il Napoli aveva la possibilità di aggiungere esperienza, personalità e profondità senza cambiare strategia. Ha scelto di non farlo.
Ed è qui che la superbia diventa stupida.
Io amo il rischio. Ma deve avere una ragione.
Quando invece puoi ridurlo e decidi di non farlo, non è più coraggio.
È presunzione.
Pensare che una rosa possa restare integra e competitiva per oltre cinquanta partite solo perché hai fiducia nei tuoi uomini...
non è una strategia.
È 'na strunzat.
E questa volta è una strunzat enorme.
Talmente enorme da essere quasi grande quanto tutto ciò di bello che il Napoli ha costruito.
@ADeLaurentiis ,
Chest è ‘Na Strunzat.
Statt accort non dei tifosi,
Ma dei tuoi stessi uomini.
E bbuon fann chesta vota. Perché non li hai rispettati.
FNVPN 🔹
허리 때문에 밤마다 뒤척이던 나… 일본 척추 전문의가 알려준 방법 하나로 끝남.
침대에 베개 하나 놓고 5분만 누워있으면 됨.
그게 다임.
특정 자세 잡고 숨을 길게 내쉬는 것뿐인데 이게 척추신경 눌린 거 풀어주는 원리라고 함.
운동도 아니고 그냥 숨쉬기라 부담도 1도 없음.
밤마다 허리 통증으로 잠 설치는 사람이면 오늘부터 자기 전 루틴으로 하나 만들어보길.
ALIMENTAZIONE Low Carb? Chetogenica? Chetocarnivora?
Capire la differenza tra i vari regimi a ridotto apporto di carboidrati è fondamentale.
Molto spesso si fa confusione accostando la semplice riduzione degli zuccheri a stati metabolici ben più complessi, come la chetosi nutrizionale profonda o la dieta di eliminazione carnivora.
Ogni approccio ha precise indicazioni, target di carboidrati giornalieri e risposte metaboliche ben distinte.
Di seguito trovi la guida completa per fare definitiva chiarezza sul tema:
GUIDA DEFINITIVA AI REGIMI LOW-CARB: DALLA MODERATA ALLA CHETOCARNIVORA
Per capire come funzionano queste diete, bisogna chiarire una regola fondamentale: il corpo umano è un motore ibrido.
A seconda di quanti carboidrati introduci, il fegato e i mitocondri cambiano la "miscela" di carburante che inviano alle cellule.
1. Dieta Low-Carb Moderata (Fino a 120 g di carboidrati/giorno)
È un approccio flessibile che riduce nettamente gli zuccheri raffinati e i carboidrati ad alto indice glicemico rispetto alla dieta occidentale classica (che ne prevede spesso 250-300g).
Stato Metabolico: Flessibilità Metabolica. Non sei in chetosi. Il corpo utilizza il glucosio per le attività ad alta intensità e per il cervello, ma attinge facilmente ai grassi durante il riposo e l'attività moderata.
Cosa bruciano le cellule:
Cervello: Glucosio (derivante dai 120g alimentari).
Muscoli e Cuore: Una miscela equilibrata di glucosio e acidi grassi liberi.
Cibi ammessi: Carne, pesce, uova, formaggi, tutti i tipi di verdura, frutta a basso/medio indice glicemico (frutti di bosco, mele), frutta secca, e piccole porzioni di tuberi (patate dolci)
Proprietà e Benefici:
Estremamente sostenibile a lungo termine.
Stabilizza la glicemia ed evita i picchi di insulina.
Ottima per chi pratica sport e ha bisogno di una quota di glicogeno muscolare.
Differenza chiave: Non richiede adattamenti drastici né il tracciamento maniacale dei chetoni; elimina semplicemente l'eccesso di zuccheri.
2. Dieta Chetogenica Standard (Fino a 50 g di carboidrati/giorno)
È la soglia classica d'ingresso nella chetosi nutrizionale per la maggior parte delle persone fisicamente attive o con un buon profilo metabolico.
Stato Metabolico: Chetosi Nutrizionale Lieve o Moderata.
Il fegato inizia a convertire i grassi in corpi chetonici per integrare l'energia.
Cosa bruciano le cellule:
Cervello: Inizia a usare un mix di chetoni (circa 40-50%) e glucosio.
