#ULTIMAHORA La ONU ha declarado oficialmente a Gaza como zona de genocidio, señalando que Israel está atacando deliberadamente a niños y bebés.
Tardaron tres años completos en llegar a esta conclusión, pero ya es un avance y ahora Israel tiene que responder ante la comunidad internacional y la justicia.
#RTMasivo #UrgenteCOMPARTAN 👇🏼👇🏼👇🏼👇🏼
Al Najjar, Alberizia e Centrone. E una Farnesina muta, vale a dire: inconsistente. Che anche di fronte a umiliazioni pesanti ricevute sia da Tel Aviv, sia da Bengasi, non sta ritenendo di comunicare con i cittadini.
Israeli strikes that killed Reuters video journalist Issam Abdallah and injured six other journalists cannot be dismissed as a “mistake.” Why did Israeli forces attack a clearly identifiable group of journalists in southern Lebanon. https://t.co/3vOKPLRKBv
Non vi pare vagamente sospetta, per usare un eufemismo, la reazione dei media alle recenti “rivelazioni” sul caso della grazia a #NicoleMinetti? Francamente, io sto provando un imbarazzo non indifferente: questi sono proprio sfacciati.
Non entro nel merito delle tecnicalità della procedura: primo, perché a mio avviso rappresentano un pantano da cui è difficile uscire; secondo, perché – a volerci comunque indugiare – è stato chiarissimo @marcotravaglio oggi nel suo editoriale. Insomma, non ha alcun senso chiedere all’oste se il vino è buono: rimando al suo fondo.
Resta la questione politica, e questa è grande come un grattacielo. E la responsabilità politica è tutta in capo al Presidente della Repubblica, come confermato dalla nota sentenza della Corte Costituzionale (200/2006): «Alla controfirma va attribuito carattere sostanziale quando l’atto sottoposto alla firma del Capo dello Stato sia di tipo governativo e, dunque, espressione delle potestà che sono proprie dell’Esecutivo, mentre ad essa deve essere riconosciuto valore soltanto formale quando l’atto sia espressione di poteri propri del Presidente della Repubblica, quali – ad esempio – quelli di inviare messaggi alle Camere, di nomina di senatori a vita o dei giudici costituzionali. A tali atti deve essere equiparato quello di concessione della grazia, che solo al Capo dello Stato è riconosciuto dall’art. 87 della Costituzione».
Sul sito del #Quirinale (non su quello del #FattoQuotidiano!), poi, si legge: «Ogni decisione sul merito è adottata dopo aver valutato: la peculiarità umanitaria che il caso presenta (ad esempio, per la risalenza nel tempo del delitto commesso, per la età e incensuratezza del suo autore, per il contesto – “storico”, personale, familiare – in cui si è verificato…); il periodo di pena espiato e la fruizione eventuale di benefici penali o penitenziari; l’assenza di elementi dai quali dedurre l’attuale pericolosità del condannato; gli esiti del processo rieducativo e, specie per le domande di grazia relative a pene accessorie, l’intervenuto reinserimento sociale del condannato; la condotta inframuraria tenuta; le osservazioni delle vittime del reato o, in caso di loro morte, dei loro familiari; la incompatibilità delle condizioni di salute del condannato con lo stato detentivo e la inattitudine a fronteggiarne la precarietà con i benefici ordinari (penali e penitenziari)».
Sempre sul sito del Capo dello Stato, non su quello di #Travaglio, ancora: «Nel corso del secondo mandato, sono state sottoposte all’attenzione del Presidente Mattarella sia le pratiche che hanno dato luogo all’adozione dei 36 provvedimenti di clemenza [...] sia altre 1371 domande (o proposte) di grazia oppure di commutazione di pene. Di esse 1136 sono state rigettate e 235 archiviate o “poste agli atti”».
