Di sinistra,ma riformista.Contrario agli sterili parolai e a chi problematizza perché incapace di parlare di soluzioni. Gli incivili li blocco senza esitazione.
Anno 1994 - Carcere di Regina Coeli - Cella numero 306.
Sul muro, incisa con un chiodo, una scritta: ”Sono Anticoli Lazzaro, detto Bucefalo, pugilatore. Se no arivedo la mia famija mi è colpa di quella venduta di Celeste Di Porto. Rivendicatemi”
Oggi è il 2 aprile 2022.
In questi giorni avrei dovuto festeggiare il mio compleanno.
Peccato.
Oggi è comunque una data importante.
Certo, non come un compleanno, sapete, quella cosa con torta e candeline.
Oggi, 2 aprile 2022, sono dieci anni esatti che sono morta.
La cosa più importante Draghi l'ha detta a bassa voce, dentro il suo mastodontico rapporto: ragazzi, l'Europa sta sparendo. Il suo studio sulla competitività per l'Europa è stato presentato come un piano, ma a questo punto della storia sembra più una profezia che un piano, 300 pagine di non fiction speculativa che viene dal futuro a raccontarci i motivi per cui l'Europa sta sparendo.
Noi la diamo per scontata, ci siamo nati dentro, non abbiamo fatto niente per costruirla, abbiamo goduto dei suoi frutti per inerzia: il superamento dei confini, la moneta unica, il roaming che sparisce, eccetera, e pensiamo che esisterà per sempre, come tutte le cose che vediamo ogni giorno.
La maggior parte delle crisi non sembrano crisi, ieri leggevo una cosa scritta da un esperto di salvataggio: le persone che annegano non sembra stiano annegando. Non urlano, non schiaffeggiano l'acqua, non è come nei film, sembra siano okay, e poi a un certo punto non ci sono più. Drowning doesn't look like drowning, era il titolo dell'articolo, e potrebbe essere anche il titolo del rapporto di Draghi. La maggior parte dei bambini annega a meno di venti metri dai genitori, che non si accorgono di niente finché non è troppo tardi.
Draghi ci sta dicendo che l'Unione Europea è quel bambino che sta annegando a venti metri dai genitori. Possiamo discutere sulle ricette (e forse è su questo che potremmo avere un dibattito pubblico), la quota di libero mercato, l'ossessione per produttività e crescita, su quanto siano figlie del secolo scorso. Ma la cosa più importante è la fotografia desolante di questo progetto politico dal quale un poco alla volta è sparito il futuro, per l'incapacità di raccogliere le sfide del presente: clima, energia, digitale, difesa, materie prime. Ce lo facciamo dire da una persona nata nel 1947, i titoli dei giornali sono sul paragone col Piano Marshall, ed è bizzarro che quel piano sia coetaneo di Draghi. C'è una generazione di europei che l'Unione l'ha ereditata, senza costruirla. Ora è il momento di capire cosa ne vogliono, ne vogliamo fare, di quell'eredità. È di questo che dovremmo parlare oggi: ventenni, trentenni, quarantenni. Dire, grazie, ora tocca a noi.
@StefanoPutinati A Renzi, a differenza di altri quaquaraquà, concedo il beneficio del dubbio. Perché ha già dimostrato di riuscire ad influenzare significativamente le decisioni di partiti più grandi del suo,ma privi di strategia politica.
Dopo i magri risultati delle europee,che alternativa c'è?
Se va tutto bene, siamo perduti.
Ho appena finito una prima lettura del rapporto Draghi sui ritardi dell'economia e delle istituzioni europee nei confronti di USA e Cina. 328 sconsolanti pagine di sofferenza, rammarico e frustrazione: non perchè siano dati prima sconosciuti, anzi proprio poiché non lo sono.
Viene voglia di saltare sul primo aereo verso Ovest, con viaggio di sola andata. Ma invece bisogna guardare dritto nell'abisso, per capire meglio come l'Europa abbia potuto ridursi così.
Spero che vi venga voglia di studiarlo (tutto, non solo il summary) e di confrontarvi pubblicamente in merito, perché il rapporto inchioda politica e società europee alle proprie colossali responsabilità e le pone davanti a ineludibili e inderogabili scelte per il futuro.
@DeShindig La politica deve essere coerente sui fini, non sui mezzi. E su questo equivoco ci campano molti commentatori e dispensatori di patenti di coerenza.
@MarcoRizzoDSP Ma cosa c'entra l' Ucraina con la crisi dell' automotive? Perché non parlate col vostro analista delle vostre ossessioni, invece di scrivere sciocchezze sui social?
