LA FINE DI ISRAELE
Uno scritto potentissimo del giornalista israeliano Alon Mizrahi.
"Il tempo di tritare le parole, vendere fantasie è così fottutamente finito. Dobbiamo chiedere senza scuse, inequivocabilmente che questa orribile impresa anti-umana venga interrotta... ”
Quando era all’opposizione gridava al golpe democratico per ogni voto di fiducia.
Oggi, pur disponendo di una maggioranza schiacciante in Parlamento, governa a colpi di decreti e fiducie, riducendo Camera e Senato a semplici passacarte chiamati a ratificare decisioni già prese a Palazzo Chigi.
La coerenza, evidentemente, è rimasta all’opposizione.
Ma questo è solo l'inizio. Il cosiddetto Melonellum rappresenta il passo successivo: una riforma costruita per concentrare sempre più potere nelle mani del capo del governo, svuotando gli equilibri costituzionali e comprimendo il ruolo di garanzia del Presidente della Repubblica.
La retorica è quella della “stabilità”. La sostanza è un'altra: meno contrappesi, meno controllo parlamentare, più potere concentrato in un'unica figura.
Chi ieri denunciava l'arroganza delle maggioranze, oggi la pratica su scala industriale. E chi parlava di difesa della Costituzione, oggi prova a riscriverla per adattarla alle proprie convenienze.
La democrazia non muore all'improvviso: arretra un decreto alla volta, una fiducia alla volta, una riforma di parte alla volta. E quando ci si accorge di quanto terreno ha perso, spesso è già troppo tardi.
Il governo criminale Israeliano ha raso al suolo Gaza, sta sterminando i palestinesi e i libanesi e letteralmente distrutto la propria reputazione nel mondo.
🇮🇱 Opinioni pubbliche negative di Israele (fascia d'età 18-34 anni)
🇦🇺 Australia: 87%
🇬🇧 Regno Unito: 78%
🇨🇦 Canada: 76%
🇬🇷 Grecia: 76%
🇫🇷 Francia: 74%
🇺🇸 Stati Uniti: 74%
🇭🇺 Ungheria: 72%
Fonte: Pew Research Center, Indagine sugli atteggiamenti globali, primavera 2026
Due miliardi di euro bruciati in tre mesi per tentare di fermare il caro carburanti. Sette decreti già approvati, un ottavo in arrivo, ma benzina e inflazione continuano a salire. Il Governo ha scelto la strada degli sconti temporanei sulle accise, finanziati però drenando risorse da altri settori: trasporti pubblici, metropolitane, automotive. In pratica, si spostano soldi dal futuro per tamponare l’emergenza del presente.
Il problema è che il prezzo dell’energia non si controlla con misure tampone. L’Italia resta esposta alle tensioni internazionali, alle crisi geopolitiche e alla dipendenza energetica. E mentre lo Stato cerca disperatamente coperture per mantenere il deficit sotto controllo, l’inflazione continua a erodere stipendi e risparmi.
La realtà è semplice: hanno speso miliardi senza risolvere il problema strutturale. E il rischio è che, finiti gli sconti, restino solo debiti più alti e cittadini più poveri.
L’israeliano Omnam Gruop ha comprato la terra di Costa Merlata nella zona di Ostuni per farci un resort di extra lusso, e l’agenzia immobiliare Coral 37 dell’israeliana Orit Sara Lev Marom sta portando avanti il progetto della "colonia israeliana nel Salento".
Ma qui si può.
Oggi la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è presentata davanti alla platea di Confcommercio ed è riuscita ad affermare qualcosa di incredibile.
Prima ci ha spiegato in tono assertivo che “l’Italia non è la Repubblica delle banane… Le regole si rispettano”, e ovviamente il riferimento immancabile era agli “extracomunitari che eludono il fisco con negozi apri e chiudi”.
Poi un po’ di sovranismo culturale e alimentare un tanto al chilo e la banalissima sparata contro l’intelligenza artificiale che porta via i posti di lavoro.
Infine l’attacco diretto alla sinistra e ad Avs sulla patrimoniale:
“Lavoriamo per tagliare le tasse al ceto medio.