Corpo: Prevalentemente acidi grassi liberi.
Cellule senza mitocondri (es. globuli rossi): Glucosio autoprodotto dal fegato (gluconeogenesi).
Cibi ammessi: Proteine (carne, pesce, uova), grassi sani (olio EVO, burro, avocado), tutte le verdure a foglia verde e ortaggi a basso contenuto di zuccheri (zucchine, cuori di carciofo , broccoli), frutta secca e piccoli frutti rossi in dosi moderate. Esclusi cereali, zuccheri e tuberi.
Proprietà e Benefici:
Riduzione marcata del senso di fame (effetto saziante dei chetoni e dei grassi).
Miglioramento della sensibilità insulinica e perdita di peso corporeo efficiente.
Buona chiarezza mentale e livelli di energia costanti durante la giornata.
Differenza chiave: Permette di includere una varietà discreta di verdure e qualche sfizio a basso contenuto di carboidrati, mantenendo comunque il corpo in uno stato di combustione dei grassi.
3. Dieta Chetogenica Stretta / Terapeutica (Fino a 20 g di carboidrati/giorno)
È il protocollo chetogenico rigido, spesso utilizzato in ambito medico o per un dimagrimento e un reset metabolico profondo.
Stato Metabolico:
Chetosi Nutrizionale Profonda.
Le riserve di glicogeno epatico si azzerano quasi del tutto.
Il corpo si riprogramma per funzionare quasi esclusivamente a grassi.
Cosa bruciano le cellule:
Cervello: Brucia prevalentemente corpi chetonici (fino al 70-75% del suo fabbisogno).
Muscoli, Cuore, Reni: Bruciano direttamente acidi grassi liberi via beta-ossidazione.
Tessuti glucosio-dipendenti: Usano il glucosio che il fegato fabbrica autonomamente partendo dal glicerolo dei grassi e dagli amminoacidi.
Cibi ammessi: Proteine di alta qualità, grassi naturali. Le verdure sono limitate a piccole porzioni di ortaggi a foglia ( insalata, zucchine. cuori di carciofo). F
rutta quasi del tutto esclusa (ammetto solo qualche lampone/mirtillo occasionale o avocado).
Proprietà e Benefici:
Massimo controllo su insulino-resistenza e diabete di tipo 2.
Soppressione quasi totale degli attacchi di fame nervosa.
Potente effetto neuroprotettivo, riduzione dell'infiammazione sistemica e lucidità mentale massima.
Differenza chiave: Tollera un margine di errore minimo. Anche un piccolo sgarro può interrompere temporaneamente lo stato di chetosi profonda.
4. Dieta Chetocarnivora / Carnivore Diet (0 - 5 g di carboidrati/giorno)
È l'eliminazione totale di qualsiasi alimento di origine vegetale.
Si consumano esclusivamente cibi provenienti dal regno animale.
Stato Metabolico: Chetosi Adattata Profonda ed Eliminazione. Il metabolismo è guidato al 100% da grassi e proteine animali.
Cosa bruciano le cellule:
Cervello: Chetoni e la quota di glucosio strettamente necessaria prodotta via gluconeogenesi, per le sinapsi , parte del parenchima renale. eritrociti.
Resto del corpo: Acidi grassi di origine animale.
Cibi ammessi: Carne (preferibilmente tagli grassi e rumianti come manzo, agnello), pesce grasso, uova, frattaglie (fegato, cuore), burro, strutto, midollo.
Da evitare completamente: verdure, frutta, semi, oli vegetali, cereali e zuccheri.
Proprietà e Benefici:
Massima potenza antinfiammatoria: Eliminando fibre, lectine, ossalati e antinutrienti vegetali, riduce a zero gli irritanti intestinali.
Spesso usata come "dieta di eliminazione" definitiva per risolvere malattie autoimmuni, sindrome dell'intestino permeabile (SIBO/IBS) e problemi cutanei severi.
Digestione estremamente semplificata ed eliminazione di gonfiore addominale.
Differenza chiave: Assenza totale di fibra alimentare e cibi vegetali.
Il corpo non va in carenza poiché la carne e le frattaglie forniscono tutti i micronutrienti essenziali nella loro forma biodisponibile.
