#LucaTraini condannato per strage, non per ubriachezza molesta né per residenza a pubblico ufficiale, è libero dopo solo 7 anni, nel piu totale silenzio dei giustizionalisti di destra.
In Italia, il #razzismo è premiato.
https://t.co/8ZS6fm0Bo4
Bisognerebbe ricordare ai vari Vannacci Salvini il caso dell'attentato terroristico razzista avvenuto a Macerata il 3 febbraio 2018,quando il militante di estrema destra #LucaTraini sparò con una pistola contro diversi immigrati di origine africana, ferendone sei. @inaltreparole
Il mio dentista leghista si lamenta delle tasse, mentre non fa mai fattura. Si lamenta che non c'è lavoro per sua figlia, mentre fa custodire sua madre ad una ragazza ecuadorena.
Paga una ragazza di colore per le pulizie, ma non affitta a stranieri o meridionali.
@Klaatu2949291 “Forze dell’ordine nostri eroi” e poi i fasci fanno le aggressioni squadriste anziché chiamare la polizia.
Se fosse stato mafioso lo avrebbero accerchiato e picchiato? O se la sarebbero fatti sotto?
Un’aggressione razzista di stampo squadrista. Il razzismo non può diventare spettacolo.
Un ambulante senegalese di 30 anni, regolarmente residente in Italia, titolare di partita IVA e autorizzato a svolgere la propria attività, sarebbe stato aggredito con una pistola spray al peperoncino mentre lavorava a Borgo Sant’Angelo.
Secondo quanto denunciato, l’uomo sarebbe stato preso di mira senza alcun motivo apparente e, durante l’aggressione, gli sarebbero state rivolte frasi come: «C’è ancora un africano qui? Torna a casa tua.»
La vittima, assistita dall’avvocato Giovanni Tripodi, è stata medicata all’ospedale Santo Spirito con una prognosi di due giorni. Successivamente ha presentato una denuncia al Comando della Polizia Locale di Roma Capitale – Gruppo Prati, che ha avviato gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e verificare le eventuali responsabilità.
La vicenda vede coinvolto Simone Carabella. Se quanto denunciato sarà confermato dalle indagini, ci troveremmo di fronte non solo a un grave episodio di violenza, ma a un’aggressione con un movente razzista, incompatibile con i principi fondamentali di uno Stato di diritto.
Se davvero un uomo è stato aggredito per il colore della sua pelle o per la sua origine mentre esercitava regolarmente il proprio lavoro, siamo davanti a un comportamento che richiama una logica squadrista: intimidire, umiliare e colpire chi viene considerato diverso, sostituendo la forza al diritto e la violenza al confronto civile.
È ancora più inquietante quando simili episodi vengono ripresi con uno smartphone e trasformati in contenuti per i social, quasi fossero intrattenimento. Il razzismo non è uno spettacolo. L’umiliazione di una persona non è un contenuto da monetizzare o da usare per ottenere visibilità. È un’offesa alla dignità umana e ai valori democratici.
Mi auguro che la magistratura e le forze dell’ordine facciano piena luce su questa vicenda e accertino rapidamente tutte le eventuali responsabilità.
In una democrazia non c’è spazio per la violenza, per il razzismo, né per chi, con metodi squadristi, pensa di poter intimidire lavoratori, cittadini e persone innocenti.
Difendere la legalità significa difendere il diritto di ogni essere umano a vivere e lavorare senza paura, indipendentemente dal colore della pelle o dalla sua provenienza.
I fasci stronzi prendono a calci uno straniero che si reca a lavoro.
La pena di morte andrebbe ripristinata per liberarci una volte per tutte dei fasci di merda
#fn#remigrazione
@Aleverdi58@SusannaCeccardi No. Quel signore ha ragione. Ne abbiamo le palle piene dell’incompetenza e dei soliti post contro tutti.
Quando si parla di stipendi? Quando dei prezzi alle stelle?
Concretezza.
Un’aggressione razzista di stampo squadrista. Il razzismo non può diventare spettacolo.
Un ambulante senegalese di 30 anni, regolarmente residente in Italia, titolare di partita IVA e autorizzato a svolgere la propria attività, è stato aggredito con spray al peperoncino mentre lavorava a Borgo Sant’Angelo.
È stato medicato all’ospedale Santo Spirito con una prognosi di due giorni e ha presentato denuncia. Secondo quanto riferito dalla vittima, durante l’aggressione sarebbero state pronunciate frasi come: «C’è ancora un africano qui? Torna a casa tua.»
La vicenda vede coinvolto Simone Carabella. Se quanto denunciato sarà confermato dalle indagini, ci troveremmo di fronte non solo a un grave episodio di violenza, ma a un’aggressione con un possibile movente razzista, incompatibile con i principi fondamentali di uno Stato di diritto.
Se davvero un uomo è stato aggredito per il colore della sua pelle o per la sua origine mentre esercitava regolarmente il proprio lavoro, siamo davanti a un comportamento che richiama una logica squadrista: intimidire, umiliare e colpire chi viene considerato diverso, sostituendo la forza al diritto e la violenza al confronto civile.
È ancora più inquietante quando simili episodi vengono ripresi con uno smartphone e trasformati in contenuti per i social, quasi fossero intrattenimento. Il razzismo non è uno spettacolo. L’umiliazione di una persona non è un contenuto da monetizzare o da usare per ottenere visibilità. È un’offesa alla dignità umana e ai valori democratici.
Mi auguro che la magistratura accerti rapidamente tutti i fatti e le eventuali responsabilità.
In una democrazia non c’è spazio per la violenza, per il razzismo, né per chi, con metodi squadristi, pensa di poter intimidire lavoratori, cittadini e persone innocenti.
Difendere la legalità significa difendere il diritto di ogni essere umano a vivere e lavorare senza paura, indipendentemente dal colore della pelle o dalla sua provenienza.