Tante falsità e polemiche ingiuste sono state dette e fatte su Jannik Sinner in questi anni.
Tanti, troppi momenti "caso nazionale" senza motivo.
Uno di quelli che mi ha addolorato di più è l'assurda accusa che non fosse andato da Mattarella la seconda volta per fargli uno sgarbo, perché non si sente italiano.
Una polemica priva di alcun fondamento, purtroppo portata avanti non da haters, ma da fior di giornalisti dei principali quotidiani del paese.
In quell'imbarazzo, in quel nervosismo ammesso con simpatia, c'è stata di fronte agli occhi del mondo la prova di quello che i suoi fan sapevano da tempo. Quanto Jannik stimi il Presidente Mattarella tanto da averne un po' di soggezione e andare un po' in confusione.
E quanto sia orgoglioso di essere italiano e ci tenga essere pienamente considerato tale.
Certo c'erano abbondanti esempi. Jannik è praticamente diventato involontariamente ambasciatore dello sport italiano nel mondo, ricorda ed elogia sempre tutti i successi degli sportivi italiani, da grande tifoso e appassionato di vari sport e amico personale di tanti dei nostri atleti. Ricorda sempre gli altri tennisti italiani. Cita sempre l'Italia in ogni suo torneo.
Ha ammesso di essere nervosissimo e di non aver giocato al meglio oggi per la pressione, la pressione di voler vincere a Roma, in casa.
Il problema della mancata visita a Mattarella fu la vicenda sospensione.
Ingiustamente accusato da innocente per quasi due anni ha pagato un prezzo altissimo. Due anni che ci potevano costare la perdita di un tennista così leggendario.
Quanto sia riuscito a vincere con quella spada di Damocle sulla testa e lo sconquasso che gli ha comportato psicologicamente non deve farci dimenticare che botta che è stata.
Uno meno forte avrebbe potuto crollare e rinunciare al tennis. Jannik stesso ha ammesso di averci pensato.
Ecco, molte delle cose di cui è stato accusato dipendono da quello.
Non poteva andare alle Olimpiadi perché gli avevano comunicato la positività.
Non andò da Mattarella perché (oltre ad aver vinto con una forza sovrumana, visto quanto stava accadendo, gli AO solo due giorni prima in Australia appunto, oltre ad aver perso la zia e voler passare qualche giorno a casa al rientro per il lutto) aveva saputo che era stata presa la decisione ufficiale della sospensione.
Proprio in quei giorni uscì la notizia, le dichiarazioni non sempre piacevoli dei colleghi, il momento della bufera mediatica. Non era il caso andare al Quirinale in quel momento.
E non è mai stato il caso chiarire perché.
"Non vengo perché mentre siamo lì che facciamo le foto al Quirinale pieno di giornalisti scoppia il merdone con tanto di compagni di squadra della Davis appena vinta assieme che dichiarano cose discutibili voglio solo chiudermi a casa mia e piangere tre giorni" NON è una cosa che puoi dire.
Nè puoi dire, quando ancora non è noto all'opinione pubblica, "non vado alle Olimpiadi perché m'hanno trovato positivo e non so ancora nemmeno perché dato che non ho fatto nulla."
Con tutto che stava male al momento delle Olimpiadi e chissà, forse si era ammalato per lo shock.
Il sistema immunitario si deprime in momenti di forte stress.
Il fatto di non poter spiegare certe vicende ha dato spazio a certi articolisti per ricamare qualunque falsità attorno a certe questioni.
Jannik nei suoi discorsi post premiazione notoriamente è calmo e si ricorda con grande garbo di tutti, i raccattapalle, arbitri che vanno in pensione, veramente chiunque. Oltre ovviamente al suo team, la sua famiglia etc.
Oggi ha fatto un discorso molto breve, scordandosi di citare molti e ammettendo di essere un po' impappinato per via del Presidente.
Mai visto così nervoso durante una premiazione.
In quel nervosismo c'è la chiusura, si spera, del cerchio di questa assurda polemica.
Con il nostro meraviglioso Presidente che lo guarda con quella sua dolcezza e ammirazione da nonno che ha sempre per i giovani, per gli sportivi, per gli esempi migliori delle giovani generazioni.
Ricordo agli ignoranti o ai dolosamente distratti che Bella Ciao è canzone universalmente simbolo di libertà, la cantarono al funerale delle vittime di Charlie Hebdo, in Iran contro il regime, in Turchia durante le proteste. Ancora con la paranoia di Bella Ciao? Che noia.