Sintesi dei Profili Metabolici
Low-Carb (120g):
Stato principale: Flessibilità metabolica
Fonte per il Cervello: Glucosio alimentare
Verdura e Frutta: Ampia varietà
Obiettivo primario: Sostenibilità & Salute
Flessibilità: Alta
Chetogenica (50g):
Stato principale: Chetosi lieve
Fonte per il Cervello: Glucosio + Chetoni
Verdura e Frutta: Verdures + Frutti rossi
Obiettivo primario: Dimagrimento & Energia
Flessibilità: Media
Chetogenica (20g):
Stato principale: Chetosi profonda
Fonte per il Cervello: Prevalentemente Chetoni
Verdura e Frutta: Solo verdure a foglia
Obiettivo primario: Reset metabolico & Focus
Flessibilità: Bassa
Chetocarnivora (~0g):
Stato principale: Chetosi profonda + Eliminazione
Fonte per il Cervello: Chetoni + Glucosio autoprodotto
Verdura e Frutta: Assenti
Obiettivo primario: Autoimmunità & Intestino
Flessibilità: Molto rigida
CONCLUSIONE: Qual è il carburante migliore?
Per mantenere la salute senza troppe rinunce: Low-carb 120g.
Per ricondizionare il metabolismo e perdere peso: Chetogenica 20-50g.
Per spegnere l'infiammazione e curare l'intestino e diverse patologie degenerative: Chetocarnivora.
1. Il Baccalà: perché stai benissimo?
Hai notato un dettaglio fondamentale: parliamo di baccalà salato (o stoccafisso).
Il pesce, rispetto alle carni rosse d'allevamento o processate, ha una struttura proteica molto più digeribile, è ricchissimo di grassi metabolicamente puliti ed è privo di carboidrati o antinutrienti vegetali.
Il fatto che tu sia di gruppo A e ti senta bene con il baccalà non dipende dalla "A" sul tuo referto, ma dal fatto che il pesce è un alimento eccellente e altamente compatibile con la fisiologia umana, ricchissimo di nutrienti biodisponibili. La coincidenza con la tabella del Dr. Mozzi nasce solo dal fatto che lui inserisce il pesce tra gli alimenti consigliati, ma la ragione del tuo benessere è puramente biochimica e nutrizionale.
2. Carne rossa e calcoli
Se la carne rossa ti crea problemi di calcoli (verosimilmente di acido urico o ossalati), le cause principali risiedono spesso in due fattori:
Povertà di idratazione o sbilanciamento del pH urinario.
Presenza di ossalati nella dieta generale (provenienti da vegetali, legumi, frutta secca o spezie) che, legandosi al calcio, formano i calcoli.
La carne in sé non produce calcoli se il metabolismo dell'acido urico è supportato da una corretta idratazione e da un intestino integro.
3. Latticini (Panna, Burro, Mascarpone), Muco e Raffreddore
Questo è il passaggio chiave in cui la tua esperienza conferma la biochimica:
I grassi dei latticini ti danno energia immediata e senso di sazietà (ed è per questo che ti senti bene a livello energetico).
Tuttavia, le caseine (le proteine del latte) e il lattosio stimolano in moltissime persone la produzione di istamina e muco nelle vie respiratorie, provocando congestione e raffreddori frequenti.
È una reazione immunitaria/infiammatoria frequente, indipendentemente dal gruppo sanguigno. Il fatto che ti creino muco è il segnale che il tuo corpo non tollera bene la frazione proteica del latte, anche se ne trae energia dai grassi.
In sintesi
La dieta chetogenica o cheto-carnivora include a pieno titolo il baccalà, il pesce in generale, le uova e la carne, offrendo una varietà di fonti proteiche e lipidiche nobili.
L'intuito del medico o l'esperienza personale sono utili quando ci spingono ad ascoltare i segnali del corpo (come il muco da latticini o la facilità digestiva del pesce).
L'errore sta nell'attribuire questi segnali a una lettera del sangue, quando invece sono la diretta conseguenza di come il tuo intestino e il tuo sistema immunitario reagiscono a specifiche molecole (caseine, proteine del pesce, ossalati).
Continua ad ascoltare il tuo corpo: il baccalà è un ottimo alleato!