Altri parlano di patrimoniale, noi lavoriamo perché gli italiani possano ambire ad averlo un patrimonio dopo decenni di lavoro e di sacrificio.”
Cosa ho appena sentito?
Questa è disinformazione pura.
La patrimoniale non c’entra letteralmente NULLA col ceto medio e riguarderebbe, anzi, circa 50.000 italiani con un patrimonio complessivo superiore ai 5 milioni, ovvero lo 0,1% della popolazione.
La Presidente del Consiglio, invece, cosa fa? Lascia intendere che la sinistra voglia tassare milioni di italiani, mentre lei lavora per abbassare loro le tasse.
Dimenticandosi di spiegare come mai dopo 4 anni di governo, invece di ridursi, col suo governo le tasse sono magicamente aumentate.
E si ripresenterà pure in campagna elettorale a promettere quella lotta all’evasione che non ha mai fatto al governo.
E nessuno, un giornalista, un moderatore, qualcuno, chiunque, che si alzi in piedi a smentire e a smontare coi numeri e con la realtà questa ennesima sparata da campagna elettorale permanente.
Questa non è politica.
Queste sono armi di disinformazione di massa.
Lei fa finta di niente
e passa le giornate a lodarsi
per meriti che non ha
Ma il Financial Times , da lontano fa notare
quel che qualcuno sta ignorando
“Che fine hanno fatto circa 200 mld del PNRR”?
Israele dà fuoco al villaggio cristiano di Taybeh, Libano.
DOVE SONO ADESSO TUTTI QUEGLI ITALICI FERVENTI POLITICI CRISTIANI DI DESTRA CHE RESTANO DEL TUTTO MUTI E SILENTI DAVANTI A TALE MASSACRO?
DOVE SONO? SI NASCONDONO?
Che pena, che vergogna...🤬
One of the most brutal scenes in human history has been leaked.
The moment the tents of displaced people were bombed in the southern Gaza Strip, in the Mawasi area of Khan Yunis, killing more than 500 civilians.
A video that the world must never forget.
La lega di Salvini
La Lega è quella dei figli di Bossi: la laurea finta comprata a Tirana per 77mila euro coi soldi del partito, le multe e le serate pagate dal Carroccio, condanne per appropriazione indebita. Una famiglia intera, scrisse il giudice, “mantenuta dalla Lega”.
La Lega è quella che comprava diamanti in Tanzania e lingotti d’oro coi rimborsi elettorali. Coi soldi nostri.
La Lega è quella che si fece una banca: tre anni di vita, otto milioni di perdite, i risparmi dei militanti bruciati, salvata da un banchiere poi finito in galera con Bancopoli.
La Lega è quella dei tesorieri: il primo travolto con Bossi dalla tangente Enimont, uno condannato per essersi appropriato dei fondi, uno condannato per finanziamento illecito tramite un’associazione fantasma. Quello attuale, condannato per peculato insieme al revisore dei conti del partito: 800mila euro pubblici destinati al cinema lombardo, finiti anche in due villette sul Garda. Confiscate.
La Lega è quella di Cota, presidente del Piemonte, condanna definitiva per peculato sulle spese pazze del consiglio regionale.
La Lega è quella del sottosegretario imputato per corruzione, accusato di farsi promettere mazzette da un socio dell’uomo accusato di finanziare la latitanza di Messina Denaro. Protetto per anni dal voto del Senato sulle intercettazioni, finché la Consulta non ha detto basta.
La Lega è quella del segretario fidanzato con la figlia di un condannato per bancarotta finito in carcere a Sollicciano. Il fratello di lei ha patteggiato due anni e nove mesi per corruzione sugli appalti Anas. Anas, le strade. Il ministro delle infrastrutture è il cognato. La sorella ha patteggiato un anno per essersi finta avvocata con una badante, fabbricandole una sentenza falsa del tribunale di Firenze.
