Ma quante sciocchezze scrivo. Quanto vi faccio ridere. Come farete senza di me quando mi trasferirò nell'eremo? Lassù purtroppo non c'è campo. Non potrò più tuittare. Vi offro una fetta di torta allo yogurt di latte fieno e polvere di rosa canina appena sfornata. Vi amo. Attutti.
@albert_jura Io adopro questa. Prima le raccoglievo io, le rose canine selvatiche, poi le facevo essiccare e ottenevo la polvere. Adesso, per mancanza di tempo, la compro. Un caro saluto.
Aspetto da un'ora di entrare nella stanza di un GUP. Ho letto un libro. Ho scritto tre o quattro bischerate su tuider. Ho scorso un quotidiano on line. Ho recitato una corona del Santo Rosario. Non so più icché fare. Ora apro l'uscio e fo una piazzata alla Cacciari dalla Gruber.
L'ultima apparizione in pubblico, prima che io mi ritiri definitivamente nell'eremo, sarà a Todi, alla festa del giovane fiorentino San Filippo Benizi. Tutti quelli che vorranno abbracciarmi e baciarmi si mettano in contatto con il mio agente letterario. Pulvis et Umbria sumus.
@Gospodin_Woland Il mio scritto era ironico e auto ironico. Parlavo come i nostri genitori che raccontavano sempre dei balli in casa, di pomeriggio, cercando momenti di abbracci sensuali, sotto l'occhio vigile delle "guardie". Un caro saluto.
La gioventù moderna di oggi. Vanno nelle discoteche. Noi, ai nostri tempi, si facevano le feste in casa, di pomeriggio, con i 45 giri nel grammofono. I genitori a controllare, indove si tenevan le mane, noi maschi, mentre si ballavano i lenti con le femmine. Cheggentec'ènimmondo!
C'è un'espressione in lingua fiorentina che mi garba un monte. Quande uno sparisce e poi ricompare dicano: "Ndòttussestato in questi mesi, a faddibbene?" Ma il bene di cui si parla non è il solito. Il significato vero, nel caso di specie, è: "Con chi tussestato a fare all'amore?"