"Genetica, la causa di tutte le patologie degenerative"
Un giorno venne da me una madre disperata: era stata dallo specialista per il figlio affetto da autismo.
La risposta del luminare? «Purtroppo, signora, dall'autismo non si guarisce. La causa è genetica».
Un altro caso: un mio conoscente, cinque bypass al cuore, chiede al cardiologo se l'alimentazione abbia giocato un ruolo nell'ostruzione delle sue coronarie.
Risposta: «Assolutamente no. 98% genetica, 2% alimentazione». Con l'aggiunta che i grassi animali sarebbero la rovina del sistema cardiovascolare.
Stessa musica per il cancro e per un'infinita marea di patologie degenerative. Semplicemente disarmante.
Ecco una mia riflessione a riguardo:
La critica all'impostazione "gene-centrica" della medicina degli ultimi decenni è al centro di un dibattito scientifico sempre più serrato.
Per quasi un secolo, la ricerca biomédica principale ha lavorato sul presupposto che la chiave di quasi tutte le patologie croniche stesse nella sequenza del DNA.
Tuttavia, l'avvento del Progetto Genoma Umano e la successiva era post-genomica hanno evidenziato un limite strutturale: tranne che per le malattie monogeniche (come la corea di Huntington o la fibrosi cistica)
La stragrande maggioranza delle patologie degenerative, oncologiche e autoimmuni presenta una componente genetica che non è causale diretta, ma al massimo di predisposizione o suscettibilità.
Influisce forse del !5%, non é una condanna a morte, ed é reversibile con il giusto stile di vita ed alimentazione.
Questo scollamento porta a tre dinamiche fondamentali:
Riduzionismo vs. Sistemica:
Considerare il gene come l'unico "direttore d'orchestra" ha portato a ignorare per lungo tempo l'impatto del microambiente cellulare, della bioenergetica mitocondriale, dello stato redox e dei segnali metabolici (epigenetica ed esposoma).
Cercare la causa prima solo nel codice genetico ha spesso impedito di vedere i fallimenti della segnalazione cellulare a livello globale.
Targeting mirato e tossicità off-target:
Quando non si comprende l'origine funzionale di un'alterazione, la farmacologia interviene cercando di bloccare o attivare recettori e vie di segnalazione "a monte" o "a valle".
Poiché molte di queste vie metaboli-che sono vitali anche per i tessuti sani, i farmaci sintetici finiscono per mostrare una finestra terapeutica stretta: per sopprimere un sintomo o una risposta patologica, alterano fisiologie collaterali, generando profili di tossicità spesso importanti.
Il vicolo cieco del sintomo:
Senza la rimozione della causa eziologica o il ripristino dell'omeostasi di sistema, la terapia farmacologica diventa inevitabilmente cronica.
Si crea un modello in cui il farmaco non è progettato per terminare un ciclo di cura (come fa un antibiotico su un'infezione batterica nota), ma per essere assunto a vita per mantenere il parametro o il sintomo entro limiti tollerabili con tutte le devastanti conseguenze per il povero credente, paziente.
@Bluefidel47 Gran lavoro Doc, ho letto altri suoi post a riguardo. Immagino che Lei in primis segua questi protocolli e ne attesti i benefici e potrebbe essere molto utile avere un'idea dei costi e tempistiche dei trattamenti. Grazie sempre per il suo impegno
Poi non dite che manca la trasparenza nella pubblica amministrazione!
L'Ospedale Civico ha pubblicato il bando per 30 incarichi medici allegando "per errore" il file Excel riservato dove le caselle erano già tutte riempite: nomi, cognomi (tra cui il figlio del Sindaco) e relativi punteggi.
Giustificazione ufficiale: "Errore materiale, era una ricognizione interna".
Risultato: polverone, denuncia del NurSind e bando ritirato di corsa.
La meritocrazia in Italia funziona benissimo, basta solo ricordarsi di non allegare il file sbagliato.
La tua reazione al vomito è un condizionamento culturale ed emotivo, non una prova fisiologica.
Ti spiego il perché punto per punto:
1. Il riflesso del vomito e l'abitudine alla vista della morte
Perché provi nausea di fronte a un maiale macellato?
Perché vivi in una società ipersettizzata che ha delegato e nascosto la morte, disabituandoti alla vista del sangue e dei tessuti interni.