La Lega è quella del ministro dell’interno che, ubriaco di potere, bloccò in mare navi cariche di naufraghi, anche donne e bambini, e non una volta sola. Per la Diciotti il Senato gli evitò perfino il processo; poi le Sezioni Unite hanno stabilito che quei naufraghi trattenuti a bordo hanno diritto al risarcimento. Paga lo Stato. Cioè noi. Per la Open Arms i giudici lo hanno assolto. Ma dall’aver usato persone salvate dal mare come materiale da campagna elettorale non lo assolve nessuna sentenza.
La Lega è quella che ha firmato un accordo col partito di Putin. E quella del Metropol: l’uomo di fiducia del segretario, già suo portavoce, in un albergo di Mosca a trattare con emissari russi una partita di petrolio destinata, scrisse il giudice archiviando, “all’obiettivo finale di finanziare illecitamente il partito Lega”. Nessun reato, l’affare non si chiuse e i russi restarono senza nome. Resta un partito italiano che andava a cercare i soldi della campagna elettorale a Mosca.
La Lega ovviamente è quella dei 49 milioni pubblici spariti. Li restituisce a 600mila euro l’anno: finirà di pagarli verso il 2090, con rate più basse del mutuo che pago io alla banca.
La Lega è quella della Pedemontana Veneta: 2,3 miliardi pubblici per una superstrada col traffico sotto le previsioni e canoni che peseranno sui veneti fino al 2059.
La Lega è quella delle Olimpiadi “a costo zero” costate al contribuente circa 5 miliardi. Compresa la pista da bob: il Coni voleva gareggiare su un impianto estero già esistente, Salvini impose Cortina “senza spese aggiuntive”. Spese aggiuntive: 124 milioni.
La Lega è quella dei suoi economisti, quelli che da dieci anni sanno tutto di tutto: l’euro stava per crollare, lo spread non contava, i minibot ci avrebbero salvati, fuori dall’Europa si stava meglio. Nessuna previsione avverata, nessuna idea sopravvissuta al contatto con la realtà. Sono ancora lì, in Parlamento, a spiegarci l’economia.
La Lega è quella delle sue vestali dell’intolleranza, le quattro madonnine della crociata permanente contro l’Islam: ordinanze per impedire ai musulmani perfino di pregare in un piazzale, bocciate dai giudici, centinaia di migliaia di euro di contenziosi pagati dai cittadini, e una promozione a eurodeputata proprio per quello.
Nella Lega l’intolleranza non è un incidente di percorso. È un curriculum.
La Lega è quella di Borghezio, condannato per diffamazione razzista contro una ministra nera, cresciuto nell’estrema destra extraparlamentare, fermato nel ‘76 con un messaggio che inneggiava alla morte del giudice Occorsio. Trent’anni di Carroccio, e ora corre da Vannacci.
La Lega è quella di Calderoli, condannato due volte per aver dato dell’orango alla stessa ministra, salvato dalla prescrizione. Oggi è ministro.
La Lega è quella in cui Salvini si è scelto come vicesegretario il generale del “mondo al contrario” per cavalcarne il razzismo, ed è stato cavalcato: il generale si è fatto il partito suo e si porta via deputati, militanti e reduci, compreso quello della “remigrazione” a Montecitorio.
La Lega è quella di chi chiedeva i pieni poteri dal Papeete.
La Lega è quella di chi col tricolore voleva pulirsi il culo.
La Lega è quella che al 25 aprile e al 2 giugno non si presenta perché non ha nulla da festeggiare.
Non è una serie di incidenti. È un metodo.
E voi vi stupite che con 13 miliardi e mezzo da gestire per il Ponte l’inchiesta per corruzione arrivi prima ancora che l’opera sia cominciata? Con indagato l’ex commissario della Lega in Calabria, già nel consiglio di amministrazione della società del Ponte, quello che “lavora a stretto contatto con Salvini”, accusato di aver provato a comprare il parere di un giudice della Corte dei Conti?
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Artık ağzımızın tadı kaçsa da, huzurumuz bozulsa da soylu bir öfkeyle donanıp, gerekeni yapsak mı?
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Cosa facciamo dell'investitore italiano, lo remigriamo?
Forza fasciorazzisti, scatenatevi!