Most people completely underestimate the insane, inhumane scale of the war in Ukraine.
According to the Uppsala Conflict Data Program, the siege of Mariupol alone saw between 27,000 and 88,000 deaths in only three (3!) months.
Read that again and let it sink in
Israel, if everyone is lying, open Gaza.
If the ICC, the UN, international human rights organisations, Israeli rights groups, journalists, doctors, humanitarian workers, aid agencies, witnesses, and survivors are all lying, then open Gaza.
Let independent investigators, forensic experts, journalists, and UN monitors in.
A state confident in the truth does not fear investigation. A state afraid of the truth blocks access.
Open Gaza.
Egregio Presidente Buttafuoco,
Le scrivo perché le Sue recenti dichiarazioni sulla Biennale come "giardino di pace" e spazio di "libertà assoluta" meritano un’analisi che vada oltre la vuota suggestione letteraria, della quale lei è senza dubbio un maestro, per essere semmai confrontate con l’imbarazzante situazione nella quale ha fatto sprofondare la prestigiosa istituzione che presiede.
Ci tengo a chiarire che la critica alla riapertura o alla gestione di certi spazi non vuole essere un esercizio di generica censura verso un Paese in guerra. È, al contrario, la denuncia dell’ennesima operazione di influenza culturale da parte di una potenza revisionista ed imperialista che usa proprio l’arte come paravento per colpire valori e principi che sono fuori della portata dei missili e dell’artiglieria. La generica libertà dell’arte non può diventare lo scudo dietro cui si nasconde chi l’arte la piega, la umilia e la trasforma in propaganda di regime.
Il passaggio nel quale afferma poeticamente "Noi non abbracciamo le armi", suona quasi paradossale , visto quanto si è speso per la riapertura di un padiglione guidato dalla figlia di Nikolai Volobuyev, vice presidente di Rostec, il più grande conglomerato dell’industria bellica russa, peraltro socia della figlia del Ministro degli Esteri di Mosca Lavorv, rispettivamente esecutore e mandante del tentativo di sterminio del popolo ucraino.
Il Suo "giardino di pace" purtroppo non potrà mai essere ammirato dalla scrittrice Victoria Amelina, morta nel luglio 2023 a Kramatorsk a seguito di un attacco con missili Iskander, i cui sistemi di guida sono prodotti proprio da Rostec e nemmeno dal ballerino dell'Opera Nazionale Oleksandr Shapoval o dal poeta Yuriy Ruf, uccisi al fronte da armamenti pesanti, ugualmente realizzati da Rostec, così come nessun altro degli altri 350 artisti assassinati dal regime cui lei ha spalancato i cancelli di uno dei più importanti eventi artistici del mondo, nonostante quello stesso regime si sia reso responsabile anche della distruzione di oltre 1.100 luoghi d’arte e di cultura, tra teatri, musei, biblioteche, chiese e monumenti.
Allo stesso modo difficilmente avrà il piacere di incontrare la regista Evgenija Berkovič e la drammaturga Svetlana Petrijčuk entrambe arrestate e processate in Russia per un semplice spettacolo teatrale o gli altri centinaia di attori, cantanti o poeti censurati, arrestati o esiliati, per aver scelto di esercitare proprio quella libertà della quale Lei si erge a paladino, mentre offre legittimazione a chi la nega ad altri.
La pace non è un concetto astratto da evocare per difendere scelte indifendibili, ma un processo che richiede disponibilità ai colloqui, aperture ad un cessate il fuoco o almeno il riconoscimento del diritto dell’altro a preservare i propri confini, le proprie libertà e la propria sovranità. Senza questi presupposti, il Suo "pacifismo" diventa solo una zona franca dove si normalizza la cultura della sopraffazione e le società aperte si consegnano a chi vuole distruggerle.
La Sua pomposa retorica in questo senso non può essere letta come un legittimo esercizio di tutela dell’autonomia della Biennale, ma come un indecente tentativo di camuffare con eleganti artifici dialettici quello che è a tutti gli effetti un osceno e deliberato atto di complicità. Con il risultato che oggi Lei sta vergognosamente tradendo la sua missione, che è quella di servire un’istituzione che appartiene a noi tutti, non certo di servirsene per rincorrere la Sua distopica visione del mondo.
