Si chiama Marcello Gemmato e fa il sottosegretario alla salute pubblica. Che ha combinato ? Ha scelto 251 farmaci costosi, fino ad oggi comprati (a minor prezzo) e distribuiti direttamente dalle ASL, e li ha passati alle farmacie private che ovviamente li pagano di più. Non solo, ha introdotto una riforma sui farmaci di fascia bassa aumentandone il prezzo del 31%. Secondo l'inchiesta Dataroom di Milena Gabanelli, le modifiche a firma Gemmato creano un costo aggiuntivo per il SSN di circa 270 milioni di euro all'anno. Curiosità, Marcello Gemmato è un farmacista. Ma questa è certamente solo una coincidenza ...
Sakan is a traditional Japanese plastering method that uses clay, sand, and straw over a bamboo lattice to create durable walls that naturally regulate humidity and stabilize indoor conditions.
Sentenza definitiva!
Montaruli, la paladina del “carcere per uno spinello”, condannata dalla Cassazione.
Augusta Montaruli, colei che in Parlamento chiedeva cinque anni di carcere per chi fuma uno spinello, è stata condannata in via definitiva dalla Cassazione a 1 anno e 6 mesi per peculato.
Ha sottratto soldi pubblici, ma non sconterà nemmeno un giorno, protetta dall’immunità parlamentare e dalla copertura dei suoi alleati.
Rimane in Parlamento, pagata da noi, e continua a dare lezioni di morale. Cinque anni per uno spinello, zero per chi ruba denaro pubblico.
È l’ipocrisia incarnata e la vergogna di un Paese che premia i colpevoli e punisce i liberi. Ma noi non dimentichiamo.
#IOVOTONO
Anche Elio Germano vota No al referendum del 22 e 23 marzo e lo fa sapere con un video che contiene un tributo a uno dei più geniali spot referendari per il NO nella storia repubblicana del nostro Paese: quello di Gigi Proietti a difesa dell'istituzione del divorzio, nel 1974.
“Sembra incredibile, e invece è successo davvero.
Invece di presentarsi davanti al Parlamento e ai cittadini italiani, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni è andata in radio, a Rtl 102.5, per relazionare il Paese sulla più grave crisi della storia recente.
E ha infilato una supercazzola dietro l’altra.
Ha assicurato che “L’Italia non è in guerra e non intende entrarci”.
Già, peccato che invierà immediatamente armi, sistemi anti-droni e munizioni ai Paesi del Golfo ufficialmente per difendersi dall’Iran (dimenticandosi di dire che l’Iran si sta a sua volta difendendo da un attacco illegale).
Ha aperto esplicitamente all’utilizzo delle basi americane sul territorio italiano: “Ci atteniamo agli accordi bilaterali”.
E in caso di richieste ulteriori? “Decideremo insieme al Parlamento”.
Parlamento di fronte a cui però si guarda bene di metterci la faccia, come invece avevano richiesto tutte le opposizioni, lasciando la patata bollente a Tajani e Crosetto. Aiuto!
E ancora:
Si dice preoccupata “da una crisi sempre più evidente del diritto internazionale e degli organismi multilaterali che sta generando un mondo sempre più governato dal caos”.
Solo che si dimentica di dire che chi viola sistematicamente e ripetutamente il diritto internazionale ha un nome e cognome: si chiama Donald Trump. Ieri in Venezuela, oggi in Iran.
Ma mica finisce qui:
Ha parlato di “reazione scomposta dell’Iran”.
E certo, dopo che due Paesi ti bombardano e ammazzano civili, cosa ti aspetti che facciano? Che rispondano con i fiori.
Non una parola neppure sull’imbarazzante caso di Crosetto a Dubai.
Nessuna condanna dell’aggressione unilaterale di Trump e Israele.
Nessuna autocritica per essere stata la più grande amica e alleata di due criminali di guerra.
E soprattutto: nessun passaggio in Parlamento davanti agli italiani.
Ma su una radio privata, come se fosse una cantante in gara a Sanremo che commenta la geopolitica, in spregio di qualunque ruolo e incarico istituzionale.
Che abisso rispetto al discorso monumentale pronunciato appena 24 ore fa dal premier spagnolo Sánchez.
Siamo in queste mani qui.
E di questi tempi mette i brividi”.
Lorenzo Tosa
A mother placed a "hug bell" in her living room, and whenever someone in the family felt the need for a hug, she would ring the bell to satisfy their need.
Questa settimana il Parlamento ha lavorato solo lunedì/martedì. Dove sono i vari Donzelli e Bignami? Agli italiani chiedono di lavorare sempre di più e sempre con gli stessi stipendi e soprattutto di non scioperare il venerdì.
Per loro vale la settimana corta, anzi cortissima.