Velardi sostiene che questa fotografia da Gaza è falsa, generata con l’intelligenza artificiale. Invece la foto – che ho pubblicato in un post – è autentica ed è di Associated Press, una delle tre agenzie di stampa più importanti del mondo, che (ovviamente) verifica le immagini prima della diffusione. È stata scattata dalla fotoreporter palestinese Mariam Dagga al funerale di Rashad Qasas – ucciso a Gaza mentre era in coda per una distribuzione di aiuti – l’11 giugno. Quattro giorni fa anche Mariam Dagga è stata uccisa da un bombardamento israeliano. Velardi non ha trovato cinque minuti per cercare su Google la foto a cui voleva dedicare il suo editoriale prima di scriverlo. Non ha neppure notato che, sotto il mio post, l’intelligenza artificiale Grok (di X) e Gemini (di Google) avevano già risposto a questa obiezione dicendo: la fotografia è autentica, non è generata con l’AI. E ha scritto un sermoncino sulla morte del giornalismo che suona come una confessione
La Cassazione conferma: fu una strage neofascista. Bellini all’ergastolo.
E quelli del “nessuno di noi era a Bologna”?
Oggi guidano la Commissione Antimafia.
Benvenuti nel Paese reale.
#matrice
Questa volta vogliamo bluffare.
Pubblichiamo una foto che non c'entra nulla con la partita di stasera.
È la foto dell'altro giorno, quando abbiamo vinto i quarti contro la Turchia.
Non vogliamo pubblicare immagini di giocatrici in lacrime.
Loro è giusto che siano dispiaciute.
Perchè quando giochi alla pari contro il Belgio, una delle migliori squadre al mondo da 10 anni, le campionesse d'Europa in carica, quando piazzi un parziale di 17-0 nell'ultimo quarto e riapri una partita già persa, quando fai cagare letteralmente addosso una squadra di fenomeni, non c'è nulla per cui non valga la pena di essere orgogliosi.
L'Italia ha appena perso di 2 la semifinale.
Domenica alle 16:30 contro le fortissime francesi, giocheremo la partita più importante degli ultimi 30 anni della pallacanestro femminile, e degli ultimi 22 anni contando anche quella maschile. In palio c'è una medaglia di bronzo che sarebbe comunque un incredibile successo.
Questa sera, queste ragazze, ci hanno mostrato uno spettacolo unico.
Noi vogliamo celebrarle così: con quel sorriso in bocca, quella spensieratezza e quel carattere che ci ha consentito di tifare per una squadra meravigliosa.
#europeitipo #eurobasketwomen
1-Reintegro per licenziamento senza giusta causa
2-Risarcimenti equi per licenziamento in piccole imprese
3-limitare contratti a termine
4-Anche ditte appaltatrici responsabili sicurezza
5-Ridurre a 5 anni i tempi per la cittadinanza
Questo significano i 5 "Sì"
#Referendum2025
Crozza sul #Referendum del 8 e 9 giugno "è più bello votare al referendum che votare i partiti...quando voti per un partito, poi decide il partito...quando voti per un referendum siamo noi che decidiamo"...
grazie Maurizio
#FratelliDiCrozza#Crozza#referendum2025#17maggio
Anche Carl Brave e Senhit andranno a votare al #Referendum2025 per difendere diritti, lavoro e cittadinanza!
Segui il loro esempio, l’8 e 9 giugno fai sentire la tua voce!
Tutti #insiemeperilreferendum#CGIL
Il fatto è che lui ci credeva per davvero.
Perché quando qualche ora fa, pochi minuti prima di Dallas-Lakers, la partita del suo ritorno in quel posto che lui chiamava casa esattamente come Madrid e Lubiana, quando sul cubo dell’Arena è iniziato il video-tributo, lui piangeva già. Lo sapeva che avrebbe pianto. Sapeva che quella città e quella maglia, che gli hanno fatto cullare il sogno della NBA dopo aver vinto tutto in Europa ad un’etá dove i comuni mortali passano gli asciugamani ai compagni in panchina, gli avrebbero fatto quell’effetto.
