Le accuse di Bocchino a Conte sono solo l’ennesimo teatrino politico per colpire l'avversario.
La realtà dei fatti smentisce la propaganda: Giuseppe Conte ha già chiesto formalmente di essere audito dalla Commissione COVID per fare massima chiarezza. Non c'è alcun intento di "schermarsi", ma solo la volontà di rispondere nelle sedi istituzionali preposte.
Trovo disumano, prima ancora che politicamente scorretto, continuare a strumentalizzare una tragedia nazionale come la pandemia e la gestione delle mascherine — che ha colpito migliaia di famiglie italiane — per meri fini di consenso elettorale e attacchi personali.
La verità non si fa con i processi mediatici o i monologhi social, ma con i fatti. E i fatti dicono che Conte ci mette la faccia. Cordiali saluti.
Non sono della generazione di @IlVeroUltimo e non posso dire che sia il mio mondo musicale. Però non riesco a non riconoscergli una cosa: ha costruito un fenomeno di massa restando fuori dal recinto di chi, in Italia, pretende ancora di decidere cosa sia “alto”, cosa sia “basso”, cosa meriti rispetto e cosa no.
Il percorso, da solo, basterebbe. Sanremo 2018 vinto tra le Nuove Proposte, secondo posto tra i Big l’anno dopo, poi il 4 luglio 2019 il primo Olimpico: sessanta e più mila persone a Roma, a 23 anni, diventando il più giovane artista italiano ad arrivare a quello stadio da protagonista. Da lì non c’è stata la fiammata di una hit estiva, ma una crescita lunga, testarda, quasi anomala per il mercato musicale di oggi: Olimpici, San Siro, Circo Massimo, oltre quaranta stadi, sette album, decine e decine di certificazioni. E poi Tor Vergata 2026: 250mila biglietti venduti in poche ore per un solo concerto. Non è moda. Non è algoritmo. È consenso popolare, costruito anno dopo anno.
Musicalmente #Ultimo non inventa una lingua nuova. Anzi, forse fa il contrario. Mentre buona parte del pop giovanile si americanizza, tra trap, drill, barre, posa e distacco emotivo, lui resta dentro una tradizione italianissima: piano, melodia, canzoni d’amore, fragilità detta senza vergogna. C’è Venditti, c’è Baglioni, c’è Renato Zero, c’è quella linea romana e sentimentale che molti fingono di considerare superata solo perché non sanno più scriverla. Un ragazzo tatuato, cresciuto nell’epoca di Instagram, che parla ai coetanei usando una grammatica emotiva che apparteneva ai loro genitori. E funziona proprio per questo.
Ma la parte più interessante, secondo me, non è nemmeno il numero degli stadi. È quello che si vede guardando il suo documentario: dietro il fenomeno non c’è l’arroganza del predestinato, ma una ferita costante. C’è uno che sembra vivere il successo non come una corazza, ma come una prova continua. Il bisogno di dimostrare, la paura di non essere abbastanza, la rabbia di chi si è sentito fuori posto, poi la rinascita sul palco, davanti a una comunità che evidentemente riconosce quella stessa frattura. Ultimo non piace a milioni di ragazzi perché racconta una vita perfetta. Piace perché non finge di aver risolto tutto.
E questo spiega anche perché irriti tanto certi ambienti. La critica italiana ha un riflesso pavloviano: se piace a milioni di ragazzini, allora deve essere banale. Succede con Ultimo come succede ovunque il pubblico voti col portafoglio invece che con la tessera del circolo giusto. Il salotto lo snobba, ma il salotto non ha mai riempito uno stadio. E allo stadio nessuno chiede il permesso di commuoversi.
Si chiama Ultimo perché ha scelto fin dall’inizio di dare voce a chi si sente ultimo. La cosa notevole è che quella promessa l’ha mantenuta anche diventando enorme. Questo, più dei record, è il punto: non ha trasformato la fragilità in una posa estetica, l’ha trasformata in una lingua comune.
Non serve piacere ai critici per entrare nella storia della musica popolare italiana. Serve riempire un luogo con 250mila persone mentre loro discutono ancora se sia arte.
Il più grave attentato alla più importante infrastruttura strategica europea è stato compiuto dall'Ucraina.
Non ci resta che dirlo a @pinapic e @CarloCalenda. Ci pensate voi?
Che memoria corta sul carrozzone della propaganda! Gridate al disastro oggi, ma dimenticate quando eravate i primi a chiedere di estendere le scadenze e ampliare i bonus edilizi per accaparrarvi voti? 🔄
Dire che sono "192 miliardi di danni" è una menzogna contabile: ignorare l'impatto sul PIL, l'aumento dell'occupazione e il gettito fiscale di ritorno significa essere in malafede o non saper leggere un bilancio dello Stato.