Durante la mia prima lezione di anatomia, quando tagliarono un cadavere umano per la prima volta, io svenni.
Poi sono diventato medico e per anni ho fatto il medico forense, lavorando su salme di bambini, adolescenti, donne e adulti senza più alcun problema.
Un tempo i bambini crescevano assistendo alla macellazione in fattoria senza sviluppare traumi;
oggi ci sono adulti che hanno il riflesso del vomito prima ancora che l'otorino appoggi la stecca di legno sulla lingua per guardare la gola.
Il vomito è una risposta neurovegetativa ed emotiva a uno stimolo a cui non sei abituato, non un indicatore biologico di ciò che il tuo corpo può o deve mangiare.
2. L'illusione dell'agricoltura "senza sofferenza"
Sull'aspetto etico ho già avuto modo di rispondere ampiamente a una riflessione simile di Piergiorgio Odifreddi.
Ci si preoccupa moltissimo della mucca o del maiale — animali grandi ed empaticamente vicini a noi — ma ci si dimentica completamente delle centinaia di migliaia di piccoli animali (roditori, rettili, anfibi, uccelli che nidificano a terra, insetti impollinatori) che vengono sterminati, schiacciati e massacrati dai trattori, dalle mietitrebbie, dai veleni chimici e dalle ruspe per fare posto alla vostra "sana agricoltura" vegetale e alla monocultura di cereali e legumi.
L'agricoltura intensiva devasta interi ecosistemi e causa un'ecatombe invisibile.
La morte fa parte del ciclo della vita e del nutrimento, che tu decida di vederla o meno.
3. Il dogma ideologico e l'impossibilità del dialogo
Deduco che tu sia vegano o vegetariano ideologico.
Tentare di parlare con te di biochimica, fisiologia ed etica nutrizionale è esattamente come entrare in un convento di clausura e cercare di spiegare a una suora che il Dio in cui crede non esiste: non funzionerà mai.
Tu non parti dall'osservazione scientifica per arrivare a una conclusione; tu parti da una conclusione etica irremovibile e poi ti costruisci attorno i presupposti per giustificarla.
È un'interlocuzione biologicamente e logicamente impossibile.
Credi pure a ciò che vuoi e vivi come ritieni opportuno: hai la mia benedizione.
Il caldo resta un pericolo, ma una società che si adatta può salvare vite.
I dati ufficiali del SiSMG, il Sistema di Sorveglianza della Mortalità Giornaliera, ci consegnano un messaggio che merita di essere letto con attenzione, nonostante un’estate molto pesante, lunga e spesso opprimente, non emerge finora un eccesso marcato e generalizzato di mortalità rispetto all’atteso. Com'è possibile?
Negli ultimi anni è cresciuta la consapevolezza, si presta più attenzione agli orari, all’idratazione, agli anziani soli, alle persone fragili, alle allerte ed è proprio qui che l’adattamento climatico smette di essere una formula astratta e diventa prevenzione concreta. Questo non significa che il caldo sia innocuo, sarebbe una conclusione sbagliata e perfino pericolosa ma significa invece che una società può imparare a difendersi. L’adattamento però non può essere lasciato solo alla buona volontà dei singoli, perché il caldo non colpisce tutti allo stesso modo, colpisce prima chi è malato, chi è anziano, chi non può permettersi un climatizzatore efficiente, chi attraversa quartieri senza ombra e senza alberi. Per questo il raffrescamento domestico e il verde urbano devono entrare stabilmente nelle politiche pubbliche come strumenti di prevenzione sanitaria perchè segnano il confine tra una città che protegge e una città che abbandona.
La mitigazione resta indispensabile con la riduzione delle emissioni ma nel frattempo il caldo è già qui, nelle case, nelle strade, negli ospedali, nelle RSA e adattarsi non significa minimizzare il problema. Sì, qualcuno è riuscito perfino ad accusarmi di "negazionismo" perché parlo di adattamento climatico. Curioso, perché chiedere città più fresche, case più sicure e persone fragili meglio protette mi sembra esattamente l’opposto del negare il problema. Bisogna guardare in faccia la questione e decidere che il caldo non può essere affrontato ogni anno con comunicati, raccomandazioni e dita incrociate.