L’Italietta. La nostra amata irrinunciabile Italietta. Quella in cui due capi di ministeri non proprio qualunque, come Esteri e Difesa, si possono pure dimenticare di essere al governo di un paese del G7, fondatore dell’UE e della NATO, concedendo all’Ucraina quel tanto che basta per non irritare l’Occidente, già un po’ prevenuto nei confronti dell’esecutivo più a destra dai tempi del Fascio, e che alla fine potrebbe pure punirti facendoti ritrovare con un Fitto commissario alle varie ed eventuali. Ma guai a sparare con le armi tricolore oltre confine perché sennò Salvini, che di Putin ha ancora il poster in cameretta, minaccia di tornare a fare quello che gli riesce meglio, cioè il leader dell’opposizione interna, pronto ad alzare il tiro su pensioni, flat tax, autonomia differenziata. E non possiamo nemmeno prendere le distanze da Orban, che le armi piuttosto le darebbe alla Russia, e che è, sì, una spina nel fianco per tutta l’Europa, ma anche il leader del più grande gruppo sovranista dell’Assemblea di Strasburgo ed il candidato scendiletto di Donald Trump, che, hai visto mai che il tycoon vinca le elezioni di novembre, potrebbe sempre tornare utile per poter essere i primi ad omaggiare il neo presidente nello Studio Ovale.
Dall’altra parte poi c’è Elly, che, sì, sta pure lei con l’Ucraina, ma poi nella lista per le Europee ci infila un po’ di tutto, da Cecilia Strada che dice no alle armi e sì alla pace, come una diligente aspirante miss, a Lucia Annunziata, secondo la quale quello ucraino è “un popolo di camerieri, badanti e amanti”, fino a veri fuoriclasse come Marco Tarquinio (detto “il superfluo”) che lancia la geniale idea di sciogliere la NATO. Elly, che ora ha anche dovuto affrontare il problema dei problemi: piazzare la bandierina del PD in Liguria e quindi far convergere il campo largo sul nome di Orlando. E visto che sa bene che Conte non fa mai nulla “graduidamende”, si gioca pure lei la carta Ucraina. Sarà un caso, ma l’ex avvocato del popolo fa un passo indietro e ritira il suo candidato alla successione di Toti esattamente 24 ore dopo che la segretaria Dem si allinea (col Governo) sul no all’utilizzo delle armi in territorio russo.
Eccola qui la nostra Italietta. Sempre indaffarata e ripiegata sulle sue piccole beghe quotidiane, disattenta, incoerente e beatamente inaffidabile. Pronta a giocarsi la vita e la libertà di un popolo per mezza pagina di giornale e una manciata di like dei propri follower, ormai azionisti di maggioranza di quelli che una volta erano partiti. Salvo poi sorprendersi nello scoprire che per qualcuno noi siamo in qualche modo una seconda Ungheria e che al tavolo dei grandi, chissà perché, nessuno ci vuole più.
@DeShindig O magari riuscirà a contenere queste follie, come è riuscito tante volte a dettare la linea pur essendo in minoranza. Perché è l' unico che riesce ad avere un pensiero strategico, in quella massa di scappati di casa che purtroppo è diventata la sinistra italiana.
@lozioditalia@StefanoPutinati Ma perché perdete tempo a discutere con uno che ha nome in russo, la bandiera russa, post deliranti filorussi ma che non ha ancora approfittato della possibilità di prendere la cittadinanza russa? Dai, lascia la tua Vergate sul Membro e vai in Russia, sciò
@Stefanomarp@emesti@Rotelli_MD Ah parli dei fessi che approfittano dell' immunità di gregge che riduce la circolazione del virus e poi dicono che loro non l' hanno fatto e non gli è successo nulla?
What is russia?
For most countries, the answer is found in a national origin story—a myth collectively embraced by the people
The more coherent, the more grounded in actual events is the myth, the stronger the national identity
russia’s national myth is rooted in a BIG LIE
1/10
Il progetto di egemonia russa prosegue, e non richiede sempre le armi. La Russia vuole controllare tutta l' Europa, prima ci renderemo conto di questo e prima reagiremo, se ci teniamo alla democrazia e ai diritti occidentali.
https://t.co/qhE9W8eROm
@frank9you@ilfoglio_it E tu che aspetti a lasciare queste corrotte democrazie occidentali che difendono il diritto internazionale? La Russia ti aspetta, su su circolare!
Sottoscrivo in pieno. Ci siamo resi ridicoli in Europa con una posizione filorussa, tenuta solo da noi e Ungheria. L' Ucraina ha il diritto di difendersi distruggendo le capacità offensive avversarie, anche in territorio russo. È così banale che è rivoltante doverlo ribadire.
Che avrei dovuto fare? Ditemi, che avrei dovuto fare?
Peppino Impastato, ucciso due anni prima, lo aveva detto chiaro e tondo.
“E’ vero, la mafia uccide, ma il silenzio pure”.
Il silenzio e l’indifferenza possono uccidere.
Per questo avevo accettato quella proposta.