Invece di chiedere scuse agli altri, spiegate alle imprese e alle famiglie tradite dai vostri continui decreti bloccagraniti chi pagherà il conto della vostra totale incapacità di gestire la transizione economica.
VITTORIA! hanno vinto i calabresi, la Calabria che non vuole vedere sprechi! L’avevamo detto a Occhiuto che non era la priorità della Calabria cambiare lo Statuto per aumentare di 2 sottosegretari la Giunta. Abbiamo chiesto referendum e la Corte d'Appello di Cz ci ha dato ragione
Da domani e fino al 6-7 luglio entriamo in una fase estiva più normale.
La spinta dell’anticiclone delle Azzorre verso l’Europa occidentale tenderà infatti a modificare la circolazione anche sull’Italia, favorendo l’ingresso di aria relativamente meno calda rispetto a quella dei giorni scorsi. Il risultato sarà una fase più stabile, con temperature generalmente vicine alle medie climatiche di inizio luglio e un caldo complessivamente nella norma, senza gli eccessi dell’ultima ondata. Sopratutto i valori minimi torneranno ad essere vivibili.
Qualche valore ancora leggermente sopra media potrà resistere soprattutto al Nord-Ovest, dove il caldo potrebbe risultare un po’ più marcato rispetto al resto del Paese, ma senza tornare sui livelli raggiunti nei giorni peggiori.
La parte davvero incerta arriva dopo il 7 luglio. Da lì gli scenari modellistici si aprono molto, alcune soluzioni lasciano spazio a una nuova rimonta anticiclonica di matrice continentale, altre invece vedono un affondo di aria piu' fresca dai Balcani. Per questo, oltre quella data, meglio evitare proclami, lo capiremo meglio tra domani e dopodomani. Per ora portiamoci a casa una cosa, dopo il picco caldo appena vissuto, l’Italia entra in qualche giorno di estate più gestibile.
Oltre 70.000 morti
Almeno 20.000 bambini
Esecuzione di minori con colpi in testa
Prove di bimbi sepolti vivi
Palestinesi imprigionati e torturati
Coloni che assaltano e distruggono
Appartheid
Libano
Netanyahu dichiara la guerra continua
Nessuno potrà dire che non sapeva
#Molinari:
-strenuo sostenitore delle politiche di netanyahu
-negazionista dei crimini israeliani a Gaza
-sfiduciato dalla redazione di Repubblica
-censurato dall'ODG per le affermazioni denigratorie nei confronti di francesca Albanese
diventa direttore editoriale del gruppo SAE
Parlare di "eleganza dialettica" di fronte a un'imboscata televisiva con il verdetto già scritto nei sottopancia è arrampicarsi sugli specchi. Quando un conduttore smette di fare il giornalista e fa la pubblica accusa – interrompendo, provocando e manipolando il contesto – perde ogni diritto di invocare la "lesa maestà" se l'interlocutore gli risponde colpo su colpo.
Troppo facile fare sciacallaggio retrospettivo nel 2026 sulle decisioni drammatiche del 2020, quando l'Italia gestiva un'emergenza mondiale al buio. Su quelle scelte Conte ha risposto nelle sedi competenti (con tanto di archiviazioni giudiziarie), non deve certo subire passivamente i teatrini in prima serata per fare share.
Le frasi citate ("non dica fesserie", "non faccia il fenomeno") non sono insulti, ma legittima difesa davanti all'arroganza. Fa sorridere il doppio standard di certa stampa: applaudite la "grinta" dei vostri beniamini, ma se qualcuno vi risponde con la stessa moneta diventate improvvisamente anime fragili dalle buone maniere. Se qualcuno ne esce malconcio, è solo chi confonde la provocazione con il giornalismo, la solita pagliacciata 🤡
A differenza della meloni #Conte è istruito e non teme confronti, capacissimo di affrontare anche i peggiori lekkini, annientandoli. Ma secondo voi, la gioggia saprebbe affrontare da sola #Travaglio#Ranucci o uno come #Sommi ? Impossibile!!
La meloni a palazzo Chigi ce l’hanno mandata lui, i suoi rancori per Conte e quell’altro fenomeno del Letta jr e le sue fisime su Conte.
Oggi dice che la vuole mandare a casa.
A renzi non bisogna credere mai, nemmeno se dice che c’è il sole e il sole c’è davvero.