Presidente, l’audacia che Lei chiede agli artisti, manipolando peraltro volgarmente le sagge parole del nostro Presidente della Repubblica, dovrebbe appartenere innanzitutto a chi guida le istituzioni: l'audacia di distinguere tra un dialogo culturale e un'operazione di propaganda travestita da estetica. L’audacia di difendere la sua indipendenza, non già da chi la richiama al rispetto dei valori di libertà, giustizia, autodeterminazione, ma semmai da chi questi principi ha provato a seppellirli nelle fosse comuni a Bucha o sotto le macerie del Teatro di Mariupol.
Se proprio vuole che la Sua firma appaia su un documento che il mondo libero possa veramente apprezzare, la apponga su una lettera di scuse verso gli artisti uccisi, arrestati, silenziati o esiliati che, con la sua compiacenza verso il regime russo, ha maldestramente offeso, e magari anche di dimissioni da un’istituzione che non può veder sprofondare 130 anni di storia nella densa melma del collaborazionismo.
Le 1er mai n’est pas la fête du travail, c’est la journée internationale de lutte pour les droits des travailleuses et travailleurs
Bonne journée de lutte ✊
I've taught European history for 30 years. Americans have always asked me how the Holocaust was possible, how Germans could have enabled a madman reveling in mass murder to carry out his plans. Now we can see in real time how this is enabled; now we have front-row seats.
Imagine if Iran bombed and destroyed the Golden Gate Bridge in California, what would you call it? TERRORISTS
The U.S bombed and destroyed the highest bridge in Iran, the B1 bridge, why do you call it “PEACE”?
Bombing a bridge is a war crime under international humanitarian law
I don't think people understand the gravity of the situation linked to the strikes on oil depots in Iran, the desalination plant in Bahrain, on oil infrastructures in Saudi Arabia and Oman, and beyond.
Bombing oil depots across Tehran didn't just kill civilians. It poisoned the air, covered in thick black toxic clouds of smoke, contaminated the water and turned the sky into acid rain, raining oil on millions of people with cancerous polluted air entering every lung.
This has serious environmental and humanitarian consequences. Hazardous "black rain" and "acidic rain" in Iran and Saudi Arabia could pose serious health risks as toxic pollutants spread in the air, and the attacks on desalination facility in Bahrain has also threatened water access for civilians—raise concerns of "wider regional pollution exposure", with the long-term effects of pollutants, affect respiratory health and contaminate water, that will affect people for years.
Every bomb dropped on an oil depots is a time bomb for the people and the planet.
This has moved beyond geopolitics. It's a crime against humanity.
🔴 La CNCDH appelle le gouvernement français à renoncer à sa demande de démission et à rectifier publiquement les propos inexacts attribués à Francesca ALBANESE 🔴
Le détail de cette lettre adressée à @jnbarrot, Ministre de l'Europe et des affaires étrangères 👇
Capgemini : le savoir-faire français au service du fascisme.
Donnez de la force à la pétition exigeant que @Capgemini cesse immédiatement sa collaboration avec l'ICE et le régime de Trump ! ✊
The murders of unarmed civilians on the streets of Minneapolis, including the killing today of the intensive-care nurse Alex Jeffrey Pretti, would not come as a shock to Iraqis in Fallujah or Afghans in Helmand province. They were terrorized by heavily armed American execution squads for decades. It would not come as a shock to any of the students I teach in prison. Militarized police in poor urban neighborhoods kick down doors without warrants and kill with the same impunity and lack of accountability. What the rest of us are facing now, is what Aimé Césaire called imperial boomerang. Empires, when they decay, employ the savage forms of control on those they subjugate abroad, or those demonized by the wider society in the name of law and order, on the homeland. The tyranny Athens imposed on others, Thucydides noted, it finally, with the collapse of Athenian democracy, imposed on itself. But before we became the victims of state terror, we were accomplices. Before we expressed moral outrage at the indiscriminate taking of innocent lives, we tolerated, and often celebrated, the same Gestapo tactics, as long as they were directed at those who lived in the nations we occupied or poor people of color. We sowed the wind, now we will reap the whirlwind. The machinery of terror, perfected on those we abandoned and betrayed, including the Palestinians in Gaza, is ready for us.