Il tempo di asciugarsi le lacrime, ascoltare il tripudio di applausi di migliaia di texani che per l’occasione indossavano una maglia con scritto “Hvala” (“Grazie” nella sua lingua), e dopo la palla a due ha cominciato a fare quello che gli riesce naturale fin dalla nascita:
45 punti in 38 minuti
Quasi il 60% al tiro
Il 70% da tre
8 rimbalzi
6 assist
4 palle rubate
Vittoria Lakers 112-97
Lui ci credeva per davvero che Dallas fosse per sempre casa sua.
Ma la vita va così.
C’è chi fa delle scelte, e c’è chi gioca a basket come pochi altri a questo mondo.
IMMENSA!
“La prossima volta non mi riprenderanno” aveva detto. E non l’hanno ripresa. Perché le promesse sono una cosa seria, come il cuore da mettere in sella (e non solo). E cuore e coraggio hanno qualcosa in comune. @ElisaLongoB#DDVWomen2025
Meloni come Trump. Ha deciso di prendere a pugni i fondamentali della Repubblica e dell’Europa. Attorno ai fondamentali è ora di organizzare una risposta politica, democratica e civile. https://t.co/4f8mHh7ycw
Il referendum si svolgerà l’8 e il 9 giugno 2025, nei giorni del ballottaggio delle elezioni amministrative.
Si voterà per cinque quesiti sui temi del lavoro e della cittadinanza. Potranno farlo anche i cittadini fuori sede.
#Referendum2025#Diritti#Cittadinanza#CGIL
2005: in un cortile di una casa di Charlotte, Steph Curry sta tirando da dietro il pick up di papà Dell. L'auto è molto alta e Steph è costretto ad alzare tanto la parabola: ogni tre tiri, due sono airball e uno scheggia appena il ferro. È demoralizzato, "la sera piangeva" racconta il papà.
Il tiro, in realtà, sarebbe il suo punto forte che gli consente di essere considerato il 16esimo giocatore più forte del North Carolina. Ma a livello nazionale non è nei radar: troppo minuto, troppo leggero per la fisicità dei maggiori college, utopistico un futuro in NBA. Il tiro, col passare degli anni, mostra i suoi limiti: non avendo molta forza nelle braccia, carica il tiro da sotto il petto, proprio come fanno i bambini, e contro difensori più alti, subisce molte stoppate.
Steph parla con papà Dell, ex grande tiratore NBA, e insieme decidono di cambiare totalmente la meccanica di tiro. A 17 anni è molto tardi e sembra una scelta azzardata: cambiare stile di tiro significa ripartire da zero. Ma Steph ha capito che è l'unica maniera per avere una chance di giocare ad alto livello.
Passa tutta l'estate dietro a quel pick up. Gli obiettivi di quel cambiamento sono tre: 1) velocizzare il movimento 2) alzare di molto il punto di rilascio della palla 3) la mano sinistra deve staccarsi dal pallone poco prima del rilascio
2025: esattamente vent'anni dopo quei mesi trascorsi dietro ad un pick up, Steph Curry ha raggiunto quota 4000 triple segnate in carriera. Un numero irreale. Gli altri sono dietro di praticamente mille triple: 3127 Harden, 2973 Ray Allen. Solo che hanno giocato rispettivamente 100 e 300 partite in più di lui.
Osservate la foto della tripla numero 4000: è il manifesto dei 3 obiettivi che si era dato vent'anni prima.
Questa notte ha sbriciolato l'ennesimo record, ha ricordato (se mai ce ne fosse bisogno) di essere il miglior tiratore della storia, ha confermato di aver rivoluzionato questo sport, ha compiuto 37 anni.
Buon compleanno Steph.