E si aggiunge persino che «Delle domande rigettate, 358 hanno riguardato condannati la cui pena non era in corso di esecuzione perché era stata concessa la sospensione condizionale o perché l’esecuzione della pena detentiva era stata sospesa [...], ovvero condannati che sin dall’inizio dell’esecuzione della pena, o dopo un periodo di detenzione carceraria, erano stati ammessi a misure alternative al carcere [...]: in questi casi il Presidente della Repubblica ha ritenuto che le esigenze poste a fondamento della domanda di clemenza risultassero già adeguatamente tutelate per effetto degli ordinari strumenti personali, sostanziali e processuali, e penitenziari».
Ma lo capite che è il sito ufficiale del #PresidenteDellaRepubblica a certificare, nero su bianco, che la grazia a Nicole #Minetti non avrebbe dovuto essere concessa?
Il potere di concedere la grazia, in sintesi, interamente sotto la responsabilità di #Mattarella, non può essere esercitato in contrasto con quello della magistratura: la grazia non serve a sbugiardare una sentenza di condanna e, conseguentemente, a cancellare la pena. Essa serve – in condizioni assolutamente straordinarie (come scrive il Colle sul suo sito) – a lenire gli effetti particolarmente afflittivi della detenzione.
Non viene concessa per casi lievi, a una che non ha fatto un solo giorno di galera (e non ne avrebbe fatti), a chi ha diritto a misure alternative (ad esempio ai servizi sociali), che la #Minetti non aveva peraltro neppure cominciato. Non viene riconosciuta, insomma, in contrasto con quanto prescritto dall’art. 27 della Costituzione (di cui, dettaglio non trascurabile, #SergioMattarella sarebbe il garante) e che prevede l'obiettivo di «rieducazione del condannato». Se non sconta nulla, come lo rieduchi?
E allora, al netto di quello che dice e che potrebbe dire la Procura, resta la questione politica: è enorme e su questa bisognerebbe indugiare, se fossimo una vera democrazia e non una colonia nella quale il sistema mediatico è completamente asservito al Proconsole del Quirinale.
Perché, a dispetto di tutto quanto lo stesso Quirinale pubblica sul suo sito e che contraddice palesemente l’opportunità di concedere la grazia alla Minetti, la stessa è stata concessa? Perché riconoscerla bruciando i tempi e, soprattutto, perché tenerlo nascosto? Cosa ha indotto il Presidente della Repubblica a contraddire se stesso, i suoi criteri, il metodo portato avanti fino a quel momento, per concedere la grazia a una persona politicamente così “significativa” come Nicole Minetti, che peraltro gode di un’agiatezza che la stragrande maggioranza dei detenuti (anche con figli malati a carico) può soltanto sognare?
Perché il Presidente della Repubblica arriva a rischiare un boomerang mediatico così prevedibile? Perché non ha preso tempo o semplicemente non ha negato la grazia come ha fatto per centinaia di altri casi «ammessi a misure alternative al carcere»?
In definitiva, e questa è la domanda alla quale tutta l’informazione dovrebbe pretendere una risposta: cosa o chi ha condizionato la scelta del Presidente della Repubblica?
In un Paese serio, autenticamente democratico e libero, tutti i giornali starebbero col fiato sul collo di Mattarella per pretendere una risposta da chi rappresenta il potere in Italia. Qui, invece, in una patetica gara a chi urla più forte «è un bel Presidente!», si punta il dito contro l’unico giornale – @fattoquotidiano – che ha davvero il coraggio di rischiare tutto per vederci chiaro: è una vergogna.
I militari israeliani sbarcano in Sardegna per la licenza premio e il Consiglio regionale ne invoca l'espulsione.
Il consigliere Valdo Di Nolfo si scaglia contro l'arrivo dei voli charter.