Il poliziotto accusato di omicidio volontario è un assist clamoroso per chi vota NO. Dimostra l’importanza dell’indipendenza della magistratura. Se fosse capitato dopo il referendum e avesse vinto il sì quasi sicuramente non si sarebbe indagato sul poliziotto. Meditate gente😜
🚨NEW: Bad Bunny has set the record for the most watched Super Bowl halftime show in history, with over 135 million viewers.
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"ALTRI TEDOFORI?"
Quella è SOLO ANNA DANESI CAPITANA E CAMPIONESSA OLIMPICA DELLA NAZIONALE DI PALLAVOLO FEMMINILE che passa la torcia a SIMONE GIANNELLI CAPITANO E CAMPIONE OLIMPICO DELLA NAZIONALE DI PALLAVOLO MASCHILE!
Ma i cronisti sono seri?
#OlimpiadiInvernali2026
Telecronista rai stasera: sbagliato stadio, non riconosciuto Matilda De Angelis ("ecco Mariah Carey"???), non riconosciuto i tedofori, scambiato la PRESIDENTE del CIO per la figlia di Mattarella, non nominato Ghali, sbagliato ordine dei paesi, sbagliato decine di dati.
Altro?
Quest’uomo si chiama Paolo Petrecca, giornalista, direttore di Rai Sport, più meloniano di Giorgia Meloni.
Ex direttore di Rai News, da cui è stato sfiduciato dai suoi stessi giornalisti con l’83% dei voti. E invece di chiedergliene conto, Telemeloni cosa fa? Lo ha premiato con l’incarico - ancora più prestigioso - di direttore di Rai Sport.
Infine, e siamo a questi giorni, l’apoteosi: Petrecca viene scelto, anzi imposto, come prima voce della serata inaugurale delle Olimpiadi.
Neanche doveva farla la telecronaca, ma all’ultimo momento è stato chiamato per sostituire un professionista serissimo come Auro Bulbarelli, la cui “colpa” è stata quella di aver rivelato in anticipo la presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Il risultato è stato un disastro su tutta la linea, tra gaffe imbarazzanti, topiche clamorose, nomi sbagliati, nomi neanche pronunciati e oscurati.
Neanche la serata è cominciata e Petrecca saluta tutti i telespettatori: “Buonasera dallo Stadio Olimpico”.
Peccato che fossimo a San Siro in Milano, non a Roma.
Poi confonde platealmente l’attrice italiana Matilda De Angelis con la pop star internazionale Mariah Carrey.
E poi questa logorrea senza fine che lo porta a parlare sopra a tutti gli omaggi musicali, primo tra tutti quello a Raffaella Carrà.
Infine quello che non è un errore ma una scelta precisa, chirurgica: cancella letteralemente Ghali. Non solo la regia non dedica a Ghali neppure un primo piano in tre minuti di performance, ma Petrecca “si dimentica” casualmente anche di nominarlo.
Ed è molto più grave di qualunque gaffe ed errore.
La telecronaca di Paolo Petrecca dell’inaugurazione delle Olimpiadi, la sua stessa presenza lì, il modo in cui c’è arrivato, sono la fotografia impietosa e definitiva del modo in cui la destra ha ridotto la Rai e umiliato il Servizio Pubblico.
Da cittadino italiano, mi vergogno.
Tosa
Mariano Barbacid ha appena totalmente eradicato il cancro al pancreas in fase sperimentale sui topi. Si può partire svantaggiati e fare della propria ferita, un riscatto. Questo uomo mi commuove all’inverosimile. Gli occhi. C’è tutto.
“Guardateli, è un palcoscenico di criminali… sono tutti impacchettati per fare passerelle mediatiche, speriamo in una rivoluzione popolare” signora mia❤️.
#Giambruno cita una serie di riflessioni di Saviano sull'uccisione dell'orsa #Amarena e poi chiede provocatoriamente a Scuderi (Europa Verde): "È addirittura responsabile il governo?".
Lei lo trolla in maniera epica: "Potremmo dire che è responsabilità dell'orsa: se non fosse uscita di notte da sola non avrebbe incontrato il cacciatore... o il lupo".
L'espressione di Giambruno con la regia che stacca l'inquadratura dalla sua faccia vale tutto.
(video a cura di @GiusCandela)