L’urlo in radio è lunghissimo, liberatorio, più intenso di quello di Monza, lacerante.
C’è dentro tutto.
Ce l’ha fatta per davvero, il ragazzo del Principato, a spezzare la maledizione e a trovare una gioia che sembrava non voler arrivare mai. Ha corso sopra tutto e sopra a tutti dal venerdì, moderando gli eccessi, regolando le parole in intervista, misurando le esultanze del sabato.
E poi ha giocato a scacchi per 70 giri, controllando una gara fatta scorrere a rilento. Ha avuto pazienza, tanta, come tanta ne ha dovuta avere per arrivare fino a oggi.
Ma quando il traguardo si è avvicinato, alla fine, si è messo a correre per davvero tra le strade di casa sua.
L’ultimo giro è una carezza alla sua Ferrari, ai sogni di un bambino che finalmente ne sta coronando uno tutto suo.
“Negli ultimi 15 giri la mia vita personale ha preso il sopravvento, non mi era mai successo ed è stata forse la cosa più difficile da gestire.
Ho pensato alle persone che oggi non ci sono, ma che sono fisse nella mia testa: Jules e il mio papà. Lui ha dato tutto perché io fossi qui, era un nostro sogno che io corressi su questa pista e che vincessi.”
Quanti macigni sulle spalle e sulla schiena, quanti pensieri annidati dietro la visiera.
Sotto al podio e in paddock lo applaudono tutti, nel box della Ferrari si festeggia, si canta, si balla, si piange.
Perché è davvero impossibile, oggi, non essere felici con lui, per lui.
Per un ragazzo che ce l’ha fatta, e che si porta tutte le emozioni addosso, nella voce, sotto al casco, dietro agli occhi pieni di lacrime.
#Leclerc #MonacoGP @Charles_Leclerc