L'articolo qui: https://t.co/IiElGToA8M
A Istanbul hanno portato in ospedale 50 “reduci” della Flotilla per Gaza, compreso un italiano. Si parla di fratture alle costole e agli arti superiori, di molestie e perfino violenze sessuali, ma è presto per un bilancio. Tra i feriti non ancora refertati c’è Adriano Veneziani, 28 anni, romano, colpito alla spalla da un proiettile – forse di gomma o forse no – sulla nave prigione dove ha trascorso una notte anche chi scrive: “È successo martedì, prima che arrivaste voi. Leggi l'articolo completo a firma di Alessandro Mantovani su Il Fatto Quotidiano
https://t.co/DsriYv6bnd
"La eliminación de archivos en papel y su reemplazo por archivos digitales, les permite borrar la historia. Un día, intentarás acceder a la información y encontrarás el mensaje de "esta página no existe", y al día siguiente, los verás negar que eso haya ocurrido"
Julian Assange, sobre cómo el sistema intenta controlar la información digitalmente, para poder borrar la historia y manipularla a su antojo, para poder controlar a la población más fácilmente.
Esta digitalización de la sociedad busca el control total sobre la población.... pero sobre todo facilitar la persecución sobre cualquier disidente; con un click te bloquean las cuentas bancarias y te destruyen la vida, con un click borran décadas de información y pueden manipular la historia a su antojo.
Esattamente un anno fa, Israele ha ucciso il brillante giornalista palestinese Hasan Islaih, rinomato giornalista di Gaza che ha scoperto i cadaveri marciti dei neonati in un ospedale di Gaza, che Israele ha lasciato morire nelle incubatrici neonatali.
Hassan è stato giustiziato durante un attacco sferrato contro il suo letto d'ospedale, all'interno dell'ospedale Nasser di Khan Younis.
Israele lo aveva ferito in precedenza, durante un bombardamento contro la sua tenda.
Ricordiamo un collega straordinario.
Tanto amato da tutta Gaza.
Nel silenzio totale dei mezzi di informazione, il governo Meloni ha approvato una norma che consente l'apertura di sale operatorie senza controlli preventivi sui requisiti minimi di sicurezza.
Ripeto, vista la gravità: senza controlli preventivi.
Con verifiche rinviate fino a un anno dopo.
1 anno.
Dodici mesi di interventi chirurgici, anestesie, bisturi, infezioni possibili, pazienti ignari.
Dodici mesi prima che qualcuno vada a vedere se la sala operatoria è a norma.
La norma non nasce in un provvedimento sulla sanità. Sarebbe stato troppo onesto. È stata nascosta dove nessuno guarda.
Infilata in un decreto che parla di grandi opere, commissari, infrastrutture, Ponte sullo Stretto.
Un contenitore omnibus, uno di quelli che scorrono veloci in Parlamento e ancora più veloci nei telegiornali.
Dentro quel decreto, lontano dagli occhi dei cittadini, si smonta un principio basilare dello Stato di diritto sanitario: prima i controlli, poi apri.
Qui si fa il contrario: apri, opera, incassa. I controlli (forse) dopo.
"Quello che #Trump deve fare ora, è convincerli ad accettare di nuovo ciò che avevano già accettato". John Kerry, ex Segretario di Stato di Barack Obama, negoziatore del #JCPOA#Iran
La giornalista del Washington Post Hannah Natanson, la cui casa è stata perquisita dall'FBI durante il governo Trump e a cui sono stati sequestrati telefoni e pc, ha appena vinto il Premio Pulitzer. Sechi, Porro, Parenzo, Sallusti, Capezzone, Cerno, sarà per la prossima volta.
"Da tempo denunciamo una degenerazione squadristica di elementi che in nome dell'autodifesa minacciano e aggrediscono nelle scuole e per strada chi individuano come nemico di Israele. Basta omertà dall'alto per questi estremisti sospinti al fanatismo da leader irresponsabili": lo scrive su Facebok Gad Lerner. https://t.co/W0uNAU7lkh
Qui è dove @emanuelefiano si fa spiegare da mister “definisci bambino” cosa fare e chi manganellare. Ciao, @ellyesse, c’è un problema grosso come un genocidio, qua