Ho letto la seconda parte del programma di #FuturoNazionale del Mullah @RoVannacci . E, se la prima era già inquietante, qui siamo alla sharia Made in Italy: Stato minimo quando si parla di tasse, Stato padrone quando deve decidere come vivi, chi ami, cosa guardi, che religione rappresenta la Nazione e perfino quanto vale il tuo voto.
La perla è il “voto plurimo” per i genitori: più figli hai, più schede ricevi. Lo scrivono e ammettono che servirebbe modificare l’art. 48 della Costituzione.
Peccato che l’art. 48 dica che il voto è “personale ed eguale” e che la Consulta abbia già scritto che questo esclude “l’attribuzione del voto multiplo o di quello plurimo”. Non una cosa simile: proprio IL VOTO PLURIMO.
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O sono stupidi loro o vi prendono per scemi a voi che li seguite
E il trucco del “voto ai figli” è ridicolo: il minore non vota. Vota il genitore una seconda, terza o quarta volta al posto suo. Tuo figlio sedicenne può pensarla all’opposto di te: il generale ti consegna comunque la sua scheda. Se vuoi rappresentare i giovani, abbassi l’età del voto. Il resto son pagliacciate
Poi le unioni civili: da abolire perché “solo la procreazione ha rilievo pubblico”. Quindi un matrimonio tra ottantenni o persone sterili quale misterioso rilievo procreativo avrebbe? Nessuno. Il criterio non è la procreazione: è l’omosessualità. E nel caso Oliari la CEDU ha già condannato l’Italia per l’assenza di un adeguato riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali.
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La vostra omofobia ornai non riuscite a mascherarla
Segue la TV: fascia 6-23 contro contenuti “genderisti/omosessualisti”, con sanzioni fino alla sospensione della licenza. Il partito che prima gridava “le idee non si processano” ora vuole decidere quali relazioni possano essere mostrate. La Grande Camera CEDU, caso Macatė, ha già stabilito che limitare l’accesso dei minori a contenuti solo perché presentano relazioni omosessuali come equivalenti alle eterosessuali non persegue un fine legittimo.
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Quanto siete ignoranti?
Sull’aborto arriva la furbata: “come già stabilito dalla legge 194/1978, l’aborto non è un diritto”. La 194 non “stabilisce” quella frase. Regola espressamente quando e come una donna può chiedere l’interruzione volontaria di gravidanza. Si può essere contrari, ma almeno non si faccia dire alla legge ciò che non dice.
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Poi Ministero della Vita, Famiglia naturale e Identità, “identità cristiana”, educazione militare nelle scuole, militari nelle aree urbane degradate. Problema: la Repubblica non è uno Stato confessionale. Per la Consulta la laicità è un “principio supremo” dell’ordinamento.
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Infine la difesa: il programma parla del 5% “imposto da NATO e UE”. Falso. Il 5% è un impegno assunto dagli Stati NATO al vertice dell’Aia, con obiettivo 2035: 3,5% difesa core + fino all’1,5% sicurezza e resilienza. L’UE non lo ha imposto. E SAFE è uno strumento di prestiti cui lo Stato chiede di accedere, non una tassa obbligatoria.
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Il filo è chiarissimo: “libertà” finché riguarda loro. Poi, appena entrano in scena famiglia, sesso, religione, informazione o voto, compare lo Stato etico con divieti e regolamenti.
Non è conservatorismo. È un progetto illiberale che pretende perfino di pesare diversamente i cittadini nell’urna a seconda di quanti figli hanno.
Altro che “Futuro Nazionale”. Qui il futuro somiglia parecchio a un passato che la Costituzione italiana è stata scritta precisamente per evitare.
Ecco il video comunicato sindacale che la Rai non ha voluto mandare in onda:
Avevamo chiesto di trasmetterlo per porre l'attenzione sullo smantellamento di RaiTre.
Vi chiediamo di condividere il video per raggiungere più persone possibili perché RaiTre non muoia.
#VivaRai3
Pochi minuti prima che Trump annunci decisioni che alzano o abbassano gli indici di Borsa, qualcuno lo sa già, e compra o vende realizzando enormi profitti a danno del mercato.
È successo nel 2025 in occasione dei dazi, e di nuovo fra marzo e aprile 2026 nella guerra contro l'Iran. Una sfilza di annunci destabilizzanti a vantaggio di speculatori ben informati.
Informati da chi? Anche sulla piattaforma di scommesse Polymarket qualche account anonimo ci azzecca sempre. Già un anno fa sei senatori democratici hanno inviato un esposto alla Sec, autorità di vigilanza, per sospetta manipolazione del mercato e insider trading. A guidare la Sec Trump ha nominato il deregolatore Paul Atkins, che non ha aperto nessuna indagine. #Trump #insidertrading #borsa #Iran #dazi
Nel silenzio totale dei mezzi di informazione, il governo Meloni ha approvato una norma che consente l'apertura di sale operatorie senza controlli preventivi sui requisiti minimi di sicurezza.
Ripeto, vista la gravità: senza controlli preventivi.
Con verifiche rinviate fino a un anno dopo.
1 anno.
Dodici mesi di interventi chirurgici, anestesie, bisturi, infezioni possibili, pazienti ignari.
Dodici mesi prima che qualcuno vada a vedere se la sala operatoria è a norma.
La norma non nasce in un provvedimento sulla sanità. Sarebbe stato troppo onesto. È stata nascosta dove nessuno guarda.
Infilata in un decreto che parla di grandi opere, commissari, infrastrutture, Ponte sullo Stretto.
Un contenitore omnibus, uno di quelli che scorrono veloci in Parlamento e ancora più veloci nei telegiornali.
Dentro quel decreto, lontano dagli occhi dei cittadini, si smonta un principio basilare dello Stato di diritto sanitario: prima i controlli, poi apri.
Qui si fa il contrario: apri, opera, incassa. I controlli (